Mi ricordo · Paolo Ferrario · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

Paolo Ferrario, Como, 1948 – Disposizioni anticipate di trattamento e consenso informato in caso di malattia invalidante e grave. Scritto l’8  Ottobre 2008, confermato e aggiornato il 15 dicembre 2017, dopo l’approvazione della legge

Scritto il 8  Ottobre 2008, confermato e aggiornato il 15 dicembre 2017, dopo l’approvazione della legge anche al Senato

 

Io sottoscritto, Paolo Ferrario, nato a Como il 26 novembre 1948 e residente in questa città, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, dichiaro quanto segue.
Potrebbe accadere che, a un certo punto della mia vita, mi venga a trovare in uno stato di malattia allo stadio terminale, coma irreversibile, morte cerebrale e, in generale, in un qualsiasi stato fisico nel quale la mia sopravvivenza sia legata all’utilizzo non temporaneo di macchine o altri sistemi artificiali, compresa l’alimentazione e l’idratazione forzata.

Nel caso fossi nelle condizioni di esprimere il mio consenso informato sono certo che non accetterei una degradazione corporea oltraggiosa per il mio sentimento della dignità personale. E, dunque, rifiuterei le “cure”.

Nel caso, invece, in cui fossi impossibilitato a esprimere la mia volontà, chiedo ora a mia moglie, alle persone che mi hanno conosciuto, al personale di assistenza che incontrerò, ai detestabili comitati di bioetica che vorrebbero decidere per me, al giudice che sarà chiamato ad emettere una sua sentenza, un gesto di compassione.

Faccio mia la definizione di “compassione” nella sua accezione buddhista di “un sentimento considerato portatore, per ogni essere senziente, del desiderio del bene per gli altri”.
Ritengo che ogni forma di accanimento terapeutico che venisse praticato contro la mia volontà  sia un atto di crudeltà, lesivo della mia dignità di essere umano. Di conseguenza, considero la sospensione di tali trattamenti come un gesto di compassione.

Ho paura della morte, e ancora più della sofferenza, tanto più se inutile e indotta da tecnologie mediche (delle quali apprezzo immensamente i progressi scientifici e tecnici) ormai impossibilitate a consentire una qualità di vita accettabile alla mia sensibilità psicologica ed esistenziale. Vorrei tuttavia poterla accogliere come un lungo ed eterno sonno dove le molecole momentaneamente aggregate nel mio attuale corpo si stanno riaggregando in altre forme di vita. Là, nell’infinito che mi pre-esisteva e che continuerà oltre il mio temporale Io.

Considero l’essere tenuto in vita da un macchinario che si sostituisce permanentemente alle mie funzioni vitali una violenza da me non voluta che ritarda l’appuntamento che comunque mi aspetta, come per qualunque essere vivente.
Il corpo che ho avuto in prestito in vita lo cedo per trapianti. Nel caso incerto che ci fosse ancora qualcosa di utilizzabile

Per quello che potrà contare, lascio, infine, questa volontà.

Non vorrò funerali alla mia morte.

Le regole burocratiche decidano dove dovranno andare le mie ceneri. Mi piacerebbe che fossero restituite alla terra, nel luogo che più ho amato, oppure al lago che non ho mai abbandonato in tutto il corso del tempo.che il  destino mi ha affidato.

La morte è la soglia inevitabile che attende ciascuno.

Le religioni pretendono di parlare di una ipotetica vita che ci sarà oltre quella soglia. La loro parola è violenza, essendo le religioni le prime “omicide” di ogni uomo che, da “essente” è destinato alla “gioia”, prima ancora che esse volessero far valere il loro bisogno di dominio attraverso i loro mostruosi “ministri”

Al mortale non è dato sapere cosa effettivamente ci sarà. Conta solo e soltanto il tempo presente e il ricordo. Tempo presente e ricordo conducono agli “eterni”. Non c’è bisogno di religioni

L’unica cosa che effettivamente possiamo fare è dare grande importanza all’ogni attimo che si manifesta prima di quella soglia.

Le persone vanno trattate bene, o male, prima della morte. Prego, dunque, che mi sia socialmente risparmiata l’ipocrisia del falso cordoglio funebre nei riti dei funerali

Paolo Ferrario

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Avatar di Paolo FerrarioMAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

Io sottoscritto, Paolo Ferrario, nato a Como il 26 novembre 1948 e residente in questa città, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, dichiaro quanto segue.
Potrebbe accadere che, a un certo punto della mia vita, mi venga a trovare in uno stato di malattia allo stadio terminale, coma irreversibile, morte cerebrale e, in generale, in un qualsiasi stato fisico nel quale la mia sopravvivenza sia legata all’utilizzo non temporaneo di macchine o altri sistemi artificiali, compresa l’alimentazione e l’idratazione forzata.

Nel caso fossi nelle condizioni di esprimere il mio consenso informato sono certo che non accetterei una degradazione corporea oltraggiosa per il mio sentimento della dignità personale. E, dunque, rifiuterei le “cure”.

Nel caso, invece, in cui fossi impossibilitato a esprimere la mia volontà, chiedo ora a mia moglie, alle persone che mi hanno conosciuto, al personale di assistenza che incontrerò, ai detestabili comitati di bioetica che vorrebbero…

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Faggeto · Mi ricordo · Pognana · Strada Regia · Torno

mi ricordo di quella volta in cui ho camminato per una parte del sentiero della Strada Regia, da Torno a Faggeto, e poi lungo lo stradone per arrivare a Pognana, autunno 2017, 25 ottobre – dal blog Tracce e Sentieri

 

segue ….

per vedere l’intero percorso vai a 

Sorgente: mi ricordo di quella volta in cui ho camminato per una parte del sentiero della Strada Regia, da Torno a Faggeto ( e poi arrivare a Pognana lungo lo stradone), autunno 2017, 25 ottobre – Tracce e Sentieri

a: da classificare · Mi ricordo · Piazzaga (frazione di Torno) · Torno

Torno (Lago di Como): ricordi d’infanzia, 1948-1954. Da “piazza del bar pianta”, passando per la mulattiera di Piazzaga e arrivando alla casa di allora, 24 ottobre 2017

Biblioteca comunale di Nesso · Gianfranco Garganigo · Mi ricordo · NESSO · Peron Ettore e Dell'Acqua Davide

un ricordo di GIANFRANCO GARGANIGO (1944-2017): il suo intervento alla presentazione del libro NESSO E DINTORNI di Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, Itinelario editore. 26 Febbraio 2016. Video di 8 minuti

vedi gli altri i video e l’indice del libro:

https://coatesa.com/2016/02/27/video-della-presentazione-di-ettore-maria-peron-davide-dellacqua-patrizia-azimonti-nesso-e-dintorni-26-febbbraio-2016/

a: da classificare · amici nei giorni di Coatesa · Lettere · lettere e email · Mi ricordo

ricordare due giorni di agosto con Nottola (detta anche Stefania)

Cara la mia ragazza, già mi manchi. Ho inviato su Messenger a Paolo qualche foto ed ora te ne invio un paio per te. Sono stati due giorni speciali, che mi hanno aperto gli occhi ed il cuore ad un mondo “altro”, così importante e coinvolgente. Stare in relazione con voi, con le piante, il lago, gli alberi gli animali, l’orto significa risintonizzarsi su altri livelli. Cosa che per voi è naturale ed è bello vedervi immersi nel tempo e luogo ove siete in quel momento.  Splendido. Intanto ti abbraccio e ringrazio immensamente te e Paolo per questo dono. Grazie. Nottola (detta anche Stefania)

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a: da classificare · amici nei giorni di Coatesa · Batt · Mi ricordo

Mi ricordo: l’arrivo degli artisti: Z., L., F., Batt, 29 luglio 2017

a: da classificare · amici nei giorni di Coatesa · Mi ricordo · polis · Politica locale - Como

Gianfranco. Il ricordo di un vero”militante”, amico di una vita politica

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

Ci sono persone indimenticabili.
L’ho conosciuto nel 1973. Alla federazione del Pci, impegnato nella commissione fabbriche.
Poi nei comitati federali negli anni ’70 e ’80.
Poi nella sua militanza associativa: sindacato e volontariato.
Poi, ancora, come animatore della Biblioteca di Nesso dove ha promosso una eccezionale collana di libri di storia.locale.
Ricordo infinite occasioni di incontro con lui.
In lui ho conosciuto il vero “militante”.
Mi mancheranno le costruttive “parlate” (“parlare”, non “chiacchierare”)
Molto affetto per Albertina e un ricordo indelebile di Gianfranco Garganigo.
Ed è il “ricordare” che rende eterna una vita:
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amici nei giorni di Coatesa · Gianfranco Garganigo · Mi ricordo

Gianfranco Garganigo. Il ricordo di un vero”militante”, amico di una vita politica – 16 giugno 2018

Ci sono persone indimenticabili.
L’ho conosciuto nel 1973. Alla federazione del Pci, impegnato nella commissione fabbriche.
Poi nei comitati federali negli anni ’70 e ’80.
Poi nella sua militanza associativa: sindacato e volontariato.
Poi, ancora, come animatore della Biblioteca di Nesso dove ha promosso una eccezionale collana di libri di storia.locale.
Ricordo infinite occasioni di incontro con lui.
In lui ho conosciuto il vero “militante”.
Mi mancheranno le costruttive “parlate” (“parlare”, non “chiacchierare”)
Molto affetto per Albertina e un ricordo indelebile di Gianfranco Garganigo.
Ed è il “ricordare” che rende eterna una vita:
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il funerale di Gianfranco Garganigo segretario del Circolo PD Lago Est e  presidente Auser, oltre ad aver ricoperto numerosi incarichi nel modo sindacale e dell’associazionismo comasco  deceduto nella giornata di venerdì sarà celebrato in forma civile Lunedi 19 giugno 2017 ore 10,30  presso il cimitero di Nesso

Cordialmente

La segreteria Organizzativa PD COMO

via Gianfranco. Il ricordo di un vero”militante”, amico di una vita politica – TRACCE e SENTIERI

Mi ricordo · MUSICA

COMO LAKE JAZZ CLUB COMO. La rinascita del Jazz Club Como. E un ricordo di Guido Ferrario (1917-1988), da BiBazz, 25 maggio 2017

Una buona notizia per gli appassionati di jazz, sempre più numerosi sul territorio lariano. Lo dimostra il successo inatteso e indiscutibile di una manifestazione come Comin’ jazz che, due mesi fa, ha totalizzato un “tutto esaurito” dopo l’altro valorizzando la scena locale, ma anche portando a esibirsi in città nomi di rilevanza nazionale e internazionale.

Lo stesso spirito che, per tanti anni, ha animato il Jazz Club Como. Ebbene, quell’associazione rinasce, oggi, proprio forte dell’esperienza di questo ultimo mini festival che ha convinto Edmondo Canonico, presidente, e Gianni Dolci, suo vice, ha riprendere ufficialmente le fila di quel discorso. Un discorso iniziato nel 1980, su impulso di Guido Ferrario, proprietario di un negozio di dischi rimpianto dai collezionisti, l’Angolo del disco, e grandissimo appassionato e conoscitore, e interrottosi nel 2002, quando il club ha chiuso la sede di Casate.

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Sorgente: BiBazz | Como Lake Jazz Club: la rinascita

La prima azione ufficiale del Como Lake Jazz Club è, naturalmente, un concerto. Giovedì 25 maggio alle 21 da Nerolidio in via Sant’Abbondio la “data zero” con una piccola storia del jazz. La tradizione del Dixieland Quartet di Giancarlo Mariani (tromba), Marcello Noia (clarinetto e sax), Fiorenzo Gualandris (tuba) e Alberto Guareschi (banjo), la contaminazione con il jazz manouche del Larghi – Pietrucci – Semeraro Trio, e l’avanguardia con il Vocal Project di Boris Savoldelli

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a: da classificare · Mi ricordo · mi ricordo Luciana · Paolo Ferrario

mi ricordo la HYUNDAI ATOS, 1998-2017. Como-Nesso/Coatesa; Nesso/Coatesa-Como

2 Vialetto della VITE DELL'UVA e dell'ACERO GIAPPONESE · a: da classificare · autunno · Mi ricordo

mi ricordo la VIA DELLA VITE, Coatesa, autunno 2016

a: da classificare · Fiori · Mi ricordo

Mi ricordo delle BELLE DI GIORNO, 11 agosto 2016