Il governatore Roberto Maroni ha siglato con il sindaco Mario Lucini, nella sala consiliare del Comune, la convenzione che dà il via libera a un finanziamento regionale da 11,5 milioni per finire i lavori sul lungolago. Soldi fondamentali, che chiudono un cerchio aperto addirittura vent’anni fa (il primo progetto è del 1994) e portano il totale dei fondi pubblici spesi per le paratie a quota 30 milioni, il doppio rispetto alla spesa prevista dal piano esecutivo del 2005 (15,7 milioni). Maroni e Lucini giustamente sorridono, ma hanno potuto solo mettere una pezza ai guai combinati in passato dalle amministrazioni di Comune e Regione
tutta la documentazione sulla distruzione del lungolago di Como da parte della Giunta Bruni (del PDL, partito delle LORO libertà è qui (scorrere la lista ordinata in modo cronologico decrescente):
Un fortissimo legame con Como e la sua storia. Questa la caratteristica principale del nuovo lungolago, svelato ieri sera nel dettaglio, per la prima volta. Nell’aula magna del polo comasco del Politecnico hanno illustrato il progetto il sindaco Mario Lucini con il presidente della Regione Roberto Maroni, l’assessore Viviana Beccalossi e i tecnici (Angelo Dal Sasso e Giovanna Fossa per la parte architettonica, Fabio Brunamonte e Antonio Capsoni per quella idraulica e strutturale).
L’evento ha messo idealmente la parola fine a uno scandalo, quello del muro e dei ritardi del cantiere, che aveva fatto approdare Como sui media di tutto il mondo. Ora si riparte, con un piano condiviso pienamente – questo è stato il passaggio decisivo – dalla Regione.
«È stato un lavoro impegnativo, ma questo nuovo progetto ci soddisfa molto – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici, Daniela Gerosa– ci siamo basati soprattutto sulla componente del paesaggio e sulla necessità di ricucire la passeggiata con il resto della città. Per questo da Sant’Agostino fino ai Giardini a Lago abbiamo voluto inserire deglielementi che aiutassero a ricostruire, non solo per i turisti ma anche per quei comaschi che se lo sono dimenticato, la storia della nostra città».
Riferimenti alla stazione che una volta si estendeva fino a quasi a lambire il primo bacino, oltre che al porto commerciale con i navigli carichi di legname e seta che ormeggiavano dove oggi è stata ricavata piazza Cavour.Dopo anni in cui ai comaschi è stato impedito addirittura di vederlo il lago, nascosto com’era dietro l’impenetrabile staccionata eretta per proteggere il cantiere delle paratie, adesso si potrà passeggiare e sostare, sulle nuove sedute ombreggiate dai bersò, oppure pedalare su una lunga pista ciclabile protetta che collegherà le due sponde del primo bacino.
«Abbiamo pensato di sfruttare appieno le potenzialità di questa nuova passeggiata che di fatto triplica, per dimensioni, rispetto a quella attuale – prosegue Daniela Gerosa – il lungolago non sarà più un semplice luogo di passaggio ma diventerà uno spazio in cui ci si potrà incontrare e trascorrere il proprio tempo libero». Un gioco fatto di contrasti, tra antiche gru che come reperti di archeologia industriale ricompaiono sulle sponde, ponti pedonali e una nuova biglietteria della Navigazione, tutta in vetrocemento perché nulla ostacoli la visione del primo bacino.
Diventerà più bello anche arrivare in città con il treno, con la stazione Como-Lago che si apre, nella parte verso Sant’Agostino, permettendo di godere già dai binari della visione delle sponde. Le difese idrauliche ci sono ma sono ben celate, com’è giusto che siano, con i vasconi ridotti rispetto al progetto originale. Applaude al nuovo progetto anche il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che il suo assenso l’ha già dato concedendo quasi 6 milioni di euro in più per la rapida conclusione dei lavori.
Il chilometro della conoscenza è – in primo luogo – un percorso in grado di connettere tre realtà (le tre ville Olmo, Grumello e Sucota, con quanto è in esse presente: spazi per mostre, Centro Volta, Sviluppo Como, scuola di cinema Dreamers, Fondazione Antonio Ratti, Museo Studio del Tessuto, School of Advanced Studies) che godono di un’indubbia posizione privilegiata nel contesto paesaggistico e urbano del primo bacino del Lario e che proprio per questo possono svolgere un ruolo di primo piano come “motore si sviluppo” culturale.
Riconnettere queste tre realtà tra di loro e alla città ha significato in primo luogo ricucire il parco di Villa Olmo che dagli anni Venti è stato diviso in due pezzi dall’inserimento del nuovo tracciato della strada per Cernobbio. Sopra la strada è stato posato il “ponte del chilometro” ideato nel 2010 dagli architetti Paolo Brambilla, Renato Conti, Corrado Tagliabue con l’ingegnere G. Michele Colombo; grazie ad esso si può oggi passare direttamente dal parco all’inglese di Villa Olmo allo spazio delle serre “viscontee” realizzate alla fine dell’Ottocento
Il racconto del chilometro
A cura di Gerardo Monizza
Il Chilometro della conoscenza è un tratto della sponda occidentale del lago di Como – lungo un chilometro – che da Villa Olmo, attraversando con il Ponte del chilometro la strada per Cernobbio e passando per le Serre comunali e Villa del Grumello, arriva fino a Villa Sucota.
L’opuscoletto illustrato, di 32 pagine a colori, è scaricabile gratuitamente in formato elettronico, e verrà allegato in omaggio ai clienti NodoLibri che acquistino un volume del catalogo.
Parco di Villa Olmo, via Cantoni 1, ore 11, ingresso libero
Negli ampi spazi degli incantevoli giardini di Villa Olmo, Nicola Salvatorefirma un’imponente mostra, allestita dall’architettoGiovanni Sammartano. Ferro, bronzo, alluminio, acciaio lavorato, resina e tessuti sono alcuni dei materiali con cui l’artista realizza sculture di grandi dimensioni che sorprendono il visitatore, entrando in dialogo con lo spazio naturale che le ospita. Tema comune è la balena, icona che accompagna sin dall’inizio il percorso artistico di Salvatore. Presenza ricorrente nelle sue opere, il mammifero leggendario è per l’artista simbolo di ricerca interiore. Grazie alle loro qualità cromatiche le sculture di Nicola Salvatore nei giardini di Villa Olmo creano un perfetto accordo visivo con l’architettura circostante. Un catalogo in più lingue, che presenterà le foto delle opere installate nei giardini, verrà pubblicato durante la mostra, corredato da un testo diAl do Spoldi. L’esposizione si svolge in contemporanea alla mostraLa città nuova. Oltre Sant’Elia. Cento anni di visioni urbane, allestita negli spazi interni di Villa Olmo, mostra che, prendendo le mosse dai disegni futuristi di Antonio Sant’Elia, illustra attraverso un centinaio di opere, tra dipinti, disegni, modelli, filmati, installazioni, come artisti, architetti, registi hanno pensato alla città del futuro tra il 1913 e il 2013. Rappresentati nella rassegna, oltre a Sant’Elia, Umberto Boccioni, Fernand Léger, Mario Sironi, Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Fritz Lang, Yona Friedman, Archizoom, Superstudio, Chris Burden, Carsten Höller, Cao Fei. La mostra resterà allestita nel parco fino al 28 luglio.
Sarà il Consorzio Como Turistica il soggetto che si farà carico di riaprire il lungolago di Como. In Comune è arrivata oggi, poco prima delle ore 12 (termina di scadenza del bando) l’unica proposta per la riapertura temporanea, nel periodo estivo, della passeggiata a lago tra i giardini e piazza Cavour
Anni e anni di passaggio di mezzi pesanti oltre a un traffico veicolare praticamente continuo. E poi gli scavi per il maxi cantiere delle paratie, che avrebbe dovuto essere un modello e che, invece, si è trasformato in un dramma cittadino. Tutto questo, associato a manutenzioni praticamente inesistenti ha portato alla situazione in oggi si trova il lungolago. O meglio, in cui si trovano le strutture invisibili, ma che in realtà sorreggono la strada sospesa. E lo spettacolo che c’è sotto la darsena è tutt’altro che rassicurante. I tiranti sono arrugginiti e in alcuni tratti spezzati, e la soletta è chiaramente in condizioni estremamente precarie e mostra tutta la sua età. In pratica il lungolago poggia sul vuoto e quel tratto di strada altro non è che il ponte che collega il lago alla darsena.