Monesteroli è un minuscolo borgo rurale della Liguria, situato nella provincia della Spezia, nel cuore del Parco Nazionale delle Cinque Terre, sulla costa tra Portovenere e le celebri Cinque Terre134. Inserito tra i “Luoghi del Cuore” del FAI per il suo fascino isolato e incontaminato, Monesteroli si affaccia a picco sul mare e rappresenta una delle frazioni meno turistiche e più autentiche del territorio49.
Caratteristiche principali
Posizione e accessibilità: Monesteroli si trova in località Tramonti, raggiungibile solo a piedi tramite una ripida scalinata in pietra (tra i 1.100 e i 1.200 gradini, secondo diverse fonti), oppure via mare da un piccolo approdo134. L’accesso via terra parte da Campiglia, dove si parcheggia l’auto e si imbocca il sentiero 535-536; il percorso, ben segnalato, attraversa boschi e vigneti fino alla famosa “Scala Grande” di Monesteroli13.
Aspetto abitativo: Il borgo è composto da pochissime case (alcune abbandonate, altre riattate come case vacanza) e antiche cantine un tempo dedicate alla vinificazione, testimonianza del passato rurale del luogo135. Oggi risiedono stabilmente solo due persone, mentre in estate il borgo si anima grazie al turismo locale45.
Ambiente e paesaggio: Monesteroli è arroccato su una ripida collina, circondato da vigneti terrazzati e da una natura selvaggia. Il panorama sul mare e sulle Cinque Terre è spettacolare e il silenzio è rotto solo dal rumore delle onde e del vento23.
Percorsi e attività
La Scalata: La discesa lungo la scalinata richiede circa 1 ora e 30 minuti, la risalita quasi 2 ore. È un trekking impegnativo, consigliato a persone in buona forma fisica, con acqua e protezione solare, soprattutto d’estate3. Non ci sono ombrelloni, né servizi turistici: l’esperienza è votata al contatto con la natura e alla scoperta di una Liguria autentica3.
La spiaggia: Alla fine della scalinata si trova una piccola spiaggia di sassi e scogli, ideale per un tuffo rinfrescante, e nelle vicinanze la spiaggia del Nacché13.
Storia e tradizioni: Monesteroli era abitato da viticoltori che, in passato, trasportavano a spalla l’uva raccolta lungo i ripidi gradini. Il borgo conserva ancora oggi questa impronta agricola, con filari di vigneti visibili lungo il percorso13.
Curiosità
Isolamento: L’accesso quasi esclusivamente pedonale ha mantenuto Monesteroli fuori dai grandi flussi turistici, preservandone l’atmosfera fuori dal tempo24.
Conservazione: La scalinata è stata restaurata nel 2022 e il borgo rientra tra i siti segnalati dal FAI per la loro particolarità e fragilità49.
In sintesi
Monesteroli è un gioiello nascosto della Liguria, perfetto per chi cerca percorsi autentici, panorami mozzafiato e un’esperienza lontana dalle rotte più battute del turismo di massa. La sua scalinata monumentale, la storia contadina e il silenzio assoluto ne fanno una meta unica nel cuore delle Cinque Terre134.
Ecco un elenco di poesie che hanno per tema l’acqua di lago, tratte dalle fonti trovate e particolarmente significative:
“E l’acqua” di Roberto Piumini: parla dell’acqua nella sua trasformazione da sorgente a lago fino al mare con immagini vivide che evocano il movimento e il ciclo perpetuo dell’acqua3.
Estratti di poesie con riferimenti al lago da vari autori citati in un’antologia di frasi e poesze sul lago:
Umberto Saba: “Piccolo lago in mezzo ai monti – il giorno… le calde mucche bevono ai tuoi orli; a notte specchi le stelle – mi sento oggi in un brivido la tua chiarezza.”
Vittorio Sereni, Sergej A. Esenin, Giuseppi Ungaretti, Georg Trakl – poesie che esplorano la luce, i riflessi, i suoni e le sensazioni suscitate dall’acqua del lago2.
“Cammino sull’acqua” di Laura Novello: una poesia che descrive l’esperienza di camminare sul terreno allagato da un lago che ha trasbordato, intrecciando la natura con emozioni intime5.
Filastrocche e poesie italiane sull’acqua di vari poeti come Renzo Pezzani, Gabriele D’Annunzio, Giannina Noseda, Bruno Tognolini, che includono descrizioni poetiche dell’acqua che può essere fiume, lago, o sorgente, mettendo in rilievo la sua importanza vitale e il suo aspetto vario e suggestivo1.
In sintesi, molte poesie celebrano l’acqua di lago come elemento di quiete, riflessione, vita e trasformazione, spesso descrivendone i riflessi, i movimenti dolci o ondeggianti, e l’atmosfera naturale che crea. Tra gli autori italiani e stranieri più noti che hanno scritto sul tema del lago vi sono Roberto Piumini, Umberto Saba, Vittorio Sereni e Federico Garcia Lorca (sull’acqua in generale con riferimenti poetici al paesaggio d’acqua)235.
Le poesie italiane più famose che descrivono l’acqua di lago e il suo fascino appartengono a diversi autori, che ne hanno colto la bellezza, la pace, ma anche le sfumature simboliche e emotive. Ecco alcune tra le più rappresentative:
Poeta
Poesia o estratto
Tematica e descrizione dell’acqua di lago
Alessandro Manzoni
I Promessi Sposi (incipit)
Celebre descrizione iniziale del Lago di Como, che introduce uno scenario naturale e storico ricco di fascino e tranquillità1.
Vittorio Sereni
Versi sul lago
Ritrae il lago che si ritira, con immagini di remi infranti e reti strappate, trasmettendo un’atmosfera sospesa fra malinconia e luce estiva12.
Umberto Saba
“Piccolo lago in mezzo ai monti”
L’acqua del lago è uno specchio calmo che riflette il tramonto, esprimendo serenità e introspezione1.
Gabriele D’Annunzio
“Sul lago di Nemi” (Elegie romane)
Poesia simbolista che evoca il fascino misterioso e sensuale delle acque lacustri, con un’atmosfera evocativa e decadente6.
Giuseppe Ungaretti
Versi sul nuoto “in un lago infinite promesse”
Immagini di speranza e promessa racchiuse nella calma e profondità dell’acqua di lago1.
Girolamo Comi
“Intraducibili sono i tuoi splendori”
Il lago è celebrato per i suoi splendidi riflessi, in un versante simbolista e decadente6.
Federico Garcia Lorca (spagnolo ma molto tradotto e apprezzato in Italia)
“Mattino”
Anche se non specifico per il lago, celebra l’acqua come “linfa profonda” che spande armonia, evocando paesaggi d’acqua simili a quelli lacustri4.
Queste poesie mostrano come il lago venga descritto con immagini ricche di colori, riflessi, silenzi, e talvolta di inquietudine o nostalgia. La sua acqua calma, specchio e vita, ispira poetiche meditazioni sul tempo, l’amore, la natura e la memoria126.
I poeti hanno rappresentato le emozioni legate ai laghi spesso attraverso una profonda connessione tra natura e interiorità, mettendo in luce come il paesaggio lacustre diventi specchio dell’anima e fonte di ispirazione spirituale e sentimentale.
Nei Lake Poets inglesi (Wordsworth, Coleridge e Southey), il lago è simbolo di una natura amica e vivificante, capace di infondere gioia, pace, e riflessione profonda. Wordsworth, per esempio, in “I Wandered Lonely as a Cloud”, coglie la felicità e la serenità che la vista del lago e dei suoi dintorni trasmettono al poeta, rappresentando l’acqua e il paesaggio come legami tra spirito e universo12.
In Italia, poeti come Vittorio Sereni usano il lago come metafora della calma e di sentimenti sottili e malinconici. Il lago, specialmente in inverno, diventa un luogo di riflessione silenziosa e di meditazione interiore, dove le emozioni si manifestano attraverso immagini di luce, trasparenze e ritiri delle acque35.
Poeti contemporanei come Emanuele Martignoni, che ha legami profondi con il lago, raccontano l’aspettativa e la magia dei colori sempre mutevoli del lago, che emozionano e accompagnano la vita quotidiana. La poesia nasce da sensazioni immediate, intrecciando natura e sentimenti in forme espressive varie, che possono essere essenziali o più articolate. Il lago, per lui, è un compagno di crescita e di vita, emotivamente imprescindibile3.
Nella poesia più meditativa, come negli haiku di Luigi Oldani, l’acqua e il lago evocano uno sguardo capace di dimorare nella quiete, facendo emergere un legame tra ciò che si vede e l’invisibile emozione che suscita, tra la corporeità della natura e la sua profondità impalpabile4.
In sintesi, i laghi nella poesia rappresentano un luogo di contatto tra natura e anima, dove si riflettono emozioni di gioia, pace, malinconia, attesa e ispirazione; l’acqua di lago diventa metafora del fluire della vita, della memoria e di stati d’animo complessi, sempre mediati dalla trasformazione luminosa e mutevole del paesaggio.
Questa rappresentazione è particolarmente forte e diffusa nella tradizione romantica e nella poesia contemporanea che coltiva l’intimità del rapporto tra uomo e natura lacustre come fonte inesauribile di stimolo emotivo e riflessivo.