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TartaRugosa ha letto e scritto di: Georges Perec (2011), Tentativo di esaurimento di un luogo parigino, Libri Piccoli Voland, A cura di Alberto Lecaldano

TartaRugosa ha letto e scritto di:

Georges Perec (2011)

TENTATIVI DI ESAURIMENTO DI UN LUOGO PARIGINO, editore Libri piccoli Voland)

a cura di Alberto Lecaldano

Il progetto avrebbe dovuto durare dodici anni, ma non si concluse.

L’idea, secondo Perec, era di osservare piazza Saint-Sulpice in diversi momenti della giornata e di prendere nota di tutto quello che vedeva.

O meglio “…quello che generalmente non si nota, quello che non si osserva, quello che non ha importanza: quello che succede quando non succede nulla, se non lo scorrere del tempo, delle persone, delle auto e delle nuvole”.

Il tentativo dura tre giorni.

Questa idea è entusiasmante. Finalmente un punto di connessione tra uomo e rettile.

Anch’io passo lunghe ore ad osservare ciò che accade, ma, a differenza di Perec, il tentativo non si esaurisce in tre giorni. Per me dura almeno sei mesi all’anno.

Alterno le visioni di Georges con le mie.

Place Saint-Sulpice

6° Arrondissement, Parigi

18, 19, 20 ottobre 1974

Largo del Ciliegio

Alla sommità della prima proda dell’orto

La prima settimana di primavera 2012

18 ottobre

Patate all’ingrosso

Da un pullman di turisti un giapponese sembra che mi faccia una fotografia. Un anziano signore con la sua mezza baguette, una signora con un pacchetto di dolci a forma di piccola piramide

L’86 va a Saint-Mandé (non gira in Rue Bonaparte, ma prende Rue di Vieux-Colombier)

Il 63 va a Porte dela Muette

21 marzo

Foglie secche

Formiche indaffarate raccolgono briciole

Sul tavolino sotto il ciliegio siedono un uomo e una donna

Zampe bianche e nere

Un miagolio e un lembo di bresaola cade vicino al gatto

Un merlo scava nella terra smossa

Alcuni inciampano. Microincidenti.

Un 96 passa. Un 70 passa.

E’ l’una e venti

Ritorno (probabile) di persone già viste: un ragazzo con un giaccone blu marina che porta in mano una busta di plastica passa di nuovo davanti al caffè

Un 86 passa. Un 86 passa. Un 63 passa.

Il caffè è pieno

Un bambino fa correre il suo cane (tipo Milou) sullo sterrato

E’ l’una e trenta

Sulla sedia sono appoggiati un gilet di panno rosso e un maglione (di cotone) turchese. Penzolano anche un paio di calzettoni (di lana) a righe colorate.

C’è il sole.

Il ciliegio inizia a fiorire.

Zampe marroni. Un piccolo ragno si arrampica sul telo che copre la proda dell’orto

Una buccia di mela golden e un torsolo di pera kaiser. Per me.

Striscia un verme rosa. Probabilmente un lombrico.

Il vento fa muovere le foglie degli alberi

Un 70.

Sono le tredici e cinquanta.

Trasporti SNCF

Le persone del funerale sono entrate nella chiesa

Sono le due e quaranta. Un uomo con il secchio pieno di terra.

Una donna che scopa la piattaforma di pietra e raccoglie le foglie.

Un gatto che dorme con il muso appoggiato fra le zampe anteriori.

Due formiche si contendono una briciola.

Cinguettii di pettirosso che arrivano da lontano.

Calore del sole alto in mezzo al cielo. Sonnecchio.

Ho visto ancora autobus, taxi, auto private, pullman turistici, camion e camioncini, biciclette, motorini, vespe, moto, un triciclo delle poste, una moto-scuola, un’auto-scuola, donne eleganti, vecchi belli, vecchie coppie, gruppi di bambini, persone con borse, con borselli, con valige, con cani, con pipe, con ombrelli, con la pancia, vecchie rugose, vecchi cretini, giovani cretini, dei bighelloni, dei fattorini, degli imbronciati, dei chiacchieroni.

Ritorna l’uomo con un altro secchio pieno di terra.

Passano, in ordine di apparizione, formiche, moscerini, una larva che fuoriesce dalla terra, un merlo che cerca la larva.

Mi sposto di circa dieci centimetri per gustare la buccia della mela.

Ritorna l’uomo con un secchio pieno di terra. E’ il terzo giro.

La donna si riposa sulla sedia e scrive su un grosso quaderno.

Il gatto se n’è andato all’ombra.

19 ottobre

Molte cose non sono cambiate, apparentemente non si sono mosse (le lettere, i simboli, la fontana, lo sterrato, le panchine, la chiesa, ecc.); io stesso mi sono seduto alla stessa tavola.

24 marzo

Sempre sotto il ciliegio, ma sulla pietra.

Una vanga, un rastrello, un secchio di plastica di colore rosso.

Teli di plastica grigia sulle prode.

Dalle pietre spuntano ciuffi di erba. Passano le solite formiche, ma non ci sono più le briciole.

Una donna sposta vasi di cotto con dentro alcune piante grasse.

Un cumulo di erba sradicata.

Ieri, c’era sul marciapiede, proprio davanti al mio tavolino, un biglietto della metropolitana; oggi, ma non è detto che sia nello stesso posto, c’è l’involucro di una caramella (cellophane) e un pezzo di carta difficilmente riconoscibile (più o meno grande come una scatola di “Parisiennes” ma di un blu molto più chiaro).

Sotto il tavolino tre pigne, una scatola contenente concime. Fito Universale. Liquido. Una lucertola senza coda.

Sono le tre. Il cielo è sereno e il sole caldo.

Sul tavolino una macchina fotografica, una bottiglia da 50 ml di plastica. Vuota.

I piccioni sono quasi immobili. E’ piuttosto difficile contarli (200 forse); parecchi sono accovacciati, le zampe ripiegate. E’ l’ora delle pulizie (con il becco, si spulciano il gozzo e le ali); alcuni sono appollaiati sul bordo della terza vasca della fontana. Alcuni persone escono dalla chiesa.

Due gatti sono distesi a 30 cm di distanza. Uno si lecca le zampe. L’altra si passa la zampa destra dietro l’orecchio destro.

Uno sbadiglia. L’altra punta una lucertola con la coda.

E ancora: perché due suore sono più interessanti di due altri passanti qualsiasi?

Dove sono finiti l’uomo e la donna che lavorano la terra?

Un pullman. Giapponesi.

Alcuni individui si riuniscono davanti a Saint-Sulpice.

Intravedo in alto sulle scale un uomo che scopa (è il sagrestano?).

Passa un uomo con un barattolo di Ripolin

Persone persone automobili

Una anziana signora con un bel soprabito impermeabile tipo Sherlock Holmes

La folla è compatta, non c’è quasi più un attimo di calma

Arriva una donna con un contenitore di plastica verde.

Lo vuota.

Bucce di arancia, foglie di carciofi, gambi di insalata. Foglie marce di catalogna. Bucce di patate. Buccia annerita di banana.

Buccia di mela Golden con torsolo annesso. Per me. (Finalmente)

Arriva un uomo con il solito secchio pieno di terra. A questo punto ho perso il conto dei viaggi.

20 ottobre

Passa una signora elegante che tiene, con gli steli in alto, un grande mazzo di fiori.

Passa un 63

Passa una ragazzina che porta due grandi sacchetti della spesa

Un uccello viene a posarsi in cima a un lampione

E’ mezzogiorno

Temporale

Passa un 63

25 marzo

Sul corridoio che porta verso l’orto.

Sono le tredici. In realtà sarebbe mezzogiorno.

Nuvoloso. Sole nascosto e aria un po’ fredda.

Rosmarino. Cespuglio di rose. Lavanda potata. Rosmarino. Cespuglio di rose.

Piccola montagnetta.

Ciuffi di erba. Foglie di tarassaco. Buone.

Progetto di una classificazione di ombrelli secondo le loro forme, i loro modi di funzionare, i loro colori, i loro materiali …

Da una sporta escono delle verdure

Passa un 96

Progetto di lauto pranzo per il mese prossimo: trifoglio, fiori di tarassaco, foglie di malva.

Magari ci scappa qualche lumachetta.

Il vento fa cadere la pioggia che si era accumulata sulla tenda del caffè: scrosci d’acqua

Il cielo è nuvoloso. Scende qualche goccia sparsa.

Forse è giorno di doccia.

Zampe bianche e nere mi sorpassano.

Ha già smesso di piovere.

Un uomo con il braccio sinistro ingessato

Un 63 che eccezionalmente si ferma all’angolo di rue des Canettes per far scendere una coppia di persone anziane

Un taxi DS di colore verde

Sono le diciassette.

E’ tornato il sole.

Un uomo e una donna camminano in fila indiana.

Si fermano davanti al pero. Guardano i fiori bianchi.

Alcune formiche. Due lucertole. Una canna dell’acqua. Tre innaffiatoi.

Il 63

Sono le due meno cinque

I piccioni sono sullo sterrato. Si alzano in volo tutti insieme.

Quattro bambini. Un cane. Un piccolo raggio di sole. Il 96. Sono le due

Sono le diciotto. Sarebbero le diciassette.

Profumo di rosmarino. Un uomo e una donna scendono le scale. Una gatta li segue.

Il ciliegio è tutto fiorito.

E’ ora di andare a dormire. Due lucertole mi tagliano la strada.

L’aria è calda. E’ stata una bella giornata.

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Gatti

Thomas Stearns Eliot, Il nome dei gatti – nella traduzione di Massimo Bacigalupo in IL SERMONE DEL FUOCO, Corriere della sera, 2012

Dare un nome a un gatto è una faccenda particolare,
Tutt’altro che uno sport da incompetenti;

Penserete che io sia matto da legare
Se vi dico che un gatto ha TRE NOMI DIFFERENTI.

Primo, il nome che la famiglia usa di solito,
Come Pietro, Augusto, Gianni o Alonzo,

Come Vittorio o Giona, Baffo o Ippolito:
Tutti nomi comuni d’ogni giorno.

Ci sono nomi più ricercati, con un suono più fine,
Come Platone, Admeto, Elettra, Astolfo,

Sia per i signori che per le signorine:
Però tutti nomi comuni d’ogni giorno.

Ma un gatto ha bisogno di un nome speciale,
Un nome esclusivo, più meritorio,

Altrimenti come potrà la coda inalberare
O sollevare i baffi o compiacere il suo orgoglio?

Di questo tipo di nomi ve ne cito qualcuno,
Come Munkustrap, Quaxo o Caricopatto,

Come Bombalorina, o Jelliloruno:
Nomi che appartengono sempre a un solo gatto.

Ma al di là di questi c’è un nome sottile,
E si tratta del nome che non indovinerete mai;

Il nome che nessuna indagine umana può scoprire:
MA IL GATTO STESSO LO SA, e non rivelerà mai,

Quando vedete un gatto in profonda meditazione,
È sempre, sappiate, per la stessa ragione:

La sua mente è rapita in estatica contemplazione
Del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
Il suo ineffabile effabile
E ffineffabile

Profondo e inscrutabile singolo Nome.

The Naming of Cats

The Naming of Cats is a difficult matter,
It isn’t just one of your holiday games;

You may think at first I’m as mad as a hatter
When I tell you, a cat must have THREE DIFFERENT NAMES.

First of all, there’s the name that the family use daily,
Such as Peter, Augustus, Alonzo or James,

Such as Victor or Jonathan, George or Bill Bailey –
All of them sensible everyday names.

There are fancier names if you think they sound sweeter,
Some for the gentlemen, some for the dames:

Such as Plato, Admetus, Electra, Demeter –
But all of them sensible everyday names.

But I tell you, a cat needs a name that’s particular,
A name that’s peculiar, and more dignified,

Else how can he keep up his tail perpendicular,
Or spread out his whiskers, or cherish his pride?

Of names of this kind, I can give you a quorum,
Such as Munkustrap, Quaxo, or Coricopat,

Such as Bombalurina, or else Jellylorum –
Names that never belong to more than one cat.

But above and beyond there’s still one name left over,
And that is the name that you never will guess;

The name that no human research can discover –
But THE CAT HIMSELF KNOWS, and will never confess.

When you notice a cat in profound meditation,
The reason, I tell you, is always the same:

His mind is engaged in a rapt contemplation
Of the thought, of the thought, of the thought of his name:
His ineffable effable
Eff anineffable

Deep and inscrutable singular Name.

THOMAS S. ELIOT
Dalla raccolta Il sermone di fuoco
Introduzione: Marzio Breda
Curatore: Massimo Bacigalupo

Il nome dei gatti – Corriere.it.

ANIMALI

Nessun animale può essere maltrattato, lo dice la Cassazione, LAV Lega Anti Vivisezione

Nessun animale può essere maltrattato, lo dice la Cassazione

Questo è quanto ha stabilito, ribaltando la sentenza che aveva assolto il titolare del Circo Victor. Noi della LAV lo avevamo denunciato per le condizioni in cui vivevano gli animali utilizzati nei suoi spettacoli. E abbiamo ottenuto una fondamentale sentenza, per loro e per tutti quelli costretti negli zoo, nei laboratori, negli allevamenti. Tutti loro devono essere difesi dai maltrattamenti, al pari di quelli che vivono nelle nostre case. Per anni lo abbiamo sostenuto. Oggi, grazie anche al nostro impegno, una bella pagina è stata scritta nella storia della giustizia!

Gatti che dormono

Gatti che dormono

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ANIMALI

Cambia menù: Sono centinaia di migliaia gli agnellini e i capretti di pochi giorni che ogni anno vengono strappati alle loro madri e portati in tavola per celebrare le festività religiose, LAV

Sono centinaia di migliaia gli agnellini e i capretti di pochi giorni che ogni anno vengono strappati alle loro madri e portati in tavola per celebrare le festività religiose, e che anche quest’anno potranno essere “salvati” da chi sceglierà di cambiare menu e festeggiare la Pasqua con la LAV in modo cruelty free.  Stando agli ultimi dati forniti da Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) in molti diranno no: il consumo domestico di ovicaprini è infatti in calo, e alla “discesa” del consumo di capretto non ha fatto eco alcun significativo aumento dei consumi di agnello.

Il menu vegan proposto dalla LAV, ideato per questa speciale occasione dallo chef Giuseppe Capano e consultabile sul sito www.cambiamenu.it, è ricco di idee per una Pasqua che celebri la vita in ogni senso: una sfiziosa insalata con le cipolle e la salsa d’arancia per antipasto farà spazio al primo di ravioli di taccole impreziositi dallo zafferano, alle uova di tofu con salsa di carote e carciofi e infine al dolce pasquale con delicata crema alla vaniglia.

Ricette con ingredienti semplici, ideali per tutti i fornelli e per tutti i palati e, soprattutto, buone per lo spirito. Nonostante la macellazione di ovicaprini sia infatti in crisi ( -2% è il numero della flessione di quest’attività nello scorso anno), nei primi mesi del 2011 sono stati 2.446.620 gli agnelli, le pecore e i capretti finiti in pentola, per un totale di 22.444 tonnellate di carne.

Una strage silenziosa che ogni anno balza in avanti nei periodi di dicembre, marzo e aprile, momenti clou delle festività e delle ricorrenze religiose. La produzione è maggiormente presente nelle regioni del Centro-sud e, secondo l’ultimo Rapporto economico finanziario dell’Ismea sul 2011, la Sardegna è la regione dove si registra il 45% degli ovini allevati.

da LAV: le nostre campagne – vegetarismo – cambiamenu – cambiamenu news.

DIARIO di Amaltea · Tartarugosa

TartaRugosa: divagazioni su l’ORA LEGALE, da Francesco Piccolo (2010), MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA’, Einaudi

Il giorno in cui sta per scattare l’ora legale, o solare. … Perché c’è sempre qualcuno, che pure quando gli hai fatto dei disegnini sulla carta, non è convinto, e dice che secondo lui è il contrario: cioè che dormiremo un’ora in più, e non un’ora in meno come dite tutti (o un’ora in meno e non in più). …Quando sbadigli, o dici di aver fame, o sonno, c’è sempre qualcuno che ti ricorda che è logico, perché sono le dieci, ma è come se fossero le undici; sono le due, ma è come se fosse l’una.

TartaRugosa

Sono incredibilmente dipendente dall’ora legale, perché il suo declinare avvicina le tenebre e questo mi causa un leggero turbamento. Questo fatto (la dipendenza) mi mette in una posizione di forza nelle discussioni. Dopo aver allenato il mio cervello a memorizzare che solare è l’orario naturale, mentre legale è quello artificiale, non temo più nessuno. Perché puntualmente anche nei miei dintorni avvengono dibattiti dello stesso tipo sopra riportati: “no, se diventa più buio è perché porti l’orologio avanti, non indietro”. In una sola cosa cedo all’ovvietà: a mezzogiorno guardo TartaRugoso e dico “Beh, inizio ad apparecchiare. In fondo sarebbe l’una”.

da TartaRugosa ha letto e scritto di: Francesco Piccolo (2010), MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA’, Einaudi | TartaRugosa.

ANIMALI

R – risultato di essere in 7 miliardi di viventi “umani” (“crescete e moltiplicatevi …”): Orribile crudeltà sugli animali – Per un corno di rinoceronte (Immagini forti)

Sud Africa, riserva di Kariega: un filmato che testimonia un’orribile pratica ai danni degli animali. Tre rinoceronti vittime dei bracconieri vengono privati del loro corno, che viene utilizzato come medicinale in Cina e in Africa. Veterinari e guardiani del parco soccorrono gli animali in difficoltà, ancora sanguinanti. altro
Uccelli

Tornano le rondini, ma sono quasi dimezzate – Corriere.it

Secondo calcoli fatti dalla Lipu, in questi giorni 16 milioni di coppie di rondini saranno in viaggio dall’Africa all’Europa e molte si fermeranno in Italia. Non poche sono inoltre partite in anticipo per via dei cambiamenti climatici e anche per ciò sarà opportuno che trovino un ambiente accogliente.

Le rondini purtroppo negli ultimi decenni sono calate del 40 per cento

Tornano le rondini, ma sono quasi dimezzate – Corriere.it.

ANIMALI · COMO città · Storia e Economia

Lo Zoo di Como, da Newsletter NodoLibri

Immagine Lo Zoo di Como

In un servizio andato in onda sabato 10 marzo 2011 nella rubrica ‘Il settimanale’ del TG3 Lombardia viene raccontato lo Zoo di Como e viene presentato il libro La domenica andavamo allo Zoo di Carlo Pozzoni
ANIMALI

il risultato del CRESCETE E MOLTIPLICATEVI rivolto solo agli umani: la crudeltà verso gli ANIMALI

ecco il risultato del CRESCETE E MOLTIPLICATEVI rivolto solo agli umani: la crudeltà verso gli ANIMALI

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Perché ci indigna l’allevamento lager di Anghiari
Arezzo Notizie
Cos’è che ha suscitato il nostro sdegno di fronte all’orrore
dell’allevamento lager di pecore e capre scoperto ad Anghiari? Sicuramente
la crudeltà dei proprietari che hanno lasciato morire di fame oltre cento
animali, trovati ammassati nella loro …
<http://www.arezzonotizie.it/agenda/animali/item/80351-perch%C3%A9-ci-indigna-lallevamento-lager-di-anghiari>
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<http://news.google.it/news/story?ncl=http://www.arezzonotizie.it/agenda/animali/item/80351-perch%25C3%25A9-ci-indigna-lallevamento-lager-di-anghiari&hl=it&geo=it>

Strage pecore ad Anghiari: nessun focolaio di infezione
InformArezzo
“La strage di ovini scoperta nell’azienda agricola di Pianettole, nel
comune di Anghiari, non è dovuta ad una grave infezione virale, ma
semplicemente alle precarie condizioni alimentari ed allo stato di
abbandono in cui gli animali versavano da alcuni …
<http://www.informarezzo.com/permalink/11101.html>
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<http://news.google.it/news/story?ncl=http://www.informarezzo.com/permalink/11101.html&hl=it&geo=it>

Tartarughe

abbiamo avvistato una delle due piccole TARTARUGHE

ieri, in una giornata fortissima di vento Tivano, abbiamo avvistato una delle due piccole TARTARUGHE

Buon ciclo fuori Terra, augurando uguale sorte alle altre !

Gatti

Gatti, meravigliosi gatti, al pasto