Affronta un rapinatore
Turista ferita al Tempio Voltiano
Una giovane turista olandese di 19 anni è stata ferita al ventre con il coccio di una bottiglia questo pomeriggio attorno alle 14 al Tempio Voltiano. A colpirla è stato uno straniero nordafricano, in Italia senza documenti di riconoscimento né permessi di soggiorno
OGGI PARTE IL DOMANI, una piccola ma preziosa rassegna cinematografica che si svolgerà in tre luoghi del quartiere Rebbio/Camerlata, promosso da Cooperativa Sociale Questa Generazione, Cooperativa Sociale Il Seme, Cooperativa Sociale Il Biancospino, Associazione L’Isola che c’è, Consorzio SolCo Como, Parrocchia San Martino di Rebbio, Acli, Caritas e Parrocchie, Centro di Aiuto alla Vita. Progetto finanziato con il contributo di CARIPLO
LARIO Lago di Como, Sogni e storie d’acqua, Cattaneo editore, 2009. Testi di: Alberto Benini, Fabrizio Mavero, Sergio Poli Fotografie di Vittorio Buratti, Mauro Lanfranchi, Alberto Locatelli Prefazione di Andrea Vitali
LARIO Lago di Como, Sogni e storie d’acqua, Cattaneo editore, 2009
Testi di:
Alberto Benini, Fabrizio Mavero, Sergio Poli
Fotografie di
Vittorio Buratti, Mauro Lanfranchi, Alberto Locatelli
Prefazione di Andrea Vitali
Goletta Verde sul Lago di Como: Sono dieci i punti critici rilevati
Sono dieci i punti critici rilevati dai tecnici, di cui due inquinati e otto «fortemente inquinati». Tra quelli compromessi sulla sponda comasca figurano il lido di Menaggio alla foce del torrente Senagra, mentre sono fortemente inquinati i campioni prelevati a Como, nei pressi del canale depuratore vicino al tempio Voltiano e alla foce del torrente Bagnana di Lezzeno. Sulla sponda lecchese del Lario, risulta inquinata la foce del fiume Adda a Colico. Fortemente inquinati i campioni prelevati alla foce del torrente Inganna sempre a Colico; alla foce del torrente Caldone di Lecco; alla spiaggia di Dorio; alla foce del torrente Pioverna a Bellano; al torrente Esino a Perledo e alla foce del torrente Meira a Mandello Lario.
tutto l’articolo qui: Il lago di Como? Non è limpido – Corriere.it.
Simon’s Cat in ‘Shelf Life’
Le Chiese in Albate e Trecallo. Storia, arte e fede. Contributi di Alberto Rovi, Enrico Malinverno, Franca Aiani. Edizioni Agorà.
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Le chiese in Albate e Trecallo Lunedì 6 luglio – Albate Alle 21.00 nella Sala della Comunità (piazza della Chiesa) presentazione del libro Le Chiese in Albate e Trecallo. Storia, arte e fede. Contributi di Alberto Rovi, Enrico Malinverno, Franca Aiani. Edizioni Agorà.
Interviene Andrea Straffi, direttore dell’Ufficio Diocesano per i beni culturali ecclesiastici.
Info: albateagora@gmail.com
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“Architettura romanica in Ticino: la Val Leventina”. Con la guida di Darko Pandakovic
La Val Leventina
Sabato 14 luglio – Giornico
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Goletta dei Laghi di Legambiente: bandiera nera all’amministrazione comunale di Laglio per aver trasformato la settecentesca Villa Veronese, in località Torriggia, in una colata di cemento
Goletta dei Laghi di Legambiente
blitz degli ambientalisti a Laglio contro il consumo di suolo
Assegnata la bandiera nera all’amministrazione comunale
Legambiente: “Basta speculazioni sul lago. Fermare il consumo di suolo e salvaguardare il paesaggio, una condizione non più rinviabile per tutelare un patrimonio inestimabile. Approvare subito il piano di settore del demanio lacuale per fermare tutelare il territorio”
Fermare il consumo di territorio e la distruzione del paesaggio. Questo chiedono gli ambientalisti in occasione del blitz di questa mattina a Laglio, dove hanno srotolato lo striscione “no al cemento”.
L’equipaggio della Goletta dei Laghi ha assegnato una bandiera nera all’amministrazione comunale per aver trasformato la settecentesca Villa Veronese, in località Torriggia, in una colata di cemento.
“Molti sarebbero gli esempi da segnalare in tutto il lago dove si susseguono piccoli e grandi scempi all’insegna della speculazione edilizia. L’equilibrio del lago è troppo delicato e questi interventi ne stanno minando la salute – commenta così Federica Barbera, portavoce della Goletta dei Laghi -. Ogni anno, con il passaggio della Goletta dei Laghi, accendiamo i riflettori anche sulle criticità che mettono a repentaglio lo stato di salute dei nostri laghi. Con la consegna delle bandiere nere vogliamo richiamare le istituzioni ad agire per conservare e tutelare questa importante realtà del nostro Paese”.
Dal vecchio cantiere Molinari a Villa Veronesi, alla cancellazione delle rive naturali ricche di biodiversità, sono le ultime novità in fatto di consumo di suolo sulla sponde del piccolo comune rivierasco. Un carico di artificializzazione che cancella gli ultimi tratti di naturalità a lago e crea a volte anche problemi di dissesti idrogeologico e assieme ad esso parte del demanio pubblico. Complice anche la mancata approvazione da parte del Consorzio dei laghi del Piano di settore del demanio della navigazione, che così facendo lascia alle singole amministrazioni comunali la possibilità di interventi edilizi sul demanio non coordinati da una programmazione di bacino e senza Valutazione Ambientale Strategica (Vas). Un piano questo che gli ambientalisti chiedono sia approvato in tempi brevi e che rispetti le caratteristiche ambientali, ecologiche e paesaggistiche.
Il problema del consumo di suolo è in particolare concentrato lungo le fasce costiere: il 54% del territorio urbanizzato si trova entro una fascia di un chilometro della sponda lacustre (fascia estesa per il 29% del territorio totale dei 51 comuni del Lario) anche se negli ultimi anni l’urbanizzazione ha riguardato tutto il territorio, anche nell’entroterra: dei 321 ettari di nuova urbanizzazione, ben il 57% si trova a oltre un km di distanza dalla costa. Per farsi un’idea di cosa significhi ciò, il paese di Laglio ricopre, con edifici, strade e piazze, una superficie urbanizzata di 37 ettari: dunque è come se ogni anno, sul Lago di Como, spuntasse una nuova Laglio. Questo significa che gli spazi disponibili per nuove urbanizzazioni nella fascia costiera stanno sparendo sotto il peso del cemento ed è quindi necessario tener d’occhio anche l’entroterra, dove i costi dei terreni sono sicuramente più bassi e favoriscono gli interventi speculativi.
“Fra le preoccupazioni per i rischi che corrono i nostri laghi evidenziamo i gravi ritardi nella pianificazione di settore e nella presa in carico della navigazione pubblica sul Lario, pur in presenza di forti entrate da concessioni demaniali – aggiunge Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia -. Particolare attenzione va posta nel contenere ogni intervento sul demanio e sulle coste, anche quando si dovessero prevedere percorsi ciclopedonali, pur da noi richiesti per una mobilità dolce. La fattibilità di ogni opera va esaminata non solo secondo una corretta valutazione paesaggistica rispettosa delle tradizioni lariane, ma soprattutto misurata in rapporto al rispetto dell’ecosistema lacuale e delle sue vitali funzioni per l’uomo e il mondo animale, vegetale e naturale. Non si possono perciò concepire interventi sulle sponde del lago che producano invasioni di alveo, cementificazioni, artificializzazioni magari destinate a parcheggio auto, sacrificando inoltre il diritto di tutti all’accesso e alla godibilità delle spiagge e del lago.”
Ufficio stampa Goletta dei Laghi
Goletta dei laghi assegna la ‘bandiera nera’ a Consorzio Lario, Provincia e due comuni Malgrate, Vercurago
Da http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=23906&origine=1
Goletta dei laghi assegna la ‘bandiera nera’ a Consorzio Lario, Provincia e due comuni Malgrate, Vercurago.
Una gestione sostenibile del Lario. Questo chiede Legambiente in occasione del passaggio della Goletta dei Laghi, la campagna nazionale per il monitoraggio scientifico delle acque lacustri e la salvaguardia della biodiversità e delle coste dei laghi italiani. L’equipaggio della Goletta dei Laghi, questa mattina, ha consegnato una bandiera nera a chi, a suo dire, non ama l’ecosistema lariano. Riceve il poco ambito riconoscimento attribuito degli ambientalisti il Consorzio Lario e laghi minori seguito dai comuni di Malgrate e Vercurago a cui è stata assegnata anche una “menzione speciale”.
Il Consorzio viene ammonito per non aver ancora provveduto alla approvazione del Piano di settore del demanio della navigazione. Così facendo, lascia alle singole amministrazioni comunali la possibilità di interventi edilizi sul demanio non coordinati da una programmazione di bacino condivisa e senza Valutazione Ambientale Strategica (Vas). In questo modo, sostiene Legambiente, rimane aperta la strada a pesanti lavori di artificializzazione che potrebbero mettere in seria crisi l’intero l’ecosistema lacustre e il paesaggio lariano. Dividono il premio con il Consorzio Lario e laghi minori le province di Como e Lecco per non aver ancora provveduto a sbloccare la situazione di stallo e a rendere operativo il richiesto Piano di settore al fine di permettere eventuali interventi nel bacino lariano nel rispetto delle caratteristiche ambientali, ecologiche e paesaggistiche.
A causa della mancanza di un quadro di riferimento, il Comune di Malgrate si aggiudica “l’Oscar dello scempio” avendo occupato con quella che viene definita come “una pesante cementificazione” una vasta porzione di alveo lacuale, eliminando l’unica spiaggetta del centro paese, snaturando il tipico aspetto dello storico lungo lago, oltre che artificializzando le sponde senza preoccuparsi di salvaguardare i caratteri di sostenibilità dell’ecosistema lacuale.
Non da meno il Comune di Vercurago con l’occupazione di circa 800 mq di alveo lacuale per tracciare una pista ciclabile che, secondo gli ambientalisti, poteva trovare collocazione nella larga sede stradale esistente, creando così una artificializzazione della sponda data dai massi cementificati fra loro eliminando la spiaggia esistente, con un risultato visivo da bordo canale ben diverso da quello tradizionale del lago di Garlate. Tutto questo è aggravato dal fatto che gli interventi ricadono all’interno del Parco Regionale Adda Nord.
“L’equilibrio del lago è troppo delicato e questi interventi ne stanno minando la salute – commenta così Federica Barbera, portavoce della Goletta dei Laghi – Ogni anno, con il passaggio della Goletta dei Laghi, non solo monitoriamo lo stato di salute delle acque ma accendiamo i riflettori anche sulle criticità che mettono a repentaglio lo stato di salute dei nostri laghi che sono già fortemente compromessi. Con la consegna delle bandiere nere vogliamo richiamare le istituzioni ad agire per conservare e tutelare questa importante realtà del nostro Paese”.
“Fra le preoccupazioni per i rischi che corrono i nostri laghi evidenziamo i gravi ritardi nella pianificazione di settore e nella presa in carico della navigazione pubblica sul Lario, pur in presenza di forti entrate da concessioni demaniali – aggiungono Pierfranco Mastalli, presidente del circolo Legambiente di Lecco e Costanza Panella, presidente del circolo Legambiente di Bellano – Particolare attenzione va posta nel contenere ogni intervento sul demanio e sulle coste, anche quando si dovessero prevedere percorsi ciclopedonali, pur da noi richiesti per una mobilità dolce. La fattibilità di ogni opera va esaminata non solo secondo una corretta valutazione paesaggistica rispettosa delle tradizioni lariane, ma soprattutto misurata in rapporto al rispetto dell’ecosistema lacuale e delle sue vitali funzioni per l’uomo e il mondo animale, vegetale e naturale. Non si possono perciò concepire interventi sulle sponde del lago che producano invasioni di alveo, cementificazioni, artificializzazioni magari destinate a parcheggio auto, sacrificando inoltre il diritto di tutti all’ accesso e alla godibilità delle spiagge e del lago”.
All’incontro hanno preso parte: Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia; Federica Barbera, portavoce della Goletta dei Laghi di Legambiente; Pierfranco Mastalli, presidente del circolo Legambiente di Lecco e Costanza Panella, presidente del circolo Legambiente di Bellano.
La sarchiatura dell’orto
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