DIARIO di Amaltea · Luciana nel corso del tempo

Luciana bagna l’orto del padre Giobatta, agosto 1989

DIARIO di Amaltea · Luciana nel corso del tempo

la caduta di Luciana, agosto 1989

BATTELLI e Corriere · DIARIO di Amaltea

“Battello che vai, battello che vieni” (Davide van de Sfroos) in una fotografia del 1989

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo

citazione di Gianfranco Miglio, in Il mito del Lario, Larius, 1959

Non è facile – come sanno i più – stabilire quando appros­simativamente l’uomo si sia affacciato per la prima volta sulle rive del Lario; venne quasi certamente dal Sud, e pro­babilmente non prima del terzo (e forse neppure del secondo) millennio avanti Cristo. Ma chiunque esso fosse – ligu­re-mediterraneo, o d’altra stirpe oggi ignota – non possiamo pensare senza emozione a questo nomade dell’età neolitica che – cacciando il cervo, il cinghiale ed il lupo nelle nostre fore­ste, e la lontra sulle ripe selvagge delle nostre acque – primo ascoltò il ritmico pulsare delle onde del Lario, il fragore lontano dei torrenti, i richiami delle fiere in libertà, il rombo del tuono ri­percosso dall’eco delle valli ancora in­violate e misteriose: negli occhi di que­st’uomo si specchiarono per la prima volta, striati dagli stormi lamentosi dei lamentosi uccelli acquatici, gli stessi placidi tramonti che decine e decine di secoli più tardi avrebbero commosso i grandi poeti dell’età romantica. (…) Fra gli ultimi letterati e viaggiatori dell’Ottocento, (…) il lettore ne troverà alcuni che si pongono esplicitamente la domanda: d’onde nascono la fama e l’innegabile incanto del Lario? Fra le diverse risposte una sembra oggi ri­scuotere maggior credito: è quella che indica nella melanconìa l’attrattiva più patetica ed efficace esercitata dal Lago di Corno sugli spiriti di ogni tem­po. Ma è una spiegazione che non reg­ge. La sottile tristezza è appannaggio di ogni paesaggio lacustre; rivelata specialmente dai gusti letterari dell’età romantica, giustifica in genere il “laghismo” ottocentesco, non la fortu­na di sponde che, come le nostre, di­vennero celebri già nel gaio clima della Rinascenza (…). Se il Lario ha un suo fascino segréto, questo sta invece nella straordinaria, inesauribile ricchezza di particolari del suo paesaggio. Tale ricchezza dipende dell’incontro di due fattori: l’uno naturale, l’altro storico ed umano. (…).
Il Lago di Corno – già lo sappiamo – fu, in ogni età e sopra tutto, un corridoio fra Nord e Sud, un itine­rario frequentato e consueto: e questa condizione fece sì che molto per tempo – fin dalla tarda antichità classica – le nostre riviere apparissero intensa­mente popolate».

Gianfranco Miglio, Il mito del Lario, Larius, 1959

CASA di Coatesa · DIARIO di Amaltea

i primi lavori di ristrutturazione della casa, marzo/maggio 1989 – 1990

Andrea C. (1945-2023) e i suoi disegni · DIARIO di Amaltea

Andrea disegna Paolo e Luciana, durante i primi lavori di manutenzione, marzo 1989

Andrea C. (1945-2023) e i suoi disegni · DIARIO di Amaltea

Andrea: “odio raccogliere la rumenta …”, 1989. Dal diario cartaceo di quegli anni

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Andrea C. (1945-2023) e i suoi disegni · DIARIO di Amaltea · Lagerstroemie

Andrea e le LAGERSTROEMIE, 1989. Dal diario cartaceo di quegli anni

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Andrea C. (1945-2023) e i suoi disegni · DIARIO di Amaltea

la manutenzione del giardino/orto nel 1989. Disegno di Andrea. Dal diario cartaceo di quegli anni

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7 Terrazza della PERGOLA · DIARIO di Amaltea

la casa e quella che SARA’ la Terrazza della Pergola, nel febbraio 1989. Nella fotografia: Giobatta e Dolores

BIOGRAFIA, biografie · DIARIO di Amaltea · Luciana nel corso del tempo · Luciana Quaia · Paolo Ferrario

fine febbraio 1989: Amaltea è nostra

DIARIO di Amaltea

arrivavamo alla casa/orto/giardino di Coatesa. Era il febbraio 1989. Il terrazzamento della Vite e la casa erano così: