La Valbasca si trova nella zona sud-est di Como, precisamente al confine tra il quartiere comasco di Albate (località Lora) e il comune limitrofo di Lipomo. Geograficamente, è una gola pianeggiante protetta situata tra il Monte Goi e le colline che separano Como da Montorfano, e fa parte del Parco Regionale della Spina Verde. [1, 2, 3, 4]
Come accedere alla Valbasca
Il percorso principale, noto anche come Sentiero 6 o “Percorso Vita”, attraversa il fondo della valle lungo il torrente ed è accessibile da due ingressi principali: [1, 4]
Dall’accesso di Albate (Como): Puoi lasciare l’auto nell’ampio parcheggio gratuito di Piazza IV Novembre. Da lì si prosegue a piedi imboccando Via Giacomo Della Porta, che conduce direttamente all’inizio del sentiero sterrato nel bosco. [1, 5]
Dall’accesso di Lipomo: Si può parcheggiare comodamente nei pressi del cimitero di Lipomo. L’ingresso della passeggiata si trova a pochi metri, superando la Roggia Segrada e passando vicino al canile municipale prima di immettersi nella valle. [6, 7, 8, 9]
Caratteristiche del percorso
Il sentiero è lungo circa 2 chilometri (circa 4 km tra andata e ritorno), è quasi interamente pianeggiante e immerso in un fitto bosco di latifoglie. È una meta molto frequentata dai locali per passeggiate, corsa, picnic e trail running. A metà percorso si incontrano anche i resti storici della Ex Polveriera della Seconda Guerra Mondiale, in parte ristrutturata e adibita a spazio di aggregazione e ristoro. [1, 3, 7, 10, 11]
L’articolo di Dino Messina sul blog La Nostra Storia del Corriere della Sera analizza la figura di Carla Porta Musa, celebrandone la longevità letteraria e la capacità di attraversare il Novecento dalla provincia comasca.
il testo tratteggia il ritratto di un’intellettuale operosa, nota anche per il suo impegno giornalistico e per aver raccontato i costumi del secolo breve attraverso le relazioni con figure chiave come Piero Chiara e Margherita Sarfatti.
Il volume “Sottile incanto. 36 poesie” è una preziosa raccolta lirica della celebre scrittrice e poetessa comasca Carla Porta Musa (1902–2012), pubblicata a Como nel 1997 dalla casa editrice Lythos Edizioni. [1, 2, 3, 4, 5]
Questo libro si distingue per una struttura editoriale e artistica altamente curata e collaborativa:
Autrice: Carla Porta Musa, una delle figure culturali più longeve e rilevanti del territorio lariano.
Selezione dei testi: Le 36 poesie sono state scelte dal noto saggista e filologo Federico Roncoroni.
Prefazione: La presentazione critica del volume è firmata dal poeta e critico letterario Vincenzo Guarracino.
Illustrazioni: Il libro è impreziosito dalle immagini e dai contributi visivi dell’artista Luca Crippa.
Caratteristiche editoriali: L’opera è stata stampata in un formato brossurato con alette (circa 15×21 cm), originariamente in una tiratura limitata e numerata di sole 500 copie, diventando un raro oggetto da collezione per gli appassionati di letteratura del Novecento. [2, 3, 4, 6, 7]
Il libro “Alberto Longatti, 21 agosto 2023: luoghi, ritratti, racconti”, curato da Paolo Donà e pubblicato da New Press Edizioni, è un’opera biografica e documentale dedicata alla memoria e al pensiero critico di Alberto Longatti, una delle figure intellettuali e giornalistiche più autorevoli e apprezzate del territorio comasco. [1, 2, 3, 4]
Contenuti dell’opera
Il volume nasce come testimonianza di una lunga e approfondita intervista concessa da Alberto Longatti proprio il 21 agosto 2023.
Il testo si articola attraverso diversi nuclei tematici: [4]
Le “ultime parole libere”: Ampi estratti e trascrizioni del dialogo estivo, che restituiscono la vivida voce e l’acutezza dell’intellettuale. [1, 4]
Mosaico di saggi storici: Contributi scelti che approfondiscono la storia del Novecento e la cultura locale attraverso la lente critica del protagonista. [1]
Ambiti culturali: Il racconto attraversa le grandi passioni e i campi di studio di Longatti, spaziando dall’architettura al giornalismo, passando per il teatro, il cinema e l’arte visiva. [4]
Apparato documentale: Il libro è arricchito da un dettagliato corredo di note e approfondimenti utili a ricostruire la sensibile missione divulgativa dell’autore. [1, 4]
Il progetto editoriale si inserisce all’interno di una riscoperta più ampia: la sua uscita si accompagna alla presentazione del docufilm “Alberto Longatti. Una vita lunga un secolo”, diretto da Giovanni La Rosa e prodotto dal Centro Studi Massimo Bontempelli. [4]
Recensioni e accoglienza critica
L’opera è stata accolta calorosamente dall’ambiente culturale lombardo, trovando una vetrina importante nelle presentazioni ufficiali durante gli eventi di Parolario OFF. [4]
I principali commenti e riscontri della critica mettono in evidenza:
Valore testimoniale: Viene recensito come uno strumento fondamentale per preservare la memoria storica e culturale del Novecento lariano, celebrando un uomo capace di fare della divulgazione un’opera di sensibilità e rigore. [1]
Stile narrativo e critico: I lettori e la stampa locale, come evidenziato dalle pagine culturali de La Provincia di Como, ne lodano la capacità di unire il racconto dei luoghi fisici e dei ritratti umani alla lucidità dell’analisi storica, rendendo il libro un tassello cruciale per comprendere l’identità del territorio di frontiera. [3, 6, 7]