CULTURA e CULTURA LOCALE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Paesaggio

I LUOGHI DELLA STORIA, LE STORIE DEI LUOGHI, Dal 2 marzo al 27 aprile presso la biblioteca dell’I.T.C.S. Caio Plinio Secondo si terrà un ciclo di incontri dedicato alla lettura del paesaggio, SEGNALATO DA nODOlIBRI

I LUOGHI DELLA STORIA, LE STORIE DEI LUOGHI
Dal 2 marzo al 27 aprile presso la biblioteca dell’I.T.C.S. Caio Plinio Secondo si terrà un ciclo di incontri dedicato alla lettura del paesaggio.

La finalità di questo progetto è l’acquisizione di uno sguardo consapevole sui luoghi della nostra vita. Il paesaggio che ci circonda, infatti, condiziona il nostro agire quotidiano: conoscerlo significa imparare a leggere noi stessi e il nostro ambiente sociale.

Il paesaggio è una realtà estremamente complessa che difficilmente si lascia afferrare, e necessita di essere analizzata secondo diverse categorie: questo ciclo di incontri ne proporrà alcune. Esperti di diverse discipline ci aiuteranno a interpretarlo.

Primo incontro martedì 2 marzo alle ore 14.00 con l’intervento dell’editore Fabio Cani dal titolo: “I luoghi della storia, le storie dei luoghi”.

Programma dei prossimi incontri:
9 marzo – Alle origini del paesaggio
16 marzo – Paesi di pietra: abitare sul lago
23 marzo – I giardini, il sogno del paesaggio
30 marzo – Il paesaggio è un libro aperto
27 aprile – Visita alla Fondazione Minoprio

ITCS Caio Plinio Secondo (via Italia Libera 1, Como). Info: 031.3300711 – caplise@tin.it

Fabio Cani – Costruzione di un’immagine (NodoLibri 1993)
Una storia dell’immagine a Como e di Como: dalle più antiche rappresentazioni della città e del lago alla moderna cartografia, dalle illustrazioni a stampa che accompagnano l’affermarsi del turismo di massa all’avvento della fotografia.

Bruno Bianchi – Il lago (NodoLibri 2009)
Il Lago di Como visto attraverso gli occhi di un suo profondo conoscitore, interessato tanto agli aspetti più noti e appariscenti quanto a quelli più quotidiani e segreti. Un testo sospeso tra storia e poesia, tra racconto e analisi, diretto sia alla valorizzazione di quanto di autentico il lago conserva tuttora, sia alla denuncia dei rischi di snaturamento e rovina.

Mappa della memoria – Edita dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” con il progetto grafico di Nodo, presenta i luoghi della città di Como in cui sono svolti gli avvenimenti della fine della seconda Guerra mondiale e della Resistenza. La mappa è consultabile on-line e scaricabile in formato pdf.

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Leggere il paesaggio – Si vede solo ciò che si conosce, ciclo di lezioni all’I.T.C.S.Caio Plinio Secondo – COMO

Leggere il paesaggio – Si vede solo ciò che si conosce

Paesaggio_locandina
Martedì 2 marzo alle ore 14.00, e fino alle ore 15.30, inizieranno un ciclo di incontri dedicati alla lettura del paesaggio.
Clicca qui per sapere di più…..

I.T.C.S.Caio Plinio Secondo – COMO

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COMO città · Politica regionale e locale

Finito il blackout: da oggi si torna a vedere il lago – La Provincia di Como

«Il cronopogramma – si legge – allegato alla presente perizia, contempla un numero di giorni pari a 411 per eseguire i lavori». La seconda fase (da Sant’Agostino a piazza Cavour) sarà più lunga e da un anno circa passa a un anno e mezzo mentre un anno ci vorrà anche in piazza Cavour. In pratica ci vorranno per i prossimi due lotti due anni e due mesi a cui vanno aggiunti i mesi mancanti per il primo lotto (data di completamento prevista per l’inizio di agosto). Questo vuol dire che si può ipotizzare che i lavori, salvo stravolgimenti, non si concluderanno prima dell’estate – autunno del 2012. La prossima stagione estiva sarà la terza con il tratto da piazza Cavour ai giardini a lago coperto da una palizzata.

Finito il blackout: da oggi si torna a vedere il lago – Homepage – La Provincia di Como

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Giù il muro di Como, spesi 20 milioni Iniziata la demolizione della barriera di 120 metri che oscurava il lago: sarà sostituita da paratie mobili, di Luigi Corvi in Corriere della sera 25 febbraio 2010

Dopo mesi di immobilità, ieri, oltre gli oblò che si aprono sulla palizzata del lungolago, il cantiere ha ripreso ad animarsi. L’ecomostro con il suo corpo massiccio lungo centoventi metri, era lì, sotto un tiepido sole, ad aspettare la sua fine. Alla gente che si assiepava dietro il vetro per assistere finalmente alla demolizione del muro della vergogna, lo spettacolo non era però visibile. I tecnici, infatti, in quei primi metri di cemento armato aggrediti dalla sega circolare con disco diamantato, avevano steso un telo bianco, a mo’ di paravento, proprio come si fa con i moribondi soccorsi negli incidenti stradali. È iniziata così, ieri mattina alle dieci, la fine del muro che oscurava il lago di Como.

Un progetto che, per evitare l’esondazione (sempre più rara) del lago, prevedeva la costruzione di paratie fisse, cioè muri di cemento armato che alzandosi per un metro e mezzo sopra il livello della vecchia passeggiata impedivano dalla strada la vista del Lario. Era stata la rivolta della gente, alla fine della scorsa estate, a bloccare i lavori. E poi, mesi di polemiche, di battaglie politiche, di attacchi alla giunta guidata dal ciellino Stefano Bruni, con una parte della maggioranza contro (Lega in prima fila), consigli comunali infuocati e, infine, il provvidenziale salvataggio di Roberto Formigoni. Che, mettendo sul piatto 2,1 milioni di euro della Regione, ha evitato il crollo del centrodestra a Como e contribuito alla propaganda elettorale del superpresidente della Lombardia, candidato per il quarto mandato consecutivo ….

L’INTERO ARTICOLO QUI: Giù il muro di Como, spesi 20 milioni – Milano


Como, 25 febbraio 2010 – Dopo 150 giorni esatti dalla scoperta dello scempio, dopo lunghi dibattiti e diatribe a livello politico che hanno portato alle dimissioni coatte dell’assessore alle Grandi Opere Fulvio Caradonna ed il Comune sull’orlo della crisi, dopo l’intervento in extremis del Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni a sostegno della traballante Giunta-Bruni, ecco, finalmente, ieri alle 10, l’inizio dei lavori per l’abbattimento del famigerato “muro della discordia”, quell’orribile manufatto che, senza l’insurrezione popolare della quasi totalità dei comaschi, avrebbe tolto dalla vista uno dei panorami più belli del mondo. Avrebbe reso Como una città anonima, senza quel panorama e quella vista sul primo bacino del Lario che la rende famosa in tutto il mondo.

Ieri, alle 10, ora ormai divenuta storica assieme alla data del 24 febbraio 2010, il momento tanto atteso da molti comaschi: la sega circolare diamantata dell’impresa “Cisana Elio” di Bergamo ha cominciato a segare il “muro della vergogna” . Un’operazione che durerà non tanto, due o tre giorni giusto il tempo di radere al suolo i 126 metri di polemiche ed astio.

in Il Giorno

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Anche grazie a qualche lettore del quotidiano La Provincia "il Muro è caduto"

LETTERA DAL LAGO DI COMO

I titoli del quotidiano La Provincia di giovedì 25 febbraio 2010 sono:

  • Una ruga lunga centoventi metri, di Giorgio Gandola
  • La città ha vinto la sua battaglia. Avviata la demolizione del muro di Gisella Roncoroni
  • Ma la gente protesta ancora “Troppo denaro buttato via”
  • il sindaco non impugna il piccone “Sì l’errore c’era. L’extramuro”
  • Primo lotto, fine lavori ad agosto e il conto totale sale a 20 milioni
  • Grazie a voi lettori: il muro è caduto. Seguono le firme in ordine alfabetico di coloro che hanno firmato contro la costruzione del muro sul lago


Con un danno erariale (di cui, spero, la Corte dei Conti chiederà di chiarire scelte politiche, scelte progettuali e catena di comando) si conclude lo sfregio di una delle bellezze di Como: e cioè il profilo paesaggistico del lungolago. In particolare quella linea orizzontale della città romana e medievale che si affaccia lungo quell’asse meraviglioso che parte da Piazza Cavour, attraversa il centro storico per arrivare alla cinta sud delle mura. Un centro storico fra i più belli d’Europa
Prima c’è stata la denuncia di un pensionato passante, insultato pesantemente dall’assessore in carica che, tronfio del suo potere e della sua villania, disse: “che guardi i muri di casa sua!”.
Poi c’è stata una protesta molto ampia nella città. A prescindere dalle posizioni di appartenenza politica o di voto. Un vera indignazione generalizzata e larga.
Il sindaco della città e la sua giunta ridevano, in consiglio comunale. Se ne fregavano altamente di questo moto di opinione pubblica. Li ho visti sugli schermi di Espansione Tv. Indifferenti e sicuri nel loro involucro di potere
Hanno detto che avrebbero rimediato all’errore, non hanno assolutamente fatto autocritica sulla decisione di avviare questi inutili e dispendiosi lavori. Hanno preso un po’ di soldi dalla Regione Lombardia (omogenea dal punto di vista della coalizione). La Lega ha protestato solo un po’ e non si è dissociata dal sostegno a questa giunta.
Insomma il ferreo blocco di interessi e poteri di questa città non ne esce scalfito in niente.


Hanno clamorosamente sbagliato nella decisione di costruire il muro.
Hanno difeso per anni una scelta progettuale inutile: pochissime esondazioni ogni 10-15 anni e la possibilità di regolarle con il sistema della portata del fiume Adda.
Hanno fatto disegnare dei profili dell’esito urbanistico finale ( cosiddetti rendering) del tutto falsi, come è stato dimostrato nel dibattito di consiglio comunale.
Hanno speso finanza pubblica per costruire. Spenderanno finanza pubblica per demolire ed ancora finanza pubblica per cambiare progetto. A discapito di altri progetti di cui la città avrebbe bisogno, come la metropolitana leggera che integri le ferrovie nord e quella centrale
Ma mantengono e manterranno intatto il loro consenso elettorale.
I votanti comaschi si sono indignati perchè si insultava il paesaggio del lago, ma non esiteranno a rivotare le stesse persone e la stessa coalizione.
Perchè questo?
Perchè il votante comasco non penalizzerà la cricca di potere “suvista” (possessori di suv) che domina come una cupola incontrastata la mia e nostra città?
Questo avviene per una inesistente, inefficace ed incapace opposizione.
Negli anni ’70 il Pci faceva la voce grossa contro la Dc e poi si spartiva il bottino dei lavori pubblici, come hanno dimostrato alcuni processi di tangentopoli.
Poi il “blocchetto di potere” fintamente oppositivo si è diviso In 4 o 5 rigagnoli di gruppetti narcisistici. Ognuno a coltivare i pochi seguaci da salotto. Con il solito metodo: voce grossa e incapacità a costruire una seria e capace alternativa di governo. Voce grossa, cervello debole e un po’ tanta arroganza comunicativa.
Certo: ci vuole fatica a governare, invece che parlare, blaterare, offendere.
Avremo la linea d’acqua sgombra da un muro. Fra due o tre anni la passeggiata a lago tornerà quasi come prima.
Lo scempio che hanno perpetrato tornerà nella dimenticanza.
E però il modello di governo Comunione e Liberazione – Formigoni continuerà a dominare con quel mix impressionante di volontà di comando e valorizzazione dei propri pretoriani, supponenza, finto solidarismo sociale. Dietro il sorriso smagliante degli esponenti di Comunione e Liberazione /Alias Compagnie delle opere (delle “loro” opere) c’è la dentatura di un lupo affamato.
Mentre i cosiddetti “oppositori” torneranno nelle loro osterie, nel loro cineforum globalisti, nelle loro sezioni, nelle loro parrocchiette frequentate sempre dalle stesse persone ad urlare una intolleranza comunicativa del tutto simmetrica a quella dei suvisti.
Cosa unisce la cricca di governo alle “cricchine” delle variegate culture “de sinistra”?
Li unisce la stessa indifferenza che sconfina nel disprezzo per il Luogo.
Li unisce l’incapacità emotiva ad amare pietre, acqua, verde, azzurro di questo meraviglioso profilo che le glaciazioni hanno consegnano a noi abitanti affinchè ne godessimo la bellezza.
Li unisce una totale, disperante, oltraggiosa, meschina alienazione fra se stessi e l’ambiente che li ha accolti.

Paolo Ferrario
Como 25 febbraio 2010
a: da classificare · COMO città · distruzioni urbane · Lungolago

MURO COMO: INIZIATO ABBATTIMENTO PARATIA SUL LUNGOLAGO, AGI News On

E’ iniziato questa mattina sul lungolago di Como, l’abbattimento del ‘muro antiesondazione’ che tante polemiche aveva suscitato nei mesi scorsi, al punto da portare alle dimissioni dell’Assessore ai Lavori Pubblici Fulvio Caradonna. Gli operai della Sacaim, l’azienda che ha vinto l’appalto per la realizzazione delle paratie, hanno iniziato a ‘tagliare’ il manufatto con una gigantesca sega circolare. La prima parte destinata a sparire e’ quella a ridosso di piazza Cavour per poi proseguire verso i Giardini Mafalda. Per tagliare tutto il muraglione, che sara’ suddiviso in mega-blocchi di circa 5 metri di lunghezza, saranno necessari circa cinque giorni di lavori. Le operazioni vengono seguite con particolare interesse da un flusso continuo di curiosi che, attraverso gli ‘oblo” che consentono la vista all’interno del cantiere, si soffermano a dare un’occhiata. Al posto del muro sara’ installato un sistema di ‘panconi’ mobili in alluminio che s’innesteranno direttamente sul parapetto della passeggiata a lago. Sovrapponibili, saranno alti 30 centimetri e lunghi 3 metri l’uno e saranno posizionati solo in caso di necessita’

AGI News On – MURO COMO: INIZIATO ABBATTIMENTO PARATIA SUL LUNGOLAGO

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ORTO: lavori, cure, manutenzione

Spostamenti piante

Conviene spostare le piante in questo periodo: le gemme non sono ancora in espansione e le radici sono ancora silenti.
Meglio farlo dopo giornate di pioggia.
Ho spostato il Prunus Pissarri e il piccolo melo

DIARIO di Amaltea · ORTO: lavori, cure, manutenzione · salute e malattie

Orto: i lavori della primavera. 1 Trattamento con poltiglia bordolese

Quest’anno l’ho somministrata alle piante da frutto alla fine febbraio.
Ricordare di fare trattamenti preventivi autunnali e di farne di più in primavera, prima dei trattamenti anti acari

a: da classificare

"Stare": «In» è, senza dubbio, la parola dell’anima, James Hillman

… «In» è, senza dubbio, la parola dell’anima.

«In» è sicuramente presente nella psicologia del profondo: in analisi, in terapia, nel tran­sfert, in amore, in una relazione, nel cordoglio, nella tua testa e non nel tuo corpo, nel travaglio e, una volta, in modo familiare.

Poi «in» è diventato più profondo, è andato oltre diventando – nei Paesi anglofoni – into (dentro a/nel), il termine chiave per esprimere l’es­sere completamente assorbito, preso (da qualcosa, da una passione, da ciò che amiamo fare). Per esempio, si dice (essere) into/nell“/l’osservazione degli uccelli, (esse­re) into/nella musica rap, (essere) into/nella, cucina messicana …

da: James Hillman, L’anima dei luoghi. Conversazione con Carlo Truppi, Rizzoli, 2004

Vai all’intero Album Stare “In”

 

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Hillman James · Psiche

“Stare”: «In» è, senza dubbio, la parola dell’anima

…  «In» è, senza dubbio, la parola dell’anima.

«In» è sicuramente presente nella psicologia del profondo: in  analisi, in terapia, nel tran­sfert, in amore, in una relazione, nel cordoglio, nella tua testa e non nel tuo corpo, nel travaglio e, una volta, in modo familiare.

Poi «in» è diventato più profondo, è andato oltre diventando – nei Paesi anglofoni – into (dentro a/nel), il termine chiave per esprimere l’es­sere completamente assorbito, preso (da qualcosa, da una passione, da ciò che amiamo fare). Per esempio, si dice (essere) into/nell“/l’osservazione degli uccelli, (esse­re) into/nella musica rap, (essere) into/nella, cucina messicana …

da: James Hillman, L’anima dei luoghi. Conversazione con Carlo Truppi, Rizzoli, 2004

 

Vai all’intero Album Stare “In”

 

da: “Stare”: «In» è, senza dubbio, la parola dell’anima | Tracce e Sentieri.

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Il muro sul lago di Como: I tre progettisti delle paratie antiesondazione – Ugo Majone, Renato Conti e Carlo Terragni parlano apertamente di un grave «danno di immagine» cagionato loro dalle accuse di Palazzo Cernezzi

… I tre progettisti delle paratie antiesondazione – Ugo Majone, Renato Conti e Carlo Terragni – hanno inviato al Comune la diffida legale relativa alla controversia sulle «omissioni progettuali» imputate a loro dai dirigenti comunali Antonio Ferro (responsabile del procedimento) e Antonio Viola (direttore dei lavori). La diffida – la cui redazione è stata affidata a un legale di Roma, considerato uno dei massimi esperti in tema di diritto amministrativo – verte essenzialmente sugli stessi temi che i tre progettisti hanno messo nero su bianco nei verbali della conferenza dei servizi.

Il primo punto del documento, infatti, è una richiesta senza mediazioni: l’eliminazione da ogni carta ufficiale delle accuse di «omissioni progettuali» in relazione agli elaborati originari presentati a suo tempo da Majone, Conti e Terragni.
Il pool di professionisti – tramite il legale di fiducia – rivendica la giustezza del proprio progetto.
Ma non soltanto, perché nella diffida viene anche evidenziato come l’opera di progettazione delle paratie sia sempre stata vincolata alla necessità di risparmi economici dell’amministrazione comunale, oltre al fatto che quelle che – da Viola e Ferro – vengono definite «omissioni» in realtà sarebbero soltanto migliorie richieste successivamente alla redazione degli elaborati fondamentali.
Al di là delle questioni tecniche – che comunque sono l’aspetto centrale del documento legale – Majone, Terragni e Conti parlano apertamente di un grave «danno di immagine» cagionato loro dalle accuse di Palazzo Cernezzi e dunque minacciano apertamente la richiesta di un cospicuo risarcimento.

in Corriere di Como 20 febbraio 2010

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ORTO: lavori, cure, manutenzione

Gli zappatori della domenica, VoceArancio » Blog Archive »

Gli zappatori della domenica

zappatori

Occuparsi dell’orto (o solo di qualche pianta) è una delle grandi passioni degli italiani. Per lo più per autoproduzione, l’agricoltura amatoriale costa poco e fa bene all’ambiente

.

Nel 2006 19,5 milioni di italiani dedicavano parte del proprio tempo alla coltivazione dell’orto (dati Istat). Un’indagine Nomisma presentata lo scorso dicembre ha rivelato che la coltivazione di un orto per hobby interessa circa il 41% della popolazione.

Un altro sondaggio condotta da Nomisma in collaborazione con la rivista “Vita in campagna” permette di tracciare un identikit del contadino per hobby in Italia. Il 41,2% degli hobby farmer è composto da operai e pensionati, che possiedono un terreno di circa duemila metri quadrati (0,2 ettari); il 24% da liberi professionisti e dipendenti pubblici, che possono disporre di oltre 10mila metri quadrati (più di un ettaro). Il 22,7% possiede appezzamenti compresi tra 2.000 e 6.000 metri quadrati, il 12% tra 6.000 e 10.000. l’89% è costituito da uomini, l’età media è di 56 anni. Il 45% coltiva la terra per 10 ore a settimana. Il 38% dedica a questa attività tra le 10 e le 20 ore settimanali ……

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