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“Come farfalle…quando la vita diventa un volo” di Miriana Ronchetti, 21 ottobre 2017

Alle 21 di sabato 21 ottobre 2017, Teatroarte Orizzonti Inclinati al Teatro nuovo di Rebbio (via A. Lissi, 9, Como) lo spettacolo di Miriana Ronchetti Come farfalle… quando la vita diventa un volo

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Alle 21 di sabato 21 ottobre, Teatroarte Orizzonti Inclinati al Teatro nuovo di Rebbio (via A. Lissi, 9) lo spettacolo di Miriana Ronchetti Come farfalle… quando la vita diventa un volo. Di seguito il comunicato stampa:

Come farfalle …quando la vita diventa un volo (60′)
Teatro Nuovo di Rebbio, sabato 21 ottobre, ore 21

Storia teatrale di Miriana Ronchetti che racconta le vicissitudini di una figlia alle prese con la cura quotidiana alla madre affetta da demenza. L’evento è finalizzato a sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche relative alla demenza senile e la malattia di Alzheimer, organizzato da Progetto Sociale onlus Cantù in collaborazione con Associazione Asylum Camerlata.

Il costo del biglietto è 10 euro.
Per informazioni : tel. Progetto Sociale  031 715310  oppure  teatroarte: cell 329.3817686

Qui un video di presentazione dello spettacolo.

La storia
Una donna, a un certo punto della sua esistenza, inizia a tralasciare tutte le sue abitudini, il…

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cinema Astra

Cinema Astra di Como: si riparte con Silvio Soldini, Il colore nascosto delle cose, in BiBazz, 21 settembre 2017

per fortuna, il monosala cittadino ha di fronte a sé un futuro con rinnovate speranze e, soprattutto, meno a tinte fosche rispetto ad alcuni mesi fa. «I problemi restano, ma il pericolo della chiusura è meno incombente. Sarà fondamentale avere un importante segnale da parte degli affezionati ma anche di chi, semplicemente, ama il cinema di qualità vissuto insieme con sguardo consapevole», spiega il regista Paolo Lipari, nuovo direttore dell’Acecc, l’associazione che gestisce la struttura per conto dell’Ufficio cinema della Diocesi. L’obiettivo è diventare sempre più la “sala della comunità”, punto di riferimento culturale e sociale per tutto il territorio.

La stagione comincia giovedì, alle 21, con Il colore nascosto delle cose, alla presenza del regista e amico dell’Astra Silvio Soldini che conosce la nostra sala perché è stato ospite del festival tre anni fa con un altro bellissimo film, Per altri occhi, dedicato ai non vedenti.

per l’intero articolo vai a:

Sorgente: BiBazz | Il calore nascosto dell’Astra: si riparte con Soldini

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“DELIRI DI…VERSI”, 9°, RASSEGNA DI TEATRO POETICO “NIVUL e SOGN”, dal 18 GIUGNO A OTTOBRE

a5 ESATTA deliri di versi

DOMENICA 18 GIUGNO ‘17 ore 21 Istituto Giosuè Carducci, V. Cavallotti CO   FAME DI SOGNO 

Un adattamento basato sul rapporto tra uomo e natura, sugli istinti e sull’irreale che c’è in ognuno di noi. Allievi adulti e allievi ragazzi uniti sul palco. Produzione Orizzonti inclinati. Testo regia di Miriana Ronchetti                          

SABATO 24 GIUGNO ’17 ore 21 Teatro di S. Orsola v.le Lecco – Como      MANIE MANIE MANIE

Il nostro interprete, Bob, rappresenta la vittoria della spontaneità e dell’immediatezza, su quando invece è artificioso e scontato. Quella “maschera” assunta nei ruoli sociali ne viene a tal punto stravolta che il protagonista finisce addirittura per conquistare ed affascinare la famiglia dello stesso psichiatra che lo ha in cura, imponendo i suoi tempi e ritmi di vita.  Interpreti: gli allievi del corso avanzato di teatro. Produzione Orizzonti inclinati. Testo regia di Miriana Ronchetti                          

SABATO 1 LUGLIO ’17 ore 20,30Centro Civico di Via Grandi, Como   LA MATERIA OSCURA

“Con un piede già su Marte” Presentazione del libro fantascientifico della scrittrice Olga Karasso. In questo nuovo affascinante racconto di Olga Karasso, dai contenuti così seri e profondi ma nel contempo così sottilmente ironico e attuale, il protagonista è un giovane ignoto scrittore di fantascienza che, per sbarcare il lunario, si trova a intervistare un famoso fisico nucleare, geniale nel suo campo ma in aperto contrasto con il mondo accademico e dal carattere molto scostante, che lo tratta con sufficienza sciorinandogli una serie di teorie e opinioni stravaganti sulle recenti clamorose scoperte sul mondo subatomico e sulla Materia Oscura. Sarebbe infatti un enorme peccato se questo bellissimo minuscolo pianeta mutasse i connotati per colpa della brulicante poco saggia creazione che si trova appiccicata addosso… Con il suo noto stile fluido e raffinato, ne La Materia Oscura l’autrice gioca con le sue personali allusioni sul senso dell’esistenza umana e sull’idea di Dio, sull’etica e sul sentimento di onnipotenza di molti uomini di scienza che stanno preparando il futuro dell’Umanità. Finale sorprendente. Con Olga Karasso e Miriana Ronchetti                      

 

SABATO 22 LUGLIO ’17 ore 10,30     Farmacia Piazzale Camerlata, 3- Como                          POETRY THERAPY                           

Incontro con letture e suoni – Aperitivo a base di fresche tisane.                                                 Voce recitante: Miriana Ronchetti- Suoni e musiche di Matteo Gazzolo  

La terapeuticità della poesia (Poetry Therapy) è una realtà consolidata in America già fin dalla metà del secolo scorso. Conosciamo il valore profondo della parola poetica per il suo equilibrio estetico, la capacità di suggerire fantastiche visioni che riconducono al personale mondo. In poesia regna un linguaggio illogico, non razionale ma metaforico e simbolico, lo stesso linguaggio della fantasia, lo stesso linguaggio dei sogni che contengono simboli densi di significati che vivono nel subconscio.             

SABATO 16 SETTEMBRE ’17  ore 20,30                 ELOGIO DELLA FOLLIA   Istituto Giosuè Carducci, Viale Cavallotti – Como

Improvvisazioni teatrali tratte da opere di filosofi e registi che hanno trattato il tema della follia, interpretate da Miriana Ronchetti- Al pianoforte il Maestro Teodoro Curcio con improvvisazioni musicali. La pazzia costruisce città, imperi, istituzioni ecclesiastiche, religioni, assemblee consultive e legislative: l’intera vita umana è solo un gioco; il “semplice gioco” della Follia. (Erasmo da Rotterdam, con l’Elogio della Follia, guarda e invita a guardare alla demenza del mondo con occhi nuovi: nella consapevolezza che la realtà è quella che è e, in fondo, si cono sempre delle ”ragioni” in quello che gli uomini fanno – come non tarderà a sottolineare il Machiavelli – per cui vale forse la pena di dar credito alla ”follia”.

SETTEMBRE da VEN. 22 a DOM. 24                   Ist. Giosuè Carducci, V. Cavallotti

STAGE “TEATRO e FOLLIA con Matteo Gazzolo–”La pazzia, signore, se ne va a passeggio per il mondo come il sole, e non c’è luogo in cui non risplenda.”  William Shakespeare . Contributo di partecipazione. Occorre prenotare

SABATO 7 OTTOBRE ’17 ore 20.30 Centro civico di Albate, Cascina Massee  UN CUORE ALL’INDICE

Il poeta Mauro Fogliaresie il fotografo Gin Angripresenteranno il loro libro. Nel libro il poeta e il fotografo non si incontrano su un tema, non raccontano la stessa storia, non usano lo stesso linguaggio, ma misteriosamente si muovono nello stesso paesaggio di emozioni, il territorio dell’inquietudine del vivere e della solidarietà verso le vite “storte” della moltitudine degli esclusi.Accompagnamento musicale di Paolo Fan.

LUNEDI 9 OTTOBRE ’17 ore 20,30 Agriturismo Shakei Monte Rosa 1 Grandate, CO “IL MIO PRIMO LAVORO DI PSICOLOGA”

Il Centro Studi Panta Rei presenta il libro di Maria Cristina Foglia Manzillo.Questo scritto parla del suo primo incarico da psicologa. Risale a molti anni fa, aveva conseguito la laurea da poco e si era ritrovata per caso nel progetto messo a punto dai Servizi Sociali di un Comune per il recupero di un quartiere disagiato e ai margini della società. 

OTTOBRE CINEMA                                                  Giovedì da definire con Arci                                     LA PAZZA GIOIA                             

Cinema Gloria Xanadù Via Varesina, Como Ne La pazza gioia di Virzì si parla di salute mentale: è nella relazione terapeutica tra le due protagoniste il vero ingrediente indispensabile per la cura. Con “La pazza gioia” il cinema di Virzì si libera – almeno in parte – dalla tirannia del senso e insegue un racconto che corre a briglia sciolta sul crinale della follia. Protagoniste sono due ospiti di “Villa Biondi”, Beatrice e Donatella, recluse tra le mura di una casa di recupero per donne affette da disturbi mentali.

 

Ideazione e direzione artistica-organizzazione: Miriana Ronchetti

Idee Scenografiche di Miriana Ronchetti

Audio- luci: Marco Duvia- Sergio Seregni- Pietro Introzzi- Davide Donghi

Siti web: Ilaria Leone – Grafica: Laura Catelli

Partner:

Comune di Como- Cultura                         http://www.comune.como.it/it/

Associazione Giosuè Carducci                   http://www.associazionecarducci.it/

Arci Como                                                   http://www.arcicomo.it/

Associazione Oltre il Giardino onlus         http://www.oltreilgiardinoonlus.it

Centro Studi Panta Rei                             www.pantarei2000.it                                    

Farmacia di Camerlata                             http://www.farmacia.como.it/

qui la locandina in formato pdf:

DELIRI DIVERSI NUOVO

cinema Astra

INDIZI DI FELICITA’, il nuovo film di WALTER VELTRONI, al Cinema Astra, Como, martedì 13 giugno 2017, ore 20,45. Sarà presente il regista Walter Veltroni. Prenotare la presenza a: indizidifelicita@confcooperative.it | pubblicato anche su: Il Cinema Racconta …

Lo proietta Confcooperative a Como perché tra le storie raccontate c’è quello dei soci della cooperativa Patrol Line che quando la loro azienda ha deciso di chiudere potevano anche cercarsi lavoro ognuno per conto suo, e invece hanno deciso di costituirsi in cooperativa per rilevare l’azienda.

Aiuta molto per l’organizzazione (come indicato nel volantino ) se chi vuole venire ci avvisa via mail (indizidifelicita@confcooperative.it) prenotando i posti a cui è interessato.

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Sorgente: INDIZI DI FELICITA’, il nuovo film di WALTER VELTRONI, al Cinena Astra, martedì 13 giugno 2017. Prenotare la presenza a: indizidifelicita@confcooperative.it | Il Cinema Racconta …

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il drammaturgo PAOLO BIGNAMI è il vincitore della edizione 2017 del premio Mario Fratti, 23 maggio 2017

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Cinema Astoria · CINEMA e TEATRO · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Il Supercinema Astoria, da ICOM_100. ICOMOGRAFIE: Spettacolo

Il cinema esplode nel dopoguerra; cambiano le produzioni, si moltiplica l’offerta di film anche stranieri (spesso vietati dal fascismo); migliora la tecnica di ripresa, si inventano proiezioni in grande formato (ma l’Astoria precede di qualche anno l’invenzione di CinemaScope, VistaVision, Todd-AO) e nascono nuove sale cinematografiche, magari esclusivamente dedicate al cinema (e non più in condivisione con il teatro).

A Como, nell’ottobre del 1945, l’ingegner Luciano Trolli (con la collaborazione del giovane architetto Pietro Clerici) è incaricato di progettare un grande cinema in via Venti Settembre. Ne risulta in breve tempo (è inaugurato l’anno successivo) un edificio innovativo che prende il nome di NovoCine (poi diventerà Supercinema Astoria)

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Sorgente: ICOM_100. ICOMOGRAFIE: Spettacolo. Il Supercinema Astoria

a: da classificare · Film

UN MESE AL LAGO (A month by the lake), 1995, di John Irvin, con Vanessa Redgrave

Teatri

COME FARFALLE … QUANDO LA VITA DIVENTA UN VOLO, storia teatrale di e con MIRIANA RONCHETTI. Attori: Miriana Ronchetti, Anna Lucati. Recensione: Quando l’Alzheimer diventa teatro, di Luciana Quaia

Quando l’Alzheimer diventa teatro di Luciana Quaia Molto spesso l’attenzione rivolta a una persona malata di demenza è più focalizzata sul comportamento, piuttosto che sulla sua soggettività.…

Sorgente: COME FARFALLE … QUANDO LA VITA DIVENTA UN VOLO, storia teatrale di e con MIRIANA RONCHETTI. Attori: Miriana Ronchetti, Anna Lucati. Recensione: Quando l’Alzheimer diventa teatro, di Luciana Quaia – Tracce e Sentieri

MUSICA · Teatro Sociale

Welcome to the “Festival Como Città della Musica 2017” – X Edition

 

Berra Pietro · Politeama

Riaprire il POLITEAMA, editoriale di Pietro Berra, La Provincia, 23 febbraio 2017

un’esigenza di spazi adeguati è continuamente manifestata, e non sempre soddisfatta, da parte di associazioni, gruppi e anche di alcuni dei principali festival culturali cittadini, costretti nel tempo ad errare da una sede all’altra (ParoLario passata da piazza Cavour a Villa Olmo, quindi a Villa Gallia e di nuovo all’Olmo; Europa in versi che alla settima edizione lascia il Grumello per la Gallia; il Lake Como Film Festival in procinto di lasciare l’arena del Sociale, troppo onerosa, per girare nelle piazze, cedendo il passo proprio alle automobili che stanno tornando ad abitare per la stragrande maggioranza dell’anno il “lato b” della massima sala cittadina, anche dopo il “lifting” milionario).

Se non ci riusciremo noi, a riscattare il Politeama e la sua storia, un’altra vocazione che Como sta riscoprendo, quella ad essere “porta d’Europa”, città capace di attrarre turisti e investitori, potrebbe venirci in soccorso: cerchiamo, allora, di giocarci bene l’accoglienza e di non far scappare il gruppo russo che si è fatto avanti nei giorni scorsi,

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Sorgente: Riaprire il Politeama Ecco come si è già fatto – Editoriali Como

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Mostra, il TEATRO FAMILIARE DEI ROSSI e Libro: Donata e Enrica Rossi, Il teatro di casa. Filodrammatiche comasche fra le due guerre. La scena a tutto campo dei fratelli Rossi, Edizioni della Famiglia Comasca, 2016

IL  TEATRO  FAMIGLIARE  DEI  FRATELLI  ROSSI

Tutto cominciò sul finire del secolo scorso, nel periodo compreso tra il 1880 e il 1915 detto Belle Epoque, quando in Europa s’andavano imponendo nuovi miti e modelli di vita più spregiudicati e la Donna si batteva con sempre maggior successo per la sua emancipazione.

Erano anni di grande trasformazione economica e culturale, politicamente e socialmente molto inquieti, a cavallo tra le guerre coloniali e il conflitto che si approssimava all’orizzonte, ancor più devastante perché si sarebbe mutato per la prima volta in guerra mondiale.

Durante questo periodo i costumi e le esigenze cambiarono. Con “vergognose” condotte si cercava di sedurre, additando lo scandalo come modello da imitare. Erano da noi i tempi del criminologo Ombroso, dell’Oriani scrittore di passioni oscure, dei pittori Cominetti e Mariani e delle loro inquietudini.

Si aprivano i salotti della buona società per accogliere amici, artisti, letterati e politici. A Como anche la casa di Clemente Rossi spalancava le sue modeste porte per accogliere amici e forestieri che recavano progetti per i nuovi lavori. Oltre ai fregi decorativi per le ville nel nuovo stile definito Liberty e al restauro delle chiese, bisognava creare scenografie per i teatri, imitando l’atmosfera frizzante e disinibita del cabaret parigino.

I quattro figli di Clemente, uomo estroso, pittore e decoratore, amante dell’arte e della musica, assorbivano come spugne l’incandescenza di quel periodo. Insieme al pane masticavano le battute del “Tecoppa”, famoso personaggio del noto attore dialettale milanese Ferravilla. La sera non si andava a dormire se prima non si aveva nelle orecchie un’aria della Tosca o della Boheme.

Eugenio e Giovanni lavoravano nella bottega paterna, Lisetta manifestava un certo talento per il teatro e il bel canto. Il piccolo Lodovico Virgilio era l’orgoglio di tutta la famiglia per le sue sorprendenti doti nella recitazione.

Nel frattempo stava mutando lo scenario politico. L’eredità funesta del conflitto 1915-18 e la morte improvvisa di Clemente, avvenuta pochi anni più tardi dalla fine della guerra, ridimensionarono tanti sogni e tante speranze. Bisognava cominciare da capo.

Con l’avvento del Fascismo, nel 1925 si instaurò l’Opera Nazionale Dopolavoro (OND), per “ l’organizzazione del tempo libero” dei lavoratori. Per definizione statutaria curava “ l’elevazione morale e fisica del popolo, attraverso lo sport, l’escursionismo, il turismo, l’educazione artistica, la cultura popolare, l’assistenza sociale, igienica, sanitaria, ed il perfezionamento professionale”.    Anche il tempo libero doveva essere organizzato e monitorato dal regime, che vigilava in ogni campo. A tal proposito il teatro delle compagnie filodrammatiche, come lo spettacolo in genere, era considerato uno degli ambiti culturali da incentivare e sostenere con particolare impegno.

Nel 1938 i Rossi conobbero la famiglia Maraja. La figura del giornalista drammaturgo Francesco Maraja iniziò ad esercitare un’importante influenza sulla loro vita. Nei quattro fratelli Rossi egli individuò quel talento che stava cercando, trovò in loro una voce nuova che si elevava con originalità sopra il conformismo culturale.

Nel 1939 cominciarono le prime avvisaglie del nuovo conflitto: il 10 Giugno 1940 l’Italia entrò ufficialmente in guerra. Doveva essere una “guerra-lampo”, invece durò cinque anni.

Il Teatro diventò per i Rossi il luogo di libero dialogo con la gente.

I Rossi, l’abbiamo già detto, erano soprattutto decoratori e pittori formatisi alla bottega del padre. Le vicende dolorose imposte dalla guerra precedente avevano

contribuito a sviluppare in loro una straordinaria propensione alla fantasia, unita all’ironia e all’ansia d’uscire dalla mediocrità.

Ripensando alle parole di Ferravilla: “ Siete fatti per il teatro”, cominciarono a voler porre in atto l’idea di sviluppare questo sogno antico, riposto per necessità nel cassetto.

Era il momento adatto! Ma bisognava accontentarsi dei piccoli teatri spesso allestiti con mezzi di fortuna, ed era già molto! Le scenografie di Giovanni, futuristiche per l’audacia dei disegni, dei colori, delle luci, supplivano alla mancanza di un grande palcoscenico, anche se in seguito la Compagnia sarebbe approdata al Sociale di Como.

Virgilio si sentì attratto dalle opere di Pirandello e di Ugo Betti. Tra Virgilio e Betti nacque un’amicizia epistolare. Lo scrittore, in lotta contro i pregiudizi del suo tempo, confidò le sue amarezze   e le sue paure, trovando conforto nelle parole del giovane interprete.

Anche la sorella Lisetta calcava la scena con la maestria di una vera attrice; sapeva immedesimarsi totalmente nelle vicende e nei caratteri dei personaggi, e la sua passione per il teatro era per lei così vitale che l’accompagnò sempre nella sua lunga esistenza.

Uniti sulla scena i quattro fratelli erano una forza, ciascuno con un ruolo ben definito: Eugenio il regista, Giovanni lo scenografo, Lisetta e Virgilio gli attori.

In pochi anni poterono vantare una cinquantina di applaudite rappresentazioni, quasi tutte di grande successo.

Quando nel 1945 finì quest’altra guerra, i sipari calarono sui palcoscenici e si spensero le luci, decretando anche la fine delle recite. Tuttavia la Compagnia “Italia”- così si chiamava- non fu mai dimenticata: l’amicizia tra i suoi componenti restò sempre solida, uniti com’erano nel ricordo degli entusiasmi, delle fatiche e degli applausi. Ciascuno andò per la propria strada a interpretare la parte che la nuova vita imponeva. E bisognò ricominciare ancora!

I Rossi ricominciarono.

( D. E. Rossi )

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cinema Astra

Como, mille firme per salvare il cinema Astra – Cronaca – ilgiorno.it, 9 febbraio 2017

«Per tanti anni l’Astra e il Gloria sono stati gli ultimi presìdi per dare una boccata d’ossigeno agli amanti del cinema. Continuano a essere una risorsa preziosa per la città». Così il sindaco di Como Mario Lucini risponde all’appello lanciato in questi giorni da due realtà culturali in pericolo, il cinema Astra – gestito dall’Ufficio Cinema della Diocesi – e il Gloria, gestito dall’Arci. È Lucini il destinatario della petizione online per salvare l’Astra, diramata in occasione del Festival del Cinema di Como, che si è chiuso sabato con la partecipazione di Marco Bellocchio che ha ribadito pieno sostegno «a un’iniziativa preziosa, che va difesa. Spero possa continuare perché è l’unico modo per far vedere un cinema che si trova sempre meno nei circuiti normali»

Sorgente: Como, mille firme per salvare il cinema Astra – Cronaca – ilgiorno.it