L’edificio che ospita la sede delle Poste Italiane a Como, situato in Via Vittorio Emanuele all’angolo con via Perti, è stato progettato dall’architetto Federico Frigerio e dall’ingegnere Luigi Catelli tra il 1908 e il 1910.
Inizialmente era destinato a essere la sede della Società Bancaria Italiana.
Informazioni sull’Edificio:
Progettisti: Federico Frigerio (architetto) e Luigi Catelli (ingegnere).
Anno di Costruzione: 1908-1910.
Ubicazione: Via Vittorio Emanuele, angolo via Perti, Como.
Destinazione Originale: Sede della Società Bancaria Italiana.
Il quotidiano L’Ordine di Como ha una storia ricca e complessa che si estende per oltre un secolo. Ecco una panoramica delle sue principali fasi:
Storia Iniziale (1879-1984)
Fondazione: L’Ordine fu fondato nel 1879 da Pietro Carsana, vescovo di Como, come organo ufficiale della Diocesi di Como[1].
Evoluzione: Inizialmente pubblicato come trisettimanale, divenne quotidiano nel 1885 sotto la direzione del vescovo Carsana[1].
Direttori Storici: Tra i direttori storici vi furono Pietro Carsana e Giuseppe Brusadelli, che guidò il giornale dal 1943 al 1977[1].
Chiusura e Rinascita (1984-2008)
Chiusura: Il giornale cessò le pubblicazioni nel 1984.
Rinascita: Nel 2008 Alessandro Sallusti rilanciò L’Ordine come quotidiano di opinione con un’impronta laica, diversamente dalle sue origini cattoliche[1].
Crisi Finanziaria e Nuova Forma (2008-Oggi)
Crisi Finanziaria: A causa di tre bilanci in perdita consecutivi, la società editrice fu messa in liquidazione nel 2012.
Supplemento Culturale: Dal luglio del 2013 L’Ordine è diventato un supplemento culturale settimanale de La Provincia, uscendo con le edizioni di Como e Sondrio ogni domenica. Recentemente è stato aggiunto anche alla versione per Lecco a partire dal gennaio del 2024[1][2].
Attualmente si concentra su tematiche culturali variegate con firme autorevoli.
Direttori Attuali
Diego Minonzio è menzionato come figura chiave nella gestione de L’Ordine dopo il suo passaggio a supplemento culturale de La Provincia[1].
Scrive Luciana B. (il 13 febbraio 2025, tramite facebook):
“Gli uffici del quotidiano L’Ordine avevano sede nel palazzo alla sua sinistra. C’erano anche i macchinari per la stampa: le rotative si accendevano intorno alle 22.30, ne ricordo ancora il rumore. (Al loro posto, oggi si trova la sede di Spazio Natta)
Una cara amica, Gabriella Pesenti, iniziò la sua carriera giornalistica proprio lì, nei primi anni 80, seguendo la cronaca giudiziaria.
A piano terra invece, negli anni 70 avevano sede gli uffici della Olivetti – successivamente sostituiti dagli uffici sede della Democrazia Cristiana.”
Casa Sambenedetto, poi Cassina e Ciceri, è un edificio storico situato in Via Volta a Como. Fu progettata nel 1875 dall’ingegnere Eugenio Linati. Tuttavia, prima della sua attuale forma, l’edificio era sede della ditta serica Casnati dal 1832 al 1868[3][4]. Questo cambiamento di destinazione d’uso riflette l’evoluzione economica e culturale della città di Como durante il XIX secolo.
Storia e Architettura
Progetto: L’edificio fu progettato da Eugenio Linati nel 1875.
Sede Ditta Serica Casnati: Prima del suo rinnovamento architettonico, era la sede della ditta serica Casnati per oltre trentacinque anni.
Ubicazione: Situata in Via Volta a Como.
Importanza Culturale
L’edificio rappresenta un esempio dell’integrazione tra tradizione industriale e sviluppo urbanistico nella città di Como. La sua storia è legata alla produzione serica locale e all’influenza delle famiglie imprenditoriali dell’epoca.
Il Palazzo degli Inzaghi, successivamente divenuto residenza della famiglia Della Torre di Rezzonico, è stato ricostruito nel 1864 dall’ingegnere Ramponi per Cesare Fusoni. Questo edificio si trova in via Volta a Como, una strada che prende il nome da Alessandro Volta, il famoso fisico italiano nato proprio a Como[2][4][5].
Storia e Caratteristiche
Ricostruzione: La ricostruzione del palazzo avvenne nel 1864 su progetto dell’ingegnere Ramponi. Questo intervento fu commissionato da Cesare Fusoni, un personaggio locale che decise di rinnovare l’edificio per la famiglia Della Torre di Rezzonico[2][5].
Ubicazione: Il palazzo si trova in via Volta, una zona storica e significativa della città di Como, legata alla figura di Alessandro Volta[8].
Importanza Locale: L’edificio rappresenta un esempio dell’architettura ottocentesca comasca e contribuisce al patrimonio culturale della città.
Nel cortile ci sono quattro statue dello scultore Pietro Clerici raffiguranti le stagioni.
Il Palazzo di Via Volta 70 a Como ha una storia architettonica e culturale ricca e complessa. Originariamente, l’area era caratterizzata da edifici di epoca tardorinascimentale e neoclassica, con costruzioni che risalgono al periodo fra il Sei e il Settecento. Tra i progettisti notabili di questo periodo ci sono Cocquio, Benzi e Caimi, che hanno contribuito alla trasformazione della zona.
Storia del Palazzo
Nel 1738, Carlo Carloni realizzò un intervento significativo, mentre nel metà dell’Ottocento, De Herra apportò ulteriori modifiche. Questo palazzo ha avuto diverse funzioni nel corso degli anni, culminando nella sua attuale destinazione come sede del Collegio-Convitto “A. Volta”.
Architettura
L’edificio si distingue per le sue caratteristiche architettoniche che riflettono le tendenze stilistiche dell’epoca. La facciata presenta elementi decorativi tipici del neoclassicismo, mentre gli interni sono stati ristrutturati per adattarsi alle esigenze moderne senza perdere il fascino storico.
Importanza Culturale
La presenza del Collegio-Convitto “A. Volta” sottolinea l’importanza educativa della struttura, contribuendo alla formazione di nuove generazioni in un contesto storico significativo. Questo legame con la figura di Alessandro Volta, nato a Como, rende il palazzo un punto di riferimento non solo architettonico ma anche culturale.
In sintesi, il Palazzo di Via Volta 70 rappresenta un esempio significativo della storia architettonica di Como, riflettendo le evoluzioni stilistiche e le trasformazioni sociali che hanno caratterizzato la città nel corso dei secoli.
Eugenio Linati è stato un architetto attivo a Como, noto per la progettazione di edifici significativi nel XIX secolo. Tra le sue opere, spicca il palazzo realizzato nel 1870 per la famiglia Giorgetti, situato in Via Volta 68 a Como. Questo palazzo è un esempio del suo stile architettonico, che spesso combinava elementi neoclassici con influenze locali.
Caratteristiche del Palazzo
Data di costruzione: 1870
Committente: Famiglia Giorgetti
Posizione: Via Volta 68, Como
Linati è noto anche per il suo coinvolgimento nell’Esposizione Voltiana del 1899, dove progettò i padiglioni espositivi, contribuendo così allo sviluppo urbano di Como[2][4]. La sua carriera è caratterizzata da un forte impegno nella valorizzazione del patrimonio architettonico locale e nella realizzazione di edifici che riflettono l’identità culturale della città.
Importanza Storica
Il palazzo dei Giorgetti non è solo un esempio dell’abilità di Linati come architetto, ma rappresenta anche un periodo di crescita e sviluppo per Como, che stava vivendo una trasformazione significativa durante la seconda metà del XIX secolo. La costruzione di edifici residenziali eleganti come questo ha contribuito a definire l’immagine della città e a promuovere il suo status come centro culturale e commerciale[1][2].
In sintesi, il palazzo progettato da Eugenio Linati per i Giorgetti è un’importante testimonianza della storia architettonica di Como e della sua evoluzione nel XIX secolo.
Il Palazzo Raimondi, situato in Via Volta 77 a Como, è un importante esempio di architettura neoclassica progettato da Simone Cantoni tra il 1791 e il 1794. Questo edificio rappresenta una delle opere significative del periodo, contribuendo al patrimonio architettonico della città.
Storia e Architettura
Progetto e Costruzione: Il palazzo fu rielaborato da Simone Cantoni, un architetto ticinese noto per il suo stile distintivo che combina elementi classici con innovazioni locali. La costruzione avvenne in un periodo di grande fermento per Como, che stava vivendo una fase di sviluppo urbano e culturale.
Caratteristiche Architettoniche: Il Palazzo Raimondi si distingue per la sua facciata elegante, caratterizzata da proporzioni armoniose e dettagli classici. Le decorazioni interne sono particolarmente degne di nota, con affreschi che riflettono l’arte del tempo e il gusto neoclassico.
Funzione Storica: Oltre alla sua funzione residenziale, il palazzo ha avuto un ruolo significativo nella storia locale. È noto che durante il periodo risorgimentale, Giuseppe Garibaldi soggiornò qui, rendendo l’edificio parte della memoria storica della lotta per l’unità d’Italia[3][7].
Importanza Culturale
Il Palazzo Raimondi non è solo un esempio di architettura neoclassica, ma anche un simbolo della storia sociale e politica di Como. La sua costruzione rappresenta l’influenza delle famiglie nobiliari locali e il loro contributo alla cultura della città. Oggi, il palazzo continua a essere un punto di riferimento per residenti e turisti, testimoniando la ricca eredità storica di Como[3][4].