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GEOPOLIS 2010 – XI edizione: Abitare bene la Terra: ecosistemi, territori, paesaggi, 5 incontri di studio alla Confindustria di Como, Via Raimondi 1

FEB25

GEOPOLIS 2010 – XI edizione: Abitare bene la Terra: ecosistemi, territori, paesaggi

17:3019:00, Confindustria Como, Via Raimondi 1.
Il dipartimento Storia e Filosofia del Liceo Scientifico Paolo Giovio di Como in collaborazione con il Gruppo Giovani Industriali di Confindustria Como e l’USP di Como organizza il ciclo di conferenze GEOPOLIS 2010 LINEE d’ORIZZONTE della STORIA CONTEMPORANEA XI EDIZIONE: ABITARE BENE LA TERRA ECOSISTEMI, TERRITORI, PAESAGGI. Primo incontro: Economie socialmente ed ecologicamente sostenibili. Le aree marginali. Prof Dipak Pant docente di sistemi economici comparati e antropologia applicata Università Carlo Cattaneo (LIUC) Castellanza
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MAR04

GEOPOLIS 2010 – XI edizione: Abitare bene la Terra: ecosistemi, territori, paesaggi

17:3019:00, Confindustria Como, Via Raimondi 1.
Il dipartimento Storia e Filosofia del Liceo Scientifico Paolo Giovio di Como in collaborazione con il Gruppo Giovani Industriali di Confindustria Como e l’USP di Como organizza il ciclo di conferenze GEOPOLIS 2010 LINEE d’ORIZZONTE della STORIA CONTEMPORANEA XI EDIZIONE: ABITARE BENE LA TERRA ECOSISTEMI, TERRITORI, PAESAGGI. Secondo incontro: Paesaggio. Riscoprire il senso dell’abitare. Dott. Davide Cinalli Università di Pavia, Associazione Terraceleste
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MAR11

GEOPOLIS 2010 – XI edizione: Abitare bene la Terra: ecosistemi, territori, paesaggi

17:3019:00, Confindustria Como, Via Raimondi 1.
Il dipartimento Storia e Filosofia del Liceo Scientifico Paolo Giovio di Como in collaborazione con il Gruppo Giovani Industriali di Confindustria Como e l’USP di Como organizza il ciclo di conferenze GEOPOLIS 2010 LINEE d’ORIZZONTE della STORIA CONTEMPORANEA XI EDIZIONE: ABITARE BENE LA TERRA ECOSISTEMI, TERRITORI, PAESAGGI. Terzo incontro: Saper vedere il Paesaggio. Quante cose non vediamo. Arch. Darko Pandakovic docente di Architettura del Paesaggio – Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano Ing. Alberto Mazzucchelli Studio Associato MPM, Morazzone (VA) Arch. Paolo Vimercati Grimshaw Architects, Londra (UK)
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MAR18

GEOPOLIS 2010 – XI edizione: Abitare bene la Terra: ecosistemi, territori, paesaggi

17:3019:00, Confindustria Como, Via Raimondi 1.
Il dipartimento Storia e Filosofia del Liceo Scientifico Paolo Giovio di Como in collaborazione con il Gruppo Giovani Industriali di Confindustria Como e l’USP di Como organizza il ciclo di conferenze GEOPOLIS 2010 LINEE d’ORIZZONTE della STORIA CONTEMPORANEA XI EDIZIONE: ABITARE BENE LA TERRA ECOSISTEMI, TERRITORI, PAESAGGI. Quarto incontro: Bioeconomia e capitalismo cognitivo. Nuovi modelli economici nel mondo globalizzato. Prof. Andrea Maria Fumagalli docente di economia politica -Università di Pavia; docente di Teorie economiche alternative- Università Bocconi di Milano
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MAR25

GEOPOLIS 2010 – XI edizione: Abitare bene la Terra: ecosistemi, territori, paesaggi

17:3019:00, Confindustria Como, Via Raimondi 1.
Il dipartimento Storia e Filosofia del Liceo Scientifico Paolo Giovio di Como in collaborazione con il Gruppo Giovani Industriali di Confindustria Como e l’USP di Como organizza il ciclo di conferenze GEOPOLIS 2010 LINEE d’ORIZZONTE della STORIA CONTEMPORANEA XI EDIZIONE: ABITARE BENE LA TERRA ECOSISTEMI, TERRITORI, PAESAGGI. Quinto incontro: Fotovoltaico alla portata di tutti: casi pratici in ambito civile ed industriale. Testimonianza aziendale: il caso Bellotti SpA. Ing. Marco Toppi Alter Eco srl Dott.ssa Valentina Bellotti Giovane Imprenditrice
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GENIUS LOCI

Anima dei Luoghi

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COATESA: frazione di Nesso · FOTOGRAFIE · GENIUS LOCI

Da Coatesa verso Argegno e la Valle d’Intelvi

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COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Ponte della Civera · via Coatesa

Coatesa e ponte tardoromano della Civera: vista dall’alto

GENIUS LOCI · Orta San Giulio · Sacrimonti

Genius Loci: il Sacromonte di Orta San Giulio

 

L’uomo antico aveva un rapporto intenso con la natura, che per lui era animata e sacra.

Nasce in quella situazione umana e storica il principio originario del Genius Loci: l’essenza, l’anima, la forza del luogo.

Lo scorrere del tempo, il variarsi dell’esperienza psicologica individuale, la trasformazione culturale tendono a far perdere, come in un crescente processo di oblio, quella concentrazione in cui la persona si sente in contatto con un tutto che gli è oltre.

Però molto dipende ancora da noi, da ciascuno di noi:

Se vedremo il mondo come un organismo vivente di cui facciamo parte – né padroni, né inquilini, dunque, e neppure passeggeri – forse avremo molto tempo davanti a noi e la nostra specie potrà sopravvivere per il tempo che le è assegnato

James LovelockLe nuove età di Gaia, Bollati Boringhieri, 1991, p. 235

Ci sono ancora luoghi che, per miracolosi percorsi ed equilibri, riescono a trasmettere quella forza del Genius Loci, che potremmo perdere.

Il Sacromonte di Orta San Giulio, in Piemonte, è fra questi luoghi.

Se vuoi vedere il luogo sentendo Ulysses’ Theme,
apri in una nuova finestra il post
e clicca qui sotto per andare sulla sequenza delle immagini:

Il sacro monte d’Orta

Sulla sommità dell’ameno colle che, quasi al centro del lago, si pro­tende sulle acque alle spalle del borgo d’Orta, fu iniziata, nel 1591, la costruzione di uno dei più grandi monumenti dedicati a San Francesco.

Storicamente l’origine del santuario andrebbe ricercata oltre che nelle ragioni di rivalità con i valsesiani (che stimolati da Padre Ber­nardino Caimi avevano eretto sull’altura retrostante Varallo il primo sacro monte) anche nei favorevoli sviluppi della audace riforma eccle­siastica intrapresa da San Carlo Borromeo tendente da una parte a promuovere l’erezione di templi, santuari e seminari e dall’altra a conservare l’antica liturgia, riforma alla quale non erano estranei gli eventi del continente. Lutero, infatti, aveva operato la scissione dell’unità cattolica europea; nei paesi bassi divampavano ancora le guerre di religione ed in Inghilterra la regina Elisabetta si era ormai definitivamente separata dalla Chiesa Romana. Il sacro monte d’Orta è costituito da un insieme di sontuose cap­pelle tardo rinascimentali, barocche 13 ed una neoclassica, sparse su un vasto altipiano e collegate tra loro da ordinati viali, fiancheggiati da spalliere di alloro.

Percorrendo il ridente ed ampio parco erboso, in gran parte coperto da annosi abeti, tigli e faggi, si incontrano, tra squarci panoramici, una ventina di edifici sorti nel corso di quasi due secoli, in ognuno dei quali sono racchiusi complessi statuari in grandezza naturale e pitture rappresentanti i più edificanti episodi della vita del Pove­rello d’Assisi.

Il Paroletti, eminente studioso dei santuari, considerava nello scorso secolo questo sacro monte il più bello, più devoto e forse il più sontuoso di quanti n’habbia il Piemonte. All’insigne monumento, centro di fede e per lungo tempo meta di affollate processioni, sono dedicate diverse incisioni create nel corso di quasi quattro secoli: dagli inizi dei seicento al novecento.

in  Enzo Pellegrino, Le stampe del lago d’Orta, Negri editore, 1973, p.18

da  Genius Loci: il Sacromonte di Orta San Giulio

Film · GENIUS LOCI · Tempo

Il TEMPO e il LUOGO in Picnic a Hanging Rock

“C’è un TEMPO e un LUOGO giusto perchè qualsiasi cosa abbia principio e fine” 

Picnic a Hanging Rock, di Peter Weir, 1975

 


Da: Il TEMPO e il LUOGO in Picnic a Hanging Rock | Tracce e Sentieri.

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · meteo e terra · Terra e Clima

La caduta del sole a Coatesa da Maggio a Novembre

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Ottocento · STAMPE antiche

Nesso, stampa ‘800

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI

Nesso frazione Coatesa

amici nei giorni di Coatesa · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Lettere · Mi ricordo

Gabriele De Ritis: "Ci sono posti che sono solo località geografiche …"

Ci sono posti che sono solo località geografiche: possono essere raggiunti fisicamente da noi nei nostri viaggi senza che si riesca a conquistare lo ’spirito del luogo’. Ce ne andiamo via delusi e stanchi, per aver cercato invano; forse, anche disgustati, per un senso di noia che ci assale, per il tempo dedicato inutilmente alla valorizzazione di angoli suggestivi o di prodotti dell’arte, non importa quanto preziosi.

Giacomo Leopardi ha descritto ampiamente il senso di un’esperienza esemplare perché ‘vissuta’: ogni luogo si trasformava in ’sito’ per lui quando, dopo averne fatto ripetutamente esperienza, poteva collegarvi un ricordo. Lo spazio si faceva, dunque, tempo: rimembranza. E «una ricordanza, una ripetizione» era per lui tanto più cara, quanto più vago e indefinito era il segno che lasciava nella memoria ‘linguistica’ del cuore…

Ci sono siti che non ci appartengono. Eppure, ci sono familiari; suscitano in noi emozioni vive, anche solo a contemplarli da lontano, attraverso il racconto che ne fanno persone a noi care o per via di immagini che ci vengono restituite da amici lontani.

Nesso è uno di questi luoghi dell’anima. Frazione di Coatesa, sul Lario, è propaggine viva del Lago di Como, dove un amico – fortunatamente trovato in questa parte recente della mia vita che lui chiama pre-vecchiaia – deposita il suo sguardo amorevole di figlio riconoscente. Lì affondano le radici della sua esistenza operosa. Da quei luoghi ricava linfa per proseguire il cammino con la sua fedele compagna.

Si potrebbe dire che il viaggio incomincia da qui, da questa parte del mondo a cui è stato assegnato un significato esistenziale, perciò animico.

Non si viaggia, di solito, da soli. I luoghi dell’anima sono visitati lungamente e molto intensamente prima di recarsi fisicamente fin dove ad essi è stata data un’anima.
Il viaggio procede con l’aiuto dello sguardo di chi conosce il genius loci: non sarà un errare senza meta. Sappiamo già che non mancheremo di cogliere il centro: faremo esperienza dei luoghi.
Torneremo a casa più ricchi e riconoscenti, come si addice sempre agli ospiti che abbiano goduto del privilegio di fare a loro volta esperienza di spazi non immemoriali ma segnati dalla presenza dell’uomo, con i nomi e le date ben presenti alla mente e al cuore.

scritto da Gabriele De Ritis in: CAMMINARSI DENTRO (93): Nesso

sentieri

SENTIERI e “la evidente distinzione fra soggetti umani cui piace “stare” (fra i quali ben volentieri mi colloco) e quelli cui piace “andare”

 


Sentiero: “viottolo generalmente stretto, che in luoghi campestri o montani si è formato in seguito a frequente passaggio di persone o animali

(in Cortellazzo/Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana)


Nelle città si direbbe “vicolo”. Sentiero si connette a “strada”, che deriva dal tardo latino “strata” (da “sternere”, ossia stendere, selciare) e da cui derivano street (ingl,), strade(ted.), estrada (spa. port.). Route (fra.) proviene invece dal latino popolare “rupta” (a sua volta da viam rompere “aprirsi un varco”)

A mezzi diversi corrispondono strade diverse, e perciò si distinguono fra pedonali e carrozzabili, autostrade, tramvie e ferrovie; a seconda della regione attraversata e dell’entità dello spostamento che consen­tono, si hanno strade urbane o strade «aperte», di cam­pagna o di montagna, strade statali, provinciali e comu­nali, strade maestre e strade vicinali.


I percorsi si compiono a piedi o a dorso d’animale, e l’uomo si misura fisicamente con lo stato e la pendenza della strada, che può presentarsi piana o ripida, diritta o tortuosa, polverosa, sdrucciolevole, ghiacciata o disse­stata, senza sbocco o interrotta da cose o da persone (co­me frane, barricate, assembramenti umani).

Sentiero o strada si legano a cammino, talora lun­go e faticoso, quantificato nel tempo necessario a coprire una certa distanza, e che dunque varia al variare del mezzo usato per lo spostamento. L’idea che il cammino sia una prova è all’origine della simbologia della strada come aspetto del vivente, cui si associa il tema dello sviluppo orientato e quello del fluire del tempo dentro uno spazio. Anche il fiume assolve questa funzione, tuttavia la strada porta con sé una spe­cifica impronta umana: la strada è sempre e soprat­tutto traccia del passaggio di qualcun altro ed è piena di altri segni, come le pietre miliari, i lastricati, le cunette, i ponti, i marciapiedi, i lampioni, i tombini, i pali della luce o del telegrafo, le cornici di alberi e siepi, la segnaletica verticale ed orizzontale, i car­telloni pubblicitari.

Se faccio un confronto con il corso naturale del fiume, strade e sentieri rappresentano un percorso culturale, intenzionato e finalizzato, e per que­sto capace di attrarre interpretazioni e proiezioni psicologiche. Può essere il modello di pensiero dellastasistabilitas, che si oppone la maledizione del movimento: allora la buona strada è quella del ritorno lineare da un punto ad un altro punto. Se invece il modello è il viaggio di scoperta, la curiositas, e il movimento è concepito come graduale acquisizione di una pienezza esperienziale, allora buona è la strada curvilinea e panoramica.

Da cui la evidente distinzione fra soggetti umani cui piace “stare” (fra i quali ben volentieri mi colloco) e quelli cui piace “andare”.

Sentieri e Genius Loci

SENTIERI , 15 agosto 2009

Sentiero: “viottolo generalmente stretto, che in luoghi campestri o montani si è formato in seguito a frequente passaggio di persone o animali

(in Cortellazzo/Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana)

 

Nelle città si direbbe “vicolo”. Sentiero si connette a “strada”, che deriva dal tardo latino “strata” (da “sternere”, ossia stendere, selciare) e da cui derivano street (lingua inglese), strade(lingua tedesca), estrada (lingua spagnola e portoghese) Route (lingua francese) proviene invece dal latino popolare “rupta” (a sua volta da viam rompere “aprirsi un varco”)

A mezzi diversi corrispondono strade diverse, e perciò si distinguono fra pedonali e carrozzabili, autostrade, tramvie e ferrovie; a seconda della regione attraversata e dell’entità dello spostamento che consen­tono, si hanno strade urbane o strade «aperte», di cam­pagna o di montagna, strade statali, provinciali e comu­nali, strade maestre e strade vicinali.

I percorsi si compiono a piedi o a dorso d’animale, e l’uomo si misura fisicamente con lo stato e la pendenza della strada, che può presentarsi piana o ripida, diritta o tortuosa, polverosa, sdrucciolevole, ghiacciata o disse­stata, senza sbocco o interrotta da cose o da persone (co­me frane, barricate, assembramenti umani).

Sentiero o strada si legano a cammino, talora lun­go e faticoso, quantificato nel tempo necessario a coprire una certa distanza, e che dunque varia al variare del mezzo usato per lo spostamento. L’idea che il cammino sia una prova è all’origine della simbologia della strada come aspetto del vivente, cui si associa il tema dello sviluppo orientato e quello del fluire del tempo dentro uno spazio.

Anche il fiume assolve questa funzione, tuttavia la strada porta con sé una spe­cifica impronta umana: la strada è sempre e soprat­tutto traccia del passaggio di qualcun altro ed è piena di altri segni, come le pietre miliari, i lastricati, le cunette, i ponti, i marciapiedi, i lampioni, i tombini, i pali della luce o del telegrafo, le cornici di alberi e siepi, la segnaletica verticale ed orizzontale, i car­telloni pubblicitari.

Se faccio un confronto con il corso naturale del fiume, strade e sentieri rappresentano un percorso culturale, intenzionato e finalizzato, e per que­sto capace di attrarre interpretazioni e proiezioni psicologiche. Può essere il modello di pensiero della stasi o stabilitas, che si oppone la maledizione del movimento: allora la buona strada è quella del ritorno lineare da un punto ad un altro punto.

Se invece il modello è il viaggio di scoperta, la curiositas, e il movimento è concepito come graduale acquisizione di una pienezza esperienziale, allora buona è la strada curvilinea e panoramica.

Da cui la evidente distinzione fra soggetti umani cui piace “stare” (fra i quali ben volentieri mi colloco) e quelli cui piace “andare”.

 

Paolo Ferrario,

15 agosto 2009