BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Ferrario Carlo · Guarracino Vincenzo

Vincenzo Guarracino parla del romanzo in versi PAGANUS (2008) di Carlo Ferrario, Newsletter NodoLibri, in La Provincia 9 apr 2012

PAGANUS:

vai alla scheda dell’editore:

«In un giorno di giugno / (io avevo sei anni)…». Una precisazione cronologica, questa, singolare e tale da dover incuriosire non poco, posta com’è proprio all’inizio di un “romanzo in versi”, edito qualche anno fa (nel 2008) da NodoLibri e intitolato Paganus, in cui “more poetico” si racconta la storia di una “educazione sentimentale”. Una vera e propria iniziazione alla vita sul teatro di un’età aurea, che, spopolata di miti e di portenti, si avvia ad un tempo grigio di rovine e di violenza.
Protagonista e autore di siffatta storia ovviamente si identificano:
si tratta di un tal Carlo Ferrario, familiarmente denominato allora “Carluccio”, residente in una sorta di Valle dell’Eden, in quel di Introbio, un luogo dove possono intervenire a turbare i giorni anche i presagi di una guerra e la morte, fermo restando che è ancora la fine di una giornata di giochi a diventare il principale motivo «di malinconia», come accade solo nel beato mondo dell’infanzia…

Carlo e la signorina Antonia
Ferrario così ricorda la Pozzi

 

di Vincenzo Guarracino *

«In un giorno di giugno / (io avevo sei anni)…». Una precisazione cronologica, questa, singolare e tale da dover incuriosire non poco, posta com’è proprio all’inizio di un “romanzo in versi”, edito qualche anno fa (nel 2008) da NodoLibri e intitolato “Paganus”, in cui “more poetico” si racconta la storia di una “educazione sentimentale”. Una vera e propria iniziazione alla vita sul teatro di un’età aurea, che, spopolata di miti e di portenti, si avvia ad un tempo grigio di rovine e di violenza.
Protagonista e autore di siffatta storia ovviamente si identificano: si tratta di un tal Carlo Ferrario, familiarmente denominato allora “Carluccio”, residente in una sorta di Valle dell’Eden, in quel di Introbio, un luogo dove possono intervenire a turbare i giorni anche i presagi di una guerra e la morte, fermo restando che è ancora la fine di una giornata di giochi a diventare il principale motivo «di malinconia», come accade solo nel beato mondo dell’infanzia.
Una storia in versi di fiabesca lievità in cui la vita (luoghi, fatti, persone) vengono raccontati e miticamente trasfigurati attraverso gli occhi di un bambino, immerso in uno scenario incantato e intento a guardarsi intorno con stupore e benedicente ammirazione: versi, almeno all’inizio, di sensazioni delicate, incrostati intorno a una data, giugno 1937, in cui qualcosa di essenziale deve essere capitato al “seienne” protagonista, anche se di primo acchito non è dato di sapere che cosa.
Non è il caso qui di raccontare cosa c’è in questo “romanzo in versi”, che è più complesso di quanto potrebbe a prima vista apparire. Quello che qui importa è la presenza di quella data, “giugno 1937”. Perché un siffatto scrupolo di determinazione cronologica? Come non pensare che una tale pignoleria sia tutt’altro che casuale e richieda un’attenzione non superficiale, chiamando in causa motivi dell’autore ben più profondi di quanto possa apparire? In altri termini, come accade ogni qualvolta si mette in gioco un momento preciso e puntuale attraverso una data, si vuole sottolineare che l’evento assume un carattere nuovo e diverso, come un momento su cui il soggetto costituisce una privata mitologia, trasformandolo in un qualcosa da cui la sua vita acquista un altro senso e significato: uno spazio cronologico di ordine ieratico (l’avrebbe chiamato così Roland Barthes), fondativo, meritevole di speciale considerazione e destinato nel tempo ad agire con forza ipnotica sulla coscienza, in grado anche inconsapevolmente di determinare uno sguardo e un comportamento diversi.
Ma che cosa era realmente successo in quel giorno di giugno di un lontano 1937, tale da dare al giovanissimo protagonista l’idea di un cambiamento, di un passaggio quasi epocale da un’età dell’incoscienza infantile a un’età della ragione e della responsabilità? Me l’ero chiesto quando avevo letto per la prima volta quel testo ma senza darmene all’epoca contezza. Poi, improvvisamente, come un’illuminazione, mi è parso di “comprenderne” il motivo alla luce di un’altra pagina dell’autore contenuta in “Alfabeto comasco” (1989), ben precedente al passo in questione di “Paganus”: una pagina inscritta sotto la voce “Poeti”. Leggiamo cosa dice a pagina 84: «Di poeti se ne trovano ad ogni angolo… ma a me basterà ricordare due incontri. Da piccolo ero incantato all’idea di poter vedere da vicino un esemplare in carne e ossa di questa magica stirpe: si trattava di Antonia Pozzi, che villeggiava in Valsassina e che da sempre conosceva i miei. Non avevo allora nessuno strumento valutativo, ma sapevo che la signorina Antonia scriveva poesie, e questo mi bastava per guardarla come se fosse stata una dea… Una fotografia scattata nel suo giardino coglie un po’ di quel mio stupore…».
Allude a questo evento la data di cui prima (per inciso, il secondo è con il poeta inglese Auden? Io credo di sì). A fare un rapido calcolo (Carlo Ferrario nato nel 1931 e Antonia Pozzi tragicamente scomparsa nel ’38), i conti tornano: la data della foto potrebbe essere stata l’ultima primavera-estate della poetessa, il ’37 appunto, e il “seienne” io di “Paganus” potrebbe averne riportato, alla luce soprattutto di quello che poi si è saputo della “signorina Antonia”, un’emozione incancellabile, tale da diventare un evento fondante e formativo della sua esperienza. Certo, non è evento da poter trovare registrato nelle biografie della poetessa (pregevoli biografie come la recente di Graziella Bernabò, edita da Àncora) e neppure degna di più puntuali ricostruzioni (alla maniera per intendervi dell’aureo “Soltanto in sogno”, con foto e lettere, a cura di G. Sandrini, edito da Alba Pratalia, 2011), ma è certo un ricordo, da conservare gelosamente: un qualcosa che Carlo Ferrario affida alla sua privata mitografia e che ci consegna come un mirabile cammeo.
(* Italianista e poeta)v.fisogni

elezioni Comune di Como · Politica locale - Como · Tajana Tino

Voto disgiunto al Consiglio comunale di Como: al primo turno voto alla lista PATTO PER COMO, preferenza a Tino Tajana. E voto a Mario Lucini Sindaco

Voto disgiunto

Primo turno: voto alla lista PATTO PER COMO, preferenza a Tino Tajana.

E voto a Mario Lucini Sindaco, anche se sostenuto da una coalizione che lo farà dannare per anni, in caso di prevalenza, e che gli IMPEDIRA’ di governare. Non mi sono dimenticato del loro ammazzamento di due Governi Prodi

Come funziona il: Voto Disgiunto

Secondo turno: Peronese Sindaco, in caso di suo improbabile ballottaggio. Oppure Mario Lucini Sindaco, in caso di probabile ballottaggio. Per stima alla persona nonostante la disistima per la sua coalizione, inquinata dalla Sel, erede di rifondazione comunista

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elezioni Comune di Como · Tajana Tino · urbanistica

l’ing. Tino Tajana, della lista civica PATTO PER COMO, parla della urbanistica di Como città e quartieri di periferia, 2012

Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024)

Il fondatore e regista, Basilio Luoni, mette in scena con il suo gruppo teatrale “Le trappole di Scapino”, tratto da “Les fourberies de Scapin”, commedia in tre atti scritta nel 1671 da Molière

È già una realtà il nuovo spettacolo della Compagnia Teatrale Lezzenese, che debutterà a giugno, il 16 e il 17.

Il fondatore e regista, Basilio Luoni, mette in scena con il suo gruppo amatoriale “Le trappole di Scapino“, tratto da “Les fourberies de Scapin”, commedia in tre atti scritta nel 1671 da Molière. 

vai a: Scapino rivive sul lago Reciterà in lezzenese – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia

elezioni Comune di Como · Tajana Tino · urbanistica

Elezioni amministrative al Comune di Como, Tino Tajana, della Lista civica “Patto per Como”, presenta il programma per la parte riguardante la pianificazione territoriale

Porta Musa Carla

Oggi, 15 marzo, la scrittrice comasca Carla Porta Musa compie 110 anni

I 110 anni di Carla Porta MusaOggi, 15 marzo, la scrittrice comasca Carla Porta Musa compie 110 anni.NodoLibri dedica a Carla questa news straordinaria ringraziandola dell’affetto e dell’amicizia che ha dimostrato alla casa editrice in tanti anni di collaborazione e augurandole giorni ancora sereni.
NodoLibri ha pubblicato:

Lampi al magnesio

Silenzi d’aria

I 110 anni della scrittrice Carla Porta Musa

di Gerardo Monizza

Centodieci anni! Oggi è festa in casa Porta Musa e in tutta la città. Un traguardo che sembrava assurdo, ma non per Carla che i centodieci anni li ha raggiunti con naturalezza. Incredibile. Passare il secolo e aggiungerne ancora un bel pezzo non è cosa comune. Ma Carla è straordinaria perché ha saputo vivere pienamente un’esistenza fortunata, circondata da affetti costanti, da attenzioni e amicizie. Ha saputo – per dirla alla moderna – “comunicare”.

Per scrivere di Carla ciascuno di noi non può che pensare un poco anche a se stesso confrontandosi con una vita straordinaria. A quella vita che per lei è trascorsa insieme ai molti amici, ai parenti, alla figlia Livia, alla nipote Giovannella… ciascuno sentendola attenta, sapendola sempre vicina, disponibile, dinamica, acuta, esigente. Generosa e consapevole della propria unicità. Raffinata, mai banale. Non superba, cosciente di essere stata favorita da circostanze fortunate che le hanno consentito di superare i momenti difficili, le avversità e i dolori. Chi non ne ha?

La sua mitica casa di via Pessina (quella coperta di rampicante sempreverde cui è impossibile non lanciare uno sguardo, passando) è stata a lungo il punto d’incontro per molti comaschi e milanesi diversi per età, condizione sociale, interessi, ma tutti inseriti in una rete di rapporti tenuta insieme dalla passione culturale che per Carla è il solo documento d’ingresso in una vita non banale. La cultura intesa come scambio e come precisione estetica e perciò sempre tesa alla limatura della parole, alla costruzione del periodo, al controllo dei suoni.

Carla ama leggere ciò che scrive mentre lo sta creando (c’è – invece – chi non sopporta avere qualcuno che sbircia alle spalle mentre scrive, io tra quelli); scruta le reazioni, chiede consigli e persino li ascolta, cambia in corso d’opera aggiustando al meglio la narrazione. Insomma non si fissa su una linea di metodo, né si ostina su un personaggio ritenuto debole o su una frase giudicata non omogenea al resto del testo.

Vien da sorridere scrivendo queste cose riferite ad una centenaria che non smette di comporre storie e tutte fissate su quaderni: con la matita e la gomma pronta, ma poco usata. Una maniera antica che Carla ha incominciato ad usare quando la macchina per scrivere diventava troppo “meccanica” per le sue dita. Il computer sarebbe stato lo strumento perfetto, ma forse è arrivato un po’ in ritardo, lui.

Insomma: la casa di Carla. Vivissima, tranquilla, non immensa, ma accogliente e specchio di una personalità capace di essere al tempo stesso centenaria e contemporanea.

Carla mette tutti a proprio agio e ha un vezzo: dà del tu. Senza distinzione. Solo i piccoli visitatori, solo le bimbe appassionate di poesia che la visitano per farle dono di un verso acerbo, sono autorizzati a chiamarla “zia Carla”.

Le sue colazioni (mai più di tre ospiti quasi sempre maschi) erano appuntamenti fissi cui doleva mancare. Ricchi di racconti e di scambi tra amici o sconosciuti (Carla ama anche il rischio delle “relazioni pericolose” che sono occasioni stimolanti per nuove amicizie).

Colazioni perfette nella combinazione del menu che mai ripete agli stessi commensali (tiene un quaderno delle visite, una sorta di diario gastronomico e umano) e con pietanze cucinate da lei stessa nell’antica cucina di casa. Riti allietati dalle composizioni floreali (a centrotavola), da allestimenti semplici e perfetti, dal servizio ineccepibile.

Quello che ho sempre pensato è che Carla non sia una “gran signora d’altri tempi” (quel tempo passato che racconta con dovizia di particolari in romanzi e poesie) bensì una donna molto libera del suo tempo: il tempo attuale. Non l’ho mai sentita rimpiangere la bella casa di via Borgovico, le tante persone amate e scomparse, le cose fatte. “Quel che si può fare si faccia!” è il suo motto e se Carla si ficca in testa una cosa si è sicuri che si farà. Una sua telefonata (“… Senti caro…”) è un ordine cui nessuno si sottrae. La sua autorevolezza è indiscussa. La sua tenacia leggendaria.

Oggi che compie centodieci anni e che l’attività pubblica si è un poco ridotta, che non passa a prendere il quotidiano, che non si ferma a bere il cappuccino, rimane ancora un punto di riferimento per la città proprio per la sua volontà di essere collante tra tempi diversi della storia di Como e della sua gente. Memoria formidabile e narratrice prodigiosa sa mettere insieme alberi genealogici complessi, situazioni familiari che superano il secolo, vicende che sono state eventi memorabili per la città. Ricordare è una medicina che le ha permesso di imbrogliare il tempo, ma la scrittura è una magia che le ha consentito di liberare la sua stupefacente fantasia.

Ciò che ha continuato a scrivere non sono racconti di un mondo passato, ma pezzi di storia vera. Certo, una storia fatta di vicende particolari, di persone che hanno vissuto ai piani alti della società, di intrecci non sempre dipanabili con facilità (per chi vive una vita normale ovvero qualsiasi). Da editore (ho pubblicato due libri di ricordi: Il tuo cuore e il mio, Lampi al magnesio e uno di poesie Silenzi d’aria) ricordo solo il piacere del lavoro “editoriale” con Carla precisa, puntigliosa, non testarda (oh! quanto son ostinati certi autori) e disponibile a rigiocarsi nel ruolo di autrice. All’epoca aveva già novant’anni…

Oggi che ne compie centodieci possiamo tutti insieme augurarle ogni bene con affetto e amicizia. Qualche anno fa, un giorno mi disse: “Ho vissuto a lungo. Sono contenta della mia vita”. Da quel giorno sono passati vent’anni. Ancora auguri, Carla.

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Via Volta, 38 – 22100 Como, Italia
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FOTOGRAFIE · Porta Musa Carla

Omaggio a Carla Porta Musa : Sabato 12 marzo alle ore 17.00 presentazione del libro Le stanze di Carla e inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Pozzoni

OMAGGIO A CARLA PORTA MUSA
Sabato 12 marzo alle ore 17.00 presentazione del libro Le stanze di Carla
e inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Pozzoni

La mostra resterà aperta dal 12 al 31 marzo 
dal lunedì al venerdi 15.00 – 18.00

Famiglia Comasca
Via Bonanomi, 5
22100 Como – 031 271 907

A PROPOSITO DI
A Como, da Carla al compleanno della quasi zia di Bernardino Marinoni, La Provincia, 15 marzo 2011

Tanta cultura in una sintesi fotografica d’artista di Salvatore Pipero

 Omaggio a Carla Porta Musa  -  dal 12 al 31 marzo 2011 - Famiglia ComascaOmaggio a Carla Porta Musa : Carlo Pozzoni fotoreporter.

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Libri su Como e il Lario · Mino Di Vita

MINO DE VITA, ALTE VISUALI, 2010

Mino Di Vita

isbn: 9788890505409
copertina: rigida
pagine: 128
formato: 30×24
fotografie: 107 a colori
testo: ita – eng – fre – ger
euro. 40,00
  

ALTE VISUALI

Un modo inusuale e sorprendente di visitare le località che si affacciano sul lago di Como è quello di sorvolarle a bordo di un idrovolante.

Dall’alto l’insolito punto di vista propone visuali inesplorate di architetture e paesaggi, esaltandone la complessità e fornendo una chiave di lettura più profonda del rapporto magico  esistente fra il costruito e la natura circostante. Il libro contiene una sintesi delle immagini più significative realizzate durante

il sorvolo della costa lariana, un perimetro di circa centocinquanta chilometri. Da Bellagio a Como, su poi fino a Colico, per ridiscendere l’altra riva e  terminare a Lecco; un vero e proprio giro del lago condensato in un centinaio di scatti.

HIGH SIGHT

An unusual and surprising way to visit the resorts overlooking Como Lake is that of flying over them aboard a seaplane. The high unusual perspective offers views of undiscovered architectures and landscapes, exalting their complexity and providing a deeper interpretative key of the magical relationship existing between the built and the surrounding natural environment. The book contains  a synthesis of the most significant images taken during flights over the coast of Como  Lake, a perimeter of about one hundred and fifty kilometers. From Bellagio to Como, then up to Colico, to go back down the other side and reach Lecco; a real tour of the lake condensed in a hundred of shots.

HOCHRAGENDE AUSBLICKE

Eine unübliche und überraschende Weise die Umgebung des Comer Sees zu besichtigen ist es, diese an Bord eines Wasserflugzeugs zu überfliegen. Von oben bietet der ungewöhnliche Aussichtspunkt unerforschte Aussichten über Architektur und Landschaft, welche die Komplexität betont und den Schlüssel zu  einer tiefergehenden Interpretation der magischen Beziehung zwischen dem Errichteten und der umliegenden Natur liefert. Das Buch beinhaltet eine Zusammenfassung der vielsagendsten Bilder, die während des Überfliegens der Küste Larios, einem Gebiet von etwa hundertfünfzig Kilometern, entstanden. Von Bellagio bis Como, dann hinauf nach Colico und wieder zurück entlang des

entgegengesetzten Ufers, um die Reise in Lecco zu beenden; eine wahrhaftige Fahrt um den See, die in etwa hundert Fotografien zusammengefasst wird.

VUES D’EN HAUT

Une manière insolite et surprenante de visiter les localités qui se trouvent autour du lac de Côme est de les survoler à bord d’un hydravion. Vue d’en haut, l’inhabituel panorama offre une perspective inexplorée de l’architecture et des paysages,  mettant de ce fait en évidence sa complexité et fournissant une clé de lecture plus profonde du rapport magique qui existe entre le paysage naturel et les constructions. Ce livre n’est qu’une synthèse des plus importantes images  réalisées au cours du survol de la côte du lac de Côme, un périmètre d’environ cent cinquante kilomètres. De Bellagio à Côme et,  allant plus haut

jusqu’à Colico pour enfin redescendre de l’autre côté jusqu’à Lecco ; un véritable tour du lac concentré en une centaine de photographies.

da catalogo libri.

Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024)

Basilio Luoni, Il ritorno dei lupi tra paura e leggenda – La Provincia di Como

….

A Lezzeno addirittura abbiamo una favola con un lupo rimasto infantilmente goloso di latte. Da noi il latte veniva conservato nei bait, minuscoli crotti dove si tenevano in fresco le conche del latte su un pavimento di ghiaia coperto d’acqua corrente. A livello del suolo c’era sempre dunque un’apertura da dove usciva l’acqua. Magri dalla fame, il lupo e la volpe vi si infilano, raggiungono le conche. La volpe screma il latte con la lingua e sa frenarsi in tempo. Il lupo invece si ingozza di panna e di latte e si gonfia in modo spropositato. La volpe riesce a tornare all’aperto, il lupo rimane intrappolato e bastonato dal contadino che lo sorprende.

C’è una coda beffarda: all’uscita, il poveretto pesto e dolorante ritrova la compagna d’avventure che finge di star male e gli chiede di prenderla in spalla. Lui paziente se la carica, e lei insolente canticchia: roo roo el malaa el porta el soo (piano piano il malato porta il sano).

Davvero c’è da aver paura del lupo cattivo?

Basilio Luoni

tutto l’articolo qui: Il ritorno dei lupi tra paura e leggenda – Caccia Grossa – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

Luoni Basilio (1941-2024) · Poesie

Europa in versi. La cura della poesia – sabato 14 aprile 2012 – Villa del Grumello – Como

Europa in versi. La cura della poesia – sabato 14 aprile 2012 – Villa del Grumello – Como


Cari amici, presentiamo la seconda edizione del Festival “Europa in versi”, che quest’anno ospiterà poeti provenienti dal Sud Europa e dal Marocco, oltre a grandi esponenti della poesia italiana. Il tema sarà “La cura della Poesia”.

Europa in versi. La cura della poesia  - sabato 14 aprile 2012 - Villa del Grumello - Como
La poesia, grazie al potere, al valore, alla forza della sua parola, può, attraverso le voci dei poeti contemporanei, aiutare chi soffre a superare la paura, la solitudine, il senso di abbandono che la malattia – fisica e dall’anima – porta con sé. La poesia, arte del linguaggio che meglio di ogni altra forma artistica sa parlare al cuore e alla mente, assolve in tal modo ad un alto dovere etico, aprendo uno spiraglio di luce per chi vede davanti a sé solo il buio.Programma Europa in versi. La cura della poesia
14 aprile 2012 Villa del Grumello, Via per Cernobbio 11 Como  

15.00 – Introduzione dei lavori da parte di Laura Garavaglia, poetessa e presidente de La Casa della Poesia di Como.

Saluto delle Autorità.

15.15 – ” Le medical humanities, per una poetica della Cura”   

Prof. Dott. Graziano Martignoni –  Psichiatra FMH e Psicoanalista , professore ordinario al Dipartimento di Scienze aziendali e sociali della Scuola Universitaria professionale della Svizzera Italiana, responsabile dell’ Osservatorio per le Medical Humanities  e vice direttore della Rivista per le Medical Humanities dell`Ente Ospedaliero cantonale del Canton Ticino.

Fabiano Alborghetti – Poeta e Presidente di Poesia Presente 


“Le medical humanities e la nascita” 

Prof. Gianpaolo Donzelli – Professore Ordinario di Neonatologia e Pediatria Università di Firenze, Presidente Società Italiana Medicina Perinatale Presidente Eletto Società Europea di Medicina Perinatale,Direttore Dipartimento Feto-Neonatale, Presidente Comitato Etico Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.


“Il varco celato”

Dott.ssa Patrizia Trimboli – Sociologa, Counselor ad orientamento clinico e Docente nella Formazione


“La poesia e il cervello. Andata e ritorno” 

Prof. Mario Guidotti – Primario Unità Operativa di Neurologia  Ospedale Valduce di Como Direttore Dipartimento Area Medica Ospedale Valduce Professore a contratto Università degli Studi dell’Insubria Giornalista Pubblicista

16.30 –  Letture di poesie: Introduce  il poeta e critico letterario Maurizio Cucchi

16.40 –  Fatiha Morchid   ( Marocco)

17.00 –  Giampiero Neri

17.15 –  Gastão Cruz  (Portogallo)

17.35 –  Gianpaolo Donzelli

17.50 –  Alain Veinstein (Francia)

18.10 –  Milo De Angelis 

18.30 –  Intrattenimento a cura degli allievi del Conservatorio “G. Verdi” di Como –                       Musiche di Beethoven

19.15 –  Biancamaria Frabotta 

19.30 –  Juan Carlos Reche (Spagna)

19.45 –  Antonio Riccardi

20.00 –  Giorgio Prestinoni 

20.15 –  Rinfresco e Intermezzo musicale

21.15 –  Poesia dialettale e di confine : Basilio Luoni, Fabiano Alborghetti, Pietro Berra,               Wolfango Testoni. 

22.00 –  Giovani poeti italiani: Lucrezia Lerro, Carla Saracino 

Durante il pomeriggio il poeta Mario Santagostini terrà una Bottega di poesia, offrendo un giudizio critico ai poeti che vorranno far leggere i propri versi.

Informazioni:
www.lacasadellapoesiadicomo.it                                                  lacasadellapoesiadicomo@gmail.com
Tel. +39 342 1722962

Berra Pietro · Cineforum · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Ponte della Civera

LE STELLE DEL LAGO DI COMO – The Stars of Lake Como, guida per conoscere i luoghi in cui sono stati ambientati i grandi film del cinema italiano e internazionale testi a cura di Pietro Berra, 2011

 

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Cineforum · Hitchcock Alfred · Ponte della Civera

Alfred Hitchcock, THE PLEASURE GARDEN (Il labirinto della passione), 1925. Scene girate anche a Coatesa, presso il Ponte della Civera (nel Comune di Nesso). Da: LE STELLE DEL LAGO DI COMO – The Stars of Lake Como, a cura della Camera di Commercio di Como e della Provincia di Como, 2012

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da: LE STELLE DEL LAGO DI COMO The Stars of Lake Como, a cura della Camera di Commercio di Como e della Provincia di Como, 2012