Soletti Francesco
LA TORRE DI SPURANO E L’OLIVETO DELLA ZOCA DE L’OLI

CODICE: S1425
Editore: New Press Edizioni
pp. 92, cm 24, illustrato
Anno: 2014
Lingua: italiano / ITALIANO
Prezzo: 22,00
da Dominioni Libri.
“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago”, Wallace Stevens

CODICE: S1425
Editore: New Press Edizioni
pp. 92, cm 24, illustrato
Anno: 2014
Lingua: italiano / ITALIANO
Prezzo: 22,00
da Dominioni Libri.
Una piccola ma completa mostra in Pinacoteca permette di riscoprire la complessità dell’opera di un artista non sempre sufficientemente valorizzato dal nostro territorio: il pittore e scultore canturino Paolo Minoli.
A dieci anni dalla sua scomparsa e in occasione degli studi per il catalogo generale della sua opera, la mostra riunisce lavori poco conosciuti di Minoli – realizzati fra gli anni Sessanta e Settanta, legati all’indagine di problemi spaziali – e le opere che fino al 2004 lo hanno caratterizzato e identificato come l’artista del colore. Si può infatti sintetizzare tutta la sua ricerca come un’indagine attenta e ossessiva sugli aspetti cromatici e sulle soluzioni formali legati alla percezione e al rapporto tra superficie, colore e forma.
http://cultura.comune.como.it/arte/una-mostra-dedicata-a-paolo-minoli/
Programma
Ore 17.45 appuntamento all’ingresso di Palazzo Volpi, Via Diaz 84, Como
Modalità di partecipazione
L’iniziativa è aperta a tutti con l’invito ad associarsi a CHIAVE DI VOLTA (*).
Il biglietto di ingresso, da pagare direttamente alla cassa della mostra, è di € 2,00 a persona.
E’ richiesta la prenotazione entro martedì 24 febbraio, tramite una e-mail a: prenotazioni@chiavedivolta.org nella quale andranno specificati cognome, nome,recapito telefonico.
Per maggiori informazioni telefonare al n° 339.6186062
Per informazioni sull’acquisto dei biglietti:
EMAIL: teatroarte@iol.it
Il testo di “Luxifer” proviene da due fonti cronologicamente molto lontane tra di loro, la prima parte è tratta dall’Apocalisse di Mosè, versione greca del primo secolo d.c. di un apocrifo dell’antico testamento, noto anche come Vita di Adamo ed Eva, mentre la seconda è tratta da Aurum Tellus di Gavino Ledda, un vasto testo in versi e in prosa, scritto negli anni ’80 del ‘900, e pubblicato in una singolare edizione limitata nei libri Scheiwiller.
Il tema è quello del confronto tra il bene e il male, inquadrato nel rapporto che l’uomo ha con l’ambiente naturale e con i propri simili, due contesti dove le scelte individuali e collettive tra bene e male si possono vedere nei loro effetti concreti.
Nell’adattamento teatrale della prima fonte di testo, ho scelto di fare di Lucifero la voce dell’io narrante (stimolato invero dall’originale stesso, che in tal modo presenta questa voce): egli ci racconta, dal suo punto di vista, la storia del peccato originale di Adamo ed Eva. Una delle novità non secondarie di questo suo punto di vista, ripresa proprio così come è espressa nell’originale apocrifo, sta nel vedere Adamo, e non Eva, come il vero fulcro, la vera causa scatenante del peccato originale.
Lucifero è un personaggio teatrale ironico e nevrotico, contraddittorio, ossessivo, vendicativo, ma questa ne è solo la superficiale apparenza psicologica, perché le sue argomentazioni sono invero assai lucide e chiare. La sua voce tornerà, poco prima del finale dello spettacolo, a ricordare il perché gli uomini vivessero in un paradiso terrestre del tutto illusorio, inconsapevole, e come il suo atto (tramite il peccato, far aprire gli occhi di Adamo ed Eva), apparentemente solo diretto contro gli uomini, possa invece essere sfruttato dall’uomo stesso per affrancarsi dalle sue sofferenze, evolversi e costruire da sé la sua propria libertà.
Come Lucifero è una “voce dell’aldilà” che si relaziona con gli uomini, così nel secondo testo sentiamo la voce degli elementi chimici primi, (diciamo, un aldilà interno agli elementi materiali), i quali essendo pensanti e coscienti si sono spontaneamente assemblati nei minerali, nelle piante negli animali e negli uomini. Questa voce proviene quindi dalle profonde interiorità della Natura e ci racconta che cosa ha fatto l’Uomo di sé e del mondo, dalla sua caduta sulla terra fino ai giorni nostri.
Gavino Ledda, in Aurum Tellus, immagina quindi gli elementi primi della chimica come dotati di pensiero e volontà coscienti, e che in tal modo essi creano, combinandosi tra loro, la Natura e l’Uomo. Distingue poi due gruppi di esseri umani: gli “òmines” (gli uomini quando si fanno gregge) e i “mugrones” (in sardo, mufloni, visti come individui liberi, ancora in diretto contatto con la Natura, non addomesticabili).
La voce parlante, un “mugrone”, spiega (al piccolo “mugroneddu”) come funziona la vita del cosmo, come funziona la vita sulla terra, e racconta cosa gli òmines hanno fatto dei doni meravigliosi che gli sono stati dati in custodia, come essi si siano ciecamente scagliati contro la natura e gli uni contro gli altri, autodistruggendosi. La continua esortazione, è quella a non credere alle illusioni distruttive, sia sulla vera natura del mondo, sia sulle pulsioni dei propri desideri, in cui cadono continuamente gli òmines.
A questo punto, è la voce diretta di Lucifero a tornare, come dicevo, per spiegare come solo la liberazione dalle illusioni (l’immagine del mondo non è che il riflesso di una realtà sostanziale, che gli òmines non percepiscono) può portare l’uomo a risollevarsi dalle sue oscurità e a riconquistare – per sé e per la natura – la vita, nella sua essenza più profonda, la quale è libertà fatta di conoscenza, di consapevolezza, di ascolto, di creatività, di armonia, di luce.
Un breve testo poetico, tratto dal finale di Aurum Tellus, chiude lo spettacolo: in esso la memoria, la mente, il canto, la poesia, la creazione artistica, sono indicati come la strada maestra per realizzare, fin dall’immediato presente, questa liberazione dell’uomo.

Cosa succede al Chiostrino Artificio


INAUGURAZIONE CHIOSTRINO ARTIFICIO
La partecipazione nell’arte 2
Due giornate dedicate all’inaugurazionedel nuovo spazio Artificio, il Chiostrino di S. Eufemia. Sarà l’occasione per parlare ai cittadini di come l’Arte può essere vissuta e, appunto, partecipata in tutte le sue sfumature. Ospiti, oltre alleistituzioni, saranno i rappresentanti di alcuni enti che si occupano di fare cultura, sia sul nostro territorio, sia nel resto d’Italia.
Venerdì 20 febbraio – ore 10.30 / Sabato 21 febbraio – ore 9.00
@Chiostrino di Artificio, Piazzolo Terragni 4 – Como
Per saperne di più – Chiara 3286911940 / 3454502969
ARTIFISCIO’
Il piccolo grande varietà del venerdì sera a Como
Venerdì 13 febbraio – ore 21.00
@Caserma De Cristoforis, Piazzale Montesanto 2 – Como.
Per saperne di più – Chiara 3286911940 / 3454502969
CONTACT IMPROVVISATION+JAM SESSION
Workshop di danza con aperitivo
Due giornate per sperimentare la contact improvisation, un nuovo modo per riscoprire il piacere di danzare con qualcuno in modo spontaneo e soprattutto curioso.
Sabato 14 febbraio – ore 15.00 / Domenica 15 febbraio – ore 10.00
@Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4 – Como
Per saperne di più – Ivana 3396589718
KNIT CAFE’
Incontri socievoli per fare a maglia insieme
Unire il lavoro a maglia ed il rito del thè. In occasione dei 40 anni di gemellaggio tra la città di Como e Tokamachi, prenderanno avvio una serie di eventi volti ad approfondire il legame con la cultura giapponese, lontana ed affascinante.
Tra i primi di questa lista c’è il Knit café, un pomeriggio per incontrarsi,condividere consigli, segreti e lavori alcerimoniale del thè.
Sabato 28 febbraio – ore 14.30
@Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4 – Como
Per saperne di più – Ivana 3396589718
HAPPY HOUR – CARNIVAL PARTY
By Play on the Lake & L.A.L.T.R.O.
Domenica 15 febbraio – ore 18.00
@Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4 – Como.
Per saperne di più
IMPARIAMO A LAVORARE LA MAGLIA
Laboratorio di maglia
Lavorare a maglia è un lavoro creativoche ti permetterà di realizzare un’idea con le tue mani. Attraverso il percorso didattico, il partecipante acquisirà le conoscenze necessarie per laconfezione di capi in maglia.
Corso base – Impariamo l’abc: avviare un lavoro a maglia (normale e tubolare), diritto, rovescio, legaccio, come recuperare punti persi, punti base, chiusura maglia semplice
Da martedì 3 marzo – ore 10.00 / ore 18.00
@Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4 – Como
Per saperne di più – Ivana 3396589718
PIU’ SARTI PER TUTTI
Laboratorio di taglio e cucito
Ripartiamo con i nuovi laboratori disartoria base.
L’abc della macchina: la macchina, gli strumenti, le cuciture, gli orli, le bobine, i tessuti.
Per sopravvivere: gli orli, gli occhielli, attaccar bottone, cambiare la lampo, fare delle applicazione e altro ancora.
Continuano i moduli avanzati. E sopra cosa metto? Prendere le misure, cartamodello di base, trasposizione su stoffa, taglio, cucio ed ecco la mia prima maglia!
Da lunedì 2 marzo – ore 18.30 / Da venerdì 6 marzo – ore 10.00
@Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4 – Como
Per saperne di più – Chiara 3286911940 / 3454502969
JOB CAFE’
Sportello orientamento giovani
LarioLHUB57 apre presso il Chiostrino Artificio “Job Café”, lo sportello di orientamento rivolto ai giovani dai 14 ai 30 anni, dove potranno ricevere un aiuto rispetto alla scelta della scuola superiore, dell’università, e al mondo del lavoro. Inoltre, verranno date informazioni per chi vorrà fare esperienze di volontariato o di viaggi studio all’estero. Tutto questo in modo gratuito e senza la necessità di prendere appuntamento.
Progetto finanziato dalla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, all’interno del bando “I giovani per i giovani”.
Ogni lunedì e mercoledì – dalle ore14.30 alle 18.30
@Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4 – Como
Per saperne di più
Our mailing address is: artificiocomo@gmail.com
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B&B Le dame della Cortesella
sito: http://www.ledamedellacortesella.com/
Situato in Via Vitani 30, al terzo piano di un edificio che risale al 1600 nel cuore del centro storico di Como, il b&b Le dame della Cortesella rappresenta una splendida cornice per chi vuole trascorrere qualche giorno nella meravigliosa Como
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JSC15: STORIA E TRADIZIONE A Schignano il Carnevale è un’emozione: chi lo vive lo fa per passione, in preda ad una sorta di euforia inspiegabile, che ha un sapore antico. Per questo, in fondo, è qualcosa d’indefinibile: il Carnevale si può vivere, vi si può partecipare, lo si può osservare da lontano o ci si può tuffare. Non è facile scriverne, perché la parola scritta lo sminuisce e inevitabilmente lo ridimensiona e non rende appieno l’atmosfera, la follia, la musica e i profumi che si vivono nei giorni pazzi delle sfilate. Come accade per tutte le passioni e per tutte le emozioni forti, qualcosa probabilmente resterà fuori dal foglio. Si può immortalare in un’immagine, ma ciò che resta sulla pellicola è solo un attimo: così il Carnevale di Schignano si può narrare, ma nessuna PROSEGUE SU JSC15
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venerdì 13 febbraio 2015,
Attingendo da testi poetici, articoli e saggi di Davide Rondoni, Elisabetta Motta accompagna il lettore in un itinerario di conoscenza di una delle voci più significative e singolari del panorama letterario contemporaneo
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DAVERIO. QUEL CHE NON (SI) SA DI EXPO di Gerardo Monizza RISPOSTA ALLE CRITICHE DI PHILIPPE DAVERIO VERSO IL TERRITORIO COMASCO: “NON SAPETE PROMUOVERVI!”
La critica è sempre costruttiva anche quando è inutile. Non è un paradosso bensì una constatazione che deriva dalla lettura di alcune dichiarazioni di Philippe Daverio. L’illustre critico non risparmia nulla; neanche le parole.
Sostiene infatti che il territorio comasco stia avviandosi all’Expo in modo disordinato, senza preparazione, privo di progettualità. Dichiarazione non solo imprecisa, ma anche falsa, dunque maligna, sicuramente poco fruttuosa.
L’illustre Critico evidentemente non s’è informato. E s’è lasciato sfuggire un minuto di silenzio: per riflettere ovviamente e per magari cercar di ricordare la complessità di un territorio “baciato dalla bellezza e favorito dall’arte” (parole Sue). Non bellezza tutta grande o immensa, ma certo interessante (parole nostre).
Il Critico coglie nel barile del catalogo artistico comense solo due momenti: il fin troppo celebrato Razionalismo e il consueto – per Lui – sant’Abbondio. Dell’uno ignorando l’impegno di MAARC (Museo Virtuale Astrattismo Architettura Razionalista Como), di Archivio Cattaneo, dell’Ordine degli Architetti e dell’altro andando a dire cose davvero stravaganti (come quella dei due campanili uno del vescovo e uno delle monache… ed era un monastero maschile).
Cosa non sa l’Ineffabile Critico: che il territorio >>>
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ottimo, gerardo. ci sono quelli che lavorano (esiste anche il LAVORO CULTURALE) e quelli che criticano. c’è qualcosa che non funziona nella critica dei “critici”: forse il LAVORO CULTURALE