Alberi · MEDITAZIONE nel Tempo · Tempo · tentativi di esaurimento del luogo

“Una pianta non vive nel domani e non rimpiange ieri; è radicata nel qui e ora”, Stefano Mancuso

“Una pianta non vive nel domani e non rimpiange ieri; è radicata nel qui e ora”

Stefano Mancuso, in Chiedilo agli alberi, di Guidalberto Borlomini, Ponte alle Grazie, 2026, pg. 11

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Alberi · Cielo e Nuvole · Fiori · MEDITAZIONE nel Tempo

“Il movimento delle nuvole, l’ondeggiare dell’erba, i colori delle chiome degli alberi o la forma di un fiore catturano la nostra attenzione senza richiedere alcuno sforzo”, Stefano Mancuso

“Il movimento delle nuvole, l’ondeggiare dell’erba, i colori delle chiome degli alberi o la forma di un fiore catturano la nostra attenzione senza richiedere alcuno sforzo”

Stefano Mancuso, in Chiedilo agli alberi, di Guidalberto Borlomini, Ponte alle Grazie, 2026, pg. 10

Alberi · Alberi · MEDITAZIONE nel Tempo

Guidalberto Bormolini, prefazione di Stefano Mancuso, Chiedilo agli alberi. Spiritualità, cura e natura, Ponte alle Grazie editore, 2026

Scheda bibliografica

Guidalberto Bormolini, Chiedilo agli alberi. Spiritualità, cura e natura, prefazione di Stefano Mancuso, Ponte alle Grazie, collana “Saggi”, 2026.

  • ISBN: 9791255822585.
  • Formato: brossura fresata con alette.
  • Pagine: 272.
  • Prezzo di copertina: 18 euro.
  • Pubblicazione: maggio 2026.[ponteallegrazie][ibs]

Di che cosa parla

Il libro propone una riflessione sul rapporto tra esseri umani e mondo naturale, in particolare con gli alberi, considerati non come semplice sfondo o risorsa, ma come presenze capaci di suggerire forme di resilienza, cooperazione, cura e interdipendenza.

Bormolini intreccia spiritualità, antropologia, ecologia, biologia, psicologia, letteratura e arte. L’idea centrale è che la natura possa diventare un luogo di rigenerazione della persona nella sua dimensione integrale: corpo, psiche e spirito. La casa editrice presenta il volume come un invito a ritrovare una comunione profonda con gli esseri viventi e con il “Tutto”.[ponteallegrazie]

Il “Manifesto” per la cura verde

Uno degli elementi più originali del volume è il Manifesto per una Spiritual Green Therapy, una proposta di “terapia verde spirituale” che mira a mettere in dialogo neuroscienze, medicina, ecologia, antropologia e pratiche contemplative.

Il manifesto non si presenta come una teoria già conclusa, ma come l’avvio di un campo di ricerca sulla possibilità che il contatto con la natura incida non soltanto sul benessere fisico e psicologico, ma anche sulla dimensione spirituale della persona. Tra i suoi temi figurano rigenerazione, bellezza, compassione, comunione, cooperazione, cura, dono, libertà, ritrovamento e trasfigurazione.[messaggerosantantonio][fondazionesylva]

Una possibile valutazione

_ Chiedilo agli alberi_ sembra collocarsi a metà strada tra il saggio spirituale, il libro di ecologia culturale e il testo dedicato alla cura della persona. Non è quindi un manuale di botanica né un volume esclusivamente religioso: il suo obiettivo è soprattutto cambiare lo sguardo sulla natura, mostrando come il rapporto con gli alberi possa diventare anche un’esperienza etica, esistenziale e comunitaria.

La recensione del Messaggero di sant’Antonio sottolinea il carattere colto e poetico dell’opera, ma avverte che alcuni passaggi non sono di lettura immediata. Il riferimento ideale è una visione non antropocentrica e, in alcuni punti, francescana: gli alberi diventano maestri di un “buon vivere” fondato sul sentirsi parte di una totalità più ampia.[messaggerosantantonio]

In sintesi

È un libro indicato per chi è interessato a:

  • ecologia spirituale e rapporto uomo-natura;
  • pratiche di cura e accompagnamento;
  • spiritualità cristiana contemporanea;
  • alberi, boschi e benessere psicofisico;
  • dialogo tra scienza, religione e ambiente;
  • superamento dell’antropocentrismo.

La tesi divulgativa del volume potrebbe essere riassunta così: tornare alla natura può aiutarci a ritrovare la nostra stessa natura.

Berra Pietro · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

LAKE COMO WALKING FESTIVAL 2026 – “Barche e navette”. Domenica  30 agosto “La Velarca e il Filandone: tesori nascosti di Ossuccio”, quindicesima tappa della kermesse organizzata da Sentiero dei Sogni in partnership con Fondazione Alessandro Volta. Sostiene l’iniziativa il Comune di Tremezzina, collabora in FAI

LAKE COMO WALKING FESTIVAL 2026 – “Barche e navette”. Domenica  30 agosto “La Velarca e il Filandone: tesori nascosti di Ossuccio”, quidicesima tappa della kermesse organizzata da Sentiero dei Sogni in partnership con Fondazione Alessandro Volta. Sostiene l’iniziativa il Comune di Tremezzina, collabora in FAI

IL PERCORSO

L’attività avrà inizio domenica 30 agosto alle 14.30. Il ritrovo è fissato sul sagrato della chiesa romanica dei Santi Giacomo e Filippo in via statale Regina, 13, nel territorio del Comune di Tremezzina (CO), in località Ossuccio. Si visiteranno la Velarca, elegante houseboat progettata tra il 1959 e il ’61, ora di proprietà del FAI, quindi le chiese dei Santi Giacomo e Filippo, gioiello romanico dotato di uno dei campanili a vela più iconici del Lario, e di Sant’Agata, che custodisce un’ara romana su cui appare la citazione più antica degli abitanti del luogo, gli “Ausuciates”. Un’altra tappa importante sarà costituita dal Museo Antiquarium, con reperti archeologici dell’Isola Comacina, e alla vicina chiesa di Santa Maria Maddalena, altro gioiello romanico, che attualmente ospita la mostra/installazione “Hitchcock Island” di Paolo e Francesca Lipari, dedicata al legame eccezionale tra il “Maestro del brivido” e l’Isola Comacina. La fine dell’evento è prevista attorno alle 17.30 nella piazzetta accanto a Villa Balbiano, una delle dimore storiche più celebri del Lago di Como, che dalla fine dell’Ottocento fino al 1930 ha ospitato una filanda. Il percorso di sola andata è di circa 2,5 chilometri con cento metri di dislivello, per lo più su tratti della Greenway in acciottolato, inoltre bisogna calcolare un chilometro per tornare all’auto se la si lascia nelle vicinanze del punto di partenza.


GLI INTERVENTI

Conduce il percorso Pietro Berra, presidente di Sentiero dei Sogni

Interventi di esperti del FAI sulla Velarca e della conservatrice dell’Antiquarium Viviana Colombo

Letture di autori del passato legati ai luoghi visitati (in particolare Paolo Giovio e Mary Shelley) a cura di Antonella Fontana e Lorena Mantovanelli del Gruppo di lettura di Sentiero dei Sogni.


ISCRIZIONI
Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria attraverso il sito http://sentierodeisogni.it/eventi

LE PROSSIME PASSEGGIATE (E BATTELLATE) CREATIVE

Per quelle di settembre le iscrizioni sono già aperte sul sito http://sentierodeisogni.it/eventi

6 settembre – Canzo-Asso, “Quel filo di seta tra Leonardo, Stendhal e Salvatore Fiume” (Lago di Como GAL nell’ambito del progetto “FUTURISMO SOSTENIBILE”)

20 settembre – Pusiano, “Bozzoli e navigli: battellata Segantini” (Comune di Pusiano, con la collaborazione del Parco regionale della Valle del Lambro)

27 settembre – Garlate, “Da Leonardo agli Abegg: la grande storia della seta” (Sistema museale della Provincia di Lecco)

4 ottobre – Como, “I fiumi nascosti della seta” (Comune di Como, nell’ambito della Como Creativity Week)

18 ottobre – Brunate, “Il Monte dei santi” (Comune di Brunate, nell’ambito del “Progetto Volta”)

6 novembre – Como-Menaggio-Pianello, “Barche e navette: crociera per il centenario

del Concordia” (Comune di Menaggio, in collaborazione con Associazione Piroscafi Lariani)

Ufficio stampa Fondazione Volta

Paola Carlotti  3357059871

CitazionI · Rose

Un gatto è, nel modo animale, ciò che la rosa è in un giardino, Robert Southey

Un gatto è, nel modo animale, ciò che la rosa è in un giardino

Robert Southey

CitazionI · Gatti

L’ideale della calma si trova in un gatto seduto, Jules Renard

L’ideale della calma si trova in un gatto seduto

Jules Renard

Abete · MEDITAZIONE nel Tempo

Un grande albero stende i suoi rami e fa ombra …

Un grande albero stende i suoi rami e fa ombra.

Quando riceve il sole pieno e intenso dell’estate

genera le brezze fresche e dà sollievo

a chi si riposa sotto di lui

Shinsuke Hosokawa,

in La saggezza zen per la cura dell’ansia, edizioni Clichy

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Camminare in COMO città · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tajana Tino · Vie e Piazze

Via Bernardino Luini, la via dei commerci e la torre nascosta, articolo di Clemente Tajana, in La Provincia, 17 agosto 2026

articolo “La via dei commerci e la torre nascosta”, firmato da Clemente Tajana e pubblicato su La Provincia il 17 agosto 2026, dedicato a via Bernardino Luini a Como. laprovinciadicomo

Contesto e impianto urbano

La via è intitolata al pittore rinascimentale Bernardino Luini, esponente dei “Leonardeschi”, autore di opere nel Duomo di Como (tra cui la pala di San Girolamo). Dal punto di vista urbano, corre parallela al “cardo” (via Adamo del Pero) e incrocia il “decumano” (via Indipendenza), attraversando due antiche contrade: la Contrada della Torrazza e la Contrada delli Asini. laprovinciadicomo

Un percorso tra botteghe, mosaico e Ztl

L’articolo invita a percorrere la via da nord, partendo dallo slargo di via Boldoni, dove sopravvive una delle poche edicole del centro storico. Nel primo tratto spicca un grande mosaico di Nino Lupica (già direttore dell’Accademia Aldo Galli), realizzato negli anni Novanta grazie al finanziamento del negozio Seveso: pannelli di ceramica con figure in stile “picassiano”, due biciclette colorate (simbolo della Ztl e della mobilità dolce), un albero con sei pere (richiamo allo stemma della famiglia Del Pero) e colombe tra le nuvole. Tajana nota che il mosaico è ben conservato, mentre l’intonaco della parete su cui è applicato versa in degrado e richiederebbe una ridipintura. laprovinciadicomo

Lo slargo, pur avendo perso alcune attività storiche (come il negozio di giocattoli Scotti e le bancarelle di frutta e verdura), resta un nodo commerciale importante, soprattutto per i turisti, con negozi moderni e fan shop. laprovinciadicomo

Edifici, insegne storiche e trasformazioni commerciali

Procedendo verso l’incrocio con via Rusconi (Contrada delli Asini), l’articolo segnala:

  • edifici settecenteschi dai colori vari (bianco, rosa, giallo) con balconcini tipici, oggi occupati da insegne contemporanee; laprovinciadicomo
  • lo “stacco” tra due edifici (tra Butti Scarpe ed ex Pastificio Concesa), probabile residuo di un ambitus romano per lo scolo delle acque, oggi chiuso da una vetrina ma leggibile dalle gronde distinte; laprovinciadicomo
  • la memoria del Pastificio Concesa (fondato ai primi del Novecento), censito da Lombardia Beni Culturali per la “trafila” e il “cliché di stampa” della confezione, oggi sostituito da una catena di abbigliamento; laprovinciadicomo
  • al n. 33 la sede di United Colors of Benetton, con cortile coperto da vetrata e portico neoclassico; laprovinciadicomo
  • al n. 43 una casa a due piani con arco romanico e pavimento in piode di Moltrasio, ex Taedo borse, ora boutique che hanno conservato i reperti; laprovinciadicomo
  • al n. 50 un edificio con facciata a graffito rosso, rombi e gigli, e stemma comunale (croce bianca in campo rosso con corona); al piano terra l’Enoteca da Gigi (dal 1930), con antico cassettonato a vista; a fianco la Casa del Biscotto, da oltre mezzo secolo punto di dolci e caramelle. laprovinciadicomo

Superata via Indipendenza, al n. 56 restano le formelle di marmo bianco dell’antica macelleria, con teste di bue scolpite e la coppa con la scritta “Esposizione internazionale Genova 1913”, a ricordo della partecipazione del negozio all’esposizione progettata da Gino Coppedè. laprovinciadicomo

La “torre nascosta”: Torre delli Asini

Il cuore storico-narrativo dell’articolo è la “Torre delli Asini”, visibile adiacente al Caffè Maja (angolo con via Indipendenza). La torre mostra un possente fianco in conci di pietra a vista, con due aperture difensive (ad arco e rettangolari) poi tamponate. Il nome è oggetto di due letture: legato a una famiglia dominante della contrada, oppure al passaggio degli asini che portavano grano al mercato nella piazza. laprovinciadicomo

La facciata verso piazza San Fedele, trasformata in residenza, presenta aperture e balconi con decorazioni barocchette; il restauro ha messo in evidenza l’antica “parlèra” in blocchi di pietra ad arco, da cui il Capitano del Popolo teneva le arringhe ai comaschi radunati nell’antico brolo (oggi piazza San Fedele). Con la costruzione del Broletto e poi del Duomo, la torre perse il suo ruolo di primo “arengario” cittadino. laprovinciadicomo

Tema di fondo: commercio e stratificazione storica

Tajana legge via Luini come uno “spaccato” della città: famiglie dominanti (tra cui i ghibellini Rusconi), botteghe artigiane, poi trasformazioni commerciali contemporanee, con un tessuto che unisce memorie medievali, rinascimentali e novecentesche a nuove dinamiche di consumo e turismo. laprovinciadicomo

Cavalli · Mi ricordo

E’ morto il cavallo VARENNE, a 31 anni, 18 agosto 2026

Estate · Plumbago

la fioritura estiva del PLUMBAGO, 11 agosto 2026

3 Vialetto del FRUTTETO, dell'ORTO e del Ciliegio · Plumbago

il PLUMBAGO in vaso, all’inizio del vialetto dell’orto e del ciliegio, 11 agosto 2026

Estate · Rose

la commovente e solitaria ROSELLINA che resiste al terribile caldo di questa estate, 11 agosto 2026

Per chi sbocciano i fiori ?

Non sbocciano per nessuno.

Non sbocciano per nessun motivo.

I fiori sbocciano solo per vivere,

per sprigionare la loro forza vitale.

I fiori vivono, semplicemente,

per vivere appieno la loro vita.

Shinsuke Hosokawa,

in La saggezza zen per la cura dell’ansia, edizioni Clichy

vedi anche: