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L’invasione degli asini Domenica 29 luglio – Argegno In occasione dell’Invasione degli asini a Dizzasco, appuntamento che permette di ritrovarsi negli angoli tipici del paese e riscoprire le tradizioni locali, una passeggiata lungo la vecchia strada intelvese con visita della chiesa di San Sisinio a Muronico, ricca di splendidi paliotti in scagliola.
La breve escursione termina con un ricco “aperasino” (aperitivo accompagnato da specialità locali fra cui il salame d’asino). Incontro con la guida alle 10.15 ad Argegno, davanti al pontile della navigazione. Quota di partecipazione 5 €. Info:Mondoturistico
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Categoria: Argegno
Bellagio, Balbianello e, laggiù, Argegno e Coatesa (dietro la punta, a sinistra)
Argegno, un tuffo nel lago per salutare il 2012 – Cronaca – La Provincia di Como
ARGEGNO – Bagno di Capodanno nel Lario. A sfidare le gelide acque del lago di Como con un’immersione collettiva oggi a mezzogiorno alcuni volontari delle delegazione della Croce Rossa di San Fedele e dell’OSHA -ASP , Orientamento Sportivo Handicappati- Associazione Sportiva Paraplegici. La colonnina del termometro le acque antistanti la chiesa della Santissima Trinità, si era fermata a sei gradi sopra lo zero
Argegno, un tuffo nel lago per salutare il 2012 – Cronaca – La Provincia di Como.
NESSO, NESSO – COATESA, BRIENNO, ARGEGNO, ISOLA COMACINA, PUNTA BALBIANELLO NELLE MAPPE AEREE DI GOOGLE HEARTH


Le esplorazioni aeree di Google Earth
Da quest’estate, infatti, chiunque può sorvolare il mondo intero e compiere delle esplorazioni aeree alla scoperta di territori lontani e sconosciuti o, più semplicemente, della propria regione e città di residenza, restando comodamente seduto davanti al proprio computer, attraverso Google Earth, un programma che sfrutta il “broadband streaming” (le immagini satellitari) e la grafica tridimensionale.
Google Earth è un software che offre immagini digitali satellitari della Terra e permette di avere una visione dall’alto dell’intero globo terrestre con la possibilità di ingrandire a piacimento qualunque area del pianeta.
In molte zone le immagini hanno una risoluzione altissima che garantisce un sorprendente grado di definizione e che consente di mettere a fuoco anche i dettagli delle strade e delle costruzioni di una città. La risoluzione varia, però, a seconda delle zone geografiche. La copertura degli Stati Uniti è sino ad oggi la migliore: in alcune città si è in grado di fornire una visione tridimensionale degli edifici e di fornire precise indicazioni stradali. Per quanto riguarda l’Italia, solo alcune zone (in particolare le città principali ed alcune aree rurali) sono visualizzabili con il massimo livello di dettaglio.
Lanciato da Google, il motore di ricerca più famoso ed utilizzato nel mondo, Google Earth costituisce inoltre un modo rivoluzionario di gestire la ricerca e di visualizzarne i risultati. Infatti, ricostruendo il mondo reale sullo schermo del computer, il motore può mostrare le più svariate informazioni in merito alla zona selezionata localizzando musei, chiese ma anche locali commerciali.
L’applicazione di Google è gratuita, richiede un computer abbastanza potente (sistema operativo Windows 2000 o Xp minimo un Pentium III a 500 MHz con 128 Mb di ram) e una connessione alla rete con banda larga. Attualmente è disponibile solo per Pc, ma – assicurano da Google – la versione Mac è quasi pronta.
ARGEGNO
ARGEGNO E LA VALLE INTELVI
ARGEGNO

CASASCO

PIGRA


Coatesa di Nesso, Brienno e Argegno, da Carta Nautica del Lago di Como (Lario), scala 1:50.000, www.consorziolario.it
Inaugurata da la nuova funivia di Argegno (Co)
Inaugurata da la nuova funivia di Argegno (Co)
In tempo per la riapertura della stagione estiva, due cabine a 12 posti completamente rinnovate sono tornate a collegare Argegno a Pigra in provincia di Como. L’impianto era stato fermato il 21 maggio del 2010, dopo che erano scaduti i termini della proroga di due anni per la revisione generale prevista dalla normativa statale.
Pigra: giovedì riapre la funivia con Argegno – Cronaca – La Provincia di Como
i cartelli che annunciano la ripartenza della funivia Pigra-Argegno, chiusa il 20 maggio 2010 per disposizione del ministero dei trasporti. Una decisione , quella governativa di mettere i sigilli all’impianto, che si aspettava dopo che, terminate le deroghe, i lavori di messa in sicurezza, dopo quarant’anni di ininterrotta attività ,non potevano essere più rimandati. A mobilitarsi per la riattivazione dell’impianto e la richiesta dei finanziamenti sono stati in tanti e di ogni colore politico . Ma le potreste più vibranti sono arrivate direttamente dalla gente di Pigra che si è mobilitata compatta già prima della preannunciata chiusura.
Sono scesi in piazza gli anziani, mamme con bambini, gli esercenti e le associazioni. La minaccia dei cittadini è stata determinata e convincente: «Se non ci date i soldi per far ripartire la funivia non andremo a votare».
Uno slogan che ha fatto il giro dei palazzi e degli enti fino ad arrivare al Pirellone portato dal consigliere provinciale Mario Pozzi e dai consiglieri regionali Luca Gaffuri e Gianluca Rinaldin. Dopo vari incontri istituzionali la cordata ha avuto il sugello con una accordo di programma firmato negli uffici dell’amministrazione provinciale.
Impensabile che un piccolo comune come Pigra avrebbe potuto accollarsi più di un milione di euro per un progetto di ammodernamento su cui per alcuni anni hanno pesato come un macigno le direttive del ministero che ha sancito una sola proroga entro i limiti temporali fissati dalla legge: il decreto ministeriale del 2 gennaio 1985 che non ha consentito ulteriori differimenti. Il 20 maggio del 2008 i tecnici del ministero dei trasporti Giovanni Lanati e Cramela Caramia, sulla scorta anche della relazione tecnica redatta dall’ingegner Teodoro Berera, direttore di esercizio dell’impianto, avevano espresso parere favorevole al differimento previa indicazione degli interventi che si sarebbero dovuto eseguire improrogabilmente entro il 21 Maggio del 2010. Interventi che per varie ragioni, mancanze o carenze di inziative non sono stati eseguiti per tempo.
Oltre alla messa in sicurezza generale, con la sostituzione di funi, tiranti, congegni ed apparecchiature alle due stazioni di partenza e arrivo, la funivia è stata dotata di cabine più capienti. Sono stati eseguiti anche i lavori di messa a norma dei servizi igienici e di entrata ed uscita delle stazione. La maggior parte dei finanziamenti sono giunti dalla Regione che ha messo sul piatto un contributo pari all’80% per cento dell’opera e poi la provincia con il 15% per cento. Al resto hanno pensato i Comuni, la comunità montana ed alcuni enti privati e pubblici che hanno dato una mano per raggiungere la somma occorrente per la gara d’appaltoPigra: giovedì riapre la funivia con Argegno – Cronaca – La Provincia di Como.
Filovia San Fedele – Argegno, 1908-1922
SAN FEDELE INTELVI
Cento anni di trasporto pubblico in Valle d’Intelvi. La storia dei trasporti nel comprensorio intelvese, iniziata un secolo fa, è legata alla nascita della filovia San Fedele – Argegno.
Era il mese di febbraio del 1908 quando fu costituito un comitato promotore del trasporto a mezzo di automobili elettriche e filo aereo (così venivano chiamate allora), che andavano a sostituire, almeno in parte, i carri a traino tirati da buoi, muli e cavalli per il trasporto di merce e derrate alimentari e per quello delle persone, da secoli utilizzati in tutta la valle. Un progetto – detto e fatto – che venne realizzato in breve tempo sull’esempio di quello di Ivrea, e che doveva riguardare tre tronchi: Argegno – San Fedele, San Fedele – Lanzo e San Fedele – Casasco. Furono previsti tre carrozze e un ricovero per le vetture, e vennero fissati tariffe e orari. Si dovette però poi attendere il mese di giugno del 1909 per vedere in funzione la prima carrozza – filovia, che collegava il Comune di Argegno con il capolinea di San Fedele, ubicato presso l’attuale deposito degli autobus di linea Asf, il cosiddetto «garage».
Ciascuna vettura destinata al trasporto pubblico, con una capienza massima di diciotto passeggeri per ogni corsa, era munita di due motori da dodici cavalli ciascuno, e consentiva di coprire il percorso in cinquanta minuti. I veicoli con le ruote in gomma e la trazione elettrica continuarono le loro corse sino al 1922, contribuendo parecchio a far conoscere le bellezze artistiche e paesaggistiche dei paesi dell’intera Valle d’Intelvi, e favorendo così anche lo sviluppo turistico dell’intero comprensorio.
Il primo luglio del 1910 furono emesse 1.500 azioni da cento lire cadauno. Alla cessazione del servizio, avvenuto come detto nel 1922, il trasporto dei passeggeri passò ad essere effettuato attraverso le corriere della Savi, la società anonima vallintelvese che poi a sua volta venne sostituita, a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso, dalla Salvi, Servizi automobilistici lariani vallintelvesi, con autolinee ordinarie e turistiche, e un autoservizio diretto fino a Milano. Quest’ultimo venne pure effettuato dalla «Gay & C», sempre alla fine degli anni Quaranta, oltre che sul La-rio anche nelle vallate affluenti, con grande soddisfazione delle maestranze locali che spesso dovevano recarsi fin nel capoluogo per lavoro.
Fino alla fine degli anni Sessanta venne poi istituita una linea di servizio appositamente per gli operai, con partenze da Ponna, Pigra, Schignano, Claino con Osteno e Lanzo.
Da Lanzo partiva pure una corriera per i pendolari diretti invece a Lugano, che di sabato effettuava eccezionalmente quattro corse. Fu proprio su questo percorso che nel 1948 perse tragicamente la vita Mario Boccardi, figlio di Aristide Boccardi, autista della Salvi, e anch’egli autista, mentre scendeva dalla sua corriera per rimuovere un palo della linea elettrica divelto forse dal vento notte tempo, e che ingombrava la strada, impedendo il passaggio.
Grazie a questi progetti dunque, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento la Valle d’Intelvi potè finalmente uscire dal suo isolamento.
I reperti fotografici che saranno esposti nel corso della cerimonia organizzata da Asf autolinee, Provincia, Comunità montana e dai Comuni di San Fedele e Argegno, appartengono all’archivio storico privato della famiglia Salandin di San Fedele.
Francesco Aita
In La Provincia di Como, 26 giugno 2009
Immagini di Argegno e Valle Intelvi
Da Nesso Coatesa a Lenno, via lago, agosto 2007
Pere vedere l’album fotografico premi qui sotto:
Percorso:
- Brienno
- Crotto dei Platani
- Argegno
- Isola Comacina e Zoca de l’Oli
- Punta Balbianello
- Lenno
- nubi verso Bellagio
- punta della Cavagnola e ritorno







