Pillole di archeologia, alla scoperta del museo civico di Como
Pillole di archeologia, alla scoperta del museo civico di Como – CiaoComo

Pillole di archeologia, alla scoperta del museo civico di Como
Pillole di archeologia, alla scoperta del museo civico di Como – CiaoComo

INCONTRI DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE
Archivio di Stato, via Briantea 8, ore 15.30, ingresso libero

Magda Noseda conclude il ciclo Archivi: custodi della memoria con l’incontro Lavorare è permesso, una professione è negata. Un excursus tra le carte d’archivio in merito all’apprendimento tecnico di un mestiere e di un’arte. Non si investiva nel mondo femminile, ma in quello maschile. Alla donna non era riconosciuta la titolarità di una professione, tuttavia molte sono riuscite ad emergere dall’anonimato.








dalla scheda http://www.quicomo.it/eventi/cultura/le-cinque-giornate-di-como-rivissute-al-museo.html:
Il 18 marzo al Museo Storico | Le Cinque Giornate di Como Eventi a Como
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Nel marzo 2018 ricorre il 170° anniversario delle Cinque Giornate di Como, che i Musei Civici intendono ricordare con una serie di iniziative ed eventi per il pubblico, volti a valorizzare il ricco patrimonio museale.
Il Museo Storico di Como, dedicato a Giuseppe Garibaldi, ospita interessanti cimeli relativi alla storia della città di Como nel XIX e XX secolo, in molti casi donati spontaneamente dagli stessi cittadini. Sono approfondite in modo particolare le vicende del Risorgimento, dai primi moti contro il governo austriaco fino alle ultime imprese garibaldine. Un’intera sala del percorso espositivo è dedicata alle vicende del 1848, anno della prima guerra d’Indipendenza, durante il quale anche Como ebbe le sue Cinque Giornate. Tra il 18 e il 22 marzo, infatti, in concomitanza con la rivolta antiaustriaca di Milano, la città di Como diede vita a una sollevazione popolare, che risultò vittoriosa e portò il reggimento austriaco “Prohaska” alla resa, con la consegna della bandiera militare asburgica che è tutt’ora esposta in Museo.
In occasione dell’anniversario delle Cinque Giornate di Como tornerà nelle sale del Museo Storico il celebre quadro di Francesco Capiaghi “Dopo la resa. Como, 22 marzo 1848”, che resterà qui esposto al pubblico fino a giugno. Il dipinto del Capiaghi, attualmente conservato nella Pinacoteca Civica di Como, raffigura la resa della guarnigione austriaca in Piazza Vittoria dopo le Cinque Giornate del marzo 1848. Il pittore allora sedicenne fu testimone oculare del fatto, che rievocò in occasione del cinquantenario, poco prima della sua morte. Il quadro del Capiaghi, che prima dell’inaugurazione della Pinacoteca Civica di Como avvenuta nel 1989 era esposto all’interno della sala del 1848 del Museo Storico di Como, verrebbe riportato così nella sua sede originaria in concomitanza con le celebrazioni.
Inoltre, sarà esposta anche l’interessante opera, redatta dal dott. Fermo Coduri nel 1900, che raccoglie le biografie dei più importanti veterani comaschi che hanno partecipato alle imprese degli anni 1848-49. Tramite un supporto multimediale, saranno presentati al pubblico in modo più approfondito alcuni dei personaggi citati nel libro, il cui nome è sicuramente noto ai Comaschi: Francesco Anzani, Tommaso Perti, Enrico Pessina, Giuseppe Sirtori, Giuseppina Perlasca, Antonio Arcioni, Luigi Dottesio e altri ancora.
Verranno esposti anche cimeli normalmente conservati nei depositi, come alcune medaglie celebrative del 1848 e un’interessante sciabola, appartenuta a Paolo Balestrini e donata al Museo da Innocenzo Regazzoni, decorata da un’incisione lungo la lama che riporta la dedica “al valore lombardo 22/03 1848. W l’Italia”. Lo stesso Regazzoni, medico e importante studioso di paletnologia, tra i protagonisti della nascita del Museo Civico di Como, diede alle stampe una raccolta di testimonianze storiche per ricordare i moti risorgimentali del marzo del 1848 a cui prese parte in prima persona, che servirà da spunto per una visita guidata.
Domenica 18 marzo
Museo Storico
ore 15.00
Le Cinque Giornate di Como (18-22 marzo 1848)
Percorso guidato a cura di Aster
Ingresso a pagamento e visita guidata gratuita
(è consigliata la prenotazione: tel. 031.252550)
Per info
Musei Civici tel. 031 252550
musei.civici@comune.como.it
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IL TESSUTO COME ARTE: ANTONIO RATTI
IMPRENDITORE E MECENATE
a cura di Lorenzo Benedetti, Annie Ratti e Maddalena Terragni
Palazzo Te, Mantova
01.10.2017-07.01.2018
Palazzo Te a Mantova, dal 1 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018, ospita la mostra “Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate”. L’esposizione è prodotta e realizzata dal Comune di Mantova, dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te, dal Museo Civico di Palazzo Te e dalla Fondazione Antonio Ratti.
La vita di Antonio Ratti è un intreccio tra impresa e arte, creatività e promozione culturale, pubblico e privato. Il suo pensiero nasce dall’idea che la cultura, la conoscenza e l’arte siano strumenti fondamentali per interpretare il proprio tempo.
Sperimentazione e innovazione sono le caratteristiche che distinguono l’operare di Antonio Ratti, raccontate trasversalmente in un percorso che prevede un dialogo con le sale monumentali per poi svilupparsi negli spazi espositivi delle Fruttiere. La mostra intende restituire il ritratto di un personaggio raffinato ed elegante, poliedrico ed eclettico, che, investendo nella formazione delle risorse umane e nella valorizzazione del tessuto come arte, ha saputo dare risalto alla qualità dei prodotti tessili.
Grazie al contributo dell’architetto Philippe Rahm, l’esposizione racconta il tessuto nelle sue varie forme: dalla ricca collezione di reperti antichi della Fondazione Antonio Ratti ai grandi archivi dell’azienda Ratti; sarà possibile fare un’esperienza tattile delle diverse stoffe messe a disposizione del visitatore su una pedana centrale che attraversa lo spazio delle Fruttiere, restituendo un’idea sinestetica del tessuto.
L’arte contemporanea è presente con opere di artisti coinvolti nelle numerose attività della FAR, tra questi alcuni artisti invitati a condurre e a partecipare alle ventitrè edizioni del workshop
CSAV-Artists Research Laboratory, tra cui: John Armleder, Julia Brown, Jimmie Durham, Mario Garcia Torres, Melanie Gilligan, Renée Green, Joan Jonas, Giulio Paolini, Diego Perrone, Yvonne Rainer e Gerhard Richter. Negli spazi esterni di Palazzo Te sono presenti importanti installazioni di Yona Friedman, Hans Haacke, Richard Nonas, Matt Mullican e Liliana Moro.


Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate
Palazzo Te, Mantova
01.10.2017-07.01.2018
ORARI
lunedì 13.00 – 19.30
da martedì a domenica
9.00 – 19.30
(ultimo ingresso 18.30)
A partire da domenica
29 ottobre 2017:
lunedì 13.00 – 18.30
da martedì a domenica
9.00 – 18.30
(ultimo ingresso 17.30)
BIGLIETTERIA
T +39 0376 323266
INFO
Prevendita (link)
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La mostra è realizzata con il patrocinio di Regione Lombardia, con il contributo di Ratti S.p.A, della Fondazione Banca Agricola Mantovana e di Unindustria Como, sponsorizzata da Banca Monte dei Paschi di Siena e da La Serenissima, con il supporto degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, e dello sponsor tecnico Apam.

Le vie della seta sono infinite e Como, punto di riferimento mondiale del tessile, ne è ricchissima.
Cominciamo a riscoprire quella che corre lungo il torrente che ha alimentato tante aziende del settore e su cui si affacciano anche il Museo della Seta e il Setificio.
Il Museo della seta sarà punto di partenza e di arrivo di un percorso ad anello lungo le due sponde del Cosia, che seguirà le suggestioni di tre colori primari (giallo, rosso e blu) per intrecciare le storie di tre personaggi altrettanto primari per Como e non solo (Plinio il Vecchio, Alessandro Volta e Ambrogio Pessina) lontani nei secoli eppure legati da sottili, ma indistruttibili fili… di seta.
Arricchiscono la trama tante comparse, che hanno contribuito a fare la storia della città lariana, e frammenti della grande storia tessuti a Como, come la Tenda Rossa della spedizione Nobile. Lungo il cammino si scopriranno alcune fabbriche riconvertite a nuovi usi e altre ancora in funzione, un torrente che un tempo era colorato dagli scarichi delle tintostamperie e oggi sta riacquistando un forte valore ambientale.
Voce narrante Pietro Berra, con la collaborazione degli operatori del Museo della seta.
Accompagna all’organetto Andrea Pizzamiglio.
Nel finale performance che cuce arte, musica e poesia: mentre Berra, accompagnato da Pizzamiglio, leggerà testi dalla silloge “Fiumi sotterrati”, ispirata proprio al Cosia e ai suoi fratelli minori (il Valduce e il Fiume Aperto), Gaetano Orazio, che su quelle poesie aveva realizzato una serie di quadri, farà provare a chi vorrà tra i partecipanti l’esperienza di essere dipinti come tessuti e come il torrente che “cambiava colore secondo la moda”. Ciascuno, poi, potrà portare a casa in ricordo la propria “stampa”.
per iscriversi
dove: ritrovo Museo della Seta, via Castelnuovo 9
Disponibiltà limitata. Iscrizione obbligatoria https://www.eventbrite.it/e/biglietti-le-vie-della-seta-un-torrente-alla-moda-37393289335
Ore 14.30
Sorgente: Le vie della seta: un torrente alla moda | Como Italia