certo la mia malattia e post malattia è diversa dalla tua. per esempio: non c’è il dolore
ma la SITUAZIONE è la stessa: quella di adattarsi soggettivamente alla condizione oggettiva
mi aiuta molto internet, che mi tiene collegato al mondo. ma anche la lettura che è probabilmente il mio karma da quando ero bambino
non entrare più in un’aula universitaria, sciorinare sul tavolo (davanti agli occhi attoniti di studentesse e studenti) la decina di libri che uso per ogni unità didattica, argomentare sui lucidi proiettati sulla parete, dire cosa voglio dire, dirlo, ripetere quello che ho detto … sono tutti gesti che mi mancheranno
per ora ho dato le dimissioni da un corso (quello di ***). per *** sarà più difficile. perchè creo loro grossi problemi organizzativi. qui vedremo se saranno possibili aggiustamenti
sulla eredità che hai lasciato con i *** : è in buone mani (pensa che ho scoperto che*** è stata una mia allieva alla fine degli anni 80 a milano) : la cooperativa sociale *** è fra le più interessanti e “colte” cooperative che mi è capitato di conoscere.
anche questo è oggettività: le cose cambiano. anche nelle istituzioni: qui la transizione è dalla cultura del volontariato alla cultura della cooperativa (che una cultura del LAVORO, non del tempo gratuito disponibile ai bisogni)
grazie per il tuo messaggio e per la chiaccherata al ritmo di “scripta manent”
Siamo arrivati a giovedì, oggi paolo ha fatto la risonanza (un’ora dentro il tunnel) ed ha vinto il timore claustrofobico concentrandosi sulsentiero di amaltea(E’ UNA TECNICA VERA E PROPRIA DA BREVETTARE !)(a un certo punto gli hanno detto che doveva stare senza respirare per un minuto). Era molto soddisfatto di sè. Adesso che può alzarsi, mi ha dato dimostrazione anche della discesa e salita di una rampa di scale, fatta con la giusta lentezza.
Non sa ancora quando lo dimetteranno, ma non manca certo molto. Non si è nemmeno sicuri di quanto tempo ci vorrà per il secondo intervento, poichè devono fare valutazioni sull’andamento reattivo dell’arteria principale. Potrebbe essere anche fra 4- 5 mesi.
Sarà inserito in un programma di follow-up (attivo in tutte le cardiologie) che gli darà la scansione dei tempi di tutti gli esami di controllo. Insomma, pur potendo tornare a una vita relativamente tranquilla, dovrà essere monitorato nel tempo.
La vicenda singolare è che ha finito di scrivere il libro pochi giorni prima di pasqua e proprio oggi, alla vigilia della dimissione, è arrivata via mail la bozza con le correzioni per la stampa.
E’ come se anche la sua opera avesse rifiutato di essere “ultima”!QUESTO L’HO PROPRIO PENSATO ANCH’IO!
Io sto bene, sono un po’ stanca e un po’ scissa fra la vita normale e questa vicenda. Devo abituarmi anch’io ai nuovi ritmi e alla nuova organizzazione che ci sarà per le regole che gli verranno consegnate al momento della dimissione.(Vedrai cHe CI riuscirai e insieme troverete nuovi ritmi, farete nuove scelte piu’ selezionate, purtroppo anche qualche rinuncia, ma verra’ naturale…subito compensata da una maggiore tranquillita’ psicologica del vs. quotidiano……gia’ cosi’ tanto ricco di cose essenziali, come l’amore, la capacita’ di elaborare questa esperienza sia dentro di voi ma poi ….per tutti noi….che stiamo vivendo insieme …”.quasi in diretta”QUESTO VS. NUOVO PERCORSO…..)
«È la prima volta per me e sento una forte emozione». Ha esordito così il sindaco Mario Lucini ieri mattina a Villa Olmo per la cerimonia di consegna della massima onorificenza cittadina, l’Abbondino d’oro.
Sono andati al professor Giorgio Luraschi, a Carlo Ferrario e a Giorgio Cavalleri gli Abbondini d’Oro 2012, la massima onorificenza cittadina assegnata questa mattina a Villa Olmo. Per la prima volta il premio è stato tributato alla memoria, l’onore è toccato a Giorgio Luraschi, professore di Storia del Diritto Romano e fondatore della Facoltà di Giurisprudenza a Como.
L’Abbondino premia quei cittadini che in qualsiasi modo abbiano giovato a Como, sia rendendone più alto il prestigio attraverso la loro virtù sia servendone con disinteressata dedizione le singole istituzioni.
Albo Abbondini d’Oro
1984 Giuseppe Butti, Piero Caldirola, Clotilde Cavalleri, Maria Azzi Grimaldi, Virgilio Mattiroli, padre Giovanni Battista Pigato;
1985 Ezio Chicchiarelli, Luigi Palma, Piero Collina, Augusto Protti, Mario Radice;
1986 A.V.I.S, Guido Bruno, Mario Martinelli, Nedda Mieli Grassi, Edoardo Nava;
1987 Carla Porta Musa, Antonio Ratti, Giordano Azzi, mons. Carlo Castelli;
1992 Bruno Amoletti, Bruna Cantoni, don Aldo Fortunato, Padri Somaschi “Collegio Gallio”, Paolo Maggi, Giusto Perretta;
1993 Graziella Lupo, Giovanni Corrado, Giuseppe Veca, mons. Ilario Cecconi, Associazione Carducci, Michele Moretti, Ico Parisi;
1994 Lino Gelpi, Mario Beretta, suor Onorata Cesana;
1995 Gisella Azzi, don Luigi Galli, fratel Luigi Brenna, Maria Pia Ratti, Antonio Spallino;
1996 Pietro Orefice, Enrico Rossi, Carla Bignami, Piercesare Bordoli, Società Ginnastica Comense 1872;
1997 Piccola Casa Federico Ozanam, Associazione Nazionale Alpini;
In prossimità dei festeggiamenti per i trentacinque anni del Centro donatori del tempo di Como, l’associazione di volontariato fondata da pionieristici personaggi come Carla Bignamie gli altri dalla medesima descritta nell’intervista a Muoversi Insieme di due anni fa, in analogo periodo. Il prossimo 21 settembre ricorre infatti la diciannovesima Giornata mondiale dell’Alzheimer, di un anno più giovane rispetto al Gruppo di Reciproco Aiuto per la Malattia di Alzheimer (che in sigla suona come “il leggendario sacro calice Graal, capace di curare tutte le malattie”, scrive l’autrice in altra pubblicazione), dedicato alla malattia che ruba la memoria dall’importante organizzazione comasca.
Tre anniversari in uno, in sostanza, andavano adeguatamente ricordati, a beneficio soprattutto di quelle famiglie colpite dall’improvviso ingresso della sofferenza nella propria quotidianità. In particolare, il libro di Luciana, psicologa specializzata in gerontologia, volontaria per il Centro comasco dal 1996
le poesie recitate da PIERO MAZZARELLA, sono tratte da:
GISELLA AZZI, Tutt i canzunett al ciaar e al scuur. Poesie in dialetto comasco e milanese, edizioni della Famiglia Comasca, Natale 1993
Questo audio è reso disponibile agli interessati ascoltatori nel quadro della “cultura della condivisione”, favorita da internet.
Se i titolari del diritto di autore non fossero d’accordo per la sua diffusione lo toglierò e farà solo parte della mia audioteca di memoria.
Grazie per la importante occasione di ricordo e riflessione.
Paolo Ferrario
ciao Paolo,
grazie per il prezioso salvataggio. Quando ho visto accostati il long playing di Gisella e la “caramella chiavetta” ho sentito anche fisicamente
il radicale cambiamento avvenuto e la facilitazione che l’era attuale ci offre.
Come abbiamo detto a Luciana, tua piacevole ambasciatrice, abbiamo avuto il privilegio di conoscenze e amicizie davvero speciali, indelebili.
Ora sono felice che tu con la tua passione hai riportato in primo piano le persone straordinarie di Gisella e di Piero Mazzarella per chi non li ha potuti gustare
nei loro anni ruggenti.
grazie infinite, ancora
per il dono di queste tracce che ora sono recuperate dall’insulto della dimenticanza o della privatezza dei collezionisti