COMO città · distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

Lago, un muro di silenzio sui 243 giorni in proroga La Provincia di Como

Ricapitolando: il primo lotto di cantiere (iniziato l’8 gennaio 2008) avrebbe dovuto concludersi dopo 427 giorni, cioé il 9 marzo del 2009. Nel 2008 si registrano 11 giorni di stop a causa dell’esondazione (dall’11 al 22 luglio) e il 4 marzo 2009 il responsabile del procedimento, il dirigente Antonio Ferro ha concesso una proroga di 149 giorni. Nel 2009 quattro giorni di stop a causa del meteo (il 16, il 27 e il 28 aprile e il 26 settembre) e due proroghe: una di 70 giorni l’11 agosto e una di 24 giorni a ottobre (dopo l’esplosione del caos muro).

Calendario alla mano il cantiere delle paratie sta viaggiando con quasi un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia. E la grana del muro non consente di quantificare quando la situazione sarà risolta. Il concorso di idee per l’arredo della nuova passeggiata si concluderà a fine giugno e questo vuol dire che il primo lotto non sarà ultimato prima del prossimo autunno, salvo altri imprevisti.
Nel frattempo alla Sacaim sono stati liquidati i primi quattro stati di avanzamento dei lavori, cioé i primi quattro assegni.

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COMO città · STORIA LOCALE E SOCIETA'

L’Isola del Razionalismo Un sogno che può rinascere – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

Si apre venerdì 15 gennaio alla Villa del GRumello a Como la mostra “Un progetto per l’isola del razionalismo”. Orari: sabato e domenica 16.00-19.00 e su appuntamento telefonando allo 031.2287620. Ingresso libero. Inaugurazione: venerdì 15 gennaio, ore 18.00. Informazioni: Associazione Archivio Cattaneo, tel. 031.342396 – archiviocattaneo@libero.itErano stati progettatati come edifici vicini e complementari, perfetti per formare un nucleo unitario a sé stante rispetto alle altre opere razionaliste presenti a Como. Ma mentre la Casa del Fascio di Giuseppe Terragni, vero “capolavoro del razionalismo italiano” secondo la definizione del grande architetto e storico Bruno Zevi, è diventata un edificio icona, celebrato e invidiato nel mondo, il palazzo dell’Uli – Unione Lavoratori dell’Industria, sede odierna della Asl, è poco noto negli ambienti culturali italiani e internazionali. In parte perché il progetto originale realizzato, tra il 1938 e il 1943, dagli architetti Cesare Cattaneo, Pietro Lingeri e Luigi Origoni è stato più volte modificato nel corso degli anni per esser terminato solo nel 1966 dopo lunghi lavori di modifica strutturale.

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COMO città · Politica regionale e locale

Reportage, il cineteatro Politeama compie cento anni nella polvere, La Provincia di Como

Compie cent’anni ma a porte chiuse il Politeama: la struttura di piazza Cacciatori delle Alpi è consegnata al degrado, muri scrostati, finestre pericolanti, in attesa che si risolva la complessa vicenda che potrebbe portare alla rinascita di quella che, per più di mezzo secolo, è stata la seconda sala cittadina.

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COMO città · Politica regionale e locale

Ex Ticosa, tutto bloccato E pure la bonifica è al palo, La Provincia di Como

Tra una manciata di giorni la ex Ticosa festeggerà il terzo compleanno senza il corpo a C, ma il futuro è un enorme punto interrogativo. Sui rapporti tra Comune e Multi non ci sono certezze, anche se il sindaco Stefano Bruni continua a dichiararsi «ottimista». L’idea della cittadella dei servizi lanciata venerdì scorso non ha ottenuto consensi (intesi come interessi ad investire direttamente ed economicamente sull’area) e la procedura di gara per la bonifica del sottosuolo intriso di veleni non è ancora stata formalmente avviata come hanno confermato a Palazzo Cernezzi.Il 30 novembre scorso è scaduto l’ultimatum lanciato dalla Provincia per l’avvio della bonifica

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Sondaggio del Sole 24 Ore: il sindaco Bruni ultimo in Lombardia

In base al sondaggio pubblicato dal Sole 24 Ore, il consenso nei confronti del sindaco di Como si ferma al 49%. Soltanto 10 primi cittadini italiani hanno fatto peggio. Rispetto al dato elettorale ottenuto nel 2007, Stefano Bruni ha perso il 7,2%. Tutti i sindaci dei capoluoghi lombardi hanno fatto meglio, salvo quello di Brescia, Adriano Paroli, che si ferma al 49% proprio come Bruni.

Sondaggio del Sole 24 Ore: Bruni ultimo in Lombardia – Homepage – La Provincia di Como

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COMO città · PERSONE e DESTINI

Non camminerai mai solo. Raccolta di opinioni e interventi di Raul Merzario sul territorio comasco

Venerdì 22 gennaio ore 18.00, LIBRERIA UBIK: GLI INCONTRI DI GENNAIO
Franco Gerosa e Mauro Magatti dialogano con Fabio Cani: Non camminerai mai solo. Raccolta di opinioni e interventi di Raul Merzario sul territorio comasco

“Scriveva esattamente come camminava: Raul non andava a spasso, faceva lunghi indispensabili tragitti, da luogo a luogo, sempre ben definiti, per arrivare là dove voleva arrivare”. Con queste parole Franco Gerosa inizia il suo ricordo dell’amico Raul Merzario, grande figura di storico e ricercatore scomparso nel 2006. Il volume, edito da Nodolibri, contiene oltre al racconto di Franco Gerosa i contributi di Bruno Profazio, Alberto Ambrosoli, Massimo Clerici, Angelo Onnis, Mauro Magatti e una raccolta degli interventi che Raul Merzario dedicò negli anni a Como.
Non camminerai mai solo. Raccolta di opinioni e interventi di Raul Merzario sul territorio comasco

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ANIMALI

Il gatto e la volpe

Preoccupazione sedata per la volpe entrata nel giardino.
Grazie, Franco!

STORIA LOCALE E SOCIETA'

Storia recente dell’acquedotto della città di Como, Corriere di Como – Approfondimento

…. Il 10 gennaio 1970 a Palazzo Cernezzi il Consiglio Comunale approva il primo bilancio di previsione dell’azienda, comprensivo dell’acquedotto.Lo sforzo compiuto dall’azienda è orientato in tre direzioni: occorre rimediare alla scarsità d’acqua individuando nuove fonti di approvvigionamento; è urgente provvedere all’ammodernamento degli impianti per aumentae l’efficienza; la rete, infine, va estesa in direzione delle nuove aree di urbanizzazione.L’apetto più critico è la carenza di acqua; gli interventi si articolano a due livelli: da un lato si pone mano a rimedi d’urgenza, a tamponamenti a scadenza immediata, come la trivellazione di due pozzi in via Benzi e in viale Varese.Dall’altro lato le accresciute disponibilità idriche e il contemporaneo impoverimento delle riserve su un territorio che rientra fra i più popolati e a più alto sviluppo industriale, impongono la necessità di affrontare il problema delle risorse idriche in forma globale, i modo da giungere a una corretta programmazione. ALLA RICERCA DI NUOVE FONTI IDRICHE:I POZZI Obiettivi dell’idrogeologia sono la localizzazione dellle riserve idriche sotterranee, la valutazione delle riserve disponibili, i criteri razionali di emungimento, la conservazione nel tempo delle riserve.La stima di queste grandezze comporta la conoscenza delle caratteristiche geologiche degli orizzonti acquiferi, la valutazione dei parametri caratteristici della roccia – serbatoio e di quelli caratteristici del complesso acqua – terreno.I rilevamenti eseguiti individuano nella piana del Seveso e nell’alveo del Breggia, nella zona di Tavernola, le potenziali aree di sfruttamneto.Grazie alla trabeazione di numerosi pozzi, e alla sostiruzione di quelli malandati, nel corso degli anni ’70 la sete della città va spegnendosi.

Corriere di Como – Approfondimento

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GENIUS LOCI

Anima dei Luoghi

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Libri su Como e il Lario · Varenna

Romano Guardini, Lettere dal Lago di Como, viennepierre edizioni, 1993

Libri su Como e il Lario · NESSO · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Nesso: bibliografia storica

NESSO

Paolo Giovio (1483-1552), Larius

Tomaso Porcacchi (?-1585), La nobiltà della città di Como, libro II

Sigismondo Boldoni (1597-1630), Il Lario

Luigi Rusca (1600 ca.1630?), Nesso, loco ameno

Giovan Battista Giovio (1748-1814), Como e il Lario, cap. XI, 1795

Georg Leonhardi (1804-1884), Lago di Como e i suoi dintorni.

Fiorillo Fournier, Notes et Souvenirs, Parigi 1882

Davide Bertolotti (1784-1860), Viaggio ai tre laghi di Como, Lugano e Maggiore, Como, 1825

Sidney Owenson Morgan (1783-1821), Italy, 1821

Giovanni Battista Bazzoni (1803-1850), Il falco della rupe, 1829

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a: da classificare

Ero stato attratto da un titolo: Lettere dal lago di Como (1923-1926) L’autore è Romano Guardini

Per vie traverse, oblique e casuali intercetto un autore che corrisponde ad uno dei temi esistenziali che sto inseguendo.
Ero stato attratto da un titolo: Lettere dal lago di Como (1923-1926) L’autore è Romano Guardini, saggista, filosofo e teologo nato a Verona nel 1885, docente nelle Università di Berlino e Monaco lungo tutto il secolo breve e morto nel 1968. Proprio quando entravo nella transizione all’età adulta.
Le sue opere singole , in attesa che l’editrice Morcelliana pubblichi l’Opera Omnia sono difficili da reperire, perfino in epoca internettiana. E qui avviene il piccolo miracolo casalingo: alla biblioteca comunale sotto casa trovo tre libri che ora sto ansiosamente (so che non si dovrebbe fare) e febbrilmente sfogliando, alla ricerca di una traccia che faccia guizzare la mente, i pensieri, le sinapsi cervicali, le libere associazioni freudiane, le archeologie archetipiche junghiane. Mentre elogio le biblioteche cartacee mi accingo a camminare sulle sue tracce.
In Le età della vita, loro significato educativo (Vita e Pensiero, 1986) e morale leggo: un punto di vista da cui considerare l’esistenza umana “sta nella tensione particolare tra l’identità della persona e il mutamento dei tratti che la qualificano … la diversità delle situazioni non annulla l’unità, anzi, proprio l’unità si afferma nella diversità … (in Le età della vita, pag 11)
in Lettere dal lago di Como, scritte a Varenna fra 1l 1923 e il 1926) leggo: “La bellezza di queste località è indescrivibile, ma non me ne deriva gioia alcuna. Non comprendo, anzi, come un uomo avveduto possa essere felice, qui” (edizioni Viennepierre p. 17) frase che io rovescio nel suo esatto contrario: La bellezza di queste località è indescrivibile e me ne deriva in ogni attimo stupore e gioia. Non comprendo come questo sentimento possa non attraversare il corpo e la mente di qualsiasi persona 
A testimonianza di come, a parità di situazione, le soggettività tendano alll’infinito. Infine un incipit di metodo scritturale davvero tutto da apprendere: “Il primo verso dell’Elegia arriva repentino: Chi, se io gridassi, mi udirebbe poi dagli ordini degli angeli”
Il verso sembra l’esito estremo d’una lotta interiore, o di una lunga meditazione”. (in Romano Guardini, Rainer Maria Rilke: le Elegie duinesi come interpretazione dell’esistenza, Morcelliana 1974, p. 27)