BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Porta Musa Carla · STORIA LOCALE E SOCIETA'

FISOGNI Primavera, Giovane è la parola. Biografia letteraria di CARLA PORTA MUSA, Carocci editore, 2022. Indice del libro

vai alla scheda dell’editore:

http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&isbn=9788829015252&Itemid=72

Quando Buffalo Bill portò il suo circo a Como nel 1906, c’era anche lei tra il pubblico. Aveva quattro anni. Quasi mezzo secolo più tardi pubblicò il primo romanzo nella “Medusa degli Italiani” di Mondadori e a 110 anni l’ultimo articolo per il giornale della sua città. È una storia straordinaria quella che Carla Porta Musa (Como, 1902-2012) ha scritto con la sua vita operosa di narratrice, poetessa, giornalista e promotrice culturale, attraverso due secoli. Raccontarla significa gettare nuova luce sul Novecento culturale italiano, incontrare Carlo Linati, Piero Chiara, Dino Risi e Margherita Sarfatti. Nell’«interessantissima» vita dell’«indomita amica» Carla – come la definì Claudio Magris – entrano tante pagine di storia: dalle guerre mondiali all’11 settembre. Firma della “Domenica del Corriere” e prima titolare della rubrica “Posta del cuore” della rivista “Amica”, Porta Musa ha compreso che la parola apre mondi. Fa rialzare. Compensa la frustrazione di sentirsi una madre imperfetta o di abitare il cono d’ombra dopo l’esaltante parentesi del successo. La sua biografia letteraria è soprattutto questo, un incontro che cambia la vita.

Premessa
Scopo e metodo
Fonti inedite e d’archivio
1. In cerca del proprio destino

E attendevo che il tempo passasse/Quel tè con Linati. L’allieva Carla/È così difficile/Le lucenti fedi/«A ridarmi un po’ di pace». Moglie e madre
2. Noviziato letterario
Nuovi orizzonti/«Quando riuscirò a parlare con un editore…»/Ritorno alla poesia
3. “Scrittrice”, finalmente
Nella “Medusa degli Italiani”/Virginia 1880, tutta un’altra storia/Nell’élite letteraria/Frustrazioni di una scrittrice
4. Giornalista non per caso
La piccola lettrice/Direttore letterario della rivista “Como”/Il dialogo con le lettrici di “Amica”/Firma della “Domenica del Corriere” – Racconti «leggeri e garbati»
5. L’amica Carla
Tra i protagonisti del Novecento (e oltre)/Margherita Sarfatti al “Soldo” e nelle lettere/Dino Risi, lezioni di cinema/Lo stupore di Piero Chiara e gli incontri di Montecatini/I Falck, una «lunga e straordinaria amicizia»/Firenze, oh cara!/Indomita amica: l’epistolario con Magris
6. Seconda giovinezza letteraria
La stagione del raccolto/Fino all’ultimo narratrice/Giovane è la parola. Vocazione e destino
Ringraziamento di Livia Porta
Bibliografia

autunno · Poesie · Porta Musa Carla

Foglie secche, di Carla Porta Musa

CINEMA e TEATRO · Porta Musa Carla

“COME FARFALLE…QUANDO LA VITA DIVENTA UN VOLO, Interpreti: Miriana Ronchetti, Manuela Luvrano.  Voci registrate: Alessandro Quasimodo – Anna Scialoja.  Regia scena di Pietro Introzzi . Regia audio: Roy Saporito – Collabora Laura Catelli. 15 MARZO 2019, in Sala Musa dell’istituto Carducci, Viale Cavallotti, 7, COMO, ORE 20.30

COMUNICATO STAMPA  EVENTO  15 MARZO 2019 ORE 20.30

“COME FARFALLE…QUANDO LA VITA DIVENTA UN VOLO     Rassegna Teatro Carducci 2019 “VARIAZIONI DI STILE”

https://www.youtube.com/watch?v=iRy8uojNWoQ

Una donna, a un certo punto della sua esistenza, inizia a tralasciare tutte le sue abitudini, il lavoro, gli affetti, le giornaliere faccende per occuparsi solo di farfalle. Non riesce a fare altro. Le farfalle non sono impegnative, non richiedono pensiero…le segui e basta. Qui inizia la sua nuova vita fatta di assenze e di “apparenti vuoti”. Il marito e la figlia inizialmente non capiscono e non accettano quel suo “stare” così diverso sebbene i medici abbiano spiegato loro che si tratta di una malattia. Decidono così, di non seguire esempi e consigli, ma di fare a modo loro applicando regole rigide e rimproveri. Il risultato è un grande insuccesso. La figlia decide di affrontare quella strada così difficile che la porterà a creare, dopo anni di incomprensioni, un vero rapporto di intesa con la madre ammalata. Fra errori e tentativi, scatti di rabbia e sconforti, arriva a scoprire un mondo di sensazioni create non dalle parole bensì da sguardi, giochi, affinità, azioni quasi assurde, ritorni all’infanzia, merende consumate alla luce del sole, con le dita nei vasetti di marmellata. Quella è la strada…scopre l’amicizia in colei che da madre, un tempo le dettava solo regole. Ore, giornate intere a guardare le farfalle sulla riva di un fiume che altro non è che un catino colmo d’acqua. Aspettare la luna e veder sorgere il sole. Saltare le regole della vita per vivere fino all’ultimo e intensamente quel rapporto che è fonte di grande gioia e pienezza. Il tempo degli altri non esiste più. Esiste solo il loro tempo. I ruoli si invertono; la mamma diventa la bambina e la bambina, a volte diventa la mamma e altre volte ancora l’amica, la sorella…a secondo del ruolo che serve. Non c’è una fine alla storia. Di proposito non esiste la fine perché in realtà ci sono le trasformazioni. Ogni spettatore avrà il piacere di crearsi la fine che desidera. Non esiste fine all’amore.

Recensioni e commenti più significativi…https://traccesent.com/2017/03/12/come-farfalle-quando-la-vita-diventa-un-volo-storia-teatrale-di-e-con-miriana-ronchetti-attori-miriana-ronchetti-anna-lucati-recensione-quando-lalzheimer-diventa-teatro/a cura della psicologa Luciana Quaia

Ilaria Leone, naturopata – filosofa- web master- insegnante arti marziali- scrittrice (figlia di Miriana)

-Mamma…solo tu potevi riuscire a mettere in scena un argomento così terribile con così tanta naturalezza e verità. E’ tutto quello che ti sei ritrovata ad affrontare tu e in ogni singola scena e battuta io ho rivisto …tutto. Sei grande Mamma; anche nel dolore di quello che hai affrontato sei riuscita a crearne emozione e Arte. Un brivido davvero bello stasera. Ti amo.

Luciana Bianchi, poetessa

-Sensibile, accorata, intensa e sapiente interpretazione diMiriana Ronchetti e Manuela Luvrano di “Orizzonti Inclinati”, nella rappresentazione del quotidiano rapporto fra una figlia e la propria madre, affetta da Alzheimer. “COME FARFALLE -Quando la vita diventa un volo”…. E vola veramente alto lo spettacolo: si libra con la levita’ colorata di una farfalla, nonostante l’intensita’ del tema trattato.Giocando sulle note del sentimento e del cuore, senza mai scadere nel pietismo, con leggerezza d’ali di farfalla. In ricordo di Vincenzina, l’amata mamma dell’Autrice. Miriana sa sempre toccare profondamente i cuori. Un ricordo toccante, intenso, partecipato, sentito… davvero, davvero coinvolgente.

 

Alessandro Quasimodo, attore regista (figlio del poeta Nobel)

Che dire? Miriana, figlia della passione. Uno spettacolo che fa riflettere ma anche divertente, bello, emozionante…insomma assolutamente da proporre. Sono fiero di esserti sempre vicino e di volerti bene infinitamente. Brava Miri.

Anna , attrice

Miri, io ti dico solo una cosa, e la dico pubblicamente: grazie! Tu sei una persona speciale e sai tradurre i pensieri in meravigliosa realtà…teatrale! Io sono onorata di essere stata stasera con te e con tutte le meravigliose persone in sala… a volte il dolore porta a cose bellissime!

Arlette Duchamp da “Bioggio, Svizzera 27 Aprile 2017”

Carissima Miriana, di nuovo, con il tuo spettacolo “come Farfalle”, hai centrato il bersaglio. In punta di piedi, su “ali di Farfalle”, hai mosso il macigno della malattia che fa paura a tutti. Con tenera e giocosa leggerezza, nel deserto arido della non-memoria, è fiorito l’albero della vita animato dal linguaggio del cuore. Mutare la profonda sofferenza e la paura della malattia in relazione di vita creativa è un capolavoro assoluto di umanità. Il messaggio passa, tocca, commuove e lascia il segno. Grazie Miriana, grazie Anna meravigliosa sposa che tutte le mamme vorrebbero addobbare, grazie agli operatori, collaboratori e aiuti tutti.Toccata e riconoscente. Arlette.
Interpreti: Miriana Ronchetti, Manuela Luvrano
Voci registrate: Alessandro Quasimodo – Anna Scialoja

Regia scena di Pietro Introzzi
Regia audio:Roy Saporito – Collabora Laura Catelli
Testo, ideazione scenica e regia: Miriana Ronchetti

Ingresso libero a Soci dell’associazione Carducci
Contributo volontario per altro pubblico
In collaborazione con Associazione artistica Orizzonti inclinati e Club Amici Salvatore Quasimodo di Como

 

 

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CINEMA e TEATRO · Porta Musa Carla · Teatri

A Como appena ieri… avevo sempre fame, tratto dal libro di Licia Badesi. Adattamento teatrale, ricerca immagini e regia: Miriana Ronchetti. Con Corrado Bega e Miri Ronchetti. Sala Musa dell’Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 21,15 febbraio 2019

TEATRO CARDUCCI 2019 – VARIAZIONI DI STILE
Sala Musa dell’Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 21, ingresso libero per i soci, con contributo volontario per i non soci

 

A Como appena ieri… avevo sempre fame, tratto dal libro di Licia Badesi. Adattamento teatrale, ricerca immagini e regia: Miriana Ronchetti. Con Corrado Bega e Miri Ronchetti. Comparse – ombre: Carlo MiglioreEmanuele SalvadèLaura CatelliMarco WenkMariateresa Carminati e Veronica Minesso.
Una ricognizione nella cronaca, nella vita quotidiana, attraverso le testimonianze di chi ha vissuto a Como fino all’inizio degli anni Sessanta, quando pareva che il benessere fosse a portata di mano e si cominciò a parlare – con termine che oggi possiamo dire quanto mai improprio – di “miracolo economico”.

da

BiBazz | Venerdì 15 febbraio

Biografie di persone · Porta Musa Carla

CARLO POZZONI, Le stanze di Carla, Carlo Pozzoni Fotoeditore, 2009

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Porta Musa Carla

Carla Porta Musa, Lampi al magnesio. Antologia Lariana (NodoLibri, Como 1991), raccoglie in forma antologica gli scritti “lariani”

Lampi al magnesio. Antologia lariana è una celebre raccolta di scritti della scrittrice e poetessa comasca Carla Porta Musa, pubblicata dalla casa editrice NodoLibri di Como nel 1991. [1, 2]

Il volume raccoglie in forma antologica la produzione letteraria che l’autrice ha dedicato interamente al proprio territorio d’origine: [3]

  • I contenuti: Comprende racconti e prose composti tra il 1955 e il 1991, in parte già apparsi su testate e riviste locali o nazionali.
  • Lo stile: Si tratta di testi brevi ma intensi, capaci di rievocare con precisione scorci di paesaggio, angoli nascosti di Como e figure umane del territorio.
  • La copertina: L’edizione originale vanta un ritratto dell’autrice eseguito nel 1955 dalla pittrice Ponina Ciliberti Tallone. [2, 4]

L’opera rappresenta una testimonianza storica e culturale fondamentale per comprendere l’evoluzione del panorama del Lago di Como (Lario) nel corso del Novecento, filtrata dalla sensibilità di una delle sue intellettuali più longeve e rappresentative. [2, 5]

FONTI INFORMATIVE

[1] https://www.lafeltrinelli.it

[2] https://coatesa.com

[3] https://coatesa.com

[4] https://www.amazon.it

[5] https://it.wikipedia.org

Mi ricordo · Porta Musa Carla

Per ricordare Carla Porta Musa (Como, 15 marzo 1902 – Como, 10 ottobre 2012)

News Nodo

Per ricordare Carla Porta Musa
Instancabile animatrice della cultura comasca
Carla Porta Musa, nata a Como il 15 marzo 1902, è una figura di riferimento della cultura comasca per tutto il Novecento.
E’ stata amica di NodoLibri, che ne ha pubblicato alcune opere.
La ricordiamo con il brano che le ha dedicato Carlo Ferrario inAlfabeto comasco, primo volume edito da NodoLibri nel 1989, e con il ritratto che le fece Ponina Ciliberti Tallone nel 1955, utilizzato per la copertina di Lampi al magnesio, edito da NodoLibri nel 1991.


E’ ormai come la torre di via Cesare Cantù, i bassorilievi di San Fedele, l’edicola di Plinio il Giovane… La splendida signora ha passato i suoi molti anni a scrivere e a pensare, e gli anni l’hanno ricompensata con una freschezza che chissà quante dame, intente da una vita ad agghindarsi, hanno perso al primo retour d’âge

A Carla un affettuoso saluto.

Porta Musa Carla

Oggi, 15 marzo, la scrittrice comasca Carla Porta Musa compie 110 anni

I 110 anni di Carla Porta MusaOggi, 15 marzo, la scrittrice comasca Carla Porta Musa compie 110 anni.NodoLibri dedica a Carla questa news straordinaria ringraziandola dell’affetto e dell’amicizia che ha dimostrato alla casa editrice in tanti anni di collaborazione e augurandole giorni ancora sereni.
NodoLibri ha pubblicato:

Lampi al magnesio

Silenzi d’aria

I 110 anni della scrittrice Carla Porta Musa

di Gerardo Monizza

Centodieci anni! Oggi è festa in casa Porta Musa e in tutta la città. Un traguardo che sembrava assurdo, ma non per Carla che i centodieci anni li ha raggiunti con naturalezza. Incredibile. Passare il secolo e aggiungerne ancora un bel pezzo non è cosa comune. Ma Carla è straordinaria perché ha saputo vivere pienamente un’esistenza fortunata, circondata da affetti costanti, da attenzioni e amicizie. Ha saputo – per dirla alla moderna – “comunicare”.

Per scrivere di Carla ciascuno di noi non può che pensare un poco anche a se stesso confrontandosi con una vita straordinaria. A quella vita che per lei è trascorsa insieme ai molti amici, ai parenti, alla figlia Livia, alla nipote Giovannella… ciascuno sentendola attenta, sapendola sempre vicina, disponibile, dinamica, acuta, esigente. Generosa e consapevole della propria unicità. Raffinata, mai banale. Non superba, cosciente di essere stata favorita da circostanze fortunate che le hanno consentito di superare i momenti difficili, le avversità e i dolori. Chi non ne ha?

La sua mitica casa di via Pessina (quella coperta di rampicante sempreverde cui è impossibile non lanciare uno sguardo, passando) è stata a lungo il punto d’incontro per molti comaschi e milanesi diversi per età, condizione sociale, interessi, ma tutti inseriti in una rete di rapporti tenuta insieme dalla passione culturale che per Carla è il solo documento d’ingresso in una vita non banale. La cultura intesa come scambio e come precisione estetica e perciò sempre tesa alla limatura della parole, alla costruzione del periodo, al controllo dei suoni.

Carla ama leggere ciò che scrive mentre lo sta creando (c’è – invece – chi non sopporta avere qualcuno che sbircia alle spalle mentre scrive, io tra quelli); scruta le reazioni, chiede consigli e persino li ascolta, cambia in corso d’opera aggiustando al meglio la narrazione. Insomma non si fissa su una linea di metodo, né si ostina su un personaggio ritenuto debole o su una frase giudicata non omogenea al resto del testo.

Vien da sorridere scrivendo queste cose riferite ad una centenaria che non smette di comporre storie e tutte fissate su quaderni: con la matita e la gomma pronta, ma poco usata. Una maniera antica che Carla ha incominciato ad usare quando la macchina per scrivere diventava troppo “meccanica” per le sue dita. Il computer sarebbe stato lo strumento perfetto, ma forse è arrivato un po’ in ritardo, lui.

Insomma: la casa di Carla. Vivissima, tranquilla, non immensa, ma accogliente e specchio di una personalità capace di essere al tempo stesso centenaria e contemporanea.

Carla mette tutti a proprio agio e ha un vezzo: dà del tu. Senza distinzione. Solo i piccoli visitatori, solo le bimbe appassionate di poesia che la visitano per farle dono di un verso acerbo, sono autorizzati a chiamarla “zia Carla”.

Le sue colazioni (mai più di tre ospiti quasi sempre maschi) erano appuntamenti fissi cui doleva mancare. Ricchi di racconti e di scambi tra amici o sconosciuti (Carla ama anche il rischio delle “relazioni pericolose” che sono occasioni stimolanti per nuove amicizie).

Colazioni perfette nella combinazione del menu che mai ripete agli stessi commensali (tiene un quaderno delle visite, una sorta di diario gastronomico e umano) e con pietanze cucinate da lei stessa nell’antica cucina di casa. Riti allietati dalle composizioni floreali (a centrotavola), da allestimenti semplici e perfetti, dal servizio ineccepibile.

Quello che ho sempre pensato è che Carla non sia una “gran signora d’altri tempi” (quel tempo passato che racconta con dovizia di particolari in romanzi e poesie) bensì una donna molto libera del suo tempo: il tempo attuale. Non l’ho mai sentita rimpiangere la bella casa di via Borgovico, le tante persone amate e scomparse, le cose fatte. “Quel che si può fare si faccia!” è il suo motto e se Carla si ficca in testa una cosa si è sicuri che si farà. Una sua telefonata (“… Senti caro…”) è un ordine cui nessuno si sottrae. La sua autorevolezza è indiscussa. La sua tenacia leggendaria.

Oggi che compie centodieci anni e che l’attività pubblica si è un poco ridotta, che non passa a prendere il quotidiano, che non si ferma a bere il cappuccino, rimane ancora un punto di riferimento per la città proprio per la sua volontà di essere collante tra tempi diversi della storia di Como e della sua gente. Memoria formidabile e narratrice prodigiosa sa mettere insieme alberi genealogici complessi, situazioni familiari che superano il secolo, vicende che sono state eventi memorabili per la città. Ricordare è una medicina che le ha permesso di imbrogliare il tempo, ma la scrittura è una magia che le ha consentito di liberare la sua stupefacente fantasia.

Ciò che ha continuato a scrivere non sono racconti di un mondo passato, ma pezzi di storia vera. Certo, una storia fatta di vicende particolari, di persone che hanno vissuto ai piani alti della società, di intrecci non sempre dipanabili con facilità (per chi vive una vita normale ovvero qualsiasi). Da editore (ho pubblicato due libri di ricordi: Il tuo cuore e il mioLampi al magnesio e uno di poesie Silenzi d’aria) ricordo solo il piacere del lavoro “editoriale” con Carla precisa, puntigliosa, non testarda (oh! quanto son ostinati certi autori) e disponibile a rigiocarsi nel ruolo di autrice. All’epoca aveva già novant’anni…

Oggi che ne compie centodieci possiamo tutti insieme augurarle ogni bene con affetto e amicizia. Qualche anno fa, un giorno mi disse: “Ho vissuto a lungo. Sono contenta della mia vita”. Da quel giorno sono passati vent’anni. Ancora auguri, Carla.

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FOTOGRAFIE · Porta Musa Carla

Omaggio a Carla Porta Musa : Sabato 12 marzo alle ore 17.00 presentazione del libro Le stanze di Carla e inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Pozzoni

OMAGGIO A CARLA PORTA MUSA
Sabato 12 marzo alle ore 17.00 presentazione del libro Le stanze di Carla
e inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Pozzoni

La mostra resterà aperta dal 12 al 31 marzo 
dal lunedì al venerdi 15.00 – 18.00

Famiglia Comasca
Via Bonanomi, 5
22100 Como – 031 271 907

A PROPOSITO DI
A Como, da Carla al compleanno della quasi zia di Bernardino Marinoni, La Provincia, 15 marzo 2011

Tanta cultura in una sintesi fotografica d’artista di Salvatore Pipero

 Omaggio a Carla Porta Musa  -  dal 12 al 31 marzo 2011 - Famiglia ComascaOmaggio a Carla Porta Musa : Carlo Pozzoni fotoreporter.

COMO città · Porta Musa Carla

OMAGGIO A CARLA PORTA MUSA

OMAGGIO A CARLA PORTA MUSA
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Sabato 12 marzo alle 17.00 presso la sede dellaFamiglia Comasca (via Bonanomi 5) verrà presentato il libro Le stanze di Carla e si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Pozzoni.

La mostra rimarrà aperta fino al 31 marzo.

Orari: lunedì-venerdì 15.00-18-00

Info: 031.271907

 

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PERSONE e DESTINI · Porta Musa Carla

Omaggio alla scrittrice Carla Porta Musa, 4 novembre, ore 18.00, Mostra Mercato dell’Artigianato presso Lariofiere, Erba

Mercoledì 4 novembre alle ore 18.00, nell’ambito della 36^ Mostra Mercato dell’Artigianato presso Lariofiere a Erba, si terrà un omaggio alla scrittrice e poetessa Carla Porta Musa attraverso la mostra fotografica Le Stanze di Carla, realizzata dal fotoreporter Carlo Pozzoni, e la testimonianza della figlia Livia Porta Musa.

La mostra Le Stanze di Carla è composta da venti fotografie a colori che raccontano la vita quotidiana della scrittrice e poetessa comasca nella sua casa. Ogni immagine è accompagnata da un commento personale dell’autrice.

“Sono entrato per la prima volta nella casa di via Pessina nel 1994, invitato da Arturo Della Torre, enogastronomo e giornalista, che stava preparando il libro “A tavola con Carla Porta Musa”. Un volume che avrebbe raccontato le ricette di cucina della scrittrice. Ricordo di essere stato colpito, fin da allora, dall’aspetto della sua casa. Una casa delle fate stretta tra i nuovi palazzi della città. Luogo capace di sconfiggere il tempo. Era una sensazione che si percepiva bene anche all’interno, con gli ambienti e gli oggetti che raccontavano la storia incredibile di questa donna che ha attraversato oltre un secolo della nostra storia. Da allora, in via Pessina sono tornato più volte. Il fatto di avere visitato le stanze di Carla tanto spesso ha alimentato il desiderio di mostrare ad altri questo suo piccolo mondo antico. Spero di essere riuscito a farlo con le immagini di questa mostra che sono anche omaggio a una donna a mio giudizio eccezionale”.

Carla Porta Musa – Silenzi d’aria 1980-1990 (NodoLibri)
Carla Porta Musa – Il tuo cuore e il mio (NodoLibri)

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Porta Musa Carla

Porta Musa Carla, Quaderno rosso. Incontri 3, DialogoLibri, 2004. Indice del libro