Categoria: BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI
Licia Badesi legge, per gli amici di NodoLibri, un passo del suo volume “Donne davanti alla giustizia del Lombardo-Veneto”
Licia Badesi legge, per gli amici di NodoLibri, un passo del suo volume “Donne davanti alla giustizia del Lombardo-Veneto” [http://bit.ly/1M3BUvb], in vista della doppia presentazione di domenica 8 MARZO, alla Biblioteca di Moltrasio (16.30) e al Teatro Sociale di Como (18.30)
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Grande povertà
(Serie I D 1828-1831 – Cartella 10, fascicolo 1200)
Un bambino illegittimo finisce quasi sempre all’ospedale degli Esposti. Ma anche un bambino legittimo può incappare nello stesso pericolo.
Pretura di Gravedona: gennaio 1831. Marta Cattaneo denuncia lo smarrimento di un infante, il bambino di sua figlia Maria, morta di parto e moglie di Domenico Bellati. Il suo racconto è preciso e circostanziato e ne emergono due elementi: la preoccupazione per l’incomprensibile scomparsa del neonato, e la fragilità dei rapporti familiari, intessuti di silenzio e di diffidenza.
Il 13 dicembre, Maria ha partorito un bambino, Antonio, e poco dopo è morta. Domenico, il marito, deve trovare subito una balia. Ma non è in grado di pagarla. Che fare? Chiedere che l’ospedale di Como si faccia carico della baliatura? Chiederlo al Comune di Pianello? Marta intanto lascia il paese per recarsi da un’altra figlia, a Porlezza. Dopo una decina di giorni la raggiunge il marito, e le dà una notizia allarmante: il neonato è sparito. Marta non pone tempo in mezzo. Potrebbe chiarire la cosa parlandone col genero. Ma sceglie una strada diversa: quella della denuncia. Così, il 5 febbraio, Domenico Bellati, di Pianello, venticinque anni, contadino, viene convocato nella Pretura di Gravedona. E racconta la sua storia.
Quel bambino senza pace non gli dà pace: al dolore per la morte della moglie, si era aggiunta la preoccupazione di trovare chi fosse in grado di nutrire e accudire il neonato. A chi rivolgersi? Accompagnato da Maddalena Manzella, una balia del paese, si era rivolto all’ospedale di Como. Ma lì il piccolo non era stato accolto. Per la baliatura, anche l’ospedale richiede un pagamento, e lui è povero, lo sanno tutti. Domenico si rivolge al deputato del paese, Luigi Bernucca: deve forse rassegnarsi a portare suo figlio al torno? La risposta del deputato è ironica e brutale: “E ti pòrtal al torno!”.
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8 MARZO: doppia presentazione NodoLibri Alla Biblioteca di Moltrasio (16.30) e al Teatro Sociale di Como (18.30)
Due opportunità, dunque, per incontrare la scrittrice Licia Badesi (clicca per leggere l’intervista), autrice per NodoLibri del volume Donne davanti alla giustizia del Lombardo-Veneto, che illustra la terribile condizione umana femminile nel corso dell’800.
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Licia Badesi legge un brano del suo volume per gli amici diNodoLibri:
https://www.facebook.com/video.php?v=408160412698735. (Serie I D 1828-1831 – Cartella 10, fascicolo 1200)
Un bambino illegittimo finisce quasi sempre all’ospedale degli Esposti. Ma anche un bambino legittimo può incappare nello stesso pericolo.
Pretura di Gravedona: gennaio 1831. Marta Cattaneo denuncia lo smarrimento di un infante, il bambino di sua figlia Maria, morta di parto e moglie di Domenico Bellati. Il suo racconto è preciso e circostanziato e ne emergono due elementi: la preoccupazione per l’incomprensibile scomparsa del neonato, e la fragilità dei rapporti familiari, intessuti di silenzio e di diffidenza.
Il 13 dicembre, Maria ha partorito un bambino, Antonio, e poco dopo è morta. Domenico, il marito, deve trovare subito una balia. Ma non è in grado di pagarla. Che fare? Chiedere che l’ospedale di Como si faccia carico della baliatura? Chiederlo al Comune di Pianello? Marta intanto lascia il paese per recarsi da un’altra figlia, a Porlezza. Dopo una decina di giorni la raggiunge il marito, e le dà una notizia allarmante: il neonato è sparito. Marta non pone tempo in mezzo. Potrebbe chiarire la cosa parlandone col genero. Ma sceglie una strada diversa: quella della denuncia. Così, il 5 febbraio, Domenico Bellati, di Pianello, venticinque anni, contadino, viene convocato nella Pretura di Gravedona. E racconta la sua storia.
Quel bambino senza pace non gli dà pace: al dolore per la morte della moglie, si era aggiunta la preoccupazione di trovare chi fosse in grado di nutrire e accudire il neonato. A chi rivolgersi? Accompagnato da Maddalena Manzella, una balia del paese, si era rivolto all’ospedale di Como. Ma lì il piccolo non era stato accolto. Per la baliatura, anche l’ospedale richiede un pagamento, e lui è povero, lo sanno tutti. Domenico si rivolge al deputato del paese, Luigi Bernucca: deve forse rassegnarsi a portare suo figlio al torno? La risposta del deputato è ironica e brutale: “E ti pòrtal al torno!”.
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Premio Letterario Fogazzaro, due sezioni: racconti inediti e poesie edite, a cura di ParoLario
E’ rivolta sia a scrittori che poeti l’ottava edizione del Premio Letterario Antonio Fogazzaro, nato per promuovere la narrativa e la poesia in lingua italiana e in dialetto, ideato e curato da Alberto Buscaglia.
Le sezioni del Premio sono infatti due, Racconto inedito e Poesia edita:
- Racconto inedito. Sezione aperta a tutti i maggiorenni, a cui potranno partecipare racconti inediti e mai apparsi o pubblicati nel web in lingua italiana che non superino 3.000 parole. Il tema (non vincolante) è “Le Muse, gli amori, gli eroi, la magia… e il reale”. I racconti saranno selezionati da un comitato di lettori e poi valutati da una giuria composta da Andrea Vitali, Giovanni Cocco, Gianmarco Gaspari, Gian Paolo Serino e Linda Terziroli. Gli elaborati vincenti saranno pubblicati nell’antologia “Premio Antonio Fogazzaro 2015 – VIII edizione” edita da New Press Edizioni. Inoltre, al primo classificato sarà assegnato un premio in denaro di 500 euro. La scadenza per la consegna degli elaborati è fissata per il 30 aprile 2015.
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Poesia edita. Sezione aperta a italiani e stranieri di lingua italiana, maggiorenni e fino ai cinquant’anni di età, è dedicata alla poesia edita in lingua italiana e in dialetto (purché corredata dalla traduzione dei versi) pubblicata tra il 1°gennaio 2014 e il 1°maggio 2015. Le poesie verranno valutate da una prestigiosa giuria composta da Maurizio Cucchi, Laura Garavaglia, Tiziana Piras, Mario Santagostini e Matteo Vercesi. La migliore raccolta vincerà un premio in denaro di 1.000 euro. Inoltre, una selezione delle poesie premiate e di quelle segnalate dalla giuria sarà pubblicata nell’antologia “Premio Antonio Fogazzaro 2015 – VIII edizione”. I libri devono essere inviati entro il 10 maggio 2015 agli indirizzi indicati nel Bando Poesia allegato.
La partecipazione al Premio Fogazzaro è gratuita.
I bandi delle due sezioni e tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione si possono consultare sul sito internet www.premioantoniofogazzaro.it.
In allegato il comunicato stampa, i bandi:
Cordiali saluti
Ufficio stampa Premio Letterario Antonio Fogazzaro
ELLECISTUDIO
Piazza del Popolo 14 — 22100 Como
Tel +39 031 301037 fax +39 031 299028
www.ellecistudio.it
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Twitter @Ellecistudio
Luigi Fagetti presenta ”Finestre di città” Nodolibri editore) Presso l’Università dell’Insubria, 25 febbraio 2015
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25 FEBBRAIO: Luigi Fagetti presenta ”Finestre di città” Mercoledì 25 febbraio alle 18, presso l’Aula Magna dell’Università dell’Insubria,
presentazione del libro Finestre di città. La Como che ho visto e la Como che vorrei. Introduzione del professor Giorgio Conetti; a seguire interventi di Vincenzo Guarracino e Alberto Longatti, che dialogheranno con l’autore, l’avvocato Luigi Fagetti. —
Solidarietà [“L’Ordine”, 11 febbraio 1955] Del cane si sono sempre vantate ottime virtù; e non solo da amorevoli zitelle che incentrano le cure d’una mancata maternità su questi fedeli animali, ma anche da persone illustri, quale colui che a Parigi, nell’apposito cimitero, seppellì la propria bestia con sopra questo epitaffio: «Più conosco gli uomini, più apprezzo il mio cane». Ma che i cani, oltre alla fedeltà, all’intelligenza, alla comprensione, avessero pure uno spiccato senso di solidarietà – diciamolo pure – sociale, questo m’è tornato del tutto nuovo.
L’altro giorno un cane randagio era finito nel grosso quanto scomodo collare di ferro che è un po’ l’arma e l’insegna di quel signore taciturno e guardingo che fa di mestiere l’accalappiacani. Era un cane che, per quanto visibilmente bastardo, aveva però negli occhi …
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Il volume presenta l’amplissima produzione di Fagetti, composta da scritti, lettere aperte e articoli di giornale.
– Intervista televisiva su Espansione Tv: http://youtu.be/MUBhHkw1OH0.
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L’EMOZIONE DELLA POESIA. OMAGGIO A GIOVANNI RABONI – Giovedì 29 Gennaio ore 18 – Libreria Ubik – Piazza San Fedele – Como. Intervengono Maurizio Cucchi e Valeria Poggi. Con la partecipazione di Patrizia Valduga. Coordina Laura Garavaglia.
L’EMOZIONE DELLA POESIA. OMAGGIO A GIOVANNI RABONI – Giovedì 29 Gennaio ore 18 – Libreria Ubik – Piazza San Fedele – Como. Intervengono Maurizio Cucchi e Valeria Poggi. Con la partecipazione di Patrizia Valduga. Coordina Laura Garavaglia.
Una serata per ricordare la figura di Giovanni Raboni, a dieci anni dalla scomparsa, attraverso una serie di testimonianze, di testi editi e soprattutto inediti raccolti nel libro “L’emozione della poesia. Testi e interventi sull’opera e la figura di Giovanni Raboni” a cura di Valeria Poggi (Stampa2009, 2014).

IL SIMBOLO NON E’ NEUTRO. La spiritualità delle avanguardie artistiche del Novecento di Roberto Borghi. Presentazione: Venerdì 16 gennaio, alle ore 18.30 in via Maurizio Monti, 41, a Como.
Venerdì 16 gennaio, alle ore 18.30
in via Maurizio Monti, 41, a Como
Carlo Pozzoni Fotoeditore presenta il libro
La spiritualità delle avanguardie artistiche del Novecento
Edizioni Lorenzelli
Intervengono Chiara Milani, Giuliano Collina.
Modera Ilona Biondi.
Il simbolo non è neutro raccoglie tre saggi, già in parte editi, dedicati al rapporto tra il simbolismo e le avanguardie storiche, e un testo inedito in cui si ricostruisce la storia della prima traduzione in italiano dello Spirituale nell’arte di Kandinsky: una vicenda editoriale che si intreccia con alcuni eventi enigmatici e cruciali per la storia dell’Italia della prima metà del Novecento.
Il libro viene presentato in collaborazione con il Circolo Cultura e Arte di Como.
Carlo Pozzoni Fotoeditore – via Maurizio Monti 41 – 22100 Como – 335 8095646 – carlo@carlopozzoni.it
Grande successo ieri a Como per l’incontro con lo scrittore svedese Björn Larsson. organizzato a San Pietro in Atrio in occasione della mostra “Ossidi_Memorie” del pittore Franco Fasulo
Grande successo ieri a Como per l’incontro con lo scrittore svedese Björn Larsson. organizzato a San Pietro in Atrio in occasione della mostra “Ossidi_Memorie” del pittore Franco Fasulo, evento che chiuderà i battenti martedì 6 gennaio. 
La serata, dal titolo “Memorie d’acqua”, dopo la presentazione dell’assessore alla Cultura Luigi Cavadini, promotore della mostra, ha visto il pittore e lo scrittore dialogare con Lorenzo Morandotti, giornalista e scrittore comasco, sui temi, cari a entrambi, del navigare.
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Buon 2015! Auguri, a tutti i nostri lettori, per un sereno anno nuovo da parte diNodoLibri.
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Buon 2015! Auguri, a tutti i nostri lettori, per un sereno anno nuovo da parte diNodoLibri. Fabio Cani, Gerardo Monizza, Lorella Raggi, Paolo Conti
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La “Cortesella” e dintorni, cinquant’anni fa e oltre…, nel ricordo di Luigi Fagetti, FINESTRE DI CITTA’. Nodolibri, 2014
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Luigi Fagetti, Finestre di città La “Cortesella” e dintorni, cinquant’anni fa e oltre… “Per tutte queste ragioni di rigida stanzialità, quindi per un costume invalso di allora, tra i ragazzi di piazza Mazzini e quelli della Cortesella non correva certo buon sangue.
E tra le consuetudini di una difficile vicinanza vi era l’interdizione esplicita a invadere, e comunque a tentare soltanto di entrare senza un plausibile e reale motivo che fosse immediatamente percepibile, il territorio altrui.
Ho precisi ricordi in questo senso.
Piazza Mazzini era divisa ortogonalmente in due: due lati della piazza spettavano alla parrocchia di Sant’Eusebio e gli altri due a quella del Duomo.
Poteva capitare che ti interessasse la ragazza dirimpettaia sull’altro lato della piazza; e dato che le occasioni di incontro, a quei tempi, non erano facili, il modo più semplice per vedersi era ancora quello dei […]“
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Il volume (282 pagine), che rientra nella storica collana “In prima persona” (e reca l’introduzione di Vincenzo Guarracino e la postfazione di Alberto Longatti), presenta l’amplissima produzione di Fagetti, composta da scritti, lettere aperte e articoli di giornale. Le sezioni principali in cui si divide l’opera sono, infatti, “Finestre di storia e di vita” (Como, l’avvocatura, il giornalismo, il calcio, i maestri, il club di servizio), “Finestre di cronaca e di attualità” (in cui dell’eterogenea produzione giornalistica di Fagetti è presentata un’ampia scelta, distribuita su un arco temporale quasi ventennale) e “Le Finestre originali” (riscoperta di gustosissimi “esperimenti” giovanili, a metà strada tra scrittura creativa e reportage urbano, apparsi su “L’Ordine” a metà degli anni ’50).
La scheda completa è disponibile a questo indirizzo:
[http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/luigi-fagetti/finestre-di-citta-9788871852508-235229.html]. |
i mestieri delle botteghe artigiane di via Vitani e via Muralto, nei ricordi di LUIGI FAGETTI, Finestre di città: la Como che ho visto e la Como che vorrei, NODOLIBRI, 2014
VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE NODOLIBRI:
http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=268
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Luigi Fagetti, Finestre di città La “Cortesella” e dintorni, cinquant’anni fa e oltre… “Imboccando la via Vitani, con l’entrare da via Muralto, subito dopo il ristorante da Rino, c’era, in due o tre angusti locali sulla sinistra che si affacciavano con una vetrina sulla strada, la torrefazione dei coniugi Milani. Dalla porta sempre aperta, anche d’inverno, poiché in una torrefazione la temperatura non difetta mai, scorgevi la signora Milani sempre seduta dietro una scrivania; e, poco distante, il marito, intorno a una grande macchina che sembrava un marchingegno per caldarroste, ma dove dentro abbrustolivano e fumigavano i piccoli chicchi di caffè. […]“
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Il volume (282 pagine), che rientra nella storica collana “In prima persona” (e reca l’introduzione di Vincenzo Guarracino e la postfazione di Alberto Longatti), presenta l’amplissima produzione di Fagetti, composta da scritti, lettere aperte e articoli di giornale. Le sezioni principali in cui si divide l’opera sono, infatti, “Finestre di storia e di vita” (Como, l’avvocatura, il giornalismo, il calcio, i maestri, il club di servizio), “Finestre di cronaca e di attualità” (in cui dell’eterogenea produzione giornalistica di Fagetti è presentata un’ampia scelta, distribuita su un arco temporale quasi ventennale) e “Le Finestre originali” (riscoperta di gustosissimi “esperimenti” giovanili, a metà strada tra scrittura creativa e reportage urbano, apparsi su “L’Ordine” a metà degli anni ’50).
La scheda completa è disponibile a questo indirizzo:
[http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/luigi-fagetti/finestre-di-citta-9788871852508-235229.html]. —
Alla trasmissione di Espansione Tv “Angoli”, condotta da Claudia Ricifari, è intervenuto come ospite il nostro autore, l’avvocato Luigi Fagetti.
L’intervista televisiva è stata l’occasione per raccontare i contenuti e la genesi del libro Finestre di città. La Como che ho visto e la Como che vorrei.
Per chi volesse vederla, l’indirizzo è QUESTO [http://youtu.be/MUBhHkw1OH0].
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Gerardo Monizza Nove giorni alla Notte Tradizioni natalizie e verbi irregolari , NodoLibri
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Gerardo Monizza
Tradizioni natalizie e verbi irregolari Il Natale è una sanguisuga: asciuga le economie e le energie di intere famiglie. Pero è bello. Quasi necessario. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. In duemila anni s’è molto trasformato e, da evento pastorale, è arrivato al supermercato; dal buio della notte (santa?) all’esagerazione dell’illuminotecnica; dalla povertà (o meglio: dall’essenzialità) allo spreco. Come tutti i riti di passaggio (le lancette del tempo girano inesorabili, ma ripassano sul quadrante) anche il Natale è una festa che coinvolge tutta una comunità che attende non si sa bene cosa… Questo è il senso di Nove giorni alla Notte: nove storie più una (o nove pensieri, come più vi piace) che raccontano perché bisogna Illuminare, poi Spegnere, che siam nati per Sprecare, ma che dobbiamoAttendere, che ci tocca Regalare, che non possiamo non Augurare, che qualcuno deve Cucinare e altri Preparare, che bisogna Riunire e infine – purtroppo – Smontare. Nove storie più una da leggere senza fretta, da aprire con curiosità, come un calendario dell’Avvento, ma che dura di meno. Nove immagini più una, declinate all’infinito, per riflettere sulla festività più amata e detestata dell’anno. Un libro che dura solo dieci giorni |
Luigi Fagetti, Finestre di città. La Como che ho visto e la Como che vorrei, Nodolibri 2014
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Luigi Fagetti, ”Finestre di città”La Como che ho visto e la Como che vorrei Finalmente è disponibile il libro dell’avvocato Luigi Fagetti, dal titolo Finestre di città. La Como che ho visto e la Como che vorrei.Il volume (282 pagine), che rientra nella storica collana “In prima persona” (e reca l’introduzione di Vincenzo Guarracino e la postfazione di Alberto Longatti), presenta l’amplissima produzione di Fagetti, composta da scritti, lettere aperte e articoli di giornale.
Le sezioni principali in cui si divide l’opera sono, infatti, “Finestre di storia e di vita” (Como, l’avvocatura, il giornalismo, il calcio, i maestri, il club di servizio), “Finestre di cronaca e di attualità” (in cui dell’eterogenea produzione giornalistica di Fagetti è presentata un’ampia scelta, distribuita su un arco temporale quasi ventennale) e “Le Finestre originali” (riscoperta di gustosissimi “esperimenti” giovanili, a metà strada tra scrittura creativa e reportage urbano, apparsi su “L’Ordine” a metà degli anni ’50).
La scheda completa è disponibile a questo indirizzo:
[http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/luigi-fagetti/finestre-di-citta-9788871852508-235229.html]. |










