” continuare per la larga strada sterrata che, una volta terminato il paese, ci avrebbe fatto incontrare il ponte romano su fiume Nosè”, da NESSO, L’ORRIDO E LA STRADA REGIA | Exploratori della Domenica

Enrico suggerisce di lasciare l’auto sul piazzale della chiesa Santa Maria in Vico, in via del Tivano, chiesa da lui in passato già fotografata. Visitata esternamente la chiesa (perché chiusa), scendendo sempre da via del Tivano, prendiamo via Scerio e via Tofe, prima, e via Nosee, poi, (tratto del percorso della Strada Regia), decidendo (Enrico decide!) di continuare per la […]

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RIORGANIZZAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO DELLA VAL DI NESSO, TESI DI Silvio Bonali, RELATORE Darko Pandakovic, Politecnico di Milano Facoltà di Architettura, 1999/2000

Politecnico di Milano Facoltà di Architettura RIORGANIZZAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO DELLA VAL DI NESSO   Relatore:Prof. Darko Pandakovic Studente:Silvio Bonali Anno accademico 1999/2000 INDICE INDICE pag. 2 ELENCO TAVOLE pag. 3 ABSTRACT pag. 4 INTRODUZIONE pag. 6 CENNI STORICI SUL TRIANGOLO LARIANO pag. 6 VAL DI NESSO pag. 10 NESSO pag. 10 VELESO pag. 13 ZELBIO pag. 13 LA NATURA COME STORIA pag. 16 L’AMBIENTE pag. 23 PIANO SOCIO-ECONOMICO E TERRITORIALE pag. 26 PROBLEMI DELL’ATTIVITA’ TURISTICA pag. 28 TURISMO SOSTENIBILE pag. 30 LA BIODIVERSITA’ pag. 32 STRUTTURA DEL PROGETTO pag. 35 RELAZIONE SUL PROGETTO pag. 36 MODALITA’ DI INTERVENTO SULLE INFRASTRUTTURE pag. 40 NORMATIVE RELATIVE AL PROGETTO pag. 42 BIBLIOGRAFIA pag. 49 … La valle di Nesso che interessa il nostro studio ha come livelli massimi il monte S.Primo, il monte Forcoletta e la Colma del Piano, sotto i quali si estendono gli altri cordoni principali che sono: i monti di Erno, attraversato da frequenti frane, il Pian del Tivano, il Piano di Nesso, gradatamente i cordoni si abbassano formando bellissimi terrazzi morenici. A circa 750m. abbiamo i terrazzi di Zelbio e di Erno, a 350 300 i ripiani di Scerio e Vico che sono le frazioni più alte di Nesso. Molto frequenti in tutta regione, quasi totalmente calcarea, sono i fenomeni carsici. Un inghiottitoio che si trova al centro di Pian del Tivano, chiamato Buco della Nicolina, raccoglie tutte le acque del pianoro, numerose sono le grotte tra le […]

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Lago di Como: da Bellagio a Como

La sponda ‘interna’ del lago di Como risente, a differen­za di quella ‘esterna’, di un’orografia più tormenta­ta: i monti si tuffano a picco nel lago e in molti punti la strada ha dovuto essere scavata a viva forza nella roc­cia. In certe zone, gli abitati sono abbarbicati precariamente ai pendii, in altre mancano del tutto. L’itinerario (30.5 km) lungo questa sponda, dal fascino più rude ma altrettanto coin­volgente, ha come asse la statale 583. Bellagio Raggiungibile da Cadenabbia in aliscafo o in motonave (10 min.), la cittadina (m 229, ab. 2969) sorge nel punto in cui convergono le due sponde ‘interne’ del lago, nel vertice del cosiddetto «triango­lo lariano». Abitata già in epoca preisto­rica, insediamento romano, poi borgo fortificato medievale, infine luogo di vil­leggiatura, è oggi stazione turistica di rinomanza mondiale. In un contesto ambientale incantevole ai piedi di un dosso boscoso, vanta un centro storico che ha conservato quasi intatta la fitta struttura medievale e una corona di eccelse ville nobiliari. All’interno del nucleo abitato sorge la basilica di S. Giacomo, del XII secolo, trasformata però in epoca barocca e, più pesante­mente, da restauri d’inizio ‘900. A lato di S. Giacomo sopravvive una bella torre che faceva parte delle antiche fortifica­zioni. Fuori dell’abitato, in cima al dosso albe­rato che costituisce la punta di Bellagio, sorge villa Serbelloni. In epoca medie­vale vi s’innalzava un castello (demolito nel Trecento da Galeazzo II Visconti) di cui restano alcune tracce. L’attuale edifi­cio, eretto […]

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Da Nesso al Piano del Tivano, in Guida d’Italia, Milano e Laghi, Touring Club italiano, 1967

La strada prosegue a mezza costa, con continue curve, men­tre avanti appaiono Brienno, Argegno e, sulla montagna, Pigra m 881. Km 11.9 Pognana Lario m 307, ab. 972, che si stende a d. in alto. Km 14.5 Careno m 250, ab. 194, pittoresco paesi dalle case aggrappate al ripido pendio, situato nel punto più stretto del lago di fronte a Torriggia. A sin. della carrozz., la chiesa dell’Assunta, con notevoli affreschi di G. Paolo Eecchi nel presbiterio e stucchi dei fratelli Silva (sec. xvn); in basso press l’imbarcadero, la chiesetta romanica (metà del sec. xn) di 8. Martino, con loggia a bifora sul fianco sin. e snello campanile quadrato coronato da bifore sporgente a d. della facciata. A 20 min. dal villaggio si apre la Grotta Masera m 350, lunga c. ni 4 con un laghetto e un’ampia sala che presenta numerose impronte di moniti sulle pareti. La sponda ha un aspetto solitario fino, km 16.5, a Nesso m 275, ab. 1248-1573, comune costituito da un gruppo di pitto­reschi villaggi scaglionati sul pendio montuoso. Il nucleo prin­cipale è situato allo sbocco delle valli di Tuf e di Nosè, che s dono dal Piano del Tivano formando un pittoresco orrido, le acque precipitano in una forra rocciosa con una bella cascata visibile dalla carrozzabile oppure penetrandovi in barca dal lago, sottopassando all’inizio un antico ponte. In posizione dominan­te, i resti del Castello, del sec. XIV, distrutto nel 1531 da Fran­cesco II […]

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Nesso: storia e passeggiata

Nesso è un località annidata fra acqua e montagna, a circa metà strada fra Como e Bellagio, sulla sponda orientale del ramo comasco del Lario. Il nucleo principale sorge allo sbocco della valle di Nesso, proprio nel punto in cui confluiscono spumeggiando i torrenti Tuf e Nosè che, prima di arrivare al lago, formano una gran cascata che precipita in un’alta e stretta forra: l’Orrido di Nesso. La Val Nosè s’incunea fra i monti del Triangolo Lariano, il Monte San Primo a Nord e il Palanzone a Sud. Man mano guadagna quota la valle si apre e si arricchisce di affluenti per giungere nella vasta pianura carsica del Pian del Tivano non dopo aver cambiato nome in Val Giurada. La gola dell’Orrido di Nesso è traversata dalla carrozzabile rivierasca mediante un ponte, ma la forra è talmente stretta che a volte si passa via quasi senza aver potuto scorgere questa bellezza della Natura. Abbiamo deciso così di proporre quattro passi in questi luoghi spesso intravisti solo di sfuggita. Il borgo e la sua storia La Val Nosè è un’importante breccia fra i monti che permette di collegare il lato occidentale del Triangolo Lariano con Erba e la pianura senza passare per Como. Come sempre in casi del genere, l’imbocco fu considerato di strategica importanza e, quindi, presidiato fin dai tempi più antichi. Nel territorio di Nesso, infatti, fu segnalata la presenza di un masso coppellato e fu ritrovata un’ascia di […]

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Nesso e orrido di Nesso: cenni storico-geografici da fonti diverse. In Levrini Enrico (cur.), Lagp di Como: fascino e nobiltà, Macchione editore, 200

NESSO — abit. 1427. Cenno storico: L’egiaco nome di questo paese è la migliore attestazione che quivi si sta­bilì una delle famiglie greche condotte da Giulio Cesare nel Comasco, la quale vi ha fatto rivivere il nome d’una località consimile della patria lontana. Nel medioevo Nesso fu fra i luoghi del lago di maggiore im­portanza, tanto che ne vediamo l’amicizia ricercata dai Milanesi e lo vediamo, nella guerra decennale dal 1118 al 1127, portare le armi contro Como. I Comaschi poi, avuta, nel 1124, la rivincita, castigarono Nesso e gli altri paesi ribelli pella violata fedeltà. Nesso ed i suoi paraggi furono teatro delle gesta più che storiche, romantiche, di Falco della Rupe, l’eroe del romanzo di G.B. Bazzoni , nel quale questi luoghi so­no descritti con grande verità e sentimento della natura. Da “La Patria, geografia dell’Italia (Provincie di Como e Sondrio)” di Gustavo Straffòrello NESSO – abit. 1430. Allo sbocco della valle di Nesso, ai piedi del Piano del Tivano (1286 m), con una ca­scata in una stretta gola. La Cavagnola. Un po’ più in la si vede Bellagio. Da “I Laghi Italiani” Guide Lampugnani NESSO – ab. 1463 – altitudine 360 m s.l.m. Continuando a percorrere la mulattiera che costeggia il lago, due Km dopo Careno, s’incontra la frazione Castello di Nesso (abit. 102). Poco dopo si valica il torrente Nosè, che, cadendo dalla rupe, forma la rinomata cascata dell’orrido di Nesso. Questo villaggio si presenta assai […]

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Da Bellagio a Como, in Gite in provincia: cosa c’è da vedere, come arrivarci, in Reporter di Como e Provincia, luglio/agosto 1982

Bellagio (punto d’imbarco sui traghetti diretti sulle sponde Orientale e Occidentale del lago), situata al vertice del promontorio che divide il Lario nei due rami di Como e Lecco, questa cittadina vanta ville famose con lus¬sureggianti giardini. Sul lungo la¬go, a portici, si trovano eleganti caffè e negozi. Dal lago si sale attraverso strette stradine a gradini lungo il vecchio nucleo, sino alla chiesa di San Giacomo del XII se¬colo.Lasciata Bellagio si prosegue verso Como costeggiando il lago lungo la sponda Orientale del ramo di Como su una strada stretta e tortuosa con magnifici panorami: sulla riva opposta i centri della Tremezzina. Poco prima di Lezzeno si incontra la Grotta dei Bulberi (o delle carpe), visitabile solo in barca (si affittano però a Bellagio). La strada prosegue a picco sul lago sino a Nesso. All’entrata del paese, sulla sinistra si stacca la strada per il Pian del Tivano e Sormano in Valassina. Si sale a tornanti con una vista sempre più ampia sul lago, lungo le pendici del monte San Primo. Nesso è situata alla sbocco delle valli di Tuf e di Nosè che scendono dal pian del Tivano formando un pittoresco orrido nel punto dove le acque precipitano tra le rocce con una bella cascata, visibile dalla strada. Nell’orrido si può entrare anche in barca, dal lago, passando sotto un antico ponte. In alto, sopra il paese, i resti di un antico castello del XIV sec. distrutto da Francesco […]

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neanche le muse sarebbero capaci di trovare altrove una bevanda più fresca dell’acqua di Nesso

…. La bellezza del podere di Nesso e della vicina sorgente, a cui rimane ancora oggi inalterato il soprannome di Fonte delle Muse. Certamente bisogna che le fonti Castalia ed Aganippe cedano di fronte a questa, poiché neanche le muse sarebbero capaci di trovare altrove una bevanda più fresca dell’acqua di Nesso. Infatti la fonte delle Muse ha in sè tanta freschezza che se si immerge nella sorgente per rinfrescarla acqua conte­nuta in un vetro, la bottiglia non resiste più di un quar­to d’ora e lo stesso succede alle altre bevande, che. spaccando il vaso con un forte scoppio, fanno cambiar colore alla sorgente: come io stesso ho osservato facen­done esperienza nel porto di Nesso, dove la fonte si getta nel lago. Il giureconsulto … cer­ca di adattare a diversi usi le acque di questa sorgente e quelle delle vicinanze e rimugina e ripensa che esse servano e a grotte adattate a conservare i vini e a mu­lini e a filatoi e per far ciò ha iniziato vasti lavori: queste opere supereranno, se l’iniziativa avrà successo, la cartiera dei Caproni (,259). Questa, ammirevole per una cascata di acqua bianchissima, offre al navigante un bellissimo spettacolo. Anche questo è un freschissi­mo torrentello, e sopra di esso ponti di pietra uniscono le due frazioni. Le zone in basso, tra soffi di brezza sono spruzzate da un continuo pulviscolo di gocce polverizzate che si spandono qua e là. Estratto da: Anton Gioseffo della […]

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