GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa · Mi ricordo

l’Orto/Giardino come era l’8 giugno 2017. Anche per ricordare che ci stiamo avvicinando alla primavera e alla estate

AUDIO e VIDEO · BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Biblioteca comunale di Nesso · Paolo Ferrario · Riva Simona · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

SIMONA RIVA, NON CI SIAMO DETTI ADDIO, Youcanprint edizioni. VIDEO della presentazione del libro alla Biblioteca di Nesso (Como), il 21 gennaio 2018. Intervengono: Cristiana Gambotti, Paolo Ferrario, Gianluca Vagnarelli

Mi ricordo

il chiosco MAZZA DOMENICO IL SEME, di Porta Torre non ci sarà più, gennaio 2018

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BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Biblioteca comunale di Nesso · Paolo Ferrario · Riva Simona

SIMONA RIVA, NON CI SIAMO DETTI ADDIO, Youcanprint edizioni. Paolo Ferrario presenta il libro alla Biblioteca di Nesso, 20 gennaio 2018, ore 21

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amici nei giorni di Coatesa · Mi ricordo · Vicini di casa

GRAZIE a Luigina per avermi fatto conoscere questo libro prezioso: POLLINI LUCA, Immortali. Storia e gloria di oggetti leggendari, Fotografie di Barbara Lei; prefazione di Tommaso Labranca, Morellini editore, 2016, p. 136

Mi ricordo · via Cinque Giornate

“Ci vediamo al bar DA GINO?”. In pensione Biagio de Biasi, detto Gino. Una vita al Como Bar Internet di Via Volta, angolo Via Cinque Giornate, da La Provincia, 18 dicembre 2017

STELLA CORRADI AIDS1974

Mi ricordo · Paolo Ferrario · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

Paolo Ferrario, Como, 1948 – Disposizioni anticipate di trattamento e consenso informato in caso di malattia invalidante e grave. Scritto l’8  Ottobre 2008, confermato e aggiornato il 15 dicembre 2017, dopo l’approvazione della legge

Scritto il 8  Ottobre 2008, confermato e aggiornato il 15 dicembre 2017, dopo l’approvazione della legge anche al Senato

 

Io sottoscritto, Paolo Ferrario, nato a Como il 26 novembre 1948 e residente in questa città, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, dichiaro quanto segue.
Potrebbe accadere che, a un certo punto della mia vita, mi venga a trovare in uno stato di malattia allo stadio terminale, coma irreversibile, morte cerebrale e, in generale, in un qualsiasi stato fisico nel quale la mia sopravvivenza sia legata all’utilizzo non temporaneo di macchine o altri sistemi artificiali, compresa l’alimentazione e l’idratazione forzata.

Nel caso fossi nelle condizioni di esprimere il mio consenso informato sono certo che non accetterei una degradazione corporea oltraggiosa per il mio sentimento della dignità personale. E, dunque, rifiuterei le “cure”.

Nel caso, invece, in cui fossi impossibilitato a esprimere la mia volontà, chiedo ora a mia moglie, alle persone che mi hanno conosciuto, al personale di assistenza che incontrerò, ai detestabili comitati di bioetica che vorrebbero decidere per me, al giudice che sarà chiamato ad emettere una sua sentenza, un gesto di compassione.

Faccio mia la definizione di “compassione” nella sua accezione buddhista di “un sentimento considerato portatore, per ogni essere senziente, del desiderio del bene per gli altri”.
Ritengo che ogni forma di accanimento terapeutico che venisse praticato contro la mia volontà  sia un atto di crudeltà, lesivo della mia dignità di essere umano. Di conseguenza, considero la sospensione di tali trattamenti come un gesto di compassione.

Ho paura della morte, e ancora più della sofferenza, tanto più se inutile e indotta da tecnologie mediche (delle quali apprezzo immensamente i progressi scientifici e tecnici) ormai impossibilitate a consentire una qualità di vita accettabile alla mia sensibilità psicologica ed esistenziale. Vorrei tuttavia poterla accogliere come un lungo ed eterno sonno dove le molecole momentaneamente aggregate nel mio attuale corpo si stanno riaggregando in altre forme di vita. Là, nell’infinito che mi pre-esisteva e che continuerà oltre il mio temporale Io.

Considero l’essere tenuto in vita da un macchinario che si sostituisce permanentemente alle mie funzioni vitali una violenza da me non voluta che ritarda l’appuntamento che comunque mi aspetta, come per qualunque essere vivente.
Il corpo che ho avuto in prestito in vita lo cedo per trapianti. Nel caso incerto che ci fosse ancora qualcosa di utilizzabile

Per quello che potrà contare, lascio, infine, questa volontà.

Non vorrò funerali alla mia morte.

Le regole burocratiche decidano dove dovranno andare le mie ceneri. Mi piacerebbe che fossero restituite alla terra, nel luogo che più ho amato, oppure al lago che non ho mai abbandonato in tutto il corso del tempo.che il  destino mi ha affidato.

La morte è la soglia inevitabile che attende ciascuno.

Le religioni pretendono di parlare di una ipotetica vita che ci sarà oltre quella soglia. La loro parola è violenza, essendo le religioni le prime “omicide” di ogni uomo che, da “essente” è destinato alla “gioia”, prima ancora che esse volessero far valere il loro bisogno di dominio attraverso i loro mostruosi “ministri”

Al mortale non è dato sapere cosa effettivamente ci sarà. Conta solo e soltanto il tempo presente e il ricordo. Tempo presente e ricordo conducono agli “eterni”. Non c’è bisogno di religioni

L’unica cosa che effettivamente possiamo fare è dare grande importanza all’ogni attimo che si manifesta prima di quella soglia.

Le persone vanno trattate bene, o male, prima della morte. Prego, dunque, che mi sia socialmente risparmiata l’ipocrisia del falso cordoglio funebre nei riti dei funerali

Paolo Ferrario

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Avatar di Paolo FerrarioMAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

Io sottoscritto, Paolo Ferrario, nato a Como il 26 novembre 1948 e residente in questa città, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, dichiaro quanto segue.
Potrebbe accadere che, a un certo punto della mia vita, mi venga a trovare in uno stato di malattia allo stadio terminale, coma irreversibile, morte cerebrale e, in generale, in un qualsiasi stato fisico nel quale la mia sopravvivenza sia legata all’utilizzo non temporaneo di macchine o altri sistemi artificiali, compresa l’alimentazione e l’idratazione forzata.

Nel caso fossi nelle condizioni di esprimere il mio consenso informato sono certo che non accetterei una degradazione corporea oltraggiosa per il mio sentimento della dignità personale. E, dunque, rifiuterei le “cure”.

Nel caso, invece, in cui fossi impossibilitato a esprimere la mia volontà, chiedo ora a mia moglie, alle persone che mi hanno conosciuto, al personale di assistenza che incontrerò, ai detestabili comitati di bioetica che vorrebbero…

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Paolo Ferrario · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Il Club Esperia a Como, in ICOM_305. ICOMOGRAFIE

Storie per immagini da Como, Lario e Brianza: Tradizione ed esperienza della cultura popolare

per la scheda vai a

Sorgente: ICOM_305. ICOMOGRAFIE: Sodalizi. Il Club Esperia a Como

Faggeto · Mi ricordo · Pognana · Strada Regia · Torno

mi ricordo di quella volta in cui ho camminato per una parte del sentiero della Strada Regia, da Torno a Faggeto, e poi lungo lo stradone per arrivare a Pognana, autunno 2017, 25 ottobre – dal blog Tracce e Sentieri

 

segue ….

per vedere l’intero percorso vai a 

Sorgente: mi ricordo di quella volta in cui ho camminato per una parte del sentiero della Strada Regia, da Torno a Faggeto ( e poi arrivare a Pognana lungo lo stradone), autunno 2017, 25 ottobre – Tracce e Sentieri

a: da classificare · Mi ricordo · Piazzaga (frazione di Torno) · Torno

Torno (Lago di Como): ricordi d’infanzia, 1948-1954. Da “piazza del bar pianta”, passando per la mulattiera di Piazzaga e arrivando alla casa di allora, 24 ottobre 2017

Biblioteca comunale di Nesso · Gianfranco Garganigo · Mi ricordo · NESSO · Peron Ettore e Dell'Acqua Davide

un ricordo di GIANFRANCO GARGANIGO (1944-2017): il suo intervento alla presentazione del libro NESSO E DINTORNI di Ettore Maria Peron, Davide Dell’Acqua, Patrizia Azimonti, Itinelario editore. 26 Febbraio 2016. Video di 8 minuti

vedi gli altri i video e l’indice del libro:

https://coatesa.com/2016/02/27/video-della-presentazione-di-ettore-maria-peron-davide-dellacqua-patrizia-azimonti-nesso-e-dintorni-26-febbbraio-2016/

a: da classificare · amici nei giorni di Coatesa · Paolo Ferrario

“Eredità”. Il concetto di HERITAGE nel diritto anglo-americano. Preziosa scheda di Alessandra, che la lascia “in eredità” per noi

Avatar di Paolo FerrarioMAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

HERITAGE

Il diritto anglo-americano prevede nella sua dizione di EREDITA’ la costituzione di LASCITI che sopravvivano ad intere generazioni come MEMORIA STORICA, EREDITA’ CULTURALE, LINGUAGGIO, TRADIZIONE che oltrepassano l’umano dolore della perdita di un nostro caro.

E’ la visione ultraterrena, futuristica di ciò che potremmo lasciare al venire meno di quell’alito di vento che chiamiamo “vita”.

La morte è un passaggio, ma le nostre DISPOSIZIONI sono il tributo tangibile che un BENE possa essere UTILE (HELPFULL), sia economicamente, che artisticamente o culturalmente ad intere ISTITUZIONI, POPOLIse non addirittura ad  intere NAZIONI.

Pensiamo alle FONDAZIONI, nella costituzione come dettati della COMMON LAW, che maneggiano patrimoni che dispongono di lasciti, brevetti, opere di tale valore che possono cambiare perfino il corso della vita di milioni di persone (esempio Pasteur e il suo vaccino).

L’HERITAGE è la manifestazione della nostra grandezza, l’amore per il prossimo e la visione di ciò che noi siamo…

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