meteo e terra

Grandine e allagamenti Saltati i tombini sul lungolago – Cronaca – La Provincia di Como

Il maltempo era annunciato. E poco prima delle 20 si è scatenato il finimondo. Grandine, allagamenti, saltati i tombini sul lungolago a Como con fuoriuscite di melma. Un disastro che i vigili del fuoco hanno dovuto arginare correndo da una parte all’altra della provincia. E le previsioni non danno belle notizie. Secondo 3bmeteo.com ” Il gran caldo che nelle ultime ore ha portato le colonnine di mercurio sopra i 30 gradi, con picchi di 34-35 gradi  e afa intensa, verrà  abbattuto nelle prossime ore a suon di temporali.  Secondo 3Bmeteo.com “Fin da mercoledì pomeriggio forti acquazzoni colpiranno in particolare la provincia di Como assumendo talora carattere di nubifragio. Saranno possibili esondazioni di torrenti e smottamenti.  Da giovedì nuove perturbazioni attraverseranno la Lombardia

da Grandine e allagamenti Saltati i tombini sul lungolago – Cronaca – La Provincia di Como.

Acqua · Brienno · Natura · Terra e Clima

Frana di Brienno, un effetto valanga lungo mille metri

Il cemento selvaggio non c’entra con la pioggia di fango e detriti che giovedì scorso ha causato danni ingentissimi a Brienno. Ieri mattina, passando in rassegna le tante immagini scattate in questi giorni (anche con l’ausilio di elicotteri) lungo le dorsali a monte dell’abitato si è scoperto da dove è partita la frana che ha travolto Ca’ Nova, cancellando due abitazioni, un ponte romanico e seminando grande paura tra i residenti. La conferma giunge dal sindaco Patrizia Nava, che anche ieri è stata per l’intera giornata in Municipio.

«La documentazione fotografica di cui siamo in possesso ha certificato che la frana si è staccata in località Pian D’Erba, a quota 1.165 metri, al confine tra Brienno e Schignano (quindi sono circa 960 i metri di dislivello dal paese) – spiega il primo cittadino -. Il terreno non ha retto a tutta quella pioggia. Probabilmente c’era già una situazione di dissesto – non nota – in atto. È accaduto un po’ quel che succede con una valanga. Il movimento franoso si è ingrossato man mano che scendeva verso il paese. E gli effetti in Ca’ Nova sono stati devastanti».

Il sindaco dunque non ci sta ad accostare quanto accaduto con la cementificazione in atto (in gran parte) del Centro lago. «Brienno è il Comune del territorio che ha avuto il minor incremento quanto a nuove edificazioni – conferma Patrizia Nava -. Siamo nell’ordine del 5% da inizio mandato. Abbiamo cercato anzitutto di recuperare i nuclei storici, guardando con attenzione anche alla manutenzione della montagna. Ciò che è accaduto proprio non poteva essere previsto».

da Il Giorno – Como – Frana di Brienno, un effetto valanga lungo mille metri.

Brienno · meteo e terra

Grosse frane a Brienno, Laglio e Colonno sul lago di Como Statale bloccata, 80 evacuati – Interni – ilGiornale.it

Una frana di grosse dimensioni si è staccata ieri sera, sembra in seguito alle forti piogge, da un costone sopra Brienno, sul lago di Como: i comuni interessati sono quelli di Brienno, Laglio e Colonno. La massa franosa ha investito anche delle abitazioni e diverse auto che transitavano sulla strada sottostante. Per la presenza di grossi massi pericolanti la statale Regina è stata chiusa al traffico con deviazioni in loco che hanno provocato code di decine di chilometri.
I pompieri hanno già messo in salvo tutti gli abitanti delle case e diverse persone che si trovavano nelle auto e in un pullman, ma a tarda sera stavano ancora scavando per verificare se vi fossero altre persone rimaste sepolte dalla frana. Sono state in tutto evacuate 80 persone, nessuna delle quali risulta ferita. Per recuperare alcune persone in aree isolate, quando ormai stava calando l’oscurità, sono state impiegate delle barche.
I danni sono importanti: a Brienno un’abitazione (fortunatamente disabitata) è stata sventrata, un’altra seriamente danneggiata, un ponte romanico è sparito e i danni si registrano in tutto il paese per la forza dell’acqua del torrente della Valle di Canova

da Grossa frana sul lago di Como Statale bloccata, 80 evacuati – Interni – ilGiornale.it del 08-07-2011.

Brienno · meteo e terra

Frana sul lago di Como: al lavoro vigili del fuoco – Cronaca – ANSA.it

Tanta paura, danni ingenti ma nessuna vittima. E’ questo il bilancio delle frane, almeno quattro, che si sono staccate ieri sulla strada statale Regina, all’altezza dei Comuni di Brienno, Colonno e Laglio, sul lago di Como. Circa cento persone, raggiunte via lago, sono state evacuate con l’impiego di gommoni dai vigili del fuoco. Tra i residenti che hanno chiesto di andar via, alcune persone con case danneggiate e famiglie che temevano nuovi smottamenti nella notte. Poteva andare decisamente peggio. La massa franosa, causata dai violenti nubifragi che si sono abbattuti da Como a Lugano, ha infatti investito intorno alle 18:30 anche delle abitazioni e alcune auto che transitavano sulla strada sottostante. Un pullman con a bordo dei turisti è rimasto bloccato fra due frane.

Tutte le persone a bordo sono state tratte in salvo dai vigili del fuoco giunti sul posto con numerosi mezzi, compresi quelli speciali della Prima sezione operativa di Milano, solitamente impiegati in caso di calamità. A Brienno un’abitazione disabitata è stata sventrata, un’altra seriamente danneggiata, un ponte romanico è sparito e danni si registrano in tutto il paese, investito dalla piena del torrente della Valle di Canova. I lavori per sgomberare dai detriti la strada statale ‘Regina’ continueranno per gran parte della notte, ma l’arteria non sarà riaperta al traffico e il transito sarà consentito solo ai mezzi di soccorso. Lungo la statale, infatti, sono stati segnalati diversi massi pericolanti che potrebbero staccarsi da un momento all’altro.

da Frana sul lago di Como: al lavoro vigili del fuoco – Cronaca – ANSA.it.

Acqua · Brienno · meteo e terra

Disastro sul lago a Brienno Sette frane, cento persone evacuate – Cronaca – La Provincia di Como

Sette frane, di cui una grossissima, si sono abbattute giovedì sulla statale Regina e investito in pieno il centro abitato di Brienno. Due case sventrate, un ponte romanico letteralmente scomparso dal panorama, decine di automobili e altre abitazioni danneggiate: questo il bilancio del disastro che si è verificato ieri, qualche minuto prima delle 18,30, nel tratto di Regina compreso fra Laglio e Brienno.
Per puro miracolo non si sono registrate vittime o feriti: alle 20,30 la prefettura indicava in almeno 100 le persone che avevano bisogno di soccorso e di essere trasferite da Brienno con i gommoni ma nessuna di loro aveva bisogno di cure mediche, anche se molte erano sotto choc per la terribile esperienza della quale erano state protagoniste.
A scatenare il putiferio sono stati i due nubifragi che si sono abbattuti ieri in zona, uno in tarda mattinata che ha probabilmente smollato il terreno e, il secondo, dopo le 18 che ha sbriciolato parte della montagna e in località Valle di Canova, nel Comune di Brienno, si è trasformato in una frana devastante. 

intero articolo qui:  Disastro sul lago a Brienno Sette frane, cento persone evacuate – Cronaca – La Provincia di Como

Chicco (1939) e Luigina (1943) · COATESA: frazione di Nesso · ex cartiera · GENIUS LOCI · Orrido di Nesso

Il balenottero felice. Nell’antro di Chicco


Una porta aperta è inizio  di scoperta del mondo interiore di chi abita quel luogo.


Se poi dietro il chiavistello si snoda una galleria tra le viscere della roccia, sospesa tra profondità interna e scorci esterni, le sorprese sono ancora maggiori, poiché la storia diventa anche traccia di un passato industriale alimentato da acqua idrica, tubi, turbine, ruote gigantesche di cemento, salti nella voragine.


Dovendo assimilare questo avvincente anfratto a una parte della casa (è invece “porta sola”) potremmo definirlo scantinato, sotterraneo, laboratorio, un po’ legnaia, un po’ cantina, un po’ bottega, un po’ officina. Insomma, uno di quegli spazi in cui l’odore muschioso e la temperatura sempre fresca rendono gradevole lo stare operoso durante le giornate di intensa calura, ma anche uno di quegli spazi tipici di una permanenza maschile, dedita all’affaccendamento, allo stivaggio, alla riparazione ed al restauro.

Perché è proprio la natura selvatica dell’antro che invita ad un rapporto rudimentale, al contatto con gli elementi primi degli artefatti umani, allo smontaggio di prodotti finiti nei suoi composti essenziali per integrarli in nuove invenzioni.

Le volte che poggiano su giganteschi blocchi di roccia mostrano l’umana fatica di addomesticare un ambiente sì ostile, ma contemporaneamente appetibile per via di quell’impervio salto dell’acqua il cui rumore, per le case lì affacciate, è diventato dolce cullare.

Tanti oggetti, molti sconosciuti, raccontano la passione e l’interesse del nostro ospitante abitatore.

E’ proprio lui che, con meravigliato stupore, ci dà notizia di come per la prima volta, in più di mezzo secolo di frequentazione, si sia accorto recentemente di uno strano fenomeno.

L’ultima cavità di questo percorso sinuoso è quella più nascosta e cupamente buia. Ebbene, poco tempo fa, entrando in un orario inconsueto, lo trova insolitamente illuminato.

Ci ha reso partecipi di questo evento alle 19 di domenica sera.

Da un’apertura su un muro limitrofo, un fascio di luce prodotta dal riverbero del sole sulla superficie del lago proietta sulla parete rocciosa una sagoma bianca.

Questo nella percezione fisica dei nostri sensi.

Ma a me piace immaginare un’altra storia.

Ogni luogo custodisce un’anima. Genius Loci è il simbolo che la esprime, il genio protettore che con forme e intensità variabili racchiude la forza e lo spirito esistenti in ogni ambiente vissuto.

Il Genius Loci non è sempre visibile, bisogna saper guardare per notarlo, bisogna saper cogliere il segnale che ci invia.

Ecco, quella sagoma bianca mi ricorda intensamente un balenottero burlone, che, terminata la giornata a giocare con le onde del lago, di sera rincasa per tuffarsi negli eterni abissi. Lo fa sempre, ma questa volta ha voluto regalare la sua immersione agli amici umani per dire che lui c’è, ed è felice di sapere che il “suo” luogo è in amorevole mani e che non sarà costretto ad allontanarsi da quella tana costruita in migliaia di anni.

Testo e Fotografie di Luciana

Api · DIARIO di Amaltea · Natura

Api al lavoro, sotto la pergola

Silenzio

meriggioso infranto

da  un ronzio

frenetico di indaffarato lavoro.

Api

Petite Onze di Luciana
DIARIO di Amaltea · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa · ORTO: lavori, cure, manutenzione

Coatesa: il ciclo dell’orto nel 2011

Chicco (1939) e Luigina (1943) · DIARIO di Amaltea · Eterni · Mammagatta · Miciù

Rielaborazione di lutti animali: da MammaGatta a Chicco’s Boat

MammaGatta è stata la madre altamente selvatico-domestica che ha fatto nascere la nostra Miciù.

Per 15 anni ha abitato Coatesa, alternando il luogo del pasto da noi e il suo rifugio vicino ma ignoto.

Poi è arrivato il termine del suo tempo,  qui sulla terra che conosciamo. Luciana ne ha già parlato in modo altamente empatico in Elegia per Mamma Gatta 

L”ho vista uscire dal cerchio dell’apparire: 

e ne ho parlato così in  

In quel momento avrei voluto avere un qualsiasi guscio per andarla a riprendere e seppellirla nel cimitero dei gatti.

E una settimana fa il desiderio del guscio è stato realizzato dall’amico vicino di casa (meccanico esperto e navigatore di lago, proprietario della bellissima Lenta) che mi ha regalato questo canotto di salvataggio che ho chiamato “Chicco’s Boat”:

La Baia di Coatesa sarà ancora per i giorni futuri sicuramente Terra ( le terrazze sul lago), ma anche Acqua (le onde della sera, quando il sole cala dietro ai monti).

Il Tempo avrà ancora valore

Alberi · Natura · Terra e Clima

Alberi, amici silenziosi

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CASA di Coatesa · finestre

Camera con vista

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Lettere

Qui continua a piovere e gioisco all’idea del dono di azzurro fattovi dal nostro lago. Domani torniamo su: la stanza del tiglio continua ad essere molto, molto umida

Qui continua a piovere e gioisco all’idea del dono di azzurro fattovi dal nostro lago. Domani torniamo su: la stanza del tiglio continua ad essere molto, molto umida …
Appena trovo il momento giusto vi mando la foto della pantera nera che ieri se ne è scesa bel bella pre il giro di controllo: praticamente usa il nostro giardino per farsi di kiwi, sì sì hai capito bene. I gatti amano tantissimo i rami del kiwi e quando li potiamo si sfregano in continuazione assumendo l’aria da “fatti”. Nel nostro piccolo ci troviamo ad essere spacciatori “a gratis”.
Baci e buono studio ma anche riposo domenicale