Centro Storico di Como · Tartarugosa · via Cinque Giornate

il centro storico di COMO: da Via 5 Giornate a Viale Varese, vista da una fotografia in piazza Volta

AUDIO e VIDEO · Centro Storico di Como · Natale, Capodanno, Epifania · via Cinque Giornate · Via Garibaldi, Via Gallio · Via Vittorio Emanuele · Vie e Piazze

Camminando nel CENTRO STORICO di COMO durante le feste di fine anno: via Garibaldi; piazza Volta; via Fontana; via Albertolli; via Plinio; piazza Duomo; via Maestri Comacini; piazza Verdi; via Vittorio Emanuele; piazza San Fedele; piazza Medaglie d’Oro; via Cantù; piazza Vittoria: piazzolo Giuseppe Terragni; via 5 Giornate; via Diaz; piazza Mazzini. Ore 22-23 del 23 dicembre 2017. Video fotografico di 16 minuti

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Via Diaz · Vie e Piazze

lo SPAZIO DIAZ: eventi, convegni, sala riunioni, mostre, Enzo Pifferi, Via Diaz 58

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Mi ricordo · via Cinque Giornate

“Ci vediamo al bar DA GINO?”. In pensione Biagio de Biasi, detto Gino. Una vita al Como Bar Internet di Via Volta, angolo Via Cinque Giornate, da La Provincia, 18 dicembre 2017

STELLA CORRADI AIDS1974

Cortesella · via Vitani

Il MURALES DELLA CORTESELLA a COMO, a cura della associazione Cortesella

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Ristoranti, Trattorie, Pizzerie · via Cinque Giornate

Trattoria del Gesumin, Como – Via 5 Giornate, 46

TRATTORIA DEL GESÜMIN

Como – Via 5 Giornate, 46
Tel. +39 031 242873 – Cell. +39 338 3481086
info@gesumin.it

Sorgente: Trattoria del Gesumin

BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Via Lambertenghi, Via Collegio dei Dottori, Via Rusconi

incontro con Alberto Casiraghy e Luciano Ragozzino, LE EMOZIONI DELLE MOSCHE. Aforismi incisi, Pentagon edizioni. Presenta Rosa De Rosa. Venerdì 19 maggio 2017, ore 18, a Como, Palazzo Lambertenghi, Sala Recchi, Via Lambertenghi 41

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via Cinque Giornate

Le Cinque Giornate di Como, da ICOM_081. ICOMOGRAFIE: Storia.

La città di Como, tra 18 e 22 marzo 1848, in concomitanza con la rivolta antiaustriaca di Milano, diede vita a una sollevazione popolare: sono le Cinque Giornate di Como. I moti comaschi risultarono vittoriosi, tanto che la bandiera del reggimento austriaco “Prohaska”, che si arrese ai rivoltosi, è l’unica bandiera militare asburgica conquistata sul campo durante tutto il Risorgimento.La celebrazione dei fatti del marzo 1848 è affidata a un rilievo inserito nella base del monumento a Giuseppe Garibaldi, inaugurato il 2 giugno 1889, opera del grande scultore ticinese (ma di formazione italiana) Vincenzo Vela, che da giovane aveva partecipato come volontario proprio ai combattimenti comaschi.

Sorgente: ICOM_081. ICOMOGRAFIE: Storia. Le Cinque Giornate di Como

Camminare in COMO città · Luca N · STORIA LOCALE E SOCIETA' · torrente Cosia · Via Giovio

Camminare per Como e rievocare la storia:  “Se pensi che solo 60 persone in linea retta, di padre in figlio, ci separano dai nostri avi contemporanei di Ottaviano Augusto – quando Novocomun era già stata ri-fondata, dopo il Comun Oppidum celto insubre dell’attuale località Prestino – non sembra anche a te di poter sollevare la mano nel gesto Ave! di saluto e rivolgergli la parola?”, da un carteggio con L.N.

Carteggio con L. N.

caro L.
ho da chiederti un piacere
mi piacerebbe che mi facessi o per iscritto o a mezzo audio un tuo
ragionamento sul “camminare per il centro storico”
ricordo benissimo che ne avevi parlato quella sera al …
ma purtroppo allora non avevo registrato la tua analisi
dicevi che camminando per como camminiamo nella storia e sotto “vivono” gli antenati di questa straordinaria città

ciao e grazie

ciao Paolo eccomi qui.
Dunque camminare per il centro storico….
Sì è vero camminare per il centro storico di Como,visto che siamo nati e
viviamo a Como.
Anche se per me è un sentimento di coscienza storica che và al di là
di questa azione, posto che tale coscienza ne è particolarmente
sollecitata, compiendo l’azione del movimento meditando.
Circa 30 anni fà, alla fine dei miei studi superiori e nell’intermezzo
prima di iniziare a lavorare, cioè nei mesi estivi, avevo condotto in
prima persona una ricerca genealogica sulla mia famiglia, di padre in
figlio, sui registri anagrafici parrocchiali di S.Agata in Como.
Molto aiutato dalle vicende della mia famiglia paterna, che non si è
mai mossa per secoli dall’ambito territoriale di Como, circoscritto al
Burghett, che è la via Gio Andrea Perlasca, quella piccola e corta
vietta che mette in comunicazione Viale Lecco con Via Dante nei pressi
della chiesa di S.Orsola.
Oggi tagliata fuori dal traffico, ma fino all’800 era l’imbocco fuori
dalle mura dell’unica strada che saliva al monte di Brunate,non
esistendo la via Tomaso Grossi nel suo primissimo tratto,che è stata
aperta appunto nella prima metà dell’800.
Non a caso proprio in corrispondenza della via Perlasca esiste sulle
mura un’apertura antica, la porta di S.Vitale,ora separata dalla via
Perlasca dalla ferrovia, che all’epoca non era ancora stata tracciata
E non a caso la piccola via è una rampetta in ripida salita, in quanto
in corrispondenza del suo sbocco in Via Dante esisteva il ponte di
valico del Torrente Valduce che scorre sotto la Via Dante.
Poi la via di salita coincideva grossomodo con l’attuale ulteriore
tratto della via Tomaso Grossi.
S.Orsola infatti è la chiesa superstite di 2 chiese distinte esistenti
in loco,la seconda era quella di S.Vitale ubicata esattamente
sull’attuale sede della ferrovia ed abbattuta (ahimè) proprio per
creare il varco di passo alla strada ferrata.
Mentre S.Orsola era la chiesa conventuale delle monache
Umiliate, S.Vitale di più antica fondazione (lo testimonia la dedica a un
santo martire romano il cui culto proviene dall’Esarcato di Ravenna
dove esiste la celeberrima Basilica di S.Vitale con mosaici bizantini
subito post-caduta dell’Impero Romano – il corteo di Giustiniano e
quello di Teodosia sua moglie) era la primitiva sede della vicaria
locale, vicaria di S.Agata, diventata parrocchia a sua volta negli
anni 70 del 1700,in epoca di soppressioni di enti ecclesiastici da
parte di Maria Teresa d’Austria, a S.Agata aveva sede altro convento
di monache Agostiniane.
S.Agata a sua volta succedeva come parrocchia a quella di
S.Martino,sita presso il ponte di S.Martino in riva al fiume Cosia in
Via Pannilani, eretta come parocchia dal vescovo Lazaro Carafino nel
1630 circa, succedendo a sua volta alla parte extra-moenia della
parrocchia di S.Sisto-attuale ex-cinema Lucernetta, di fronte a
Palazzo Giovio, attuale Museo.
Fin dal Medioevo le parrocchie erano situate solo intra-moenia ed
avevano giurisdizione territoriale anche sulla parte di territorio
abitato extra-moenia,nelle loro vicinanze.
Da qui il fatto che il territorio delle parrocchie era denominato
“intus” o “foris”, sottinteso moenia.
Ciò per dirti che la mia ricerca genealogica di padre in figlio si è
arrestata al 1639, data in cui è stata eretta la parrocchia di
S.Martino,in quanto i suoi registri sono conservati a S.Agata, dove è
stata traslato l’istituto giuridico parrocchiale.
La creazione della parrocchia di S.Orsola è infatti molto
recente -1907- scorporandola dalla parrocchia di s.Agata.
Ma venendo a me,solo mio padre è nato in parrocchia di S.Orsola,già
mio nonno nacque nel 1886 ancora in parrocchia di S.Agata e abitando
ancora al Burghett, dove hanno abitato sempre i suoi e miei avi, almeno
a partire dal 1639, data in cui si interrompono le mie
ricerche-creazione della parrocchia di S.Martino.
E’ stato infatti il mio bis-nonno, suo padre, ad acquistare il progetto
già redatto di casa  …
Attuale sede dell’Istituto S.Croce (appunto) dell’Opera Don Folci, casa di riposo per sacerdoti anziani ed una volta,quand’ero
bambino,sede di pre-seminario per i chierici provenienti dalla
Valtellina che frequentavano i Seminari Diocesani di Como.
Don Folci era nativo di Colorina in Valtellina.
Ti ho fatto un piccolo excursus di ciò che storicamente si chiamano i
Borghi di Como-o almeno di un Borgo-(ed una volta erano Borghi e Corpi
Santi, denominando così la miriade di conventi di cui era costellata
Como subito fuori dalle mura,oltre a quelli in Città Murata (per questo
Como era nota come la città dei conventi).
Te ne ho infatti nominati quasi una decina tra casa mia, ponte di
S.Martino e le mura.
Dalla ricerca geneaologica ho tratto circa 12-14 persone da cui
discendo in linea diretta, di padre in figlio.
Conoscere i loro nomi,le loro date precise di esistenza, me le ha fatte
contestualizzare una per una nel periodo storico in cui hanno vissuto,
fino al più antico che mi è noto, tale … vivente negli
anni ’30 del ‘600 e quindi contemporaneo di Renzo e Lucia e della
peste manzoniana del 1630.

Contemporaneo del Cardinal Federigo Borromeo.
Qualificato negli atti parrocchiali come “faber ferrarius”, il tuo
patronimico!!! guarda che coincidenza!.
Il fatto stesso che su uno dei pochissimi atti pubblici che lascia
traccia di quest’uomo qualunque, vien registrato menzionando la sua
professione, è di rilevanza notevole.
Faceva parte di una corporazione,probabilmente.
E doveva aver reso dei servigi notevoli a gente importante
dell’epoca, come i Giovio, se un personaggio noto in Como come Donna
Calidonia Giovio e suo marito, un Della Porta (altra famiglia nobile
comasca dell’epoca),si erano prestati a essere madrina e padrino di
battesimo di una sua figlia.
Di Calidonia Giovio esiste al Museo Giovio (loro dimora avita) un
ritratto a figura intera,in ricchi abiti neri spagnoleggianti e
gorgiera di pizzo,con 1 o 2 figli,con alle spalle un orologio da
tavolo,simbolo di ricchezza ma anche del fatto che “tempus fugit” o
“ruhit hora”, memento in contrasto con la bellezza austera di questa
donna ritratta sui 30 anni.
Guardando questa donna io posso guardare negli occhi l’effige di una
persona che in vita ha visto negli occhi il mio avo.
Ed il legame diretto con il mio avo,che sento quasi fisico e
tangibile,è stabilito.
Come è stabilito con le 14 persone una dopo l’altra,una sopra l’altra
in linea verticale come si disegna un albero genealogico,costituiscono
il mio “stipite” o asse genealogico che conosco nome per nome.
Per questo le posso sentire sempre in linea verticale sotto i miei
piedi,quando calpesto “i piood” del selciato del centro storico.
Il riferimento dal sopra passa al sotto,luogo fisico e metafisico
dell’archeologia.
In particolare quando passo davanti a Palazzo Giovio, da cui il
Burghett dista un tiro di sasso attraverso la via Serafino Balestra o
Contrada dalle Orfanelle, uscendo dalle mura per la porta di S.Vitale.
Ecco il nesso logico-logistico per cui il faber ferrarius mio avo ha
potuto probabilmente lavorare per la Gens Iovia o Giovio.
Se pensi che solo 60 persone in linea retta,di padre in figlio,ci
separano dai ns avi contemporanei di Ottaviano Augusto-quando
Novocomun era già stata ri-fondata,dopo il Comun Oppidum celto insubre dell’attuale località Prestino-non sembra anche a te di poter
sollevare la mano nel gesto Ave! di saluto e rivolgergli la parola?
Con questa coscienza posso camminare per Como in consapevolezza di
camminare sulla testa dei miei avi,non di persone qualunque e
sconosciute,ma proprio dei miei ascendenti,coloro senza la cui
esistenza non potrei essere “hic et nunc” a scriverti questa storia.
Questo è attualizzare la storia, la grande attraverso la micro, e viceversa.

L’ho presa un po’ alla lontana, ma spero di essere riuscito a farti
scorrere un film di immagini davanti agli occhi,attraverso i secoli
che hanno prodotto oggi la nostra stessa esistenza e persona.
Riuscire a farti intravvedere il profilo di un tuo “ferrarius”
contemporaneo del mio “faber ferrarius” dell’epoca dei Promessi
Sposi,su quel ramo del Lago di Como che volge a Occidente,verso l’urbs
cancrina (le braccia di Geno e di Borgovico).

a questo punto ti saluto con un “vale”.

Luca

Centro Storico di Como · Librerie · via Vitani · Vie: Cesare Cantù, A. del Pero, P. Tatti, Vitani

Appunti su: la LIBRERIA PLINIO IL VECCHIO di Via Vitani, a Como

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La Libreria Plinio il Vecchio, situata in Via Vitani a Como, ha una storia affascinante e rappresentativa della cultura letteraria della città.

Fondata nel 1980, la libreria è stata un importante punto di riferimento per lettori e appassionati di libri illustrati, arte, architettura e moda. Il suo nome rende omaggio a Plinio il Vecchio, l’illustre scrittore e naturalista comasco del I secolo d.C., noto per la sua opera Naturalis Historia.

Evoluzione e chiusura

Nel 2017, la libreria ha chiuso dopo 37 anni di attività, un evento che ha suscitato grande risonanza tra i cittadini e gli amanti dei libri.

La chiusura è stata vista come una perdita significativa per la comunità culturale di Como, che ha visto in questo negozio non solo un luogo di vendita, ma anche un centro di aggregazione culturale e sociale[3][7].

Ritorno e attualità

Recentemente, la libreria è stata riaperta sotto una nuova gestione, mantenendo viva l’eredità culturale che l’ha caratterizzata. I nuovi proprietari hanno cercato di rinnovare l’offerta senza perdere il legame con la tradizione locale.

Questo rinnovamento è stato accolto positivamente dai residenti e dai turisti, contribuendo a riportare l’attenzione su Via Vitani, una delle strade più storiche di Como[2][4].

Impatto culturale

La Libreria Plinio il Vecchio non è solo un luogo dove acquistare libri; è anche un simbolo della resistenza della cultura locale contro le sfide del modernismo e del turismo di massa. Gli attuali gestori stanno cercando di promuovere eventi culturali e iniziative che possano attrarre visitatori e mantenere viva l’anima della libreria[2][5].

In sintesi, la Libreria Plinio il Vecchio rappresenta un importante capitolo nella storia culturale di Como, riflettendo sia la tradizione letteraria della città che le sfide contemporanee nel mantenere vivo il patrimonio culturale locale.


[1] https://laricerca.loescher.it/plinio-il-vecchio-in-mostra-nella-sua-como/
[2] https://comozero.it/attualita/la-storia-latmosfera-lanima-di-una-citta-la-dolce-vita-di-como-scorre-lenta-in-via-vitani/
[3] https://wonderlakecomo.com/it/items/libreria-plinio-il-vecchio
[4] https://coatesa.com/2018/06/26/libreria-plinio-il-vecchio-libri-illustrati-da-tutto-il-mondo-arte-architettura-moda-tessile-lago-di-como-via-vitani-14-como/
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/eventi/agenda-degli-appuntamenti/luogo/libreria-plinio-il-vecchio_7837_75/
[6] https://dalib.it/scheda/letteraria/BIBCOMO-LET/35
[7] https://coatesa.com/2017/02/04/chiude-dopo-37-anni-la-libreria-plinio-il-vecchio-di-via-vitani/
[8] https://www.ancos.it/il-catalogo-del-mondo-plinio-il-vecchio-e-la-storia-della-natura/

Mostre · Vie e Piazze

mostra Shakespeare e Dalì: Romeo e Giulietta, Spazio Diaz di Enzo Pifferi Via Diaz 58, Como. 8 al 14 febbraio 2017

Mercoledì 8 febbraio apre la mostra

Shakespeare e Dalì: Romeo e Giulietta

10 incisioni impresse su carta vergata e firmate dall’artista Salvador Dalì che illustrò nel 1975 la famosa tragedia di William Shakespeare per la Rizzoli Editore di Milano

      
Spazio Diaz di Enzo Pifferi
Via Diaz 58    Como
Tel. 371 1847654

La mostra resterà aperta dal giorno 8 al 14 febbraio 2017

a: da classificare · Natale, Capodanno, Epifania · Vie: Cesare Cantù, A. del Pero, P. Tatti, Vitani

SDN spirito del natale: il presepe di Via Vitani, Como 23 dicembre 2016

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