a: da classificare

Così dolce, l’aria … di Gabriella Baracchi

Così dolce, l’aria
Così sereno, il cielo
che penseresti: – Per sempre

di Gabriella Baracchi,
in POETI A COMO, a cura di Vincenzo Guarracino

Rose

Rosa: scheda a cura di agraria.org

Piante da vaso: Rosa, Rose botaniche, Vecchie Rose, Ibridi di Tea, Ibridi di Floribunda, Rose a cespuglio moderne, Rose rampicanti e sarmentose, Rose in miniatura, Rose prostrate, Rose per le siepi, Rose piangenti.

Patate

Patata Solanum tuberosum L.: scheda a cura di agraria.org

vai a: Patata Solanum tuberosum L. – Piante da tubero e orticole – Coltivazioni erbacee.

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Ville del Lario situate nel ramo a sud

Ville del lario.

Lezzeno · NESSO · Strada Regia

La Strada Regia da Nesso a Lezzeno

vai a: La Strada Regia da Nesso a Lezzeno.

NESSO · Pognana

La Strada Regia, da Pognana Lario a Nesso

vai a 

La Strada Regia da Pognana Lario a Nesso.

Faggeto · MAPPE · Pognana · Strada Regia · Torno

Strada Regia, da Torno a Pognana Lario

vai a: Strada Regia, da Torno a Pognana Lario.

Passeggiate · Sentieri e Genius Loci

Lago di Como: le passeggiate di passolento (ora: blog-helis.blogspot.it) nel territorio del Lago di Como

Il sito di  passolento si è trasferito qui:

http://blog-helis.blogspot.it/

altre guide segnalano passeggiate nel territorio delLago di Como

per esempio: http://digilander.libero.it/felice/Itinerari.htm

 

le passeggiate di passolento (>> leggere le avvertenze)  

primavera vien danzando..


NOVITA’ INDICE DELLA GUIDA
è uscita la guida:
Per sentieri
con passolento.it

Formato 15 x 23
4 colori, 146 pag.

Acquistabile online sul sito:
ilmiolibro.it

e nelle librerie:
• MONTI in CITTA’,
Via Monte Nero 15 (MI)
• L’INCONTRO
Via Piana 45 (zona Certosa/Portello)
• HOEPLI
Via Hoepli 5 (MI)
• IL MIO LIBRO
Via Sannio 18 (MI-zona P.ta Romana)
• FELTRINELLI

Programma escursioni 2012:

link utili

cerca le MAPPE delle località:
http://maps.google.it/maps

Info su trasporti pubblici:
www.trasporti.regione.lombardia.it
(trasporti in Lombardia)

vai ai siti cercarifugi:
www.rifugi-bivacchi.com

www.rifugi.lombardia.it
www.diska.it/rifugi

le proposte dei lettori 
(vedi avvertenza 3)

• Lenno-Mezzegra-Viano-Tremezzo
• Engadina: Sils – Wasserweg (6 laghetti)
nel mondo delle Grigne:
• dai Piani Resinelli al Rifugio Rosalba
• da Cainallo al Rif. Brioschi (Grignone)
• Orobie: weekend in Valbondione
• ciaspolata all’Alpe Granda
• Valle dei Ratti


volontariato a Milano:
italiano per stranieri
bosco in città

  Lago di Como
• Torno-Piazzaga-Monte Piatto
• Como – Brunate – Faggeto Lario
• Cernobbio – rifugio Bugone
• Moltrasio-Tosnacco – rifugio Bugone
• Moltrasio – Monti di Urio
• Brienno – Pian d’Erba
• San Lucio (tra Menaggio e Porlezza)
• Val Perlana-rifugio Boffalora 
• Ossuccio – Abbazia di San Benedetto (Val Perlana)
• Tremezzo – Monti di Nava
• Val Darengo (alto lago Como)
• Val d’Intelvi: Monte Comana – Sasso Gordona
• Canzo-Corni di Canzo (Sentiero degli spaccasassi)
• Canzo – Monte Rai – terza Alpe
• Valmadrera-rifugio SEV (Corni di Canzo)
• Civate (Lecco) – Abbazia di San Pietro al Monte
• Valmadrera – San Tomaso

• Sentiero del viandante: Lierna – Varenna
• Abbadia Lariana -cascata della Val Monastero-Campelli 
• Dervio – Cascine Pratolungo
 ( new)da: http://www.passolento.it/

passolento: trek, passeggiate, escursioni in Lombardia, Liguria, Val d’Aosta, ….

COATESA: frazione di Nesso · GEOGRAFIA · Lago · Monti · Passeggiate · Sentieri e Genius Loci

Strade e sentieri nei paesi sulle rive del Lario, Tratto da LAGO DI COMO, LARIO: sogni e storie d’acqua, Cattaneo editore 2006/2009, pagg. 46, 47

La struttura urbanistica delle frazioni dei paesi del lago di Como si è andata formando attraverso schemi fissi, dipendenti dalla geografia dei luoghi.

Gli inizi di insediamento erano possibili solo dove c’era uno spazio (anche minimo) fra lago e monti. Ciò si verificava allo sbocco dei torrenti, sui piccoli coni detritici, quasi sempre preceduti da gole più o meno “orride”: Nesso, Argegno, Menaggio, Bellano, Dervio … Una volta trovato il luogo, il borgo poteva strutturarsi.

A lago c’era il quartiere dei pescatori e dei barcaioli, con il porticciolo e le rive, dove stendere le reti, i portici sotto cui depositare le merci.

Dal porto venivano create una serie di viuzze che risalivano verso il paese vero e proprio, con la chiesa, talvolta il palazzo-castello del signore locale, le case dei commercianti.

Più sopra, la strada / mulattiera di comunicazione orizzontale con i paesi vicini, lungo la quale si trovavano osterie, locande o crotti.

Infine, altre mulattiere verticali collegavano il centro principale ai monti, lungo i versanti delle montagne, che erano abitati per periodi più o meno lunghi a seconda delle necessità.

Di solito sui primi versanti sopra i paesi venivano coltivati l’ulivo e la vite, gli orti, e i campicelli per le esigenze alimentari..

Salendo ancora cominciavano i boschi (di castagno soprattutto) che fornivano prodotti per la sopravvivenza alimentare: castagne per la farina, legname da costruzione, foglie per le lettiere degli animali, ricci e legna per il camino.

Sopra il bosco c’erano i prati ed infine i pascoli per l’allevamento delle mucche, buoi e capre.

Tratto da LAGO DI COMO, LARIO: sogni e storie d’acqua, Cattaneo editore 2006/2009, pagg. 46, 47

 

Mappa tratta da Albano Marcarini LA STRADA REGIA a piedi da Como a Bellagio, Lyasis edizioni, Sondrio 2007

ORTO: lavori, cure, manutenzione · Rose · talee

come fare talee di rose, da giardinaggio.it

come fare talee di rose

vai a: come fare talee di rose.

Chat Noir

Luciana racconta la storia di CHAT NOIR, agosto 2012

“Lo volete un cucciolo di gatto?” Angela sta ascoltando una signora di mezz’età, intenta a descrivere il ritrovamento di un gattino nel cortile della sua abitazione. Angela da poco ha saputo che Noelle  non c’è più.

“Di che colore è?”, chiedo, già con un piccolo senso di colpa per la discriminazione preventiva.

“Nero” risponde la signora.

“Mi spiace, accetterei solo se fosse bianco. Abbiamo già tre gatti, di cui uno bianco e nero e lo cerchiamo più o meno come lei” insisto, mostrandole la gatta della custode assai simile, anche se meno bella, alla nostra Noelle.

Ci sono ferite che faticano a rimarginarsi e Noelle è una di queste.

Quindici giorni dopo, ad Amaltea. “Paolo, vieni a vedere, mi sembra ci sia un gatto nuovo, ma è strano, ha qualcosa sulla schiena …” In altro frangente il marito mi avrebbe risposto malamente, occupato com’era nel trasportare secchi di terra da un piano all’altro per sistemare il mio orto  verde. Ma alla parola gatto, molla tutto e arriva ad ispezionare.

L’esemplare felino ci dà le spalle e mangia voracemente dalle ciotole ciò che resta degli avanzi dei suoi simili. “E’ come se fosse caduto in un secchio di colla, guarda come sono dure queste ciocche” dico,  mentre osservo l’incredibile dorso del magrissimo gatto che continua a divorare crocchette. Un qualsiasi adolescente affezionato alla moda rasta-punk o nostalgico dei tempi di Grease avrebbe ammirato la quindicina di piramidi di altezza e larghezza variabile che costellavano l’ossuta schiena.

Paolo tocca il pelo,  cercando di dipanare le marmoree matasse  “Non credo sia colla”. “Forse cemento? Magari è caduto in una betoniera di qualche lavoro in corso” ipotizzo.

Il gatto non mostra paura,  anzi fa le fusa e si fa volentieri prendere in braccio. “E’ come se fosse forfora … dammi lo spazzolino” chiede Paolo. Inizia un trattamento piuttosto rude. Paolo cerca di passare la spazzola fra il pelo e, come risultato, volano ovunque piccole ciocche rapprese. A questo punto, fra un colpo di spazzola e dieci strappi con le dita, alcuni groppi abbandonano la loro sede e si depositano ai nostri piedi. Con doviziosa osservazione Paolo disfa le matassine strappate e conferma non essere né colla né tantomeno cemento. Il gatto, imperturbabile, inizia a starnutire spargendosi denso muco giallo sul musetto, che immediatamente pulisce con veloci leccate. “Mah, lasciamogli da mangiare, un po’ di pelo malato è stato tolto, vedremo se la prossima settimana sarà ancora qui”.

Cinque giorni dopo, nel nostro appartamento  in città. Arrivo alle 18,15 stravolta dal caldo e dal viaggio e, varcata la soglia di casa, nell’anticamera vedo piazzati lettiera di Miciù, ciotola del cibo e scodella dell’acqua. Un déjà vu che risale all’arrivo di Noelle. Paolo mi accoglie  con un sorriso trionfante “Abbiamo ospiti”. So già di  chi si tratta. “Sai,  mi ha detto Assunta che era andata a dare da mangiare a Luna e Silvestro e lo ha visto letteralmente massacrare di botte non appena ha osato avvicinarsi anche lui alle ciotole, ma non da Luna. Da Silvestro. E a questo punto ho preso la decisione. Ho fissato l’appuntamento col veterinario e l’ho portato giù. E’ stato bravissimo durante il trasporto e anche adesso è di là in bagno accucciato in una scatola buono buono”.

Questo l’inizio della storia con Chat Noir, poiché non volevo – non volevamo – un altro gatto per non turbare la vecchia Miciù e l’unica condizione che ci avrebbe smosso da questa intenzione era solo quella di un gatto bianco pezzato come Noelle.

E infatti, coerentissimi, adesso ci siamo innamorati di  Chat Noir.

Il periodo cittadino è durato circa 40 giorni, una vera e  propria quarantena, segregato nel bagno, sottoposto a cure antibiotiche per il problema respiratorio e spazzolato accuratamente per togliere le orribili creste di cui la veterinaria non ci ha fornito un’esaustiva spiegazione “Ci sono gatti che se non vengono costantemente spazzolati diventano così”.

Sottoposto a tutti i controlli  del caso, si è rivelato negativo alle più temibili malattie che probabilmente ci avrebbe costretti a sopprimerlo. L’età approssimativa di tre anni è stata diagnosticata previo accertamento dentario, accanto alla comunicazione che gli mancano i denti davanti probabilmente a causa di una infanzia di deprivazione e malnutrizione. Il che gli conferisce un aspetto “draculiano” che non ha mancato di manifestare improvvisamente e proprio con me.

Sarà che sono la prima ad alzarsi in casa, sarà che a un certo punto Chat Noir si è sentito meglio in salute, sarà che forse la porta chiusa del bagno iniziava ad andargli stretta, è successo che un mattino, curva sul lavandino per le abluzioni di inizio giornata a un certo punto mi sono sentita afferrare il polpaccio con unghie e denti, soffi e attacchi ripetuti. Pochi minuti prima Chat Noir si era fatto spazzolare, mi era salito sulle ginocchia mentre sedevo sul water ed era ricco di fusa ed effusioni.

Mentre tampono e disinfetto le piccole ma dolorose e sanguinanti lacerazioni tento di capire dove avessi sbagliato. “Adesso non pretenderai di abbandonarlo perché ti ha graffiato, lo vedi il destino dei gatti neri…” è stato il primissimo commento di Paolo alla mia richiesta di sua presenza mentre mi lavo,  poiché a Chat Noir questo gioco piace moltissimo. “Disinfettati, non mi sembra poi così grave” continua, mentre coccola Chat Noir che, sul suo grembo, ha ripreso a fare le fusa.

Così è Chat Noir. Coccolone, tenerissimo per 60 secondi e poi scatenato, mordace e agguerrito finchè non riesci a liberarti di lui. Dopo tre mesi di convivenza abbiamo capito che questo è il suo carattere.

Ora è qui ad Amaltea. Sterilizzato, ingrassato, col pelo lucente. Ha capito perfettamente che è un bel luogo per vivere, cerca di difendere il territorio che ritiene di suo diritto nonostante sia l’ultimo arrivato e direi che ci riesce piuttosto bene. Come sempre l’unica a perderci è la povera Miciù, verso la quale mostra un comportamento di totale intolleranza.

Guardo Chat Noir e penso a Noelle.

I due hanno qualcosa in comune, a dispetto delle diversità di atteggiamenti. Infatti Noelle non amava affatto stare in braccio, rifuggiva ogni contatto, salvo qualche sporadica concessione nei brevi tratti in cui si concedeva al sonno. Chat Noir ha lo stesso temperamento insonne. Praticamente è sempre con un occhio aperto pure lui, ma mentre Noelle era visibile, con quel suo biancore spaparanzato sull’erba o sul cuscino di casa,

Chat Noir  è infido, nascosto sotto il tavolo, o nei cespugli o in anfratti impossibili. Grazie a lui non devo più cercare di scopare sotto i mobili, perché mi rende un insostituibile servizio di pulizia di ragnatele. Contemporaneamente occulta oggetti più o meno preziosi nei rifugi trovati, dalle calze che Paolo ama lasciare sparse, ai tondi flaconi di liquido antizanzare, agli occhiali o matite, o fili elettrici o accessori del computer.

Noelle era bianca con macchie grigie e arancio. Chat Noir è nero ma ha una lacrima bianca sul petto e una striscia orizzontale sulla pancia che si intravede quando si stira, rivelando così un morbido sottopelo che in alcuni punti è stranamente chiaro.

Tutti e due sono apparsi improvvisamente nel nostro giardino mostrando profondo attaccamento ad uno spazio che non viene mai abbandonato. Come Noelle, Chat Noir è il primo che si presenta quando al  mattino alzo le tapparelle e come lei mangia tantissimo, pronto a fare da spazzino ai rimasugli che trova e pronto ad alzarsi al passaggio di ogni umano, sperando in qualcosa di buono. Come Noelle ha ricevuto un nome francese, forse perché quando un gatto arriva senza essere scelto ti affidi ad elementi temporali o di fisionomia, colorandoli con un po’ di esotismo. Noelle era stata trovata pochi giorni prima di Natale e Chat Noir era troppo inverosimile nell’aspetto per meritare un nome complimentoso.

Non volevamo un gatto nero ed ora, tutti e due, stupidoni sentimentali, sfidiamo il sangue pur di stampargli un bacio sulla testa. Che gli piace molto, e forse per questo, nella sua gratitudine, suggella l’amicizia con incontri molto, molto ravvicinati all’intimità della carne.

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Estate · FOTOGRAFIE · NESSO

Segni della vita; fotografie di Masha Corabi, Vista questa sera. La mostra sarà aperta il mattino dalle 10 alle 12, la sera dalle 20 alle 22 dal 6 al 19 agosto 2012 (chiusa il 15 agosto) , da Newsletter NodoLibri 6/8

Segni della vita
Da lunedì 6 agosto – Nesso

Dal 6 al 19 agosto si tiene presso la sala consiliare del Comune di Nesso la mostra “Segni della vita”: una serie di fotografie di Masha Corabi.

Le intense fotografie presentate in questa mostra raccolgono ritratti di persone che vivono a Nesso e Careno, persone che nei loro anni hanno conosciuto esistenze diverse, hanno svolto mestieri diversi, hanno visto cose diverse. Ma tutte concorrono a comporre oggi il ritratto di una comunità. Leggere i molti aspetti di questa comunità sui loro volti di persone anziane significa avere la misura, al di là di ogni possibile dubbio, della complessità e della ricchezza della vita, presente e passata, del paese. Non c’è una vicenda che possa sovrapporsi a un’altra, esattamente come non c’è, su questi volti, un segno uguale a un altro; eppure tutti partecipano delle stesse vicende complessive.

Bisogna sforzarsi di individuare i tratti personali e di riconoscere le caratteristiche comuni. Bisogna, cioè, non limitarsi a guardare i volti di queste donne e questi uomini come generiche comparse di una messa in scena qualsiasi, ma metterli a fuoco come protagonisti di una ben precisa narrazione. Questi volti significano nomi, soprannomi, incontri, relazioni, racconti

Masha Corabi, autrice delle fotografie, è nata in Unione Sovietica; vive in Italia dal 1990 e dal 1996 risiede a Nesso. Appassionata di fotografia digitale da cinque anni, ha pubblicato immagini di still-life e architettura, ma la sua vera passione sono i ritratti e il reportage. Nel 2010-2011 ha partecipato con un’opera raffigurante le mani di un cittadino di Nesso al concorso fotografico “Confini” a Como.

La mostra sarà aperta il mattino dalle 10 alle 12, la sera dalle 20 alle 22 (chiusa il 15 agosto)