Poesie · Sormano

Luciana Cavalleri, Alla Colma di Sormano

Lua- Libera Università Autobiografia · Poesie

LEONORA CUPANE, RACCONTI POETICI DI LUOGHI INTERIORI SEMINARIO DI AUTOBIOGRAFIA POETICA | Tracce e Sentieri

RACCONTI POETICI DI LUOGHI INTERIORI
SEMINARIO DI AUTOBIOGRAFIA POETICA

Questo laboratorio parte dal presupposto che, scrivendo di sé, non sia importante soltanto che cosa si racconta, ma anche come.
Nell’infanzia, scrive Walter Benjamin, “le parole sono vive, piene, ricche, perché portano tutte traccia delle percezioni sensoriali forti del bambino, portano traccia del tatto, del colore, dell’odorato, del suono, di tutte le esperienze; la lingua del bambino è una lingua della domenica, cioè una festa”. Crescendo, la parola perde l’aderenza alle cose, al mondo, all’esperienza, e diventa più arida, perché slegata da quel piacere fisico di creare nominando: allora si opacizza, si logora, diventa automatica e vuota. Non c’è più una lingua della domenica, ma spesso una grigia lingua del lunedì mattina. Il pensiero diventa astratto e totalmente distaccato dalla fisicità che ci costituisce. Per raccontare se stessi in modo completo e non scisso, è necessario fare pratica d’una forma espressiva che permetta di recuperare quel piacere originario di gustare le parole con tutto il corpo.
Questa forma è la poesia, che ha la capacità di alimentarsi di parole vive perché nate dal ritmo del respiro, del battito del cuore, del passo, parole profondamente radicate nel corpo, che conservano le preziose qualità sensoriali della lingua allo stato nascente, capace di esprimere la totalità dell’esperienza senza scissioni; essa è uno strumento autobiografico completo, perché non separa il significato dalla forma-suono e dalla originaria matrice ritmica della parola, e permette di riunire in un unico atto narrativo il gioco creativo liberatorio e la rievocazione emotiva profonda e illuminante.
Proveremo quindi a raccontarci in forma poetica, facendo esperienza degli strumenti specifici attraverso cui la poesia può diventare una pratica autobiografica trasformativa, una forma di attenzione al linguaggio e di cura di sé e degli altri.

Lo spazio, insieme al tempo, è la dimensione costitutiva dell’esistenza. Non possiamo pensare a noi stessi senza collocarci in un luogo. Metafore comuni come “sentirsi a casa” “sentirsi spaesati” “trovare rifugio fra le braccia di qualcuno”, “stare dentro una torre d’avorio”, “avere un sogno dentro il cassetto”, “sentirsi in trincea”, sono solo alcuni esempi di come la spazialità permei il linguaggio e il pensiero. Nell’essere umano i luoghi, da concreti e materiali, diventano immaginari, simbolici: quindi, oltre ad abitarli, possiamo dire che ne siamo abitati. Conoscere i nostri luoghi/spazi interiori, avere accesso a queste immagini, significa quindi accrescere la conoscenza di noi stessi.

Il seminario è ispirato da un libro di Gaston Bachelard, “La poetica dello spazio” (Dedalo, Bari, 2006 nuova edizione) che ragiona e discorre sulla valenza evocativa, poetica e profondamente coinvolgente di alcune immagini spaziali – come la casa, la stanza, lo scrigno, il nido, il guscio- che Bachelard chiama “dello spazio felice”, il cui valore presenta ricchissime sfumature di intimità.
Durante il seminario andremo oltre: attraverso la scrittura non ci limiteremo a esplorare le immagini dello spazio felice, intimo e rassicurante, bensì ci addentreremo in una multiforme varietà di spazi, sia luminosi sia oscuri, preziosi per noi da evocare perché popolano il nostro mondo interiore. Torri e roccaforti, pozzi e miniere, soffitte e cantine, rifugi e tane, capanne e giacigli, sentieri e passaggi segreti, abissi e giardini, così come balaustre, ponti, soglie, crocevia, finestre, porte: ogni immagine spaziale che abbia una risonanza interiore profonda potrà diventare oggetto delle nostre scritture autobiografiche, rivisitazioni poetiche, immaginazioni trasformative.
Ragioneremo sui fertili intrecci fra memorie concrete di luoghi realmente esistiti e abitati, memorie fittizie di luoghi che qualcuno ci ha narrato (magari appartenenti a una memoria familiare) luoghi sognati e mitici, luoghi simbolici la cui realtà è solo interiore, spazi che ci accolgono e spazi che accogliamo in noi. La contaminazione fra memoria e immaginazione è vitale per nutrire il nostro spirito, se è vero, come dice Bachelard, che

L’immagine poetica non è l’eco di un passato ma è piuttosto il contrario: attraverso una folgorante immagine il passato lontano risuona di echi, e non si riesce a cogliere fino a quale profondità tali echi si ripercuoteranno e si estenderanno.
Le grandi immagini sono sempre allo stesso tempo ricordo e leggenda. Ogni grande immagine ha un fondo onirico insondabile, sul quale il passato personale dipinge immagini particolari.
Ogni memoria deve essere reimmaginata: nella memoria noi conserviamo microfilms che non possono essere letti se non ricevono la luce viva dell’immaginazione. Bisogna spingersi fino alle profondità dei sogni, al di là dei ricordi, in una pre –memoria.

Leggeremo anche poeti, italiani e stranieri, che si sono avvalsi d’immagini spaziali dal forte valore evocativo, cercando nelle loro parole, come in una miniera, frammenti preziosi da “scalpellare” poi dentro la nostra personale scrittura.
Il gruppo di lavoro intreccerà le voci e le immagini in un percorso di arricchimento reciproco, elaborazione creativa di nuovi testi condivisi, scoperta di altri punti di vista e apertura di nuovi spazi interiori.

Le metodologie di narrazione autobiografica e poetica che saranno utilizzate nel laboratorio attingono in parte anche alla poetry therapy (poesia-terapia) statunitense, e, opportunamente approfondite e declinate, possono costituire strumenti efficaci e preziosi per chi lavora in ambito didattico, educativo, formativo o terapeutico con qualunque tipologia di utenza: adulti, bambini, adolescenti, anziani, persone che vivono condizioni di crisi, malattia fisica e mentale, lutto, detenzione, possono trovare nella narrazione autobiografica poetica uno straordinario mezzo espressivo in grado di restituire loro una voce autentica, non vincolata rigidamente dalla logica e dal primato del concetto, generando una scrittura nuova e viva, “corporea”, profondamente radicata nella sensibilità personale.

Libera Universita’ Autobiografia – 2010-10-15 – Leonora Cupane – Racconti poetici di luoghi interiori.

da: LEONORA CUPANE, RACCONTI POETICI DI LUOGHI INTERIORI SEMINARIO DI AUTOBIOGRAFIA POETICA | Tracce e Sentieri.

GENIUS LOCI · Paesaggio · Poesie · Pozzi Antonia

Grazia Apisa Gloria, Sedici aprile Genius Loci

Sedici aprile   Genius Loci  
                                         
Lei fu solo l’annuncio
Improvvisa la decisione
di vedere l’Angelo del luogo
Necessità  di nuovo sguardo
necessità di nuovi percorsi
nuovi spazi nello Spazio
Fu l’amore a condurmi
Fu l’amore a guidarmi
Qualcosa in me chiedeva
di vedere
Si vede sempre la seconda volta
Antonia
tu mi hai indotta all’incontro
con il tuo con il suo cielo
Tu hai cercato l’abbraccio di luce
il tuo adorato lago
Sulla Valsassina
verso Pasturo
la montagna innevata
abbracciata dai manti verdi
di colline e monti
si spalancò nel sole mattutino
Paesaggio campestre
sogno della tua infanzia
che mi ha guidato alla tua casa
al luogo della vita
al luogo della morte
Al luogo d’amore
Fu il tuo amore a condurmi
e le parole tue mi parlavano
di perdute tenerezze
E tu Amico
eri ad ogni mio passo
presente
con il tuo sguardo dolce
di poeta
mi hai aperto all’amore del luogo
al Genius Loci
al ritrovamento di un nuovo spazio
nello spazio
Per questo stamattina
la tua mano mi ha destata
ne ho percepito il tocco soave
ho udito ancor più forte
il tuo pensiero:
“Quando non ci sarò più…”
Sei tu     in me
oggi “l’angelo che qui
vicino a me sorride”
 
Grazia Apisa Gloria
(Dedicata a Paolo Ferrario e ad Antonia Pozzi) 
 
Genova, 20 aprile 2010
 
Scopriremo in autunno da dove arriva il riferimento al Genius Loci, a cui Grazia fa riferimento nella sua poesia.
Per ora posso solo ringraziare per questo pensiero poetante che molto mi conferma nel mio “culto del luogo”
Paolo Ferrario
Poesie · Pozzi Antonia

Antonia Pozzi, Largo

CULTURA e CULTURA LOCALE · Poesie

Giovedì 18 marzo alle ore 21.00 presso la libreria di via Volta si terrà, nell’ambito della rassegna Poesia di voci, il primo Poetry Slam erbese.

POETRY SLAM A ERBA

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Giovedì 18 marzo alle ore 21.00 presso la libreria di via Volta si terrà, nell’ambito della rassegna Poesia di voci, il primo Poetry Slam erbese.

Il Poetry Slam è una gara di poesia: i concorrenti si sfidano leggendo i propri versi, valutati da una giuria composta estraendo a sorte elementi del pubblico, sotto la direzione di uno Slam-master. Dall’efficacia dei testi poetici dipende il successo dei partecipanti, ai quali è concesso di usare solo la voce: niente musica e niente costumi. Tempo massimo di ogni performance tre minuti.

Un ritorno all’approccio orale della poesia nel quale il pubblico assume un ruolo di protagonista diventando critica viva e dinamica: si può (si deve) applaudire il verso che emoziona e fischiare quello che delude. Conduce la serata lo slammer Simone Savogin.

Iscrizioni aperte a tutti: scrivete a viavolta28@tin.it Info: 031.3355128

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LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Poesie

Vittorio Gassman sul lago di Como recita testi di Manzoni, Gadda, Ragazzoni, Parini, Monti…

FOTOGRAFIE · Poesie

Ritorno alle rive: fotografia e poesia in COMO: LAGO & POESIA

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Poesie · Pozzi Antonia

Lievi carezze di Antonia pozzi, letta e sentita attraverso lo sguardo e la sensibilità di Renèe

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Poesie · Pozzi Antonia

Antonia Pozzi, POESIA CHE MI GUARDI

scrive Paolo Cognetti:
…. “Nessuno, a scuola, mi aveva mai parlato di Antonia Pozzi. Eppure abitava dalle mie parti, in via Mascheroni a Milano. Frequentava il liceo Manzoni dove si innamorò del suo professore di lettere, Antonio Maria Cervi, ma il padre di lei era un uomo potente e riuscì a tenerli lontani. “E tu sei entrata nella strada del morire” , scrisse Antonia quell’anno. Era una figlia della Milano bene, altrimenti non avrebbe potuto studiare e scrivere, da donna, in Italia negli anni Trenta. Amava due cose sopra ogni altra: la montagna e la poesia. La sua famiglia aveva una casa a Pasturo, ai piedi della Grigna…” …

tutto l’articolo di Cognetti è qui:

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acrostici · CASA di Coatesa

Tetti sull’acqua

T anti
E ssenti
T rovano
T ane
I individuali

 

 

da: Tetti sull’acqua | Tracce e Sentieri.

BATTELLI e Corriere · Poesie

Battello che vai … Davide Bernasconi De Sfroos

acrostici · Giardini del lago di Como

Calicanto d’inverno

E’ capitato per caso.
Esattamente vent’anni fa un ritaglio di giornale mi portò in quell’angolo di mondo che, poi, sarebbe diventato il nostro luogo dell’anima.
La natura era quella sopita dell’inverno e, tuttavia, un profumo dolce e inebriante si diffondeva nell’aria e fluiva verso le acque del lago.
Ogni anno, in questi giorni, il Calicanto d’inverno mi ricorda quel colpo di fortuna del 1989.

CONFINA
ALTROVE
L
INVERNO;
COSPARGE
AROMA
NETTARINO,
TIMIDO
OCCHIOLINO

 

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Fotografie di Luciana

da: Calicanto d’inverno | Tracce e Sentieri.