Quaranta arresti tra Comasco, la provincia di Lecco e Monza. Documentati anche riti di affiliazione
Da stamane ben prima dell’alba i carabinieri stanno eseguendo 40 ordinanze di custodia cautelare chieste e ottenute dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano. Ancora una volta, come già accaduto un mese fa, al centro del blitz c’è il Comasco, territorio che si conferma sempre più nella morsa dei clan di ’ndrangheta
Le tre articolazioni mafiose colpite dall’operazione odierna sono:
•il “Locale” di ‘ndrangheta di Calolziocorte (LC), a capo del quale le indagini hanno dimostrato essere MERCURI Antonino detto “Pizzicaferro” e MANDAGLIO Antonio detto “Occhiazzi”, rispettivamente “capo locale” e “capo società”;
•il “Locale” di ‘ndrangheta di Cermenate (CO), a capo del quale le indagini hanno dimostrato essere PUGLISI Giuseppe detto “Melangiana” e BRUZZESE Raffaele detto “Gazzosa”, rispettivamente “capo locale” e “capo società”;
•il “Locale” di ‘ndrangheta di Fino Mornasco (CO), a capo del quale le indagini hanno dimostrato essere CHINDAMO Michelangelo, in qualità di “capo locale”.
La passeggiata storico botanica ha avuto una notevole successo, 89 persone vi hanno partecipato, grazie anche alla clemenza di una giornata di sole. Ringraziamo di cuore lo storico Fabio Cani e il botanico Emilio Trabella per l’entusiasmo con il quale ci hanno guidato e fornito informazioni preziose sulla storia dell’ospedale e sulle qualità del parco. Questa iniziativa ha reso ancora più forte la nostra convinzione che questo spazio deve essere rivitalizzato per rendere giustizia del suo enorme valore dal punto di vista ambientale e storico
VAl seguente link per
Video,
fotografie
e documentirelativi all’iniziativa del 16 novembre 2014
Esondazione a Como – Ha invaso il lungolago costringendo i tecnici e la polizia locale alla chiusura come ipotizzato oggi. Da stasera il lungolago di Como e’ chiuso per esondazione
Il dibattito intorno alla necessità di realizzare anche a Como un Politeama, da intendersi come “teatro popolare”, prese vita nel corso del 1908 all’interno della Società dei Palchettisti proprietari del Teatro Sociale, allora alle prese con una profonda crisi di risorse e di prospettive, per la quale sembrava una soluzione quella di rinnovare le strutture per fare spettacolo con l’obiettivo di ampliare il pubblico.
Domenica 16 novembre 2014 due ore di camminata botanica e storica lungo i viali del vecchio Sant’Anna per conoscere e apprezzare uno spazio unico della città. Ritrovo alle ore 9.45 davanti all’ingresso di Via Colonna.
Il percorso botanico è stato guidato da Emilio Trabella (paesaggista, storico dei giardini)
Il percorso storico sarà guidato da Fabio Cani (storico, fondatore della Nodo libri)
Il futuro dell’area dell’ex Ospedale S. Anna e la riqualificazione del quartiere di Camerlata sono all’ordine del giorno nelle istituzioni e nella programmazione urbanistica della città. Sul S. Anna si intrecciano questioni sanitarie, urbanistiche e ambientali di rilevanza provinciale.
Pensiamo che l’area possa divenire una struttura sanitaria sul modello della Cittadella della Salute, vista come punto di riferimento certo per i cittadini e al quale ci si può rivolgere in ogni momento per trovare risposta ai propri bisogni, per trovare continuità assistenziale, per organizzare e coordinare risposte da fornire alle persone, per rafforzare l’integrazione con l’ospedale soprattutto in merito alle dimissioni protette, per migliorare la presa in carico integrata dei pazienti con problemi di salute mentale, per sviluppare programmi di prevenzione rivolti al singolo e alla comunità e/o a target specifici di popolazione (soprattutto gli anziani), per promuovere e valorizzare la partecipazione dei cittadini, per offrire formazione permanente agli operatori e al mondo del volontariato sanitario.
L’intervento in quest’area, che crediamo vada fatto con un approccio multidisciplinare (competenze diverse) e con un progetto sperimentale (socio-sanitario, urbanistico, ambientale, lavorativo), potrebbe garantire una riqualificazione urbanistica a tutta la zona di Camerlata e punti di accesso attrezzati al parco della Spina Verde.
Ogni soggetto deve fare la sua parte fin da subito: la Regione deve finanziare la Cittadella della salute e attuare l’accordo di programma rendendo trasparente e accessibile a tutta la cittadinanza ogni atto onde evitare episodi corruttivi; gli uffici dell’ASL e molte funzioni pubbliche sparse nel territorio possono essere spostati nel monoblocco; le porte del parco del vecchio S. Anna possono essere aperte per un collegamento ciclopedonabile tra via Colonna e San Carpoforo; il Comune deve riprendere in mano la progettazione di un’area strategica per Como.
Le adesioni al comitato possono essere date ad uno dei soggetti che lo costituiscono o alla mail cittadellasalutecomo@gmail.com
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