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| Giorgio Cavalleri 10 anni (1935-1945)Como, 2014 Collana: In prima persona Pp. 232, F.to cm. 16×12 |
“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago”, Wallace Stevens
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| Giorgio Cavalleri 10 anni (1935-1945)Como, 2014 Collana: In prima persona Pp. 232, F.to cm. 16×12 |
Giorgio Cavalleri mi presta da leggere:
Adriano Bianchi, Ritorno al Ponte di Falmenta (1944-2007) editore Tarara
Il libro è arricchito da splendide fotografie in bianco e nero di Carlo Meazza.
Si tratta di un libro di memorie e biografia personale sulla storia della resistenza partigiana in Val d’Ossola, Val Vigezzo, Val Cannobina. La fine di quel periodo duro e pericoloso è così descritta:
“Le strade erano polverose e l’Italia appariva dissestata, disordinata, bellissima.
L’acqua azzurra e limpida del Ticino, che scendeva con me dalla Svizzera, scorreva nella campagna verde e tutta coltivata come un orto.
La pianura finalmente, ampia e soffice senza più barriere e orizzonti chiusi, mi accoglieva eterna nella calura.
La discesa alla riva del Po fu lenta, si sprofondava nella polvere impalpabile che penetrava ovunque, tingeva di giallo il cielo, copriva i volti sudati di belletto grigio.
I ponti erano abbattuti, rovesciati nell’acqua e una lunga coda era in attesa per il passaggio sulle barche.
Autocarri, vetture, carretti trainati da cavalli, tricicli, biciclette amano e centinaio di persone a piedi.
La folla variopinta, allegra, semivestita pareva, a distanza, un addensamento di indigeni a guado di un fiume africano.
La conferma della continuità, la sicurezza della ripresa venne dalle risaie, intatte nei riquadri verdastri, tra gli arginelli di terra nuda, con l’acqua limacciosa che si indovina, scura, fra gli steli e le dense file delle pianticelle.
La conferma veniva dai campi d granoturco, pettinati, con le pannocchie piene, coronate da tenere pelurie; delle marcite sapienti, che avevano resistito ai secoli, col velo d’acqua continua, che dai canaletti tracciati al colmo del dosso scorre giù nell’erba rasata, per le prode inclinate fino ai fossi di raccolta.
Al guado del Po, lungo le strade, nei paesi, passava la folla sorprendente di adolescenti, di donne giovani.
Le ragazze mi parvero di bellezza consolante, riconoscevo la dimenticata finezza dei visi, esaltata dalla esplosione della gioia, dall’ansia di cominciare a vivere. Poco vestite, disinibite, come non le ricordavo, i capelli sciolti, i visi abbronzati, senza trucco, agili e scattanti per il molto lavoro e il moto, a piedi e in bicicletta, snelle per la dieta involontaria.
(p.108)
Adriano Bianchi è nato nel 1922 a Tortona. E’ stato comandante di compagnia del Brigata partigiana Generale Perotti. Fu gravemente ferito a Bagni di Craveggia il 18 ottobre 1944 ed è medaglia d’argento al valor militare.
E’ stato consigliere regionale del Piemonte e impegnato nella formazione dello Statuto e degli atti di fonazione della regione
Per quello che potrà contare, lascio questa volontà.
Non vorrò funerali alla mia morte.
Le regole burocratiche decidano dove dovranno andare le mie ceneri.
La morte è una soglia inevitabile che ciascuno deve attraversare.
Le religioni parlano di una ipotetica vita che ci sarà oltre quella soglia.
Al mortale non è dato sapere cosa effettivamente ci sarà.
Dunque l’unica cosa che effettivamente possiamo fare è dare grande importanza all’ogni attimo che si manifesta prima di quella soglia.
Dunque le persone vanno trattate bene, o male, prima della morte.
Prego che mi sia socialmente risparmiata l’ipocrisia del cordoglio funebre.
Pioggia torrenziale nel Comasco
Vie e box allagati, Regina in tilt
Allagate piazza Cavour, via Volta e altre strade del centro storico. Frana sulla Regina a Laglio
da Cronaca La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.
visita di Doriam, Lucia, Zoele e Flo, giornata dell’11 agosto 2014
ricevuti da Paolo, Luciana, Luna, Chat Noir e Lady Miciù
Giornata di giardino, di gatti e di percorso a lago (da Riva a Borgovecchio)
Luna
Chat Noir

Lady Miciù

ZELBIO CULT
Teatro, Zelbio, ore 21, ingresso libero

Sulutumana in concerto. Non c’è limite al meglio.
NdA: Sulutumana, basta la parola…
conversazione fra Basilio Luoni e Davide van de Sfroos SULL’AVERE LIBRI, Nesso, 9 agosto 2014
Ascolta l’Audio:
https://soundcloud.com/paolo-ferrario-2/basilio-luoni-con-davide-de-sfroos-sullavere-libri
trascrizione:
Davide van De Sfroos (guardando la biblioteca di Basilio Luoni, nella stanza di Lezzeno che dà sul lago):
questo è un rifugio.
E’ come i rifugi che ho sempre sognato e desiderato e che però qualche volta ho avuto e qualche volta ho anche cercato di costruire.
Quasi come se i libri, i dischi, le videocassette e i dvd diventassero parte di una barriera che da una parte protegge e da una parte conforta e che ti può anche seppellire e che ti può anche nascondere al mondo esterno
Basilio Luoni
Penso che soprattutto si provi la gioia, l’ebbrezza della fuga, dell’andar via da quello che ogni tanto ci dà fastidio … magari troppo fastidio
averne tanti è bello per quello che è, che uno immagina
non per leggerli tutti ma perchè è come quando si è golosi e bisogna avere lì sottomano tutte le caramelle di tutti i gusti possibili
Davide:
quando poi apri un liibro non è che aprendo un libro nascondi semplicemente la tua faccia.
Aprendo un libro tu ti immergi e scompari immediatamente da quel tipo di realtà.
Ecco perchè chi ti si avvicina e che ti vorrrebbe più presente vicino, nel vederti aprire quel libro è come se vedesse aprire una finestra attraverso il quale tutto scompare
dal video Terra&Acqua di Davide Van De Sfroos:
http://www.itinerarifolk.com/zona.php?cart=02
il resto della scheda è qui:
http://www.giardinaggio.it/giardino/singolepiante/ceratostigma/ceratostigma.asp
