a: da classificare · Dialetto · Poesie

Franco SPAZZI, S’crif sura i mur, con una nota di Maria CORTI, Interlinea editore, 2002

Dono delle sorelle B. che ci hanno fatto conoscere questo straordinario poeta.

Dice di lui MARIA CORTI:

“il poeta si dedica a una scelta linguistica di natura modernissima e consistente nel non usare il medio dialetto semplice della sua valle o del suo paese, Lanzo, ma nel recuperare forme arcaiche, quasi dialetto degli avi o almeno dei nonni, ancora puro, non inquinato da influssi delle lingue e perciò ricco di un potere metaforico che nella parlata media fa scomparendo”

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BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Dominioni editore · Poesie

Fogliaresi Mauro , Angri Gin UN CUORE ALL’INDICE. Parole sospese del libraio annuvolato, Dominioni Libri, 2016

Fogliaresi Mauro , Angri Gin

UN CUORE ALL’INDICE.

UN CUORE ALL’INDICE.

CODICE: N470

Editore: Oltre il giardino

pp 152, cm 20×23,5, con fotografie

Anno: 2016

Lingua: italiano

Prezzo: 27,00

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Parole sospese del libraio annuvolato.

 
FOTOGRAFIE DI GIN ANGRI

Sorgente: Dominioni Libri

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Guarracino Vincenzo · Lario · Poesie

VINCENZO GUARRACINO, LAGO D’ARTE E DI POESIA. In gita sul Lario in compagnia di artisti e scrittori, Carlo Pozzoni editore. Presentazione il 15 dicembre 2016 allo Spazio Pozzoni – Via Maurizio Monti, 41 Como

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vai al sito di Carlo Pozzoni fotoreporter ed editore

http://www.carlopozzoni.it/

GUARRACINO: UN CAMPIONARIO DI BELLEZZE PAESAGGISTICHE E MONUMENTALI

Giovedì 15 dicembre – ore 18.00
Spazio Pozzoni – Via Maurizio Monti, 41 Como

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Presentazione del libro:

LAGO D’ARTE E DI POESIA – In gita sul Lario in compagnia di artisti e scrittori
L’autore dialogherà con la giornalista Elisabetta Broli

Sorgente: Libri. Gita sul Lario con artisti e scrittori
Presentazione del libro Lago d’arte e di poesia. In gita sul Lario in compagnia di artisti e scrittori. L’autore, Vincenzo Guarracino, dialogherà con la giornalista Elisabetta Broli
È un periplo di Como e del suo lago, tra antiche e nuove meraviglie, questo Lago d’arte e di poesia, che viene disegnato da Guarracino: un campionario di bellezze, paesaggistiche e monumentali, attraverso lo sguardo di artisti e poeti, grandi e meno grandi (qualcuno grandissimo, qualche altro noto, altri infine vere e autentiche scommesse), tutti comunque appassionatamente legati per consuetudine o per incontro fortuito al Lario, autentico paese dell’anima. Questo, a testimonianza di un amore e di un’attenzione riservata ad un’area geografica, privilegiata dagli dèi e dagli uomini, che da sempre, dall’antichità fino ai nostri giorni, non ha mai cessato di sollecitare stupori e fantasie, più ancora che dei suoi abitanti, di quanti avventuratamente l’hanno visitata o attraversata, in particolare artisti e letterati. Il risultato è una guida al Lario, tra Como e Lecco, sul modello di un archetipo, la Descriptio Larii laci dell’umanista Paolo Giovio, che si trasforma in esperienza culturale oltre che emozionale ed estetica nella scena dell’oggi: un itinerarium capace di sedurre il lettore anche più prevenuto e di farsi leggere di un fiato, per scelte testuali, oltre che per intrinseca virtù di stile espositivo del curatore, seguendone il filo di suggestioni memoriali e paesaggistiche strettamente collegate alla bellezza dei suoi monumenti e al profilo di monti e coste, in un territorio da cui emergono accanto a luoghi di universale rinomanza anche altri mai prima celebrati o assurti agli onori dell’araldica poetica, a dispetto dei loro sconosciuti ma non meno fascinosi incanti.


Clicca sulla prima immagine per vederle in sequenza

 

VAI ALLA Bibliografia di VINCENZ GUARRACINO

https://coatesa.com/2017/01/10/bibliografia-di-vincenzo-guarracino/

a: da classificare · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Guarracino Vincenzo · Poesie

SILVIO RAFFO, VEGLIA D’AUTUNNO, New Press edizioni, nella collana Il Cappellaio Matto, diretta da Vincenzo Guarracino, 2016. Salotto letterario e reading con Silvio Raffo, poeta, romanziere, saggista e docente universitario di letterature comparate, Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 18, 29 novembre 2016. Presentazione di Vera Fisogni

VEGLIA D’AUTUNNO
Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 18, ingresso libero
https://i0.wp.com/www.italian-poetry.org/immagini/raffo_silvio/silvio_raffo.jpg
Salotto letterario e reading con Silvio Raffo, poeta, romanziere, saggista e docente universitario di letterature comparate.
http://www.associazionecarducci.it/

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introduzione di Vera Fisogni


Silvio Raffo legge alcune poesie sull’autunno e presenta il suo libro:


VINCENZO CARDARELLI

Autunno.

Già lo sentimmo venire

nel vento d’agosto,

nelle piogge di settembre

torrenziali e piangenti,

e un brivido percorse la terra

che ora, nuda e triste,

accoglie un sole smarrito.

Ora passa e declina,

in quest’autunno che incede

con lentezza indicibile,

il miglior tempo della nostra vita

e lungamente ci dice addio.

SETTEMBRE A VENEZIA

DI V. CARDARELLI

 

Già di settembre imbrunano

a Venezia i crepuscoli precoci

e di gramaglie vestono le pietre.

Dardeggia il sole l’ultimo suo raggio

sugli ori dei mosaici ed accende

fuochi di paglia, effimera bellezza.

E cheta, dietro le Procuratìe,

sorge intanto la luna.

Luci festive ed argentate ridono,

van discorrendo trepide e lontane

nell’aria fredda e bruna.

Io le guardo ammaliato.

Forse più tardi mi ricorderò

di queste grandi sere

che son leste a venire,

e più belle, più vive le lor luci,

che ora un po’ mi disperano

(sempre da me così fuori e distanti!)

torneranno a brillare

nella mia fantasia.

E sarà vera e calma

felicità la mia.

Autunno veneziano

L’alito freddo e umido m’assale
di Venezia autunnale,
Adesso che l’estate,
sudaticcia e sciroccosa,
d’incanto se n’è andata,
una rigida luna settembrina
risplende, piena di funesti presagi,
sulla città d’acque e di pietre
che rivela il suo volto di medusa
contagiosa e malefica.
Morto è il silenzio dei canali fetidi,
sotto la luna acquosa,
in ciascuno dei quali
par che dorma il cadavere d’Ofelia:
tombe sparse di fiori
marci e d’altre immondizie vegetali,
dove passa sciacquando
il fantasma del gondoliere.
O notti veneziane,
senza canto di galli,
senza voci di fontane,
tetre notti lagunari
cui nessun tenero bisbiglio anima,
case torve, gelose,
a picco sui canali,
dormenti senza respiro,
io v’ho sul cuore adesso più che mai.
Qui non i venti impetuosi e funebri
del settembre montanino,
non odor di vendemmia, non lavacri
di piogge lacrimose,
non fragore di foglie che cadono.
Un ciuffo d’erba che ingiallisce e muore
su un davanzale
è tutto l’autunno veneziano.Così a Venezia le stagioni delirano.

Pei suoi campi di marmo e i suoi canali
non son che luci smarrite,
luci che sognano la buona terra
odorosa e fruttifera.
Solo il naufragio invernale conviene
a questa città che non vive,
che non fiorisce,
se non quale una nave in fondo al mare.


ANTONIA POZZI
MORTE DI UNA STAGIONE

Piovve tutta la notte
sulle memorie dell’estate.
Al buio uscimmo
entro un tuonare lugubre di pietre,
fermi sull’argine reggemmo lanterne
a esplorare il pericolo dei ponti.
All’alba pallidi vedemmo le rondini
sui fili fradice immote
spiare cenni arcani di partenza
e le specchiavano sulla terra
le fontane dai volti disfatti.


VERLAINE

Chanson d’automne

Les sanglots longs
Des violons
De l’automne
Blessent mon coeur
D’une langueur
Monotone.Tout suffocant
Et blême, quand
Sonne l’heure,
Je me souviens
Des jours anciens
Et je pleureEt je m’en vais
Au vent mauvais
Qui m’emporte
Deçà, delà,
Pareil à la
Feuille morte.

Un grand sommeil noir

Un grand sommeil noir
Tombe sur ma vie :
Dormez, tout espoir,
Dormez, toute envie !

Je ne vois plus rien,
Je perds la mémoire
Du mal et du bien…
O la triste histoire !

Je suis un berceau
Qu’une main balance
Au creux d’un caveau :
Silence, silence !


BAUDELAIRE

Presto c’immergeremo nelle fredde tenebre;
addio, vivida luce di estati troppo corte!
Sento già cadere con un battito funebre
la legna che rintrona sul selciato delle corti.

Tutto l’inverno in me s’appresta a rientrare;
ira, odio, brividi, orrore duro e forzato
lavoro e, come il sole nel suo inferno polare
il cuore non sarà più che un blocco rosso e ghiacciato.

Rabbrividendo ascolto ogni ceppo che crolla;
non ha echi più sordi l’alzarsi di un patibolo.
Il mio spirito è simile alla torre che barcolla
ai colpi dell’ariete instancabile e massiccio.

Mi pare, cos’ cullato da questo tonfo monotono,
che una bara qui accanto si stia inchiodando d’urgenza.
Per chi? – E’ autunno: soltanto ieri era estate!
Questo suono misterioso sa di partenza.


EMILY DICKINSON

Autunno

Sono più miti le mattine
E più scure diventano le noci
E le bacche hanno un viso più rotondo,
La rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia,
E la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-18164>


GIOVANNI PASCOLI

Gemmea l’aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore…


Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.


Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E’ l’estate
fredda, dei morti.


GUIDO GOZZANO

da La signorina Felicita, ovvero la felicità

Pensa i bei giorni d’un autunno addietro,
Vill’Amarena a sommo dell’ascesa
coi suoi ciliegi e con la sua Marchesa
dannata, e l’orto dal profumo tetro
di busso e i cocci innumeri di vetro
sulla cinta vetusta, alla difesa…

Vill’Amarena! Dolce la tua casa
in quella grande pace settembrina!
La tua casa che veste una cortina
di granoturco fino alla cimasa:
come una dama secentista, invasa
dal Tempo, che vestì da contadina.

Bell’edificio triste inabitato!
Grate panciute, logore, contorte!
Silenzio! Fuga dalle stanze morte!
Odore d’ombra! Odore di passato!
Odore d’abbandono desolato!
Fiabe defunte delle sovrapporte!


MARIA LUISA SPAZIANI

RICORDO DI UNA STAGIONE

Ricordo una stagione in mezzo a colli
immensi, affaticata dal soffiare
della notturna tramontana. Un gelso
gemeva negli strappi, così alto
che talora il suo grido mi svegliava.
Ieri nel ritornarvi non sembrava
passato altro che un giorno.
La tramontana ci infuriava intorno.
Contro il cancello, intatta, era restata
una mia antica rosa morsicata.
Fogliaresi Mauro · MUSICA · Poesie

L’autunno del libraio annuvolato: narrazione in musica per famiglie, a cura di MAURO FOGLIARESI  e PAOLO FAN, associazione Oltre il Giardino, alla Serretta di Villa del GRUMELLO, 1 Novembre 2016, 14.30 – 15.30

nel quadro di questa iniziativa culturale:

Sfogliando il Chilometro della Conoscenza a Villa del GRUMELLO e Villa SUCOTA: tre giorni dedicati al paesaggio e all’autunno, Como, 30 ottobre-1 novembre 2016

Poesie

Premio Internazionale di Poesia e Narrativa 2017 | Europa in Versi

Il Festival Internazionale di Poesia Europa in Versi, in collaborazione con La casa della poesia di Como, bandisce la seconda edizione del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa.

I vincitori saranno protagonisti al Festival Internazionale di Poesia Europa in Versi, dove potranno leggere le loro poesie, brani delle loro opere, conoscere artisti di fama internazionale, scambiare opinioni e farsi conoscere dalla critica.

Le poesie vincitrici inedite verranno pubblicate nell’antologia del Festival, accanto a quelle di poeti di valore internazionale.  Verranno pubblicati anche i libri di narrativa inediti vincitori delle rispettive sezioni (Narrativa inedita, Narrativa giovane inedita).

Il libro vincitore della sezione Narrativa edita sarà presentatoin una serata esclusiva a Como, a cura della Casa della Poesia di Como.

SezioniScadenzePartecipa!

 Il premio è articolato in 7 sezioni:

  • Poesia inedita
  • Poesia edita
  • Poesia in dialetto (edita o inedita)
  • Poesia giovane (edita o inedita, riservata agli under 30)
  • Narrativa inedita
  • Narrativa edita
  • Narrativa giovane (edita o inedita, riservata agli under 30)

Sorgente: Premio Internazionale di Poesia e Narrativa 2017 | Europa in Versi

a: da classificare · Poesie

MARK STRAND, Cos’era? … era l’inizio di una sedia, tradotta da Damiano Abeni e letta da Mimmo Pelini

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI


Cos’era

I
Era impossibile da immaginare, impossibile
da non immaginare; la sua azzurrezza, l’ombra che lasciava,
che cadeva, riempiva l’oscurità del proprio freddo,
il suo freddo che cadeva fuori da se stesso, fuori da qualsiasi idea
di se’ descrivesse nel cadere; un qualcosa, una minuzia,
una macchia, un punto, un punto in un punto, un abisso infinito
di minuzia; una canzone, ma meno di una canzone, qualcosa che
affoga in se’, qualcosa che va, un’alluvione di suono, ma meno
di un suono; la sua fine, il suo vuoto,
il suo tenero, piccolo vuoto che colma la sua eco, e cade,
e si alza, inavvertito, e cade ancora, e cosi’ sempre,
e sempre perche’, e solo perche’, essendo stato, era…

II
Era l’inizio di una sedia;
era il divano grigio; era i muri,
il giardino, la strada di ghiaia; era il modo in cui
i ruderi di luna le crollavano sulla…

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GRUPPO LETTERARIO ACARYA, Programma Novembre 2016-Febbraio 2017, al Centro civico comunale, Via Grandi n. 21, COMO

VAI AL SITO WEB

http://www.acarya.it/


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a: da classificare · Poesie

GIORDANO AZZI: “La Gisèla”; “Ul Lucati”

mi scrive C. B.:

PAOLO TI MANDO QUESTA POESIA SU GISELLA SCRITTA DA SUO CUGINO, ING. GIORDANO AZZI, ANCHE LUI POETA IN LINGUA E ANCHE IN ESPERANTO DI CUI E’ STATO NEGLI ANNI DI FONDAZIONE DELL’EUROPA UN GRANDE DIVULGATORE E INSEGNANTE. INSIEME TI MANDO LA SUA POESIA SU VENOSTO LUCATI, GRANDE BIBLIOTECARIO DI COMO, STUDIOSO DELLA NOSTRA STORIA E OTTIMO SCRITTORE. COME SAI, LA NS. BIBLIOTECA E’ IN PIAZZETTA VENOSTO LUCATI , IN OMAGGIO A UN GRANDE COMASCO.
BUONE ORE VERSO LA NOTTE.
giselalucati
AUDIO e VIDEO · Poesie

poesie di GRAZIELLA MOLINARI lette da BETTY MOLINARI: LA CA’ DI NONI e NOTT DE SAN LUREENZ, testi e video, 11 agosto 2016

poesie di GRAZIELLA MOLINARI lette da BETTY MOLINARI:

LA CA’ DI NONI (La casa dei nonni)

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per tutta le serata vai a:

Sorgente: Serata di letture poetiche, canti, barzellette a cura di BETTY MOLINARI, nella piazzetta del pontile dei battelli, frazione di Coatesa nel Comune di Nesso, 11 agosto 2016 | COATESA SUL LARIO … e dintorni

a: da classificare · Poesie

GRAZIELLA MOLINARI, Rivà a Pekino, Quaderni dell’Acàrya, Como 1990

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a: da classificare · casa · Mi ricordo · Poesie · Strand Mark · tentativi di esaurimento del luogo

L’inizio di una sedia, da Cos’era, di Mark Strand, tradotta da Damiano Abeni, Donzelli Poesia, 1999


QUI LETTA IN MODO MAGISTRALE DA DOMENICO PELINI

Cos’era

da “Blizzard of one”

I
Era impossibile da immaginare, impossibile
da non immaginare; la sua azzurrezza, l’ombra che lasciava,
che cadeva, riempiva l’oscurità del proprio freddo,
il suo freddo che cadeva fuori da se stesso, fuori da qualsiasi idea
di se’ descrivesse nel cadere; un qualcosa, una minuzia,
una macchia, un punto, un punto in un punto, un abisso infinito
di minuzia; una canzone, ma meno di una canzone, qualcosa che
affoga in se’, qualcosa che va, un’alluvione di suono, ma meno
di un suono; la sua fine, il suo vuoto,
il suo tenero, piccolo vuoto che colma la sua eco, e cade,
e si alza, inavvertito, e cade ancora, e cosi’ sempre,
e sempre perche’, e solo perche’, essendo stato, era…

II
Era l’inizio di una sedia;
era il divano grigio; era i muri,
il giardino, la strada di ghiaia; era il modo in cui
i ruderi di luna le crollavano sulla chioma.
Era quello, ed era altro ancora; era il vento che azzannava
gli alberi; era la congerie confusa di nubi, la bava
di stelle sulla riva. Era l’ora che pareva dire
che se sapevi in che punto esatto del tempo si era, non avresti
mai piu’ chiesto nulla. Era quello. Senz’altro era quello.
Era anche l’evento mai avvenuto – un momento tanto pieno
che quando se ne ando’, come doveva, nessun dolore riusciva
a contenerlo. Era la stanza che pareva la stessa
dopo tanti anni. Era quello. Era il cappello
dimenticato da lei, la penna che lei lascio’ sul tavolo.
Era il sole sulla mia mano. Era il caldo del sole. Era come
sedevo, come attendevo per ore, per giorni. Era quello. Solo quello.

(da Mark Strand: “Blizzard of One” – 1998, traduzione di Damiano Abeni, ora in “West of your cities” – a cura di M. Strand e D. Abeni – Minimum fax – Roma 2003)


qui letta con ben altra bravura ed intensità da DOMENICO PELINI