cogli l'attimo · Rose

nasce una rosa: l’eternità è l’OGNI attimo

e, segnalata da Maria Giovanna Arnaboldi:

Arbusti · AUDIO e VIDEO · inverno

il giardino di Amaltea, domenica 2 marzo 2014

GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa

il giardino di Amaltea nella mattina del 30 dicembre 2013

Agrifoglio

AGRIFOGLIO e VISCHIO

agrifòglio / aɡriˈfɔʎʎo/
[lat. acrifŏliu(m)comp. di ācergenit. ācris ‘acuto’ e fŏlium ‘foglia’  1539]
s. m.
 piccolo albero sempreverde delle Aquifoliacee con foglie coriacee lucide, dentate e spinose ai margini, e drupe ascellari rosse, bianche o rosate; è usato come decorazione natalizia (Ilex aquifoliumSIN. alloro spinoso

vìschio / ˈviskjo/ vìscovéschiovésco
[lat. parl. *vĭsculu(m)dim. di vĭscum ‘vischio’, di orig. preindeur.  1250 ca.]
s. m.
1 lorantacea sempreverde parassita di diversi alberi, con foglie coriacee e frutti a bacca bianchi, globosi e appiccicaticci (Viscum album) | vischio quercino, parassita delle querce, si usa per preparare la pania (Loranthus europaeus)
2 sostanza vischiosa e attaccaticcia, ricavata dalle bacche di vischio quercino o prodotta artificialmente, usata per catturare uccelli SIN. pania
3 (fig.lett.) ciò che lega, trattiene, impedisce e sim.spec. sentimento amoroso che lega l’uomo alla donna: Rinaldo vide Ulivier preso al vischio / un’altra volta e già tutto impaniato (L. Pulci)
4 (fig.lett.) inganno, adulazione, lusinga

marmellate

dalle ARANCE, alle MARMELLATE e ai CANDITI

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3 Vialetto del FRUTTETO, dell'ORTO e del Ciliegio

Il ritorno da Coatesa: il poco tempo dei raggi del sole, i calicanti e le arance

 

3 Vialetto del FRUTTETO, dell'ORTO e del Ciliegio · Camminare in COMO città · Fiori · Natale, Capodanno, Epifania

Camminando lungo il sentiero dell’orto, verso Il cespuglio di margherite gialle, Domenica 15 dicembre 2013

Alberi

Valle dei Platani in Villa Borghese a Roma – Novembre 2013, da http://www.conalpa.it/

a cura di http://www.conalpa.it/

autunno · Nespolo germanico

IL COLORE MARRONE, autunno del 2009 e 2013

(già pubblicato nel 2009)
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L’esuberanza e la passionalità del rosso-oro lentamente perdono intensità per abbandonarsi alla tonalità più morbida e rassicurante del colore marrone.
E’ questo il colore che mi induce all’introspezione, alla regressione.
Forse perché la terra nuda è di questa tinta, quella stessa terra che elargisce e raccoglie, dispensatrice di vita e depositaria di ciò che vita non è più. 
C’è ancora spazio per gettare i semi di spinacio ed interrare i bulbi di tulipano, mentre il resto dell’orto deve essere spogliato dagli avanzi delle piantagioni estive, affinchè il terreno possa ricevere il nutrimento appropriato per ributtare generosamente nel prossimo ciclo riproduttivo.
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Il marrone aranciato tinge anche gli ultimi frutti della stagione, già preludio dell’intimo piacere di rompere il guscio di noci e nocciole al crepitio di un ciocco di legno che brucia e dello smuovere la paglia per verificare, al tatto, l’avvenuta maturazione di nespole e kiwi.
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E’ tempo di tagliar legna per rinnovare il magico momento dispiare il  fuoco ardente dal portellone del forno, grembo accogliente per indorare la pasta della pizza o avvizzire la buccia delle mele renette.
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I raggi obliqui del sole giocano con le ombre e le volute del fumo che sbuffano dal camino. C’è silenzio nell’aria. Tra breve le sedie della terrazza dovranno essere riposte in casa per il letargo invernale.
 
Le fotografie sono di Luciana
Ortaggi · ORTO: lavori, cure, manutenzione

Come fare l’orto invernale di Giardinaggio Portale

Come fare l’orto invernale
http://giardinaggioweb.net/videos Per passare da un orto primaverile-estivo a un orto autunnale e invernale bisogna seguire pochi semplici passaggi, che garantiranno la soddisfazione di un buon raccolto anche nei mesi freddi dell’anno. Come fare l’orto invernale quindi? Innanzitutto bisogna eliminare tutto ciò che era stato precedentemente piantato: che si tratti di verdure a ciclo lungo come cavoli e porri o che abbiate scelto di coltivare pomodori e melanzane, ormai la produzione è pressoché terminata. Le piante vanno dunque tolte dalla loro dimora: in questa fase è utile lasciare nel terreno parte dei residui, che contribuiranno a restituire parte delle sostanze nutritive prelevate dalle stesse piante in fase di crescita. Continua su: http://giardinaggioweb.net/posts/8211-come-fare-l-orto-invernale
Alberi · Arbusti · Fiori

Stefano Mancuso, una pianta è molto più sensibile di un animale, cioè capace di sentire il mondo intorno a sè e percepire tutto ciò che proviene dall’ambiente, in maniera molto sofisticata

 spiega Mancuso, «una pianta è molto più sensibile di un animale, cioè capace di sentire il mondo intorno a sè e percepire tutto ciò che proviene dall’ambiente, in maniera molto sofisticata proprio perchè non può scappare quando qualcosa va male o cambia nell’ambiente: quindi l’unica possibilità di sopravvivenza è quella di percepire i cambiamenti ambientali in una maniera più sensibile rispetto agli animali e si sono evolute per questo».

«Solitamente – afferma Mancuso – si pensa che le piante siano organismi semplici, mentre in realtà sono sofisticati, complessi, evoluti ma differenti dagli animali. Spesso non lo capiamo perché siamo portati ad avere sentimenti e comprensione verso tutto ciò che ci assomiglia. Un animale ci può piacere, spaventare ma sicuramente non ci lascia indifferente. Verso le piante invece non abbiamo sentimenti positivi o negativi; le ignoriamo e non ci accorgiamo che hanno un tipo di intelligenza diversa dalla nostra».

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vai a    Le piante sono più intelligenti dell’uomo – Corriere Fiorentino.

rosso

IL COLORE ROSSO, racconto di Luciana

Gli eterni ritornano
Scrivevamo il 19 settembre 2008:
 
Il rosso ha le sue esigenze per potersi esprimere: non può rinunciare a luce e calore.
Colore di fuoco e di sangue è simbolicamente legato al principio della vita..
Ci sono due rossi. Uno notturno e femminile, che possiede un potere d’attrazione centripeto. E un altro diurno e maschile, centrifugo e roteante come il sole, che getta la sua luminosità su tutte le cose.
 
“Il rosso notturno, centripeto è il colore del fuoco centrale dell’uomo e della terra, dove agisce il nutrimento, la digestione, e la rigenerazione dell’essere e dell’opera. E’ segreto, è il mistero vitale nascosto al fondo delle tenebre e degli oceani primordiali. E’ il colore dell’anima, della libido, del cuore”
 
In Jean Chevalier, Alain Gheerbrant, Dictionnaire des symboles, Seghers, Paris 1969, p. 126-127
 
Riconosciamo il rosso anche nella quotidianità. Il collerico sa che il sangue monta alla testa prima di esplodere in rabbia: … “vedo rosso”.
L’innamorato regala rose rosse e rossa è l’icona del cuore trafitto di passione. E, sordidamente, a luci rosse sono i locali dediti alla pornografia.
E se rosso è eccitazione, quale colore migliore per allertare in caso di rischio? Il semaforo, l’autopompa del vigile del fuoco, l’estintore, il bordo dei segnali stradali ne sono i noti richiami.
 
Sono giorni in cui il rosso fa la sua apparizione nell’orto/giardino.
 
Ci vuole tempo affinchè la natura possa giungere alla soglia della sua massima energia vitale.
Agosto, dalle mie parti, palesa questo punto si svolta. Ed ecco dunque le tinte porporine che primeggiano fra vasi, bordure e appezzamenti: il Callistemon, la Dalia, la Rosa, la Begonia, la Bignonia, la Gerbera, il Melograno, i carnosi e sugosi grappoli di Pomodori.
 
E’ il culmine dello sforzo, la carica finale prima della quiescenza che già bussa alle porte.
Ma l’energia vitale non è qualcosa che si cede così volentieri al capolino della stasi.
E’ in questo senso che intendo il rosso come punto di svolta.
Le graziose bacche del Corniolo, della Rosa Canina, delCotoneaster, del Malus da fiore fungono ancora da sentinelle estive, pur sapendo che l’impresa è ardua.
Piano piano dovranno cedere il passo al fogliame degli alberi, la cui tinta oro-rossastra sarà l’ultimo saluto al ciclo vegetale, prima della caduta a terra.
 
Il rosso delle Mele Stark segnala che il frutto è pronto alla raccolta. E’ tempo anche di togliere il collarino d’identificazione a Miciù per il rientro in città.
E’ quasi autunno, ma il colore del fuoco ancora scalda dentro.
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 

 


Le fotografie sono di Luciana.
Tranne una

da Il colore rosso | Tracce e Sentieri..