GENIUS LOCI · Paesaggio

Abitare la natura » Landscape Design – Blog – Repubblica.it

Sabato 18 e domenica 19 settembre si terrà a Gardone Riviera la prima edizione dellaRassegna Internazionale del Paesaggio e del Giardino che segue il percorso iniziato lo scorso anno con i Protagonisti del Paesaggio. La cornice di questa manifestazione sarà il Vittoriale degli Italiani sul lago di Garda, connubio fantastico tra la storia e il paesaggio.
Saranno due giornate dove la cultura del paesaggio sarà la protagonista assoluta e avrà come rappresentanti alcuni tra i più noti paesaggisti, provenienti da tutto il mondo. Si confronteranno su lavori, idee, tendenze di una disciplina sempre più di interesse comune, tra Progetto e Cultura, Storia e Innovazione, Arte e Tecnica.
Patrizia Pozzi, architetto paesaggista tra gli invitati, terrà la sua relazione domenica e il tema trattato sarà:
Abitare la natura
Dalla natura al design, stimoli, progetti…

Da molti anni l’architetto  si occupa della relazione tra architettura e natura e nei suoi lavori mette in discussione l’idea stessa di paesaggio tradizionale, costituito dalla relazione gerarchica tra edifico e natura, perché ogni elemento che entra a far parte del nostro mondo esterno è paesaggio. Codificare e tradurre le suggestioni in linguaggio progettuale è parte del lavoro del landscape designer: l’osservazione della realtà è fondamentale, poiché solo osservando attentamente il contesto, stando a lungo sul posto, si riesce a cogliere l’anima del luogo.

L’architetto, quindi, parlerà di alcuni dei suoi recenti progetti, particolarmente interessanti dal punto di vista paesaggistico.
Verrà illustrato il Nuovo porto (nella foto in basso) per lo stoccaggio dei prodotti petroliferi e l’area residenziale annessa, situato a Valona, in Albania. Sorto sulle aree bonificate di una vecchia fabbrica di soda, il progetto trae ispirazione dalle forme della natura marina del sito e si inserisce armoniosamente nel contesto esistente, dove preponderanti sono le presenze naturali: sabbia, acqua, vegetazione spontanea.
porto500

Lo spunto per la progettazione dell’area residenziale sono state le conchiglie trovate sul posto: i “mini alloggi” si ispirano alle conchiglie a chiocciola, mentre la “torre faro”, edificio la  cui presenza era richiesta di necessità come riferimento visivo per le navi ed è godibile da tutti i punti di vista, si ispira alle conchiglie a cono.
La paesaggista parlerà inoltre dell’interessante progetto di mitigazione ambientale di unanuova area industriale ad Arcore (nella foto in basso). Si tratta dell’inserimento ad impatto zero di sito di produzione di betonaggio ed asfalti: una vela in cemento, con una forma dinamica che si sviluppa fino a 15 metri d’altezza e 200 di lunghezza, accoglie l’impianto industriale, filtra il territorio e ne definisce i connotati più salienti. Terre armate, gabbioni in pietra sono gli elementi utilizzati per comporre le architetture e gli spazi aperti.

arcore

Verranno infine illustrati gli oggetti di design creati dallo studio di cui l’architetto Pozzi è titolare: la panca corallo presentata durante l’allestimento del Giardino Marino (Fuori Salone del Mobile 2006) e i divani e le poltrone (Gastone e Olivia) in erba artificiale, sue ultime creazioni.
giorgiomajno
Libro Landscape Design
Paesaggi naturali, di pietra, di vetro, sintetici. Giardini in diciotto centimetri di terra e spazi pubblici, paesaggi da riforestare e fantasiosi giardini marini come acquari per umani. I lavori di Patrizia Pozzi raccontano cosa accade oggi nel panorama dell’architettura del paesaggio, dal micro al marco, dal singolo arredo per esterni fino all’intervento paesaggistico su larga scala. Attraverso il lavoro della Pozzi, selezionato con attenzione e organizzato da un’autrice che ben conosce la materia, questo libro fa da guida nello scenario poetico e funzionale del landscape design, e rivela un iter creativo trasversale, interdisciplinare, che prende spunti da mondi differenti: dall’arte e dall’architettura, dal gioco dei bambini e dalle infinite forme che offre la natura, dai sogni e dalle più concrete esigenze funzionali. E dal genius loci, l’anima che ogni luogo possiede.

copertina500
Il libro di Lucia Valerio è anche un racconto “verde” del made in Italy, che a partire dalla sapiente ricetta del giardino classico formale all’italiana ha influenzato i paesaggi realizzati in diverse parti del mondo. Un universo ricco di suggestioni per comprendere come si fa a mettere ordine (e disordine) nella natura.

Abitare la natura » Landscape Design – Blog – Repubblica.it.

GENIUS LOCI · stare

EmoMapper: mappe geoemozionali

eEEmomapper è una sperimentazione che associa in uno stesso framework le tecnologie dell’informazione geografica e le piattaforme di comunicazione e interazione del web 2.0. il suo obiettivo è funzionare come un ambiente di relazione delle esperienze georiferite dei suoi ospiti; vuole raccogliere racconti localizzati e mettere in relazione abitanti e utenti dello spazio costituendo microcomunità fondate su comuni sensibilità o interessi spaziali. Florence Emotional Map è la prima applicazione di emomapper ed è dedicata a tutti gli abitanti/utenti dei luoghi di Firenze. I racconti georiferiti degli utenti vengono raccolti, interrelati e rappresentati attraverso la nube: una mappa emozionale che rappresenta il sensore dello stato emotivo della città. Tutti sono invitati a partecipare.

EmoMapper – feel your places.

Acqua · Canzo

incontri tra poeti sul tema dell’acqua

Main Image

Sabato 11 settembre dalle ore 16.00 alle 18.00 edomenica 12 dalle 14.00 alle 15.30 nell’ambito dellaBiofera di Canzo si terranno due incontri tra poeti sul tema dell’acqua.

Tutti possono partecipare: sia residenti a Canzo che altrove; sia poeti con testi propri che lettori di poesia d’altri; sia in lingua italiana che in altre lingue dell’Europa; sia in dialetto di Canzo, di Asso, di Erba, di Como e di Cantù… che nelle lingue e nei dialetti di tutto il mondo. È sufficiente che la poesia parli dell’acqua.

Poche ore di poesia dentro la grande festa della cultura biologica che propone momenti di incontro per chi vuole riscoprire l’antico rapporto tra la natura e l’uomo. L’edizione 2010, dedicata all’acqua, presenta prodotti, filosofie, idee, suoni e cibi di ogni tempo e di ogni regione.

Per partecipare alla rassegna poetica bisogna presentarsi in Biblioteca a Canzo (dentro la Biofera) qualche minuto prima della giornata prescelta. Si può partecipare anche nelle due giornate, ma con poesie differenti.

Anghiari · GENIUS LOCI

Anghiari (AR) – Google Maps

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI

Il Luogo del Tempo che resta

da: Il Luogo del Tempo che resta | Tracce e Sentieri.

Antologie musicali · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · MUSICA

Antologie musicali di Paolo e Luciana ispirate al Luogo

Acqua

Alghe estive sul lago di Como



Valori nella norma. Niente di anomalo, né tantomeno irritante per chi fa il bagno nelle acque del lago di Como. La rassicurazione è della Asl di Como al termine dei controlli già previsti in questo periodo estivo, resi ancora più necessari negli ultimi giorni dalla presenza di tante alghe in vari punti del Lario. Risultati definitivi e luoghi di balneabilità saranno resi noti settimana prossima dall’azienda sanitaria cittadina. In attesa resta valida la norma di prudenza suggerita dalla Asl stessa: bagni solo in acque trasparenti, evitando magari località con visibilità torbida o evidenti alterazioni in superficie.
GENIUS LOCI · Tartarugosa

TartaRugosa ha letto e scritto di: Peter Mayle (1989) Un anno in Provenza

TartaRugosa ha letto e scritto di:

Peter Mayle (1989)
Un anno in Provenza, EDT Edizioni di Torino
Traduzione di Enrica Castellani

C’è qualcosa di magico in questa regione posta al sud della Francia. Il ricordo risale al giugno di tanti anni fa, in un periodo buio e triste fatto di dolore e sconfitta.
Visitare in quel periodo la Provenza è stata una delle esperienze più intense provate a dispetto del malessere dell’anima.
Probabilmente grazie ai colori, ai profumi, al clima secco e ventoso, alla luce intensa e calda. Una vertigine di viola di sconfinati campi di lavanda, di rosso di papaveri capolineggianti in ogni dove, di giallo di girasoli impazziti di luce, di verde di cipressi e di vigneti gonfi di grappoli ancora acerbi …
Lo stesso fascino provato davanti a tele di grandi artisti, che in Provenza hanno saputo trovare, leggere e interpretare impressioni seducenti e fascinose. Van Gogh, Picasso, Cézanne, Gauguin, Nina Simone. Nella diversità delle loro storie, il tratto comune dell’essere attraversati da un luogo che parla ai geni creativi un linguaggio tutto suo.
E in questo tempo d’estate è bello rivisitare la campagna provenzale, oltre che con la memoria,  con il diario di una simpatica coppia inglese che decide di trasferirsi in questo angolo di mondo, narrando avventure e disavventure capitate durante il loro insediamento.
Dalle pagine emergono tutti i tratti forti di caratteri e temperamenti che hanno dovuto adattarsi – e la natura a loro – alle intemperanze della campagna battuta dal vento, al rapido cambio delle temperature,  al sole e al clima secco del periodo estivo.

Provenza … tutto qui è talmente sanguigno! Le temperature vanno da oltre trenta gradi a venti sotto zero, raggiungendo perciò massimi livelli opposti. La pioggia, quando arriva, cade con tale violenza da far sprofondare le strade e chiudere le autostrade. Il Mistral è un vento brutale ed estenuante, terribile d’inverno, aspro e secco l’estate. Il cibo è violento e le erbe profumate sono in grado di provocare un’indigestione in persone abituate a una dieta più tranquilla. Il vino giovane inganna, perché invita a bere, ma spesso ha una gradazione alcolica più forte di quello vecchio, al quale ci si avvicina con maggior cautela.”
C’è poi da aggiungere la condivisione di un’esperienza analoga alla mia: il cittadino che si improvvisa campagnolo e la scoperta della genuinità della comunità locale. Tante righe mi suscitano il sorriso perché le vicende descritte molto assomigliano alle mie, impegnata in estate a rispondere alle più disparate esigenze della vecchia casa che mi ospita e a riscoprire il valore di un gesto, di una parola, di uno sguardo, da chi, diversamente da te, sa come affrontare incidenti di casa e di campo con maggior avvedutezza e spirito di iniziativa.
Il vicinato … assume in campagna un’importanza che non ha in città. … In campagna, lontani dalla casa più prossima magari mezzo chilometro, i vostri vicini fanno parte della vostra vita e voi della loro. Se vi capita di essere stranieri con un tocco di esotismo, siete osservati con più interesse del solito. Se poi, per di più avete occupato un podere agricolo di vecchia data, vi renderete subito conto che i vostri atteggiamenti e le vostre decisioni hanno una precisa ripercussione sul benessere di un’altra famiglia”.
Quando due uomini si ritrovano, il meno che fanno è darsi una stretta di mano; ma se hanno le mani occupate, vi tenderanno almeno il mignolo da afferrare e, se sono sporche o bagnate, vi offriranno l’avambraccio o il gomito. … Ma un’amicizia più stretta richiede maggiori dimostrazioni d’affetto. … si afferravano per le spalle, si davano manate sulla schiena, pugni sulle reni, pizzicotti alle guance. Quando un Provenzale è proprio contento di vederti, non è raro il caso che tu esca dalle sue grinfie con qualche graffio, anche se di poco conto. … Terminati i primi convenevoli, può iniziare la conversazione. Si posano le sporte per la spesa o i pacchetti, si legano i cani alla gamba del tavolo, si appoggiano le bici o gli attrezzi al muro più vicino: tutte cose necessarie, perché, per ogni seria e soddisfacente chiacchierata, le due mani devono essere pronte a fornire una sottolineatura visibile, a concludere opinioni non ben definite, a rafforzare il discorso o semplicemente a ornare un discorso che, col semplice moto delle labbra, per i Provenzali non è sufficientemente corposo”.
La dimensione del tempo, in campagna, è diversa da quella di città. Non che la vita sia meno faticosa, tutt’altro. E’ proprio una questione di ritmo: salvo rare eccezioni, nulla è così urgente da non poter attendere il suo giusto momento. Il rapporto con l’artigiano, qualsiasi sia la sua specializzazione, è ciò che meglio rappresenta questo concetto:
Avevamo capito che il tempo, in Provenza, è molto elastico, anche se esattamente definito: un petit quart d’heure significa primo o poi nella giornata; demain, primo o poi nella settimana; il lasso di tempo più elastico di tutti era une quinzaine, che può voler dire tre settimane, due mesi o anche l’anno prossimo, ma mai, in nessun modo, quindici giorni”.
Il contatto con la natura, il desiderio di un rapporto più prossimo al paesaggio,  la riscoperta di sapori naturali, innesca anche nuove dinamiche con chi ti sta attorno in città e con il quale hai voglia di apprezzare la gioia campestre, salvo affollamenti non previsti …
“… i Londinesi cominciarono a far progetti per le ferie ed era strano come tanti di tali progetti comprendessero la Provenza… Con crescente regolarità cominciò a squillare il telefono … Prima di tutto ci chiedevano se rimanevamo a casa per Pasqua, o nel mese di maggio, o per il periodo che andava bene per loro.. … Era difficile sentirsi lusingati da tale improvviso entusiasmo al pensiero di vederci , da noi ignorato finché  eravamo in Inghilterra … Raccontavamo ad altri venuti ad abitare in Provenza che eravamo minacciati di invasione: tutti erano passati attraverso la stessa esperienza. Dopo si impara a dir di no.
… Il maggior problema, quando ce ne rendemmo conto, dipendeva dal fatto che i nostri ospiti erano in vacanza, e noi no. Ci alzavamo alle sette, mentre loro stavano a letto fino alle dieci o alle undici, terminando a volte la colazione giusto in tempo per fare una nuotatina prima di pranzo. Noi lavoravamo mentre loro prendevano il sole. Ristorati da un pisolino pomeridiano, emergevano la sera, dandosi alla vita sociale, mentre noi ci addormentavamo sull’insalata. Mia moglie, che aveva un istinto innato per l’ospitalità e temeva che gli ospiti non mangiassero a sufficienza, passava ore in cucina, e a tarda notte ancora eravamo occupati a lavare piatti”.
D’estate forse non ci si bada più di tanto, ma nelle incursioni invernali presso case del vicinato o spiando negli orti autunnali, si scopre che d’inverno, quando il lavoro della terra è meno assillante, molta attenzione viene dedicata al cibo
La cucina invernale, in Provenza, è fatta di specialità contadine, preparate per penetrarvi nelle ossa, per darvi calorie e forza, e spedirvi a letto a pancia piena. Non è un cibo elegante, al modo in cui lo sono le vivande artisticamente presentate nei ristoranti … ma non c’è niente di meglio, in una notte gelida, quando il Mistral vi assale a rasoiate. …Una, anzi tre, pizze fatte in casa … tre paté: di coniglio, di cinghiale e di tordo … una terrine di proporzioni gigantesche a base di maiale e marc … saucissons costellati di grani di pepe, cipolline dolci in salsa di pomodoro fresco … fettine di magret … interi tronchi, intere zampe coperti di un sugo di santoreggia, con un contorno di funghi selvatici. … e poi l’insalata verde con dadini di pane fritto in aglio e olio di oliva .. dolce di pasta di mandorle e panna”.
Celebrare con la buona tavola, in fondo, è il modo migliore per fare bilanci con la fatica di piegare la terra ai tuoi voleri, poiché non c’è momento in cui ci si possa davvero rilassare di fronte alle proprie opere di coltivatori: “In ognuno dei mesi precedenti aveva espresso la stessa minacciosa osservazione a proposito del tempo, con tono rassegnato e lamentoso dei contadini di tutto il mondo, quando vi parlano del duro lavoro richiesto per ricavare il sostentamento dalle fatiche dei campi. Le condizioni non sono mai favorevoli: pioggia, vento, sole, erbacce, parassiti, governo, c’è sempre qualcosa che non va, ed essi mostrano un perverso piacere nel loro pessimismo”.
Il tempo della nuova vita, per la coppia inglese, ridefinisce la percezione e la durata delle stagioni: “No, non ci annoiavamo, non ne avevamo il tempo. Ogni giorno trovavamo qualcosa d’interessante e divertente nella vita da contadini; inoltre ci divertivamo ai graduali cambiamenti della casa, per adattarla al nostro modo di vivere. C’era da progettare il giardino e decidere che cosa piantarvi. C’era il campo delle boules da costruire, da impratichirsi con la nuova lingua, da scoprire paesi, vigne e mercati … I giorni correvano già abbastanza veloci così, senza altre distrazioni, e ce n’erano tante di queste”.
Insomma, tanti e divertenti sono gli aneddoti e le descrizioni che si rincorrono nel testo. Una lettura estiva che allieta in forma leggera un pomeriggio di languido ozio, in cui il libro che tieni in mano può ripiegarsi sul petto in attesa che gli occhi si riaprino e riprendano la lettura interrotta.

da: http://tartarugosa.wordpress.com/2010/07/31/tartarugosa-ha-letto-e-scritto-di-peter-mayle-1989-un-anno-in-provenza-edt-edizioni-di-torino-traduzione-di-enrica-castell-tartarugosa/

FOTOGRAFIE · GENIUS LOCI · Paesaggio

Gli esseri umani? Fatti di carne, ossa e… paesaggio! | Muoversi Insieme


….

Dall’infanzia alla vecchiaia percepiamo che il paesaggio è parte integrante della nostra esperienza soggettiva e che noi facciamo parte di esso, poiché vi intrecciamo le nostre relazioni e i nostri destini. Attraverso le emozioni ogni persona connette “l’io” che percepisce a un oggetto che viene percepito. In tal modo il paesaggio non è più un insieme di oggetti materiali della natura, ma diviene una costruzione culturale.
Lo spiega bene lo storico delle sensibilità, Alain Corbin: “Il paesaggio è il modo di leggere e analizzare lo spazio, di rappresentarselo in rapporto al sapere sensoriale, di schematizzarlo per offrirlo all’apprezzamento estetico, di caricarlo di significati ed emozioni. In breve, il paesaggio è una lettura indissociabile dalla persona che contempla uno spazio”.
Prendiamo un gesto semplice come quello di affacciarci a una finestra
….
segue qui:

GENIUS LOCI · Paesaggio

Gli esseri umani? Fatti di carne, ossa e… paesaggio! | Muoversi Insieme

Dall’infanzia alla vecchiaia percepiamo che il paesaggio è parte integrante della nostra esperienza soggettiva e che noi facciamo parte di esso, poiché vi intrecciamo le nostre relazioni e i nostri destini. Attraverso le emozioni ogni persona connette “l’io” che percepisce a un oggetto che viene percepito. In tal modo il paesaggio non è più un insieme di oggetti materiali della natura, ma diviene una costruzione culturale.
Lo spiega bene lo storico delle sensibilità, Alain Corbin: “Il paesaggio è il modo di leggere e analizzare lo spazio, di rappresentarselo in rapporto al sapere sensoriale, di schematizzarlo per offrirlo all’apprezzamento estetico, di caricarlo di significati ed emozioni. In breve, il paesaggio è una lettura indissociabile dalla persona che contempla uno spazio”.
Prendiamo un gesto semplice come quello di affacciarci a una finestra

Segue qui: Gli esseri umani? Fatti di carne, ossa e… paesaggio! | Muoversi Insieme.

CASA di Coatesa · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI

Stanza del Tiglio

 

….
Dall’infanzia alla vecchiaia percepiamo che il paesaggio è parte integrante della nostra esperienza soggettiva e che noi facciamo parte di esso, poiché vi intrecciamo le nostre relazioni e i nostri destini. Attraverso le emozioni ogni persona connette “l’io” che percepisce a un oggetto che viene percepito. In tal modo il paesaggio non è più un insieme di oggetti materiali della natura, ma diviene una costruzione culturale.
Lo spiega bene lo storico delle sensibilità, Alain Corbin: “Il paesaggio è il modo di leggere e analizzare lo spazio, di rappresentarselo in rapporto al sapere sensoriale, di schematizzarlo per offrirlo all’apprezzamento estetico, di caricarlo di significati ed emozioni. In breve, il paesaggio è una lettura indissociabile dalla persona che contempla uno spazio”.
Prendiamo un gesto semplice come quello di
affacciarci a una finestra   ….

segue qui:

da:

Stanza del Tiglio: leggere e studiare in un caldo pomeriggio di Luglio, 2010. Presenze: Luciana, Miciù, Paolo, Amaltea

Acqua · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

35 i punti del lago di Como considerati balneabili dall’Asl: Coatesa di Nesso

Sono ben 35 i punti del lago di Como considerati balneabili dall’Asl, a fronte di 3 sole bocciature. Restano invece vietati i tuffi nel primo bacino, dove non si effettuano nemmeno i campionamenti. I dati sulla balneabilità sono stati resi noti ieri dall’azienda sanitaria e pubblicati sul sito Internet. Bagni consentiti, per il momento, ad Argegno, Bellagio (rivetto), Consiglio di Rumo, Cremia, Domaso, Dongo, Faggeto Lario, Gera Lario, Gravedona, Griante (lungolago Cadenabbia), Laglio, Lenno, Menaggio, Musso, Nesso, Ossuccio, Pianello Lario, Sala Comacina, Sorico, Tremezzo, Valbrona. Niente da fare per Bellagio (Punta Spartivento), Griante (Ponte Roncoroni), Lezzeno (Bagnana). Disco verde, inoltre, per il lago di Pusiano e per il Ceresio, ma non per quello di Montorfano. Mentre sono in corso verifiche a Carlazzo (Lago di Piano) ed Eupilio (Segrino), così come nelle acque prospicienti Laglio e San Siro, al fine di valutarne l’inserimento tra i punti ufficiali per la prossima estate.