a: da classificare · barche · Mi ricordo

mi ricordo della LUPA. Ci ha fatto vedere il lago dal lago. Era il tempo della barca

Adieu, nell’agosto 2003

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Ferrario Carlo · Mi ricordo

Mi ricordo di Carlo Ferrario

A Carlo Ferrario, che il 3 aprile 2016 compie 85 anni, si addice il concetto di “intellettuale organico”: musicista, musicologo, romanziere, raccontatore, poeta, umorista, politico locale, dirigente provinciale e regionale …

Io, qui, lo ricordo alla presentazione del suo libro Alfabeto comasco, il 13 giugno 1990:

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E da quel libro estraggo un suo “sguardo” che è in totale sintonia emotiva con il mio “idem sentire”:

“Al ritorno da ogni viaggio che mi abbia portato in luoghi meravigliosi e felici, sento il bisogno di fare una capatina sulle nostre rive: una specie di affettuosa ricognizione per controllare se il lago di Como regga ancora il confronto con gli scenari famosi e i grandi panorami.

Col Corno d’Oro, l’isola di Patmos o Venezia negli occhi, neanche l’amore per le patrie sponde potrebbe indurmi a stravedere, ma il verdetto è ogni volta positivamente positivo … sono lieto che i nost sit siano qui a portata di vista” (pag. 61)

Auguri di memoria e sguardo, caro Carlo

Paolo Ferrario, del 1948


SistemaComo 2015 lo ricorda QUI:

http://www.jsc15.it/iniziative/notizie-iniziative/1411-auguri-carlo-ferrario-compie-85anni

 

a: da classificare · Mi ricordo

per ricordare la maratona notturna (21 e 30- 5 e 15) su TWIN PEAKS, alla Arena del teatro sociale, organizzata da Lake Como Film Festival, 25 luglio 2015


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Mi ricordo · Parisi Ico

Ico Parisi nel ricordo di Patrizia

“Un ricordo prezioso per me.

Una foto del Pa’ (Ico Parisi) fatta da me con la sua Polaroid”

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Centro Storico di Como · Mi ricordo · Tajana Tino · Tino T · via Cinque Giornate

mi ricordo una conversazione con Tino T. sulla Via 5 Giornate (e in particolare sullo “stallazzo”), Audio, Como, 29 settembre 2014

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CitazionI · Flo · Mi ricordo

Un ricordo di Fl., con la citazione del 2014

Davide Van De Sfroos:

Dove andrai a cadere foglia bruna
dove ti porteranno il vento e la fortuna
dondolando sopra il mio ramo
non ci ho ancora pensato
e anche se poi io ci penso
non potrò averlo saputo;
per il momento io danzo
fino a quando mi dovrò staccare
e dovunque io vada a cadere
dirò che ho volato.
 
AUDIO e VIDEO · Blue e Belle · Mi ricordo

mi ricordo: Blue e Belle, anniversario 26 agosto 2008-2009 – Video Dailymotion

Blue e Belle: anniversario 26 agosto 2008-2009 – Video Dailymotion.

Alberto L · Mi ricordo · morti e funerali

Alberto Leoni (1955 – 2014): nella mia biografia personale e in quella pubblica

Ci sono persone inscritte nella memoria biografica.

Per me Alberto Leoni è fra queste persone.

Lo ricordo alla Scuola regionale per operatori sociali del Comune di Milano, alla fine degli anni’70: impegnato, concreto, critico, intenso nelle relazioni interpersonali.

Ma lui è stato soprattutto un protagonista della cooperazione sociale, a partire dalla cooperativa “Futura”, nell’ambito dell’ospedale psichiatrico di Como.

Lo ricorda qui sotto Stefano Granata:

….

Leoni è una figura di riferimento per il mondo CGM e per tutta la cooperazione italiana. Fu pioniere, quando fondò la cooperativa “Futura” di Como nel 1984, con cui si impegnava per l’inserimento lavorativo di soggetti psichiatrici. Da lì nacque un lungo percorso sempre in prima fila, 30 anni vissuti tutti sul campo.

Una figura conosciutissima all’interno della rete ma allo stesso tempo poco nota al grande pubblico. È sempre stato molto dinamico e concreto, lontano anni luce dal dirigente da scrivania.

Si è sempre infatti occupato di filiere nazionali ma sempre con un piede sul territorio, dentro le cooperative e le produzioni. Una capacità di problem solving unica, accompagnata da una disponibilità, umanità e prossimità fuori dall’ordinario. Per noi è una perdita grave. Alberto era la sintesi laica di tutte le posizioni e i pensieri, umani e metodologici, all’interno di Cgm.

La sua scomparsa è stata un grande dolore per tutti. Viene a mancare un punto di riferimento.

Ma la malattia è stata anche una conferma e un segno. Perché nel dolore e nella fatica è venuta fuori tutta la sua profondità umana. Ha lavorato fino all’ultimo, dimostrando uno sguardo positivo e maturo sulla realtà che ci ha insegnato e ci insegna molto.

…. da : http://www.vita.it/non-profit/cooperative-sociali/alberto-leoni-una-vita-in-trincea-per-la-cooperazione.html

infarto · lettere e email · Mi ricordo

Carteggio epistolare con A P

Lettera ricevuta tramite Email:

…  avevamo avuto qualche scambio di opinioni in merito a Jung.

In ogni caso è tanto che vorrei scriverle, ma gli eventi della vita non mi avevano ancora concesso un momento di tranquillità e ora eccomi a riprendere in mano tutti i  miei propositi.

Come sta? Ho letto su facebook cosa le è accaduto ed è proprio in merito a questo che le scrivo.

A maggio seguivo il suo cammino di ripresa tramite web e mi sono sentita molto colpita mentre leggevo le sue pagine di diario che ha deciso di condividere. Ho provato nei suoi confronti una grandissima ammirazione, innanzitutto per la scelta di donare alla rete, a un social network, frammenti di un suo vissuto molto intimo, mi sono interrogata molto su questo suo essere e fare dono di sè, di vissuti esistenziali ad altri.

Ho sempre pensato che le storie sono un dono e nel leggerLa mi sono sentita in qualche modo chiamata alla custodia dei suoi racconti. Pur non conoscendola è riuscito a creare sensibilmente una grande tesminonianza di vita, di una vita che stava per incontare la morte. E io che ho letto, mentre passeggiavo spensieratamente sul web, mi sono stupita da quanta vita stava circolando in quel momento nei suoi racconti e attorno a essi.

Le storie ci toccano sempre, le pagine di diario ci chiedono ascolto, invitano alla presa in cura di esse perchè in qualche modo ci riguardano sempre; in quanto esseri umani non condividiamo solo il logos come nostro tratto distintivo, ma anche il pathos e siamo umani proprio perchè sempre esposti, sempre in balia di circostanze, di condizioni ed eventi che non scegliamo.

Ma a partire da questo fondo comune penso che ciascuno ha la facoltà di scegliere come reagire a questi contenuti non in nostro potere e sono rimasta molto colpita dal leggere come lei abbia affrontato questa tappa, sicuramente non facile, del suo percorso in maniera che mi verrebbe da dire filosofica.

Mi hanno colpito molto le sue riflessioni che hanno accompagnato l’evolversi dell’accaduto e mi ha stupito quanto l’attività pensante abbia dato inedita forma alla vicenda. é stata per me una forte e ammirevole dimostrazione di come l’esperienza infonda energia e slancio all’attività intellettuale e di come essa infondi vitalità e nuovo spessore all’esistenza.

Il fiorire umano trova terreno fertile anche nell’attraversamento del dolore e della sofferenza, ma solo se trova un anima disposta a far abitare in lei questo abito ovvero questo modo filosofico di condurre la vita, di portarsi e condursi con consapevolezza, con capacità contemplativa di fronte alle vicende della vita che le trattiene, senza negarle o aggirarle, per farne motilità evolutiva, spinta desiderante di riuscire a proseguire nel proprio inverarsi.
questo è ciò che mi hanno suscitato le sue scritture e la ringrazio per le sue condivisioni, per la sua testimonianza di quanto coraggio ha manifestato, coraggio inteso come capacità di stare anche là dove non vorremmo essere e accettarlo come fonte di ispirazione per ritrovarsi e ricontattarsi ancora di più.

Ho riflettuto a lungo se era bene condividere con lei questi miei pensieri, anche a tratti confusi, ma penso che al giorno d’oggi troppo spesso si rinuncia a condividere pensieri, sensazioni ed emozioni e tutto ciò contribuisce a inaridire le relazioni umane perchè è anche grazie ai pensieri altrui che si cresce sempre in conoscenza di sè.
Augurandole una serena estate,
le porgo un caro saluto.

…………………………….

RISPONDO

certo che mi ricordo di lei, per quel nostro breve scambio su Carl GustavJung.

la sua lettera mi fa un immenso piacere. Un po’ perchè è bello per un formatore trovare una persona incontrata …  che vuole interagire con me non solo in un rapporto … , ma anche attorno a questa mia vicenda biografica.

e poi proprio per le cose che dice, per le sue considerazioni che colgono appieno le mie intenzioni.

Come sa sono del 1948 e tutti i miei amici della stessa generazione proprio non capiscono questa mia voglia di usare internet a tutto campo. e così non leggono quasi nulla di quello che scrivo Inoltre dicono che espongo troppo il mio io. Eppure Montaigne già alla fine del ‘500 diceva: “

“E’ mia abitudine dire senza paura tutto quello che faccio, senza esitazione”

E’ un paradosso, ma loro (i miei contemporanei)  non verranno mai a sapere i grovigli della mia vicenda personale proprio nei momenti più culminanti, di “messa a prova” e nella magnifica operazione di “mettere su carta” i vissuti. Perchè le parole volano, mentre gli scritti rimangono

lei, invece, parla di questi “messaggi messi in una bottiglia” come un dono per alcuni coloro che li leggono. E’ un piacere trovare consenso nel mio gesto di “mettere in vista”

perchè lo faccio? perchè metto in mostra questi frammenti biografici?

la risposta è : perchè sento che mi fa bene e che contribuisce a “migliorare la soggettività alle condizioni oggettive date”.

sento che allargare lo sguardo con la cultura, le citazioni, le scoperte filosofiche (Epitteto mi è diventato amico e lui parla da duemila anni fa!), con piccole tracce trovate e incollate qui e là contribuisce a dare senso al tempo presente.

farlo su un diario pubblico o su facebook a me viene spontaneo e (di più) lo trovo culturalmente interessante. Lo schermo è come il foglio bianco. e poi il gesto di buttarli nella rete diventa una forma di comunicazione. C’è una intensificazione del messaggio. Innanzitutto per me che scrivo e forse anche per chi legge.

Voi ai corsi di *** sapete l’importanza della scrittura autobiografica. ecc: per me internet ne amplifica il segnale. E’ vero: scrivere è terapeutico.

Lei parla anche di “attività pensante”. E’ proprio così: pensare ha una sua potenza espressiva che contribuisce a organizzare diversamente il rapporto con un corpo che agisce secondo i suoi automatismi da “anima bassa” (magnifica la rielaborazione di Jacques Schlanger, forse la avrà letta qui: http://antemp.com/2014/06/20/jacques-schlanger-e-il-pensiero-stoico-romano-lanima-bassa/)

Insomma: leggere e scrivere mi fa bene.

e mi fa anche bene ricevere una lettera come la sua

Grazie ancora

e a lei i miei auguri di buona continuazione degli *** e di buon futuro

cari saluti

infarto · lettere e email · Massimo N · Mi ricordo

carteggio epistolare con M

Ciao Paolo, sono stato informato di quanto successo
proprio un mese fa…
Immagino il “terremoto” psicologico ed emotivo
che questa cosa possa comportare e comunque sono
momenti molto difficili al di la di quello che si possa immaginare.
Anche se non abbiamo  occasione di vederci da anni,  il mio ricordo
è sempre molto legato a te e a Luciana (è stato un momento intenso della mia vita).
Sono contento al di la della gravità dell’evento che tutto sia andato per il meglio
anche se la riabilitazione e il ripristino di tutte le funzionalità richiedono tempo e pazienza.
Un forte abbraccio a te e a Luciana oltre che ad un messaggio di vicinanza animica.
Sono convinto inoltre che tutta la grande quantita di splendida musica che sei solito ascoltare
possa avere anche una funzione terapeutica.
Con affetto
***

caro ***
che bella la tua lettera! mi ha molto colpito il tuo modo sensibile di cogliere la mia vicenda
sai tutto del mio infarto. ma se vorrai sapere anche in futuro, racconto tutto nella mia autobiografia (http://paolodel1948.com/category/diario-e-lettere/malattie/infarto/)
in queste settimane ho molto riattivato i ricordi, che sono davvero gli aspetti della nostra vita più duraturi e profondi.
lo dico perchè di te ho davvero, ricordi splendidi. la tua pacatezza, il non volere imporre punti di vista, il nostro “idem sentire” nella musica (conservo ancora la tua cassetta audio sull’11 settembre), ricordo perfino un tuo sorprenderti per la bellezza di una ortensia di coatesa (che, fra l’altro sta benissimo e che quest’anno è splendente)
gli anni 80 a coatesa erano quelli della nostra “forza”. avevamo molte energie
oggi devo tutelare la mia debolezza. Preferisco non vedere nessuno (mi estenua raccontare ogni volta quello che è successo e sentire le solite frasi sul “come stai”, “cosa devo fare”. mi annienta sentire i soliti giudizi sommari sulla politica, sugli altri,  ….). una “mazzata” così insegna anche il vaore dele cose essenziali
è per questo che mi racconto sui miei blog: verba volant, scripta manent
sto apprendendo a convivere con la lentezza e con una malattia imprevedibile di questo sottovalutato organo grande come un pugno e che batte il ritmo del tempo che passa
per fortuna como è una città magnifica per essere camminata a “passo lento” e coatesa (anche se ora è meno accudita di un tempo, perchè il lavoro di manutenzione richiede fatica) è una risorsa vitale fondamentale
sono felice del tuo messaggio e ora riceverai, ogni tanto, mie notizie
un abbraccio e buoni giorni futuri
Mi ricordo · Severino Emanuele

Emanuele Severino, RICORDARE E' IMPORTANTE …

Camminare in COMO città · Giorgio L. (1949); Giovanna B. · infarto · lettere e email · Mi ricordo

carteggio epistolare con G

Caro Paolo, ti vedo finalmente dopo il tuo ricovero in Valduce !  Volevo venire a trovarti lì (conosco qualche modo di entrare fuori orario) ma Luciana ha detto a *** che era meglio aspettare. Poi sei tornato presto a casa, ma preferisci un po’ “tenere le distanze” , come mi sembra di capire.
Mi fa quindi molto piacere che tu adesso esca a camminare anche in luoghi affollati, un po’ incasinati, con tanti visitatori e turisti curiosi.
Io sabato e anche la mattina di domenica 1° giugno ero nel bellissimo convento di Sant’Abbondio (magnificamente restaurato anche con l’appoggio del ns amico Tino, che per primo mi aveva fatto visitare il cantiere anni fa) ad ascoltare dal vivo le interessanti testimonianze degli invitati, tra loro diversi ma tutti molto genuini e coinvolgenti (testa e cuore), dall’imprenditrice farmaceutica Zambon (che dirige dal Veneto una multinazionale) allo strategist/designer architetto Lanzone di Milano.
Nell’intervallo ho rivisitato la magnifica chiesa romanica, che la simpatica giovane studente-guida Jacopo Borghi che mi ha spiegato che nel 1013 si cominciò a costruire questa chiesa un po’ “nordica” , utilizzando anche antichi materiali romani. Tra questi anche una colonna di marmo bianco (oggi rinforzata da armatura di ferro) a sua volta fatta arrivare 2000 anni fa dalla Grecia da qualche ricco romano.
Nel tuo peregrinare per la città, ti suggerisco un allungo mattutino a Sant’Abbondio, che è rivolto ad est .
Spero anche di rivederti presto : ricordo ancora con grande piacere quando tu sei venuto a trovarmi a casa dopo il mio intervento al San Raffaele.
Anch’io voglio venire a trovarti.
A presto !  Un abbraccio,  ***

rispondo nell’immediato:

grazie ***

per questa tua lettera affettuosa e molto nel tuo “stile” che apprezzo: quello del raccontare, entrando nei dettagli

é vero: l’infarto ha accentuato la mia tendenza “isolazionistica”. Mi trovo bene nei rapporti di scrittura (scripta manent) un po’ meno in quelli faccia a faccia (verba volant)

ti devo spiegare il perchè. Se vuoi è un problema “filosofico”: sono alla ricerca delle cose vere. quelle di cui parla emanuele severino: eccezionale “terapeuta” nelle notti della fase intensiva. e le cose vere (la verità filosofica, non quella delle religioni) sono aggredite con violenza dalla malattia del “giudicazionismo”. quel brontolamento continuo, insistito, rivendicativo sui fatti della vita, della cultura e della politica

un infarto mette a prova tutto: il corpo (con la sua debolezza) e la psiche.

la mia “fortuna” è quella di poter leggere molto, di poter scrivere, di incollare qui e là il mio privato secondo il motto del secondo aiutante terapeutico di questi giorni: michel de montaigne che dice

“E’ mia abitudine dire senza paura tutto quello che faccio, senza esitazione”, Michel de Montaigne, 1570

​Anche il tuo racconto su sant’abbondio è “terapeutico”: proprio perchè “racconti” e non giudichi. anzi parli bene di quello straordinario “intellettuale organico” che è tino tajana

e hai ragione: devo includere le camminate verso ​est. verso sant’abbondio, per far risuonare i miei passi lungo quelle navate

non riesco a valutare per quanto tempo ancora starò dentro a questa auto clausura. fra l’altro devo elaborare il lutto durissimo (per certi versi forte come l’infarto) di dover abbandonare la mia attività di formazione all’università

però, stai certo, che tu, amico del mio affacciarmi alla vita adulta (era il 1966 o 1967 l’anno della conoscenza, al cineforum sui film di bergman) sarai fra i primi cui busserò alla porta

un abbraccio

e cari saluti e buon futuro