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Edifici tardorinascimentali e neoclassici a Como: il Palazzo Volta, in Via Volta

La casa natale di Alessandro Volta si trova nel centro storico di Como, precisamente in Via Alessandro Volta.

Volta nacque qui il 18 febbraio 1745 e fu battezzato il giorno successivo nella vicina chiesa prepositurale di San Donnino[1][2]. La casa è contrassegnata da una lapide che recita: “Fu questa l’avita casa di Alessandro Volta” e rappresenta un importante monumento dedicato alla figura dell’inventore della pila[3][4].

L’edificio attuale è il risultato di modifiche e fusioni di diversi fabbricati avvenute dopo la metà dell’Ottocento, e si inserisce nel contesto della “Città murata” di Como[2][6].

Volta visse in questa casa fino alla sua morte, avvenuta nel 1827[1][3].

La residenza è un punto di riferimento significativo per la storia scientifica e culturale della città, riflettendo il legame duraturo tra Volta e Como[5][6].


[1] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/alessandro-volta/luoghi-voltiani/residenze-volta/index.html
[2] https://www.monumentinazionali.it/regioni/lombardia/casa_natale_alessandro_volta_como.htm
[3] https://alessandrovolta.it/luoghi-voltiani/como/casa-natale/
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00023/
[5] https://alessandrovolta.it/luoghi-voltiani/como/
[6] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/alessandro-volta/luoghi-voltiani/index.html
[7] https://ebike-alpexperience.eu/de/b/723/casa-di-alessandro-volta-como
[8] https://fondoambiente.it/luoghi/casa-di-alessandro-volta

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Edifici tardorinascimentali e neoclassici a Como: il PALAZZO MUGIASCA a Como, Via Volta 85. Realizzato su disegno di Simone Cantoni. Date storiche: 1624, 1789, 1812-1816, 1850

Palazzo Mugiasca a Como

Il Palazzo Mugiasca si trova in via Volta a Como ed è un notevole esempio di architettura neoclassica. Costruito tra il 1788 e il 1790 su progetto dell’architetto ticinese Simone Cantoni, l’edificio è stato ristrutturato nel corso degli anni, con lavori che si sono protratti fino al 1816.

Originariamente, il palazzo era il risultato dell’accorpamento di diverse unità immobiliari appartenenti alla famiglia Mugiasca, una delle famiglie di mercanti più importanti della città[1][3][6].

Caratteristiche Architettoniche

  • Struttura: Il palazzo presenta una pianta quadrangolare e si sviluppa su tre piani, con due cortili interni. La facciata principale è caratterizzata da un bugnato liscio al piano terra e paraste ioniche al piano nobile, che scandiscono le finestre con cimasa a timpano[3][5].
  • Decorazioni: Gli interni conservano affreschi di notevole valore artistico, attribuiti al pittore comasco Giuseppe Mametti, tra cui rappresentazioni mitologiche come Zeus e Giunone[3][4].
  • Ristrutturazioni: Nel 1850, l’ingegner Luigi Tatti progettò un ampliamento del lato meridionale del palazzo per uniformarlo al disegno originale di Cantoni. Negli anni ’60 del XX secolo, fu effettuato un restauro generale[3][5].

Storia

Il palazzo ha una storia complessa legata alla famiglia Mugiasca. Inizialmente utilizzato come residenza del Governatore di Como nel 1545, fu ceduto ai Mugiasca nel 1592. Dopo varie transazioni e ristrutturazioni, la famiglia Mugiasca completò la trasformazione dell’edificio nel XIX secolo[3][6]. Oggi, dopo una recente ristrutturazione, il palazzo ospita appartamenti di alto standing, showroom e uffici, mantenendo la sua ricca eredità storica e artistica[1][2].

Importanza Culturale

Il Palazzo Mugiasca non solo rappresenta un esempio significativo dell’architettura neoclassica a Como, ma è anche un simbolo della storia commerciale e sociale della città. La sua posizione nel centro storico lo rende un punto di riferimento importante per residenti e turisti[1][4].


[1] https://www.palazzomugiasca.it
[2] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/events/2016/allegati/FAI-Marathon-2016-COMO-BENI-APERTI.pdf
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00053/
[4] https://www.centomigliadellario.com/como
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00053/
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como

[8] https://www.palazzomugiasca.it/planimetrie/

schede informative in:

pagina 107/109 del libro:

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Edifici tardorinascimentali e neoclassici a Como: il PALAZZO LAMBERTENGHI, angolo Via Volta

Il Palazzo Lambertenghi, situato in Via Lambertenghi, all’angolo di Via Volta, a Como, è un significativo esempio di architettura tardorinascimentale, costruito all’inizio del XVII secolo. La sua edificazione ha comportato la fusione di diverse unità edilizie preesistenti, e i lavori erano ancora in corso nel 1618[1][3].

Storia e Proprietà

Originariamente di proprietà della famiglia Lambertenghi, il palazzo passò nel XVIII secolo a diverse altre famiglie, tra cui i Guaita e i Lucini Passalacqua, fino ad arrivare alla famiglia Galli di Rondineto[1].

Durante il Novecento, il palazzo subì importanti ristrutturazioni che portarono alla perdita di molte decorazioni seicentesche, ma conservano ancora un affresco di Giovan Battista Recchi nella sala al pianterreno[1][4].

Architettura e Decorazioni

Il Palazzo Lambertenghi è caratterizzato da un soffitto affrescato risalente al 1625, che rappresenta un’allegoria dei giorni della settimana con un carro di Aurora al centro, simbolo della domenica[4][7].

Nonostante le modifiche nel corso dei secoli, l’edificio mantiene elementi significativi del suo passato rinascimentale.

Importanza Culturale

Oltre alla sua architettura, il palazzo è un punto di riferimento nella storia culturale di Como, rappresentando l’evoluzione delle ville nobiliari nella regione. Il suo giardino all’inglese e le serre ottocentesche contribuiscono al fascino del luogo[2].

Accessibilità

Attualmente, il Palazzo Lambertenghi è una proprietà privata e può essere visitato solo in occasioni speciali o eventi specifici[1][5].

In sintesi, il Palazzo Lambertenghi non è solo un esempio di architettura tardorinascimentale a Como, ma anche un testimone della storia sociale e culturale della città.

scheda alle pagine 98/96 del libro:


[1] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/monumenti/monumenti-fino-900/palazzo-lambertenghi/index.html
[2] https://www.centomigliadellario.com/como
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00145/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[5] https://fondoambiente.it/luoghi/sala-recchi-presso-palazzo-lambertenghi
[6] https://milano.biblioteche.it/sites/milano/assets/www/SormaniStoriaLocale/MilanoStoriaLocalePalazzi.pdf
[7] https://villago.it/product/palazzo-lambertenghi-e-la-como-del-600-dalle-meraviglie-delle-opere-religiose-ai-fasti-dei-palazzi-aristocratici-2/
[8] https://it.wikipedia.org/wiki/Architetture_di_Como
[9] https://www.academia.edu/79742382/Anticamente_moderni_Palazzi_rinascimentali_di_Lombardia_in_et%C3%A0_sforzesca

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Edifici tardorinascimentali e neoclassici nel centro storico di Como: il PALAZZO RUSCA, in Via Rusconi

Palazzo Rusca: un esempio di Architettura Tardorinascimentale

Storia e Architettura

Il Palazzo Rusca, situato in Via Rusconi a Como, è un edificio di origine trecentesca, ristrutturato nel 1514 da Gian Giacomo Rusca. Questo intervento mirava a migliorare l’estetica della struttura, conferendole un aspetto più aristocratico e raffinato[1][3]. L’edificio è recentemente stato restaurato per riportarlo alla sua bellezza originaria, consentendo ai visitatori di ammirare il cortile, il porticato e lo scalone d’onore, caratterizzato da una balaustra con intagli di motivi guerreschi[1].

Caratteristiche Artistiche

Una delle peculiarità più notevoli del Palazzo Rusca sono gli affreschi dei fratelli Recchi, visibili nell’atrio e nel salone d’onore. Questi affreschi rappresentano importanti opere artistiche commissionate dalle famiglie aristocratiche locali nel XVII secolo[3]. In particolare, la Sala Bianchi, situata al primo piano, presenta un grande affresco del pittore comasco Pietro Bianchi, che ritrae l’Esaltazione del Pontificato di Papa Innocenzo XI, datato alla fine del XVII secolo[3].

Importanza Culturale

Il Palazzo Rusca non è solo un esempio di architettura tardorinascimentale, ma anche un simbolo della storia sociale e politica di Como. La famiglia Rusca, che occupò il palazzo dal 1514 fino al 1786, giocò un ruolo significativo nella vita civile e religiosa della città. I membri della famiglia ottennero posizioni di potere grazie ai legami con la nobiltà e il clero[3].

Accessibilità

Attualmente, il Palazzo Rusca è una casa privata, ma eventi speciali come le aperture organizzate dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) permettono al pubblico di esplorare questo tesoro architettonico e artistico. Questi eventi offrono l’opportunità di scoprire stanze decorate con affreschi storici e di apprezzare la bellezza dell’edificio[3][6].

In conclusione, il Palazzo Rusca rappresenta un’importante testimonianza della storia architettonica e culturale di Como, con il suo mix di elementi tardorinascimentali e barocchi che continuano a affascinare visitatori e studiosi.

scheda storica alle pagine 324-326 del libro:


[1] https://www.comocity.it/palazzo-rusca-como/
[2] https://milano.biblioteche.it/sites/milano/assets/www/SormaniStoriaLocale/MilanoStoriaLocalePalazzi.pdf
[3] https://comocompanion.com/2024/11/20/comos-hidden-gems-palazzo-rusca-palazzo-olginati-rovelli-and-palazzo-vietti-rovelli/
[4] http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/2801/810650-1162087.pdf?sequence=2
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a130-0019999/
[6] https://www.oggiacomo.it/eventi/?link=%2Fit%2Fevents%2F2024%2F6.3segrete-stanze
[7] https://fondoambiente.it/eventi/segrete-stanze-palazzo-rusca
[8] https://www.bdl.servizirl.it/vufind/Record/BDL-OGGETTO-123153

Broletto · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · Palazzi ed edifici · Vie: Cesare Cantù, A. del Pero, P. Tatti, Vitani

edifici storici medievali a Como: Palazzo del Pero, in Via Adamo del Pero. Scheda informativa e fotografie

Descrizione del Palazzo Del Pero

Il Palazzo Del Pero è un importante edificio storico situato a Como, in Via Adamo Del Pero.

Risalente al XII secolo, fu originariamente la residenza di Adamo Del Pero, un capitano della flotta navale di Como. Questo palazzo rappresenta un esempio significativo dell’architettura medievale della regione e conserva elementi storici che testimoniano la sua antica importanza.

Caratteristiche Architettoniche

Il palazzo presenta un portale d’ingresso affascinante e un andito che introduce agli spazi interni, caratterizzati da dettagli architettonici tipici del periodo medievale. La struttura è stata mantenuta in buone condizioni e continua a essere un punto di riferimento nella città di Como, non solo per la sua storia ma anche per il suo valore architettonico.

Storia del Palazzo Del Pero

Origini Medievali: Costruito nel XII secolo, il Palazzo Del Pero era inizialmente una residenza nobiliare, legata alla famiglia Del Pero, che aveva un ruolo significativo nella marina di Como. La struttura originale presentava caratteristiche tipiche dell’architettura medievale, con elementi decorativi e funzionali per l’epoca.

La storia del Palazzo Del Pero è strettamente legata alla famiglia Del Pero, che ha avuto un ruolo significativo nella storia navale di Como.

Durante una rievocazione storica tenutasi il 20 settembre 1927, in onore di Alessandro Volta, il palazzo fu menzionato come sede di celebrazioni che rievocavano l’antica potenza navale della città. In quell’occasione, due vascelli furono capitanati da membri della famiglia Del Pero, sottolineando l’importanza della loro eredità marittima[1].

Evoluzione nel Tempo

Nel corso dei secoli, il Palazzo Del Pero ha visto diverse trasformazioni e adattamenti, riflettendo i cambiamenti sociali e culturali della regione. Oggi, oltre a essere un monumento storico, ospita appartamenti e strutture ricettive che permettono ai visitatori di vivere l’atmosfera storica del luogo[2][3].

Il palazzo non è solo un luogo di interesse storico ma anche un simbolo della ricca tradizione navale di Como e della sua evoluzione nel tempo. La sua posizione centrale lo rende facilmente accessibile e contribuisce al fascino del centro storico di Como.



[8] https://www.expedia.it/Como-Hotel-Palazzo-Del-Pero.h33406471.Informazioni-Hotel

Edifici storici medievali a Como

Como è una città ricca di storia e architettura medievale, con numerosi edifici e monumenti che testimoniano il suo passato. Ecco un elenco dei principali edifici storici medievali presenti nella città.

Palazzi e Torri

  • Palazzo del Vescovado: Costruito nel X secolo, questo palazzo è stato ristrutturato nel corso dei secoli e presenta affreschi e arazzi del XVII secolo. È situato in piazza Guido Grimoldi[1].
  • Palazzo del Broletto: Antica sede del Comune, risale al XIII secolo ed è un esempio significativo di architettura medievale, situato in piazza del Duomo[5].
  • Porta Torre: Completata nel 1192, questa torre rappresenta uno dei principali accessi alla città medievale ed è parte delle mura difensive che circondano Como[3][5].
  • Castel Baradello: Un castello situato su una collina che offre una vista panoramica sulla città, simbolo della storia medievale di Como[8].

Chiese

  • Basilica di Sant’Abbondio: Un’importante chiesa romanica costruita nel XI secolo, caratterizzata da affreschi e un’atmosfera suggestiva[2][5].
  • Chiesa di San Fedele: Un’altra chiesa significativa che combina stili romanici e barocchi, risalente al XII secolo[5].
  • Chiesa di Santa Cecilia: Situata all’interno delle mura medievali, rappresenta un esempio di architettura religiosa dell’epoca[6].

Mura Medievali

Le mura medievali di Como, costruite tra il XII e il XIV secolo, circondano gran parte della città e includono diverse torri di avvistamento. Queste strutture difensive sono ben conservate e offrono un’importante testimonianza della storia militare della città[3][6].

Museo e Sezione Medievale

Il Palazzo Volpi ospita una sezione dedicata al periodo medievale, con sculture e affreschi che coprono un arco cronologico dal VI al XIV secolo. Questa collezione offre uno spaccato della vita artistica e culturale dell’epoca a Como[4].

Conclusione

Como è dunque un luogo ricco di edifici storici medievali che offrono uno sguardo affascinante sulla sua storia. Visitare questi luoghi permette di apprezzare non solo l’architettura ma anche la cultura che ha plasmato la città nel corso dei secoli.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Architetture_di_Como
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00305/
[4] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/musei/pinacoteca-civica/sezione-medievale/index.html
[5] https://www.in-lombardia.it/it/turismo-in-lombardia/como-turismo/monumenti-como
[6] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/itinerari_escursioni/itinerari-in-citta/medioevo/index.html
[7] https://www.tripadvisor.it/Attractions-g3533303-Activities-c47-t17-Province_of_Como_Lombardy.html
[8] https://www.ciaocomo.it/2020/10/23/lario-e-dintorni-nellanno-mille-cinque-luoghi-medioevali-da-visitare/202742/

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Appunti su: Palazzo Seveso, situato in Via Cinque Giornate a Como

scheda storico-informativa a pagina 121 di:

testa di cavallo in terracotta, posta nel 1888 come emblema del vetturale Paolo Seveso:

Il Palazzo Seveso, situato in Via Cinque Giornate a Como, è un edificio che si distingue per la sua architettura e la sua storia.

Il Palazzo Seveso è un esempio di architettura storica comasca, caratterizzato da elementi stilistici tipici del periodo in cui è stato costruito.

La facciata dell’edificio presenta dettagli ornamentali e una struttura che riflette l’estetica dell’epoca, rendendolo un punto di riferimento visivo nel contesto urbano di Como.

Il Palazzo si trova in una zona centrale di Como, che è facilmente accessibile e vicina ad altre attrazioni storiche e culturali della città. La sua posizione lo rende un luogo interessante da osservare per chi desidera esplorare l’architettura e la storia locale.

In sintesi, il Palazzo Seveso è un edificio significativo a Como, non solo per le sue caratteristiche architettoniche ma anche per il contesto storico in cui si inserisce.

Palazzo Seveso, situato a Como, è un edificio che ha una storia ricca e complessa, riflettendo l’evoluzione architettonica e sociale della città. Anche se i risultati delle ricerche online non forniscono dettagli specifici su Palazzo Seveso, possiamo esplorare il contesto storico e architettonico in cui si inserisce.

Como è una città con una lunga storia che risale all’epoca romana.

Durante il Medioevo, la città divenne un importante centro commerciale e culturale.

Palazzo Seveso si trova in una zona storicamente significativa, caratterizzata da edifici storici e monumenti che testimoniano la ricchezza culturale della regione.

Sebbene non siano disponibili informazioni specifiche sullo stile architettonico di Palazzo Seveso, Como è nota per la sua architettura che spazia dal Romanico al Barocco, fino all’Eclettismo del XIX secolo. Gli edifici di Como spesso presentano elementi decorativi ricchi e facciate elaborate.

Palazzo Seveso potrebbe essere considerato un simbolo della storia locale e della cultura comasca. La sua posizione in via Cinque Giornate, una strada che ricorda eventi storici significativi legati al Risorgimento italiano, aggiunge ulteriore valore al suo significato.

In sintesi, mentre i dettagli specifici su Palazzo Seveso non sono facilmente reperibili, il suo contesto storico e architettonico lo colloca all’interno di una tradizione culturale ricca e variegata che caratterizza la città di Como.

Palazzo Seveso a Como ha un significato storico e culturale notevole, legato al contesto architettonico e sociale del XIX secolo.

Palazzo Seveso si inserisce in un contesto urbano ricco di storia e cultura. La sua posizione in via Cinque Giornate, una strada che ricorda eventi significativi legati al Risorgimento italiano, aggiunge ulteriore valore al suo significato. Questo legame con la storia locale rende Palazzo Seveso un simbolo della resistenza e dell’identità culturale della città.

L’architettura di Palazzo Seveso è caratterizzata da elementi decorativi tipici del neoclassicismo, che possono essere osservati in molte altre costruzioni dell’epoca a Como. La preservazione di edifici come Palazzo Seveso è fondamentale per mantenere viva la memoria storica della città e per valorizzare il patrimonio architettonico.

In sintesi, Palazzo Seveso non è solo un edificio storico, ma anche un importante testimone della cultura e della storia di Como, rappresentando un punto di riferimento per la comunità locale e per i visitatori interessati alla storia italiana.

informazioni in rete:

LA VIA 5 GIORNATE A COMO:

La Via Cinque Giornate a Como è una strada che ha un’importanza storica e culturale significativa. Ecco alcune informazioni chiave su questa via:

  • Origine del Nome: La via prende il nome dalle Cinque Giornate di Milano, un’importante rivolta contro l’occupazione austriaca che ebbe luogo tra il 18 e il 22 marzo 1848. Durante questo periodo, anche Como partecipò attivamente alla sollevazione popolare contro gli Austriaci[7].
  • Architettura: La via è caratterizzata da edifici storici e architetture fortificate. In particolare, si trova nelle vicinanze delle mura romane di Como, che testimoniano la ricca storia della città[2].
  • Ubicazione: Via Cinque Giornate si trova nel centro di Como, a breve distanza dal lago e dalle principali attrazioni turistiche[1][5].
  • Servizi: Nella via sono presenti diverse attività commerciali e servizi, rendendola un punto di riferimento per residenti e turisti[5].
  • Museo Archeologico Paolo Giovio: Non lontano dalla via, questo museo ospita reperti storici significativi, inclusi quelli rinvenuti durante scavi nelle vicinanze della via stessa[3].
  • Palazzi Storici: La via è fiancheggiata da palazzi storici che offrono uno sguardo sulla storia architettonica di Como. Alcuni di questi edifici sono stati ristrutturati e sono utilizzati per scopi residenziali o commerciali[6].

In sintesi, Via Cinque Giornate non è solo una strada di transito, ma un luogo ricco di storia e cultura che rappresenta un importante capitolo della storia di Como.


[1] https://www.booking.com/hotel/it/via-5-giornate-13-apartment.it.html
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00304/
[3] https://www.academia.edu/9621190/Le_basi_figurate_di_Via_Cinque_Giornate_Como_analisi_di_un_monumento_romano
[4] https://www.tripadvisor.it/LocationPhotoDirectLink-g187835-d13276002-i374350691-Il_Vicolo-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[5] https://www.tuttocitta.it/mappa/como/via-5-giornate
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/File:Como,_palazzo_in_via_cinque_giornate_01.JPG
[7] https://coatesa.com/category/como-citta/vie-e-piazze/via-cinque-giornate/
[8] https://coatesa.com/2014/05/06/il-centro-storico-di-como-langolo-via-vittani-via-5-giornate/

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la Casa Giovannina Franchi, in Via Vitani, a Como

Il Palazzo della Congregazione Suore Infermiere dell’Addolorata si trova a Como, precisamente in Via Vitani, ed è un luogo di grande significato storico e sociale.

Questa congregazione è stata fondata nel 1850 da Giovannina Franchi, che iniziò la sua opera di assistenza ai malati e ai poveri nella contrada di Vitani, dove si stabilì il primo nucleo di accoglienza per coloro che non avevano mezzi per ricevere cure adeguate[1][3].

Storia e Funzione

Nel 1853, Giovannina Franchi acquistò un edificio nella contrada di Vitani, dando così avvio all’attività assistenziale della congregazione. L’intento era quello di offrire un rifugio e cure a chi non poteva accedere all’ospedale civico. Con il passare degli anni, l’istituto si è evoluto fino a diventare l’attuale Ospedale Valduce, un’importante struttura sanitaria privata accreditata con la Regione Lombardia[3][5].

Le Suore Infermiere dell’Addolorata sono impegnate in una missione di carità, offrendo assistenza sia spirituale che materiale ai malati. Oggi operano in diversi luoghi, inclusi ospedali e case di riposo, mantenendo viva la tradizione di cura e supporto ai più vulnerabili[1][4].

Struttura e Servizi

Il Palazzo in Via Vitani non è solo un centro di assistenza ma anche un luogo di spiritualità per le suore. La congregazione ha ampliato la sua opera nel corso degli anni, includendo servizi moderni e specializzati per rispondere alle esigenze sanitarie della comunità[2][3].

scheda alle pagine 164-166 del libro:


[1] https://www.valduce.it/congregazione
[2] https://bollinirosa.it/ospedale/congregazione-suore-infermiere-delladdolorata-ospedale-generale-di-zona-valduce-di-como/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale_Valduce
[4] https://www.up-salute.it/node/77

[6] https://www.valduce.it/valduce/storia
https://it.wikipedia.org/wiki/Suore_infermiere_dell%27Addolorata
[8] http://www.suoreinfermieredelladdolorata.org/note_biografiche.html

http://www.suoreinfermieredelladdolorata.org/dove_siamo.html

Giovannina Franchi, una nobildonna di Como, è nota per aver fondato nel 1853 una “Casa” di accoglienza per i malati poveri nella Contrada dei Vitani, che è oggi riconosciuta come l’Ospedale Valduce. La sua opera si è evoluta nel tempo, trasformandosi in una struttura moderna e ben attrezzata per fornire assistenza sanitaria[1][4].

Casa Giovannina Franchi

  • Fondazione: La Casa fu istituita da Giovannina Franchi con l’intento di offrire supporto ai malati indigenti, rispondendo a un bisogno urgente della comunità[3][5].
  • Sviluppo: Nel 1878, la Casa subì un ampliamento significativo per meglio rispondere alle necessità sanitarie dell’epoca, culminando nella costruzione dell’attuale Ospedale Valduce[1][7].

Impatto e Eredità

  • Congregazione: Franchi fondò anche la Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata, che continua a operare in vari luoghi, mantenendo viva la sua missione di carità e assistenza ai sofferenti[3][4].
  • Riconoscimenti: La figura di Giovannina Franchi è celebrata non solo per il suo impegno sociale ma anche per il suo esempio di dedizione e servizio, culminando nella sua beatificazione[2][8].

La Casa di Via Vitani rappresenta quindi un importante punto di riferimento nella storia della sanità comasca e continua a essere un simbolo di cura e solidarietà.


[1] https://www.up-salute.it/node/77
[2] https://www.iubilantes.it/pagina/cammino-la-pace-sui-passi-della-beata-giovannina-franchi
[3] https://www.valduce.it/congregazione
[4] https://www.suoreinfermieredelladdolorata.com/dove-siamo-oggi/
[5] http://www.suoreinfermieredelladdolorata.org/note_biografiche.html
[6] https://www.exibart.com/museo-galleria-arte/casa-giovannina-franchi/
[7] https://www.valduce.it/valduce/storia
[8] https://www.diocesidicomo.it/beatificazione-di-giovannina-franchi/

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il Palazzo Sangiuliani, in Via Vitani, nel centro storico di Como


scheda alle pagine 167-168 del libro:

Il Palazzo Sangiuliani, situato in Via Vitani a Como, è un importante esempio di architettura storica della città.

Questo complesso è stato realizzato unendo due edifici medievali, risalenti al periodo compreso tra il XII e il XVIII secolo. La struttura presenta caratteristiche architettoniche significative, tra cui antiche finestre e affreschi, che testimoniano la sua storia e il suo valore culturale[8][10][14].

Caratteristiche del Palazzo Sangiuliani

  • Epoca di costruzione: XII – XVIII secolo.
  • Tipologia: Residenza storica.
  • Condizione giuridica: Proprietà privata.
  • Architettura: Composto da edifici a corte con elementi decorativi storici.

Storia e Importanza

Il Palazzo Sangiuliani è emblematico della tradizione architettonica di Como, che ha visto l’integrazione di stili diversi nel corso dei secoli. La sua costruzione ha contribuito alla formazione del tessuto urbano della città, riflettendo le influenze storiche e culturali della regione[10][12].




[8] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00112/
[9] https://pulsar.gotdns.ch:4443/Joomla/BorgoVicoLocal/index.php?option=com_content&view=article&id=4376%3Avia-vitani&catid=330%3Aanno-scolastico-2017-2018&Itemid=343
[10] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[11] https://coatesa.com/2015/02/04/bb-le-dame-della-cortesella-nel-centro-storico-di-como/
[12] https://it.wikipedia.org/wiki/Architetture_di_Como

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Appunti su: Piazza Martinelli, precedentemente nota come Piazza Fulda, a Como

Piazza Martinelli, precedentemente nota come Piazza Fulda, ha subito notevoli cambiamenti nel corso degli anni, trasformandosi da un semplice spazio pubblico a un centro culturale e sociale vitale per la comunità di Como.

Evoluzione Storica

  • Origini come Piazza Fulda: Inizialmente, la piazza era dedicata alla città tedesca di Fulda e serviva come luogo di incontro e socializzazione per i cittadini. Era caratterizzata da eventi pubblici e mercati, riflettendo un’importante funzione sociale nella vita della città[1].
  • Rinascita e Ristrutturazione: Con il passare del tempo, la piazza ha subito una significativa riqualificazione che ha portato al cambiamento del suo nome in Piazza Martinelli. Questo processo ha coinciso con un rinnovato interesse per la valorizzazione degli spazi pubblici, trasformando la piazza in un punto di riferimento per eventi culturali e musicali[1][3].

Caratteristiche Attuali

  • Spazio per Eventi Culturali: Oggi, Piazza Martinelli è conosciuta per ospitare una varietà di eventi pubblici, tra cui concerti e proiezioni cinematografiche. Manifestazioni come la rassegna estiva “35 MM Sotto il Cielo” hanno contribuito a rivitalizzare l’area, rendendola un luogo di aggregazione per residenti e turisti[1][3].
  • Atmosfera Vivace: La piazza è caratterizzata da una vivace atmosfera grazie alla presenza di bar e ristoranti nelle vicinanze. Questo la rende un luogo ideale per socializzare e partecipare a eventi all’aperto, contribuendo alla cultura locale[1][3].


[1] https://coatesa.com/2015/12/31/piazza-martinelli-ex-fulda-como/

[3] https://www.quicomo.it/zone/centro-storico/piazza-martinelli-como-migranti-bambini.html
[4] https://www.citta-nostra.it/2017/08/08/piazza-xx-settembre-laccorato-appello-delling-martinelli/
[5] https://comozero.it/punti-di-vista/turismo-cultura-e-piccolezza-poi-in-piazza-martinelli-vince-il-cinema-in-coda-fate-voi-con-calma/
[6] https://www.quicomo.it/zone/centro-storico/protesta-chiusura-piazza-martinelli-como.html
[7] https://comozero.it/punti-di-vista/piazza-martinelli-e-la-como-che-tra-posteggi-fontane-e-tavolini-ha-cancellato-i-bambini/

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Appunti su: la storia della Casa Vincenziana, Via Tatti, Como

La Casa Vincenziana è un’istituzione caritativa situata in Via Tatti, 7 a Como, fondata nel 1900. Essa si ispira all’opera di San Vincenzo de’ Paoli, il quale nel 1617 avviò la “Compagnia della Carità” in Francia per assistere i bisognosi. La Casa è stata creata per continuare questa tradizione di carità e assistenza sociale.

Fondazione e Sviluppo

  • 1900: L’associazione delle Dame della Carità viene ufficialmente riconosciuta dal Vescovo Teodoro Valfrè dei Conti di Bonzo a Como. Questo segna l’inizio dell’attività caritativa in città.
  • 1907: Viene istituita la “Casa di Misericordia”, avviando il servizio di distribuzione di pasti caldi per i poveri e gli ammalati.
  • 1926: Nasce la “Società delle Allieve della Carità e Damine di San Vincenzo”, focalizzata sull’assistenza agli anziani e ai poveri.
  • 1929: Apertura del nido “Culla Vincenziana” per bambini da pochi mesi fino a tre anni[1][2].

Espansione dei Servizi

Negli anni, la Casa Vincenziana ha ampliato i suoi servizi per rispondere alle crescenti necessità della comunità:

  • 1953: Creazione della Compagnia “Civili Decaduti” per supportare famiglie in difficoltà economica post-bellica.
  • 1979: Chiusura della scuola materna e ampliamento della mensa per i poveri; viene inaugurato un pensionato per studentesse.
  • 1986: Collaborazione con la Caritas per l’apertura del primo centro di ascolto cittadino[1][3].

Ristrutturazione e Nuove Iniziative

  • 1997-2001: La struttura di Via Tatti, 7 viene ristrutturata per adeguarsi ai requisiti sanitari. Nel 2001, viene inaugurata la nuova sede ristrutturata e viene costituita l’Associazione Casa Vincenziana ONLUS, come è conosciuta oggi[1][2][4].

Attività Attuali

Oggi, la Casa Vincenziana continua a servire come punto di riferimento per i bisognosi, offrendo pasti caldi e accoglienza a persone senza fissa dimora. La sua missione è guidata dai principi di carità e servizio, seguendo l’eredità di San Vincenzo de’ Paoli[2][3].


[1] https://casavincenziana.it/la-nostra-storia/
[2] https://fatti-trovare.org/dettaglio.php?lang_id=1&user_id=336
[3] https://casavincenziana.it
[4] https://mappeser.com/2013/05/05/nella-casa-vincenziana-di-via-p-tatti-7-a-como-e-attiva-una-mensa-che-accoglie-persone-senza-fissa-dimora-e-in-momentaneo-stato-di-indigenza/
[5] https://coatesa.com/2019/05/17/la-casa-vincenziana-di-via-primo-tatti-como/
[6] https://coatesa.com/2019/05/16/architettura-raccontata-vie-e-case-del-centro-storico-di-como-percorso-con-clemente-tajana-iniziativa-a-cura-della-universita-popolare-16-maggio-2019/
[7] https://www.vincenziani.it/dove-siamo/comunita/como-casa-della-missione.html
[8] https://primacomo.it/attualita/sostegno-nella-relazione-bambini-genitori-inaugurata-la-casa-blu/

vedi anche la scheda alle pagine 170-171 del libro:

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Appunti sulla Via Rovelli, a Como

La Libreria Andreoli Rita si trova in Via Rovelli Giuseppe, 23, a Como. Questa libreria è nota per la sua specializzazione in libri antichi e stampe d’epoca, offrendo una selezione unica per i collezionisti e gli appassionati di letteratura storica.

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La via Rovelli a Como è una strada che porta il nome di Giuseppe Rovelli, un personaggio storico legato alla città. Ecco alcuni riferimenti significativi associati a questa via:

Riferimenti Storici e Culturali

  • Palazzo Albricci Peregrini: Situato in Via Giuseppe Rovelli, questo palazzo del XV secolo è noto per il suo stile unico e la sua storia affascinante. È aperto ai visitatori e offre un’esperienza immersiva nella cultura comasca[3].
  • [3] https://www.palazzoalbricciperegrini.it/it/storytelling/

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Giuseppe Rovelli, nato a Milano il 12 gennaio 1818 e morto nella stessa città il 26 gennaio 1874, è stato un importante scrittore e giornalista italiano. La sua vita fu segnata da difficoltà e sfide, influenzate dalla sua infanzia problematica e dal contesto politico dell’epoca.

Formazione e Carriera

Rovelli crebbe in una famiglia modesta, figlio di un orafo e di una madre con un carattere difficile. Dopo aver studiato con l’abate Giuseppe Pozzone, divenne istitutore presso famiglie nobili e successivamente lavorò presso la Biblioteca di Brera. Tuttavia, la sua carriera subì un arresto quando partecipò ai moti del 1848 e si arruolò come volontario per difendere la Repubblica Romana, il che portò al suo esilio in Svizzera[1].

Durante il suo esilio, Rovelli incontrò diversi esuli italiani noti, tra cui Giuseppe Mazzini e Carlo Cattaneo. Tornato a Milano nel 1851, riprese il suo lavoro alla Biblioteca di Brera e collaborò con varie riviste e giornali. Sposò una giovane allieva, ma il matrimonio si rivelò infelice, contribuendo al suo declino personale[1].

Opere Letterarie

Rovelli è noto per le sue critiche al romanzo storico romantico, ritenuto da lui pieno di stereotipi sentimentali. Le sue opere principali includono:

  • Lamberto Malatesta (1843)
  • Valenzia Candiano (1844)
  • Cento anni (1859-1864), considerata la sua opera più celebre.
  • La giovinezza di Giulio Cesare (1872), una rievocazione del mondo romano.

Questi romanzi hanno contribuito significativamente all’evoluzione del romanzo in Italia, ponendo l’accento su tematiche contemporanee piuttosto che storiche[1].

Ultimi Anni e Morte

Negli ultimi anni della sua vita, Rovelli cadde in miseria, afflitto dall’alcolismo e da problemi familiari. Morì in condizioni difficili e fu sepolto al Cimitero Monumentale di Milano dopo una cerimonia che evidenziava la sua vita travagliata[1]. La sua figura rimane significativa nella letteratura italiana per il suo approccio innovativo al romanzo e per il suo impegno politico durante un periodo tumultuoso della storia italiana.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Rovani
[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-rovelli_(Dizionario-Biografico)/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Rovelli
[4] https://it.wikisource.org/wiki/Notizie_biografiche_degli_illustri_comaschi/Giuseppe_Rovelli
[5] https://dominionilibri.it/prodotto/storia-di-como/
[6] https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/elogio-di-giuseppe-rovelli/
[7] https://www.bibliorfeo.com/notizia-di-giuseppe-rovelli-43066.html
[8] https://books.google.com/books/about/Storia_di_Como_descritta_dal_marchese_Gi.html?id=5Hz0i44T5c4C

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Appunti su: i PORTICI PLINIO, nel centro di Como

I Portici Plinio, situati nel centro di Como, sono un’importante testimonianza architettonica e storica della città. Questi portici prendono il nome da Caio Plinio Secondo, noto come Plinio il Vecchio, e suo nipote Caio Plinio Secondo, entrambi figure illustri della letteratura e della scienza romana.

Storia e Architettura

I Portici Plinio furono realizzati negli anni ’20 del XX secolo, sebbene il loro stile architettonico richiami influenze più antiche. Il progetto è attribuito all’architetto Federico Frigerio, che ha saputo integrare elementi classici in una struttura moderna. L’area è caratterizzata da colonne di pietra che conferiscono un aspetto distintivo e monumentale[1][4].

Nel corso degli anni, i portici hanno ospitato diverse attività commerciali e sono stati un punto di ritrovo per i cittadini. Negli ultimi anni, l’area ha subito trasformazioni significative, con la chiusura di storiche istituzioni bancarie come la Banca Commerciale e Carige[1]. Attualmente, si prevede l’apertura di nuovi negozi e attività commerciali, contribuendo a rivitalizzare ulteriormente la zona[1].

Significato Culturale

I Portici Plinio non sono solo un elemento architettonico ma anche un simbolo della vita sociale a Como. Sono stati il luogo di incontro per generazioni di giovani, che si ritrovavano sotto le loro arcate per socializzare e divertirsi[4]. Inoltre, la loro storia è legata a eventi significativi della città, rendendoli un punto di riferimento culturale.

Conclusione

In sintesi, i Portici Plinio rappresentano una fusione di storia, architettura e vita sociale a Como. La loro evoluzione continua a riflettere i cambiamenti economici e culturali della città, mantenendo viva la memoria delle figure storiche da cui prendono il nome.


[1] https://comozero.it/attualita/ex-banca-carige-commerciale-como-negozi-piazza-duomo-portici-plinio/
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-1m190-0000699/

[4] https://www.quicomo.it/social/paninari-como-portici-plinio.html
[5] https://adrianadebernardo.wordpress.com/2015/05/13/quei-portici-del-lago-di-como/
[6] https://www.leccotoday.it/attualita/corenno-tuffo-storia-lake-como-plinio-il-vecchio-.html
[7] https://coatesa.com/2014/06/10/i-portici-plinio-di-como-senza-piu-il-passaggio-degli-autobus-10-giugno-2014/
[8] https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0301984375