Centro Storico di Como · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Immagine della città di Como. È una cromolitografia che deriva da una fotografia in bianco e nero rielaborata con colori “arbitrari” in fase di ritocco e stampa. Nell’inquadratura c’è la storia della città agli inizi del Novecento, da ICOM_066. ICOMOGRAFIE

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Sorgente: ICOM_066. ICOMOGRAFIE: Panorami. La storia dentro un’immagine

Camminare in COMO città · Luca N · STORIA LOCALE E SOCIETA' · torrente Cosia · Via Giovio

Camminare per Como e rievocare la storia:  “Se pensi che solo 60 persone in linea retta, di padre in figlio, ci separano dai nostri avi contemporanei di Ottaviano Augusto – quando Novocomun era già stata ri-fondata, dopo il Comun Oppidum celto insubre dell’attuale località Prestino – non sembra anche a te di poter sollevare la mano nel gesto Ave! di saluto e rivolgergli la parola?”, da un carteggio con L.N.

Carteggio con L. N.

caro L.
ho da chiederti un piacere
mi piacerebbe che mi facessi o per iscritto o a mezzo audio un tuo
ragionamento sul “camminare per il centro storico”
ricordo benissimo che ne avevi parlato quella sera al …
ma purtroppo allora non avevo registrato la tua analisi
dicevi che camminando per como camminiamo nella storia e sotto “vivono” gli antenati di questa straordinaria città

ciao e grazie

ciao Paolo eccomi qui.
Dunque camminare per il centro storico….
Sì è vero camminare per il centro storico di Como,visto che siamo nati e
viviamo a Como.
Anche se per me è un sentimento di coscienza storica che và al di là
di questa azione, posto che tale coscienza ne è particolarmente
sollecitata, compiendo l’azione del movimento meditando.
Circa 30 anni fà, alla fine dei miei studi superiori e nell’intermezzo
prima di iniziare a lavorare, cioè nei mesi estivi, avevo condotto in
prima persona una ricerca genealogica sulla mia famiglia, di padre in
figlio, sui registri anagrafici parrocchiali di S.Agata in Como.
Molto aiutato dalle vicende della mia famiglia paterna, che non si è
mai mossa per secoli dall’ambito territoriale di Como, circoscritto al
Burghett, che è la via Gio Andrea Perlasca, quella piccola e corta
vietta che mette in comunicazione Viale Lecco con Via Dante nei pressi
della chiesa di S.Orsola.
Oggi tagliata fuori dal traffico, ma fino all’800 era l’imbocco fuori
dalle mura dell’unica strada che saliva al monte di Brunate,non
esistendo la via Tomaso Grossi nel suo primissimo tratto,che è stata
aperta appunto nella prima metà dell’800.
Non a caso proprio in corrispondenza della via Perlasca esiste sulle
mura un’apertura antica, la porta di S.Vitale,ora separata dalla via
Perlasca dalla ferrovia, che all’epoca non era ancora stata tracciata
E non a caso la piccola via è una rampetta in ripida salita, in quanto
in corrispondenza del suo sbocco in Via Dante esisteva il ponte di
valico del Torrente Valduce che scorre sotto la Via Dante.
Poi la via di salita coincideva grossomodo con l’attuale ulteriore
tratto della via Tomaso Grossi.
S.Orsola infatti è la chiesa superstite di 2 chiese distinte esistenti
in loco,la seconda era quella di S.Vitale ubicata esattamente
sull’attuale sede della ferrovia ed abbattuta (ahimè) proprio per
creare il varco di passo alla strada ferrata.
Mentre S.Orsola era la chiesa conventuale delle monache
Umiliate, S.Vitale di più antica fondazione (lo testimonia la dedica a un
santo martire romano il cui culto proviene dall’Esarcato di Ravenna
dove esiste la celeberrima Basilica di S.Vitale con mosaici bizantini
subito post-caduta dell’Impero Romano – il corteo di Giustiniano e
quello di Teodosia sua moglie) era la primitiva sede della vicaria
locale, vicaria di S.Agata, diventata parrocchia a sua volta negli
anni 70 del 1700,in epoca di soppressioni di enti ecclesiastici da
parte di Maria Teresa d’Austria, a S.Agata aveva sede altro convento
di monache Agostiniane.
S.Agata a sua volta succedeva come parrocchia a quella di
S.Martino,sita presso il ponte di S.Martino in riva al fiume Cosia in
Via Pannilani, eretta come parocchia dal vescovo Lazaro Carafino nel
1630 circa, succedendo a sua volta alla parte extra-moenia della
parrocchia di S.Sisto-attuale ex-cinema Lucernetta, di fronte a
Palazzo Giovio, attuale Museo.
Fin dal Medioevo le parrocchie erano situate solo intra-moenia ed
avevano giurisdizione territoriale anche sulla parte di territorio
abitato extra-moenia,nelle loro vicinanze.
Da qui il fatto che il territorio delle parrocchie era denominato
“intus” o “foris”, sottinteso moenia.
Ciò per dirti che la mia ricerca genealogica di padre in figlio si è
arrestata al 1639, data in cui è stata eretta la parrocchia di
S.Martino,in quanto i suoi registri sono conservati a S.Agata, dove è
stata traslato l’istituto giuridico parrocchiale.
La creazione della parrocchia di S.Orsola è infatti molto
recente -1907- scorporandola dalla parrocchia di s.Agata.
Ma venendo a me,solo mio padre è nato in parrocchia di S.Orsola,già
mio nonno nacque nel 1886 ancora in parrocchia di S.Agata e abitando
ancora al Burghett, dove hanno abitato sempre i suoi e miei avi, almeno
a partire dal 1639, data in cui si interrompono le mie
ricerche-creazione della parrocchia di S.Martino.
E’ stato infatti il mio bis-nonno, suo padre, ad acquistare il progetto
già redatto di casa  …
Attuale sede dell’Istituto S.Croce (appunto) dell’Opera Don Folci, casa di riposo per sacerdoti anziani ed una volta,quand’ero
bambino,sede di pre-seminario per i chierici provenienti dalla
Valtellina che frequentavano i Seminari Diocesani di Como.
Don Folci era nativo di Colorina in Valtellina.
Ti ho fatto un piccolo excursus di ciò che storicamente si chiamano i
Borghi di Como-o almeno di un Borgo-(ed una volta erano Borghi e Corpi
Santi, denominando così la miriade di conventi di cui era costellata
Como subito fuori dalle mura,oltre a quelli in Città Murata (per questo
Como era nota come la città dei conventi).
Te ne ho infatti nominati quasi una decina tra casa mia, ponte di
S.Martino e le mura.
Dalla ricerca geneaologica ho tratto circa 12-14 persone da cui
discendo in linea diretta, di padre in figlio.
Conoscere i loro nomi,le loro date precise di esistenza, me le ha fatte
contestualizzare una per una nel periodo storico in cui hanno vissuto,
fino al più antico che mi è noto, tale … vivente negli
anni ’30 del ‘600 e quindi contemporaneo di Renzo e Lucia e della
peste manzoniana del 1630.

Contemporaneo del Cardinal Federigo Borromeo.
Qualificato negli atti parrocchiali come “faber ferrarius”, il tuo
patronimico!!! guarda che coincidenza!.
Il fatto stesso che su uno dei pochissimi atti pubblici che lascia
traccia di quest’uomo qualunque, vien registrato menzionando la sua
professione, è di rilevanza notevole.
Faceva parte di una corporazione,probabilmente.
E doveva aver reso dei servigi notevoli a gente importante
dell’epoca, come i Giovio, se un personaggio noto in Como come Donna
Calidonia Giovio e suo marito, un Della Porta (altra famiglia nobile
comasca dell’epoca),si erano prestati a essere madrina e padrino di
battesimo di una sua figlia.
Di Calidonia Giovio esiste al Museo Giovio (loro dimora avita) un
ritratto a figura intera,in ricchi abiti neri spagnoleggianti e
gorgiera di pizzo,con 1 o 2 figli,con alle spalle un orologio da
tavolo,simbolo di ricchezza ma anche del fatto che “tempus fugit” o
“ruhit hora”, memento in contrasto con la bellezza austera di questa
donna ritratta sui 30 anni.
Guardando questa donna io posso guardare negli occhi l’effige di una
persona che in vita ha visto negli occhi il mio avo.
Ed il legame diretto con il mio avo,che sento quasi fisico e
tangibile,è stabilito.
Come è stabilito con le 14 persone una dopo l’altra,una sopra l’altra
in linea verticale come si disegna un albero genealogico,costituiscono
il mio “stipite” o asse genealogico che conosco nome per nome.
Per questo le posso sentire sempre in linea verticale sotto i miei
piedi,quando calpesto “i piood” del selciato del centro storico.
Il riferimento dal sopra passa al sotto,luogo fisico e metafisico
dell’archeologia.
In particolare quando passo davanti a Palazzo Giovio, da cui il
Burghett dista un tiro di sasso attraverso la via Serafino Balestra o
Contrada dalle Orfanelle, uscendo dalle mura per la porta di S.Vitale.
Ecco il nesso logico-logistico per cui il faber ferrarius mio avo ha
potuto probabilmente lavorare per la Gens Iovia o Giovio.
Se pensi che solo 60 persone in linea retta,di padre in figlio,ci
separano dai ns avi contemporanei di Ottaviano Augusto-quando
Novocomun era già stata ri-fondata,dopo il Comun Oppidum celto insubre dell’attuale località Prestino-non sembra anche a te di poter
sollevare la mano nel gesto Ave! di saluto e rivolgergli la parola?
Con questa coscienza posso camminare per Como in consapevolezza di
camminare sulla testa dei miei avi,non di persone qualunque e
sconosciute,ma proprio dei miei ascendenti,coloro senza la cui
esistenza non potrei essere “hic et nunc” a scriverti questa storia.
Questo è attualizzare la storia, la grande attraverso la micro, e viceversa.

L’ho presa un po’ alla lontana, ma spero di essere riuscito a farti
scorrere un film di immagini davanti agli occhi,attraverso i secoli
che hanno prodotto oggi la nostra stessa esistenza e persona.
Riuscire a farti intravvedere il profilo di un tuo “ferrarius”
contemporaneo del mio “faber ferrarius” dell’epoca dei Promessi
Sposi,su quel ramo del Lago di Como che volge a Occidente,verso l’urbs
cancrina (le braccia di Geno e di Borgovico).

a questo punto ti saluto con un “vale”.

Luca

COMO città · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Como è… cultura e bellezza – a cura del Partito Democratico di Como, febbraio 2017

a: da classificare · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Politica locale - Como

Quale regia per COMO città della cultura e del turismo, a cura del Partito Democratico di Como, con BARBARA MINGHETTI, FILIPPO DEL CORNO (Milano), LAURA MARIA FERRARIS (Parma), 27 febbraio 2017. APPUNTI dell’incontro

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a: da classificare · Politica locale - Como

elezioni al Comune di Como MAURIZIO TRAGLIO candidato sindaco. Appunti sulla prima uscita pubblica, febbraio 2017, al Broletto

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a: da classificare · Ferrovie

FERROVIE NORD MILANO, la stazione a lago, fotografia di Carlo Pozzoni, da#HolgaComo, Carlo Pozzoni Foto Editore, 2016

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COMO città · CULTURA e CULTURA LOCALE

Como, anni ’30: Il fotografo Mazzoletti studia la città di Como tramandando bellissime immagini, in ICOM_048. ICOMOGRAFIE

iCOMOgrafie. Il fotografo Mazzoletti studia la città di Como tramandando bellissime immagini

Nel 1933, in preparazione del concorso per la realizzazione del piano regolatore (poi effettuato nel 1934, ma elaborato negli anni successivi), l’amministrazione comunale di Como commissiona al fotografo Luigi Mazzolettiuna serie di immagini delle aree della città murata per cui sono ipotizzati interventi di diradamento edilizio o di allargamento stradale.

Le immagini, corredate da una pianta di riferimento, costituiscono uno straordinario rilievo fotografico del centro storico

Sorgente: ICOM_048. ICOMOGRAFIE: Como. Indagini fotografiche

icom_048

Associazioni · CULTURA e CULTURA LOCALE

Università della Terza Età “Alessandro Volta”, Via Palestro,17 22100 Como | Comune di Como

L’Università della Terza Età “Alessandro Volta” è un’associazione senza fini di lucro che promuove attività di carattere culturale e di socializzazione, al fine di combattere l’emarginazione e di sollecitare l’impegno civile e sociale dei cittadini.

COSA PROPONE L’UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ

Tra le principali attività dell’Università della Terza Età vi sono:

  • corsi di danza, informatica, fotografia, musica, lingue, letteratura, pittura e creatività, fisica, psicologia, ecc.;
  • percorsi di informazione sul tema della salute e del benessere;
  • visite guidate;
  • attività di biblioteca presso la sede dell’Università della Terza Età.

 

COME PARTECIPARE ALLE ATTIVITÀ DELL’UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ

Il calendario dei corsi e delle iniziative è disponibile sul sito internet dell’Università della Terza Età; le informazioni per l’iscrizione vanno chieste contattando direttamente l’Università della Terza Età.

Università della Terza Età “Alessandro Volta”
Via Palestro,17
22100 Como

info@utevolta.com

Sorgente: Università della Terza Età | Comune di Como

Associazioni · CULTURA e CULTURA LOCALE

Università popolare, Sede dei corsi presso: Istituto Carducci Via Cavallotti 7 22100 Como | Comune di Como

L’Università Popolare di Como è un’associazione di promozione sociale che, attraverso il lavoro di docenti e relatori volontari, propone attività culturali, formative e aggregative sul territorio cittadino e provinciale.

COSA PROPONE L’UNIVERSITÀ POPOLARE DI COMO

L’Università Popolare propone:

  • corsi di lingue, di informatica, di attività motoria e di educazione artistica;
  • corsi brevi su temi di filosofia, storia, letteratura, musica, psicologia, benessere psico-fisico, arte, ecc;
  • attività culturali quali letture pubbliche di romanzi e racconti, cineforum, fruizione di spettacoli teatrali;
  • visite guidate e gite sul territorio;
  • progetti di solidarietà internazionale e collaborazione con Enti e Associazioni del territorio.

 

COME PARTECIPARE ALLE ATTIVITÀ DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE DI COMO

Il calendario dei corsi e delle iniziative dell’Università Popolare di Como è disponibile sul sito internet dell’Auser; è possibile iscriversi direttamente presso la sede dell’associazione, nell’edificio dell’Istituto Carducci.

Auser Università Popolare Como
Sede dei corsi presso:
Istituto Carducci
Via Cavallotti 7
22100 Como
auser.universitapopolarecomo@gmail.com

Sorgente: Università popolare | Comune di Como

Politica locale - Como

il sindaco di Como MARIO LUCINI: successi e sconfitte 2012-2017, intervista a Espansione TV e sul quotidiano La Provincia

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Politica locale - Como

WIKILEAKS/anni ’70 – un feudo democristiano ricco e placido: Como (e la paura dei comunisti) nei rapporti della diplomazia Usa – in Espansione TV

Un feudo della Democrazia Cristiana con un leggero rischio – leggero – di spostamento a sinistra. Un centro di produzione tessile ricco, tranquillo, con una forte immigrazione dal sud.
Un ritratto di Como particolare, che viene consegnato alla storia da un carteggio tra diplomazie americane degli anni Settanta pescati dagli archivi di Wikileaks. Documenti scritti in inglese, all’epoca confidenziali – epoca della Guerra Fredda: gli Stati Uniti controllavano in modo maniacale le evoluzioni sociali, politiche ed economiche dell’Europa. Al punto che pure la placida provincia di Como, negli anni Settanta, si meritava un rapporto di pagine e pagine inviato dal consolato americano di Milano all’ambasciata di Roma.

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Sorgente: WIKILEAKS – Il feudo democristiano ricco e placido: Como (e la paura dei comunisti) nei rapporti della diplomazia Usa – Espansione TV

a: da classificare · COMO città · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Politica locale - Como

Appunti dell’incontro su “Il PAESAGGIO e le vocazioni del TERRITORIO”, a cura dell’Ance, 23 febbraio 2017

incontro su “Il paesaggio e le vocazioni del territorio” che si terrà giovedì 23 febbraio prossimo presso la sede di ANCE Como.

Si tratta del secondo di un breve ciclo di incontri pubblici che l’Associazione dei Costruttori Edili della Provincia di Como organizza, in vista delle prossime elezioni comunali, su temi diversi, accomunati, però, dalla finalità dell’interesse pubblico per il territorio comasco

per dare conferma della partecipazione scrivere a: info@ancecomo.it

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