Gatti · Miciù · stanza del tiglio

Stanza del Tiglio: leggere e studiare in un caldo pomeriggio di Luglio, 2010. Presenze: Luciana, Miciù, Paolo, Amaltea

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Dall’infanzia alla vecchiaia percepiamo che il paesaggio è parte integrante della nostra esperienza soggettiva e che noi facciamo parte di esso, poiché vi intrecciamo le nostre relazioni e i nostri destini. Attraverso le emozioni ogni persona connette “l’io” che percepisce a un oggetto che viene percepito. In tal modo il paesaggio non è più un insieme di oggetti materiali della natura, ma diviene una costruzione culturale.
Lo spiega bene lo storico delle sensibilità, Alain Corbin: “Il paesaggio è il modo di leggere e analizzare lo spazio, di rappresentarselo in rapporto al sapere sensoriale, di schematizzarlo per offrirlo all’apprezzamento estetico, di caricarlo di significati ed emozioni. In breve, il paesaggio è una lettura indissociabile dalla persona che contempla uno spazio”.
Prendiamo un gesto semplice come quello di
affacciarci a una finestra   ….

segue qui:

regole amministrative

IL GIUDICE DI PACE, ADUC – Scheda Pratica

Il Giudice di Pace e’ l’organo giurisdizionale preposto a dirimere le controversie civili di piccola entita’. Ha specifiche competenze in materia civile, penale e amministrativa. La competenza civile e’ ampia, praticamente analoga a quella del Tribunale e regolata per valore.Quella amministrativa riguarda sanzioni e multe (comminate ai sensi della legge 689/81 e del codice della strada), quindi verbali, ordinanze/ingiunzioni e, in alcuni casi, cartelle esattoriali.
Di quella penale trattiamo a parte, in scheda diversa da questa.

COMPETENZA IN MATERIA CIVILE
Per quanto riguarda la materia civile, e’ recentemente intervenuta la legge 69/2009 che ha alzato i tetti di competenza.
Dal 4/7/2009, infatti, si puo’ andare dal giudice di pace per cause di valore fino a 5.000 euro (in precedenza 2.582,28), innalzati a 20.000 (in precedenza 15.493,71) se la controversia riguarda rimborsi danni da circolazione veicoli.
Tali limiti non sussistono in caso di conciliazione (vedi sotto).

Il giudice di pace, poi, ha competenza esclusiva (senza limiti di valore):
– alle cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;
– alle cause relative alla misura ed alle modalita’ d’uso dei servizi di condominio di case;
– alle cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilita’.
– alle cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali.

CONTENZIOSO O CONCILIAZIONE?
Davanti al giudice di pace si possono attivare due tipi di procedure.

Nel contenzioso si apre una vera e propria causa a cui le parti devono presentarsi obbligatoriamente. Alla prima udienza il giudice interroga le parti e tenta una conciliazione, ovvero cerca di far giungere le stesse ad un “accordo”.
Se questo non viene raggiunto le parti devono precisare i fatti, le difese, le eccezioni, con presentazione delle eventuali documentazioni e prove. In casi particolari, a decisione del giudice, puo’ essere fissata una seconda udienza.
Quando il giudice decide che il procedimento e’ giunto al termine, invita le parti a precisare le conclusioni. Alla fine il giudice decide ed emette sentenza.
Le parti sono obbligate a sottostare alla stessa e possono, volendo, presentare appello in Tribunale entro 30 giorni.
Essendo una causa, il rischio di perderla c’e’ sempre, quindi occorre essere prudenti e occorre valutare con l’ottica del proprio avvocato del diavolo. Infatti, la sentenza non solo potrebbe essere avversa, ma potrebbe potenzialmente aggravare il danno nel caso preveda l’addebito delle spese legali della controparte.

Se il valore della controversia non supera i 516,46 euro e si pensa di avere le necessarie competenze tecniche per gestire la causa si puo’ procedere senza avvocato; se si supera tale importo sara’ il giudice a valutare caso per caso se autorizzare la parte a stare in giudizio da sola.

Per cause di valore fino 1.100 euro, se le parti interessate ne fanno richiesta, il Giudice di Pace decide secondo equita’/congruita’, cioe’ senza attenersi strettamente le norme di diritto e seguendo, in parte, criteri soggettivi.
In questo particolare caso la sentenza e’ appellabile solo per violazione delle norme sul procedimento o di norme costituzionali o comunitarie.

In conciliazione, invece, il giudice ha un ruolo di paciere. L’unico rischio della conciliazione e’ che si perda tempo. Infatti, la controparte non e’ obbligata a presentarsi e un accordo potrebbe non essere trovato. In questi casi si ha un nulla di fatto e al soggetto che ha provveduto ad attivare la procedura (attore) non gli resta che ricorrere in contenzioso. Nel caso l’accordo venisse trovato viene redatto e sottoscritto un verbale di conciliazione.

Se la materia trattata e’ di competenza del giudice di pace, il verbale di conciliazione, sia che viene firmato durante una causa od a seguito del tentativo conciliativo “stra-giudiziale”, e’ titolo esecutivo vincolante per ambedue le parti, come una sentenza. In caso contrario esso ha comunque la validita’ di una scrittura privata riconosciuta in giudizio.
Nella conciliazione i rischi sono limitati (non possono essere addebitate le spese legali della controparte, salvo che cio’ non rientri nell’accordo) e non e’ necessario essere assistiti da un legale.

La conciliazione NON e’ obbligatoria ma consigliata, soprattutto per questioni “semplici” di lieve entita’.
Alla conciliazione che si conclude senza successo puo’ ovviamente esser fatta seguire la causa.

Ricordiamo che, in alternativa, e’ possibile tentare la conciliazioneanche davanti alle camere di commercio, le cui commissioni sono competenti in tutte le materie inerenti il commercio.

In caso di controversie inerenti contratti di telefonia o di servizi di telecomunicazione (tipo Sky), la conciliazione e’ obbligatoria e deve essere fatta presso i CORECOM regionali, organi dell’Autorita’ garante delle telecomunicazioni.
Per approfondimenti si vedano le schede riportate tra i link utili.

COME AGIRE
In ambedue i casi -contenzioso e conciliazione- va presentata un’istanza all’ufficio del giudice di pace competente per territorio, utilizzando i moduli che spesso lo stesso ufficio (cancelleria) fornisce.

Di solito, quando ad agire e’ un consumatore, e’ competente il giudice della zona di residenza dello stesso. In casi particolari, come tipicamente i ricorsi avverso le multe, e’ competente il giudice del luogo ove e’ avvenuta l’infrazione.
Indirizzi e recapiti possono essere trovati sull’elenco telefonico alla voce “uffici giudiziari” o sul sito internet del Ministero della Giustizia (vedi link utili).

A parte particolari eccezioni (sempre i ricorsi avverso le sanzioni amministrative, multe, etc.) il ricorso va presentato di persona recandosi presso l’ufficio. Se non si risiede nel Comune ove ha sede l’ufficio si deve eleggere un domicilio “temporaneo” presso un legale o un conoscente di fiducia oppure direttamente presso la cancelleria del giudice, avendo poi cura di verificare le varie comunicazioni che vi giungeranno (come la fissazione dell’udienza, etc.).

E’ bene informarsi sulle procedure in uso presso la cancelleria dello specifico giudice di pace. L’operativita’, infatti, puo’ cambiare da ufficio a ufficio.

Per affrontare bene la controversia potrebbe anche essere utile la lettura di questa scheda su come imbastire una pratica legale: clicca qui

Nota importante
In generale prima di presentare istanza davanti al giudice di pace e’ utile richiedere un determinato adempimento/comportamento tramite un’intimazione ufficiale, inviando una raccomandata a/r di messa in mora o diffida alla controparte (vedi istruzioni tra i link utili).

La prova di aver inviato una diffida alla controparte, evidentemente inascoltata, e magari di aver anche tentato una conciliazione, puo’ pesare a nostro favore nell’eventuale causa. In tal modo, infatti, si dimostra al giudice che la controparte -per esempio- si e’ rifiutata di risolvere la questione in modo “amichevole” o ha proposto soluzioni inadeguate.

SULLA COMPETENZA IN MATERIA AMMINISTRATIVA (sanzioni, multe)
Ci si puo’ opporre davanti al giudice di pace anche per fare opposizione alle sanzioni amministrative entro il limite di 15.493,71 euro. Per sanzioni di importo maggiore ci si deve rivolgere al tribunale.

Le sanzioni amministrative sono le pene pecuniarie, le cosiddette “multe”, che siamo tenuti a pagare quando, per esempio, abbiamo violato il codice della strada o un regolamento comunale (eccesso di velocita’, sosta vietata, apertura di un negozio in un locale troppo piccolo). Se si ritiene che il vigile urbano o la polizia stradale abbiano sbagliato, ci si puo’ rivolgere al Giudice di Pace per chiedere che annulli la sanzione.

A seconda del caso ci si puo’ quindi opporre ad un verbale, ad un’ordinanza/ingiunzione o ad una cartella esattoriale.
Bisogna, invece, rivolgersi SEMPRE al Tribunale nel caso che la sanzione riguardi le infrazioni in materia di urbanistica ed edilizia e di tutela del lavoro, di previdenza, di tutela dell’ambiente, di igiene degli alimenti e bevande, di societa’ ed intermediari finanziari, di antiriciclaggio, tributaria e valutaria.

Facendo ricorso contro una sanzione amministrativa si puo’, in deroga alla regola generale, presentare l’istanza tramite raccomandata a/r. In questi casi, proprio perche’ e’ facile doversi rivolgere ad un ufficio fuori dal nostro Comune, e’ necessario domiciliarsi nel distretto del Giudice, presso un legale, un conoscente di fiducia o direttamente in cancelleria.
Contro la sentenza avversa del giudice di pace e’ possibile, dal 2/3/2006 (per effetto dell’entrata in vigore del d.lgs. 40/06) fare appello in Tribunale. La Corte di Cassazione rimane competente nei casi di voglia agire contro le sentenze che hanno decretato l’inammissibilita’ del ricorso.

Le disposizioni che regolano i ricorsi contro le multe al codice della strada (legge 689/81 e codice della strada) e tutti i consigli pratici del caso (inclusa nostra modulistica) possono essere trovati sulla scheda inserita tra i link utili.

Nota importante sulle cartelle esattoriali
Le regole suddette inerenti la competenza in materia amministrativa, valgono anche per le cartelle esattoriali. Vi sono pero’ delle precisazioni da fare, soprattutto per le cartelle che riguardano multe al c.d.s.

La piu’ importante proviene da una recente sentenza di Cassazione (n. 8200 del 03/04/2009) che ha precisato che la competenza del Giudice di pace vale solo se la cartella e’ il PRIMO atto con cui si viene a conoscenza della multa, ovvero solo se vi e’ un VIZIO DI NOTIFICA che riguarda il verbale. In altre occasioni la Cassazione ha anche specificato che in questo caso (sentenze 17445/2007, 15149/2005, etc.) insieme alla cartella e’ contestabile anche il contenuto del verbale, ovvero la questione di merito inerente la multa (non e’ vero che sono passato col rosso, il verbale e’ incompleto, etc. etc.). Per capire se sia contestabile il vizio di notifica del verbale si vede verificare come essa risulti fatta. In alcuni casi potrebbe essere regolare, infatti, la notifica per giacenza o quella effettuata in mano di terzi.

In caso contrario, quindi se il verbale risulta correttamente notificato e la motivazione del ricorso e’ diversa (vizio di notifica della cartella o errore nella stessa) la competenza e’ del giudice ordinario nella figura del giudice dell’esecuzione (ai sensi degli art.615 e 617 c.p.c.). Cio’ in quanto in questo caso la cartella costituisce il “primo atto esecutivo”. Stessa cosa, a maggior ragione, se si contesta un vero e proprio provvedimento esecutivo successivo alla cartella che riguarda una sanzione amministrativa (ipoteca, fermo amministrativo, etc.).

Si vedano, per approfondimenti, questi documenti:
Osservatorio legale: Violazione codice stradale. Dove impugnare la cartella esattoriale clicca qui
Scheda: MULTE PER VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA: IL VERBALE E LA SUA NOTIFICA clicca qui
Scheda: LA CARTELLA ESATTORIALE clicca qui

QUANTO COSTA
– Contenziosi di importo fino a 1.100 euro: euro 30 euro + 8 euro in marche;
– Contenziosi di importo da 1.100 a 5.200 euro: 70 euro + 8 euro in marche.
– Contenziosi di importo da 5.200 a 26.000 euro e per i quelli di valore indeterminabile di competenza esclusiva del Giudice di Pace: 170 euro + 8 euro in marche.
(Per importi superiori si rimanda al Dpr 115/02)

Le cifre suddette costituiscono, rispettivamente, il contributo unificato e l’anticipazione forfettaria dei diritti, indennita’ di trasferta e spese di spedizione per la notificazione degli atti. Dal 1/1/2010 il pagamento e’ dovuto anche per le cause aventi per oggetto sanzioni amministrative, come le multe. Ovviamente restano a parte gli oneri eventualmente dovuti al legale coinvolto. Per i riferimenti normativi si veda il Dpr 115/02, artt.10/13/30

SOSPENSIONE FERIALE
Ricordiamo brevemente che l’ufficio del giudice di pace, cosi’ come tutti gli uffici giudiziari, resta chiuso nel periodo 1/8 – 15/9 di ogni anno.
Ovviamente tutti i termini di ricorso, di multe, cartelle, ordinanze, etc. etc. che intaccano tale periodo sono a loro volta sospesi fino al 15/9. Ovvero, per dirla in altre parole, ai fini del calcolo del termine utile per ricorrere, il periodo di sospensione non deve essere computato.

Chiariamo che tale sospensione non riguarda i termini per notificare verbali, cartelle, etc., ne’ riguarda il termine di pagamento delle sanzioni. Essa riguarda UNICAMENTE il termine per la presentazione delle cause e dei ricorsi.

Fonte: Legge 742/69 art.1

RICORSI ON-LINE
Il Ministero della Giustizia ha avviato un processo di informatizzazione degli uffici dei giudici di pace tale da permettere la gestione a distanza dei ricorsi avverso sanzioni amministrative (multe), cartelle esattoriali, decreti prefettizi.
Partito in alcune regioni (tra cui la Toscana) si diffondera’ gradatamente a tutto il territorio nazionale.

Per il momento esso e’ attivo solo per compilare i ricorsi e per controllare a distanza lo stato della pratica. Il ricorso va sempre e comunque presentato di persona (in cancelleria dovrebbe essere attiva una corsia preferenziale) o con raccomandata a/r. In seguito, quando sara’ a regime il sistema di posta elettronica certificata (PEC) si potra’ utilizzare la via telematica anche per l’invio.

Per accedere ai servizi consultare il sito web dell’ufficio del giudice di pace di interesse oppure questo sito predisposto dal Ministero: clicca qui

FONTI NORMATIVE:
– Legge 374/1991 “Istituzione del giudice di pace” , modificata dalla legge 673/1994, d.lgs.51/98, legge 84/1999, legge 468/1999, legge 479/1999, legge 4/2001, legge 259/2002, legge 1/2003, legge 271/2004, legge 311/2004, legge 168/2005 e vari regolamenti di esecuzione (dpr 404/1992, legge 477/1992, etc.).
– Codice di procedura civile art. 7 (competenze), art.8 comma 1 (competenze), art. 40 (connessione), art. 82 (patrocinio), art. 113 comma 2 (giudizio secondo equita’), art.dal 311 al 322 (“Del procedimento davanti al giudice di pace”), art. 325 comma 1 (termine per impugnazioni), art.339 (appellabilita’ delle sentenze), art.341 (giudice dell’appello).
– Legge 689/81 art.22/22bis/23 e codice della strada art.204bis per quanto riguarda i ricorsi avverso le sanzioni amministrative e le multe.
– D.P.R. 115/2002 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia

LINK UTILI
** Per trovare l’ufficio del giudice di pace della propria zona: clicca qui

da: ADUC – Scheda Pratica – IL GIUDICE DI PACE

a: da classificare · Dialetto

Badanti: lezioni di dialetto per capire gli anziani – Cronaca – La Provincia di Como

Effetti controintuitivi dell’ (irragionevole) elogio delle “badanti”.
Invece che investire in strutture territoriali inserite nei quartieri e nei paesi e al’interno di reti di sevizio controllate nella loro qualità assistenziale si inventano corsi di dialetto. Sebza sapere che la lingua sola, senza la cultura che la sostiene è solo un suono senza cuore e mente.
Paolo Ferrario

«Te, portem scia l’acua e vutem che go de na a lavà i man». Il nonno dà gli ordini, la badante lo guarda e sorride con quell’aria di chi non ha capito un tubo. Il nonno si gira e dice alla nipote: «Te, ma chesta che la capes un tristu?».
L’arrivo di una badante in casa è un sollievo per i parenti ma un trauma per gli anziani che vengono assistiti. Che già devono fare i conti con la vecchiaia, le capacità ridotte e la necessità di farsi accudire come i bambini da un’estranea. Ma, poi, l’estranea in questione è pure straniera, capisce a fatica l’italiano e quando le si rivolgono in dialetto si sente come il nonno quando lei parla al telefono in polacco con i suoi parenti.
Lucia Salin, di Mediadream, la scena l’ha vista in diretta perché suo nonno la badante ce l’ha e mai che riescano a capirsi.
«Siccome stiamo organizzando i corsi per assistenti famigliari – spiega la coordinatrice, che è di Guanzate -, ho pensato che fosse una buona cosa, e anzi necessaria, introdurre anche corsi di dialetto. Del resto molti anziani, parlano solo quello. E anche le badanti parlassero a menadito l’italiano, non si troverebbero lo stesso».
Così è comparso l’annuncio per il Trovalavoro: «Corso di formazione in ambito linguistico. Corso di dialetto brianzolo utile per acquisire una conoscenza approfondita della cultura e della “lingua” popolare brianzola. Il corso ha come obiettivo quello di facilitare la comunicazione con persone anziane che fanno del dialetto brianzolo la loro lingua madre, ed è perciò rivolto soprattutto ad operatori che operano in ambito sociale e sanitario. Si terrà presso Mediadream srl, via Belvedere, 45 – 22100 Como. Il corso è rivolto a, disoccupati, cassaintegrati, occupati, inoccupati-mobilità. Il corso comincerà il 20/9/2010, si concluderà il 20/11/2010 (60 ore).
Gli insegnanti non sono ancora stati trovati. «Ne stiamo selezionando tre – dice ancora la Salin -, che fanno parte di un’associazione che si occupa di portare avanti le tradizioni locali. Ma i nomi non li abbiamo ancora». Per ora non ci sono neanche le iscritte, ma solo perché il corso non è ancora stato pubblicizzato.
Sono previste 60 ore, e non sono poche perché gli anziani hanno mille bisogni e se «la padela» assomiglia alla «padella», altre espressioni dialettali di uso comune quando si è costretti a letto, non sono cosi immediate. Soprattutto considerando il fatto che la maggior parte delle badanti straniere, ma anche delle assistenti socio sanitarie o delle infermiere degli ospedali o delle case di riposo fatica anche a usare il tu o il lei. E basta stare qualche ora a fianco d un malato per assistere a colloqui che a volte hanno del comico ma altre del tragico, visto che la mancanza di comunicazione genera grossi problemi e spesso deprime l’anziano che si sente pure un po’ preso in giro.

Badanti: lezioni di dialetto per capire gli anziani – Cronaca – La Provincia di Como

COMO città · Politica locale - Como · Politica regionale e locale

Rapinese in consiglio con la maglietta: "Comorra" – Cronaca – La Provincia di Como


COMO – Alessandro Rapinese con la maglietta “Comorra” (Foto by COMO)

COMO «Comorra». Era inequivocabile la scritta stampata sulla maglietta che il consigliere comunale Alessandro Rapinese (Area 2010) indossava lunedì sera nell’aula di Palazzo Cernezzi. Chiarissimo il riferimento al best seller di Roberto Saviano, «Gomorra», trasformato in «Comorra» per sottolineare l’allarme ‘ndrangheta suonato sul Lario nelle ultime settimane. Un tema che Rapinese ha voluto portare all’attenzione del consiglio, prendendo la parola all’inizio della seduta e depositando poi una mozione urgente. Il consigliere di opposizione è partito proprio evidenziando le similitudini tra i fatti raccontati da Saviano e l’ipotesi che nel sottosuolo del nuovo Sant’Anna siano stati nascosti rifiuti proibiti

Rapinese in consiglio con la maglietta: “Comorra” – Cronaca – La Provincia di Como

Criminalità e microcriminalità · CRONACHE LOCALI · strage di Erba

Rosa e Olindo: "accumulo di odio contro i Castagna" – Cronaca – La Provincia di Como

La strage di Erba è stata «una vendetta» compiuta con «spietatezza» da due soggetti, Olindo Romano e Rosa Bazzi, che hanno agito con «una notevole lucidità» e mossi da un «accumulo di odio e rancore non tanto nei confronti di Marzouk, quanto contro i Castagna, e Raffaella in particolare». Lo scrivono i giudici della Prima Corte d’Assise d’Appello di Milano nelle motivazioni della sentenza rese note lunedì con cui hanno confermato l’ergastolo per i due coniugi.
Nella parte delle motivazioni in cui i giudici spiegano che Olindo Romano e Rosa Bazzi erano capaci di intendere e di volere, e chiariscono i motivi del rigetto della perizia psichiatrica richiesta in secondo grado dalla difesa. «Nel comune sentire – si legge nelle motivazioni – vi è senz’altro la tendenza a riconoscere che un fatto efferato come quello di Erba è possibile metterlo in atto solo se vi è una forma di anomalia psichica rilevante, ma ciò è frutto della tendenza a difendere la propria “normalita” con l’attribuire solo a soggetti infermi di mente la capacità di commettere gesti di tale ferocia».

Rosa e Olindo: “accumulo di odio contro i Castagna” – Cronaca – La Provincia di Como

ANIMALI · ORTO: lavori, cure, manutenzione

Biscia o vipera?

 Il metodo infallibile e immediato per distinguere la vipera dalla biscia consiste nel guardare la coda: la coda tronca e grossa della vipera si nota immediatamente, allo stesso tempo la coda lunga e sottile della biscia consente di individuare sicuramente il rettile.

Per i più esigenti, il metodo veloce per classificare le due vipere è questo: l’aspide ha l’apice del muso leggermente ricurvo verso l’alto, nel marasso invece l’apice del muso è piatto. 

in http://camporotondo.altervista.org/mioweb3/fauna/vipera.htm

A chi non è capitato di incontrare un serpente in giardino?
In Italia i serpenti più comuni sono la biscia o natrice dal collare (Natrix natrix), il biacco (Coluber viridiflavus) e la vipera comune (Vipera aspis).
Il modo più sicuro per distinguere una vipera da una natrice o un biacco è la pupilla: se è verticale a fessura come quella dei gatti allora è una vipera, se è tonda è un altro serpente.
Noi umani abbiamo una paura atavica dei rettili, che nel lontano passato in cui eravamo qualcosa di molto simile a degli scoiattoli, erano i nostri predatori naturali. Tutto ciò è rimasto nei nostri geni, e provoca una paura spesso incontrollabile per ogni tipo di rettile.
Tuttavia un buon giardiniere sa che se il suo giardino “funziona” attirerà di conseguenza un gran numero di animali selvatici o semi-selvatici, come topolini, ricci, uccellini, rane ed anche serpenti.
Chi possiede un pozzo potrebbe trovarsi facilmente a che fare con la comune biscia d’acqua, o natrice.
In genere gli incontri con i serpenti sono piuttosto rapidi e spaventosi, non si ha molto tempo a disposizione per riflettere, ma si deve cercare di mantenere il più possibile la calma ed evitare di uccidere l’animale, fosse anche una vipera. Piuttosto si deve cercare di tenere l’erba bassa, i rampicanti in ordine e soprattutto di inserire nel proprio giardino il predatore naturale di questi rettili, cioè il riccio.
Senza farsi prendere dal panico si deve catturare l’animale gettandogli sopra una coperta o un panno resistente, ed avendo cura di indossare guanti protettivi. Poi lo si chiude in una busta o in una scatola di cartone e lo si porta in campagna. L’importante è fare attenzione a che non ci siano case troppo nelle vicinanze e che ci sia almeno una piccola fonte d’acqua.
Il morso della biscia o del biacco non è pericoloso, anzi, queste due specie si nutrono di topi e ratti. Quello della vipera è veramente mortale solo per i bambini e gli animali domestici. Un adulto in buona salute fa tranquillamente in tempo ad arrivare al pronto soccorso. Inoltre è più facile essere allergici al siero anti-vipera che al morso stesso della vipera (ed è per questo che il siero anti-vipera è riservato all’uso in ospedale).
Un altro sistema per riconoscere le vipere è la forma della testa, che deve essere triangolare o trapezioidaile, leggermente all’insù. Indicativo può essere il colore, che in una vipera dovrebbe essere marrone rossastro, con una striatura più scura sul dorso.

 

da Compagnia del Giardinaggio :: Leggi Argomento – Serpente o vipera?

ANIMALI

Cavalli del Bisbino: nati sei puledrini – Cronaca – La Provincia di Como

Il branco dei cavalli del Bisbino, in libertà sui verdi pendii del monte Generoso tra il versante intelvese e quello ticinese con base all’alpe Squadrina-Pesciò, dalle parti di Orimento, grazie alle nascite, è aumentato con 22 capi dei quali 16 adulti già appartenenti ai gruppi della Bionda e della Mula e 6 puledrini. Quattro di essi sono nati sul Bisbino prima della transumanza e due alla Squadrina dove le associazioni ambientaliste italiane e ticinesi si stanno dando da fare per garantire la libertà ma anche le cure necessarie alla vita e alla riproduzione. Secondo Luigia Carloni, architetto di Rovio, nella nuova localizzazione «i cavalli sembrano trovarsi molto bene. A fine ottobre verranno di nuovo radunati e portati al Pian delle Noci con una piccola transumanza decisamente meno impegnativa rispetto a quella messa in atto dal Bisbino alla Valle d’Intelvi. Il recinto, ampio e accogliente, verrà messo a disposizione dal comune di Lanzo Intelvi. Qui i cavalli verranno accuditi e foraggiati dai volontari confluiti nella associazione Cavalli Bisbino onlus con sede a Como in via Caniggia 5. I soci fondatori sono stati 23 tra italiani e svizzeri, un numero che è ora salito a 150».
Un significativo sostegno tecnico all’associazione viene assicurato dalle Giacche Verdi, volontari a cavallo per la protezione civile e ambientale.
La storia dei cavalli già di Roberto Della Torre, passati agli eredi in virtù di una decisione del tribunale, si è conclusa felicemente anche sotto il profilo legale in quanto dopo tante vicissitudini i cavalli hanno un padrone che si è assunto competenze e responsabilità. Si tratta dell’associazione onlus fondata lo scorso marzo la quale ha lanciato un appello sia in Italia che in Svizzera «Sposa anche tu la causa dei cavalli del Bisbino, diventa socio o adotta un cavallo» Per diventare socio bastano 20 euro o 30 franchi all’anno, sostenitore 35 euro o 50 franchi, mentre per l’adozione necessitano 35 euro o 50 franchi al mese. Dalla Svizzera, per le adesioni, è stato aperto il conto corrente postale 65-262456-4 intestato a Cavalli del Bisbino onlus 6850 Mendrisio, mentre in Italia ci si può rivolgere all’agenzia 6 di Como della Banca di credito cooperativo di Lezzeno con versamenti sul conto corrente dell’associazione.

Cavalli del Bisbino: nati sei puledrini – Cronaca – La Provincia di Como

ORTO: lavori, cure, manutenzione

Le regole del trapianto | Verde Blog : Consigli di giardinaggio


  1. Non trapiantare mai durante la fase di fioritura
  2. Non farlo nemmeno se la terra che avvolge le radici è molto secca
  3. Potare le radici malate e tagliare quelle che sono rovinate, senza danneggiare il resto
  4. Eliminare la terra secca dalla superficie della zolla
  5. Eliminare eventuali grovigli di radici con le dita
  6. Adeguare la dimensione del vaso a quella della pianta. Non esitare a trapiantare un esemplare che non cresce bene o che cresce troppo trapiantandolo, assicurandogli così uno sviluppo sano e vigoroso

da: Giardinaggio: le regole del trapianto | Verde Blog : Consigli di giardinaggio

a: da classificare · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa

Giardinaggio: le regole del trapianto | Verde Blog : Consigli di giardinaggio

  1. Non trapiantare mai durante la fase di fioritura
  2. Non farlo nemmeno se la terra che avvolge le radici è molto secca
  3. Potare le radici malate e tagliare quelle che sono rovinate, senza danneggiare il resto
  4. Eliminare la terra secca dalla superficie della zolla
  5. Eliminare eventuali grovigli di radici con le dita
  6. Adeguare la dimensione del vaso a quella della pianta. Non esitare a trapiantare un esemplare che non cresce bene o che cresce troppo trapiantandolo, assicurandogli così uno sviluppo sano e vigoroso

da:

Giardinaggio: le regole del trapianto | Verde Blog : Consigli di giardinaggio

ORTO: lavori, cure, manutenzione

10 consigli per ottimizzare il consumo di acqua in giardino, nell’orto e sul balcone | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale


1) Meglio nelle ore più fresche
La prima regola è la più ovvia ma è sempre bene ricordarla: le piante vanno annaffiate durante le ore più fresche della giornata, la sera dopo almeno mezz’ora dal tramonto o, meglio ancora, la mattina presto (l’ideale sarebbe quando c’è già luce ma il sole non è ancora sorto). Così facendo si ottiene un duplice vantaggio: da un lato si evitano shock termici alle piante che le possono danneggiare e dall’altro il terreno più fresco ha tutto il tempo per assorbire l’acqua senza che l’azione diretta del sole la faccia velocemente asciugare.
2) Poco alla volta, più volte
Uno dei trucchi più efficaci per risparmiare acqua è quello di bagnare un poco e fermarsi ripetendo però l’operazione due o tre volte a distanza di una manciata di minuti. Il motivo è semplice perché così facendo si permette al terreno di assorbire a poco a poco l’acqua senza che questa “scivoli” via senza di fatto bagnare. Questa regola vale in modo particolare per le piante coltivate in vaso.
3) Lentamente è meglio
Questa regola sortisce un effetto molto simile a quella precedente e permette al terreno di assorbire lentamente l’acqua senza che questa venga sprecata inutilmente. Il flusso dell’irrigazione deve essere regolato al minimo; nel caso dei vasi serve fare attenzione che l’acqua non tracimi dal bordo.
4) Al bando la concorrenza
La concorrenza in questione è rappresentata dalle infestanti che non competono con le nostre piante solo per quanto riguarda lo spazio e le sostanze nutrienti ma anche per il consumo di acqua, soprattutto durante questo periodo. Quindi non abbiate pietà di loro ed estirpatele con ogni mezzo possibile per lasciare tutte le risorse alle sole piante coltivate.
5) Viva la pacciamatura!
Pratica che torna utilissima anche per facilitare il controllo delle infestanti del punto precedente, l’utilizzo della pacciamatura sortisce altri effetti molto positivi: non frena solo lo sviluppo delle erbacce ma limita l’evaporazione e mantiene più a lungo l’umidità. I materiali utilizzati possono essere i più disparati ma quelli più diffusi sono la paglia, le foglie secche e soprattutto la corteccia di pino (bark). Questo metodo è molto valido, provare per credere, e si applica anche ai vasi di medie e grandi dimensioni. Se poi per la pacciamatura si utilizzanole foglie di felce aquilina si tengono le limacce lontane dalle nostre piante.
6) Solo quando ce n’è bisogno
Regola che si basa sull’esperienza ma che in genere dà buoni risultati. Col tempo si impara a conoscere le nostre piante e a capire più o meno quando hanno sete. Del resto molti vegetali sono in grado di “comunicare” con segnali inequivocabili quando è indispensabile un apporto d’acqua. Non conviene però aspettare così tanto per annaffiare perché spesso si rischia di far soffrire inutilmente le piante che porterebbero poi i segni di questa carenza (crescita lenta, assenza di fioritura ecc.); meglio capire e leggere i primi segnali e regolarsi di conseguenza.
7) Abituarle al peggio
Per testare le reali esigenze idriche di una pianta è possibile fare così: si annaffia con la stessa frequenza per un dato periodo di tempo ma ogni volta che lo si fa si diminuisce progressivamente l’apporto di acqua somministrata. Se per esempio si bagna una pianta ogni 3 giorni la prima volta si somministrano 5 litri di acqua, la seconda 4,5 litri, la terza 4 litri e così via, il tutto per capire fino a dove è possibile spingersi senza compromettere la salute della pianta. Questa tecnica permette anche, per quanto possibile, di “educare” la pianta a determinati ritmi di annaffiatura e a determinate quantità di acqua disponibile e, se le si dà il tempo di adattarsi, il risultato finale è in genere assicurato.
8 ) Riciclare l’acqua
Una bella fetta dell’acqua che quotidianamente buttiamo giù per le tubature è in realtà molto pulita e potrebbe essere ancora sfruttata per annaffiare le nostre piante. È il caso per esempio dell’acqua utilizzata per lavare frutta e verdura e che, una volta raccolta in un recipiente, può essere somministrata alle piante in tutta tranquillità. Altra buona abitudine, se si possiede un prato, è quella di mettere a scolare i vasi appena bagnati direttamente sopra il tappeto erboso: l’acqua in eccesso non andrà sprecata ma verrà assorbita dal terreno sottostante.
9) Di plastica è meglio
Non vorrei dirlo ma è così: per quanto riguarda il risparmio di acqua è molto meglio preferire i vasi di plastica piuttosto che quelli di terracotta. Il motivo è dovuto al fatto che in quest’ultimi è presente una miriade di micro fori che fanno traspirare l’umidità molto rapidamente, al contrario dei vasi di plastica che, essendo appunto realizzati conmateriali artificiali, non hanno questo problema e trattengono molto meglio l’acqua, mantenendola a disposizione della pianta ospite per un periodo più lungo.
10) Le piante giuste
Questo non è un consiglio per l’immediato ma per il futuro, ovvero quello di utilizzare nel proprio balcone o giardino piante adatte al nostro clima o resistenti alla siccità: sono molte le specie in commercio e la scelta è davvero ampia. Analogamente, nel proprio orto converrà in futuro pianificare la coltura di varietà adatte alla carenza di acqua (che coincidono sempre con gli ortaggi della produzione locale: qualcuno, nel corso del tempo, ha già fatto il lavoro sporco per noi…) o che hanno un ciclo precoce. Anche qui la scelta non manca ma, come per le piante da balcone o da giardino, si ripresenterà sicuramente l’occasione per parlarne di nuovo in modo approfondito.

da:

10 consigli per ottimizzare il consumo di acqua in giardino, nell’orto e sul balcone | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale

Ortensia

Ortensie, Hydrangea (Ortensia – Saxifragaceae)

O  rsù
R  ingraziamo
T  anta
E  videntemente
N  ecessaria
S  uper
I   dratazione
E  largitaci


Per le cure delle Ortensie vai a Giardinaggio.it

Fotografie e acronimo di Luciana

GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa

Le piante del commiato e della memoria (prima parte) di Sandro Russo

“Le piante del commiato e della memoria. Fiori e piante hanno sempre accompagnato il momento del commiato e gettato la loro ombra sulle estreme dimore degli uomini.
Immagino che alcune siano state scelte per la loro longevità a contrasto con la brevità della vita umana; altre sono state nei secoli collegate con la celebrazione di varie attività umane: per onorare gli eroi, coronare i poeti. Alcune piante devono essere state scelte, per la loro forma o portamento. Altre ancora hanno richiami simbolici; una particolare resistenza o la capacità di superare le avversità, di rivegetare dopo una transitoria interruzione. Presentiamo le più diffuse nel mondo occidentale…
“