Alberi · ARTE · GENIUS LOCI · Giardini del lago di Como · Paesaggio · Paesaggio del Lago di Como · Uccelli

Bernie Krause, che registra paesaggi sonori, il vento tra gli alberi, il cinguettio degli uccelli, il suono impercettibile delle larve degli insetti, …| da TED.com

Bernie Krause registra paesaggi sonori, il vento tra gli alberi, il cinguettio degli uccelli, il suono impercettibile delle larve degli insetti, da 45 anni. In tutto questo tempo, ha visto molti ambienti cambiare radicalmente per mano degli uomini, a volte anche a causa di pratiche considerate sicure per l’ambiente. Uno sguardo sorprendente a ciò che si può imparare dalle sinfonie della natura, dal grugnito dell’anemone di mare ai tristi versi del castoro che piange.

tratto da

Bernie Krause: La voce del mondo naturale | TED Talk | TED.com

GENIUS LOCI · Milano · POLITICA e STORIA · Storia Contemporanea

CASTELLANETA CARLO, MARZO MAGNO ALESSANDRO, Storia di Milano. Dalle origini ai giorni nostri, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2017

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confine · Vicini di casa

Confini, piante e codice civile, art. 896

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Lago · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

MANUEL VAQUERO PIÑEIRO (a cura di), I laghi in Italia Politica, economia, storiail Mulino, 2017

MANUEL VAQUERO PIÑEIRO (a cura di)

I laghi in Italia

Politica, economia, storia

Negli ultimi decenni la crisi del modello di sviluppo economico basato sull’industrializzazione e sul consumo indiscriminato di risorse naturali ha favorito l’elaborazione di ricerche dedicate a indagare l’interdipendenza tra l’uomo e l’ambiente. Grazie anche all’accresciuta consapevolezza dell’opinione pubblica, le tematiche legate al territorio hanno ottenuto una centralità crescente nel dibattito scientifico, inducendo le scienze sociali ad aprirsi a nuove problematiche e ad adottare rinnovati criteri di studio. Questo volume, che si colloca all’interno di un ricco quadro tematico, analizza in chiave comparativa e sotto differenti punti di vista la specifica realtà dei laghi. Viene considerata innanzitutto la dimensione storica, seguendo una cronologia – compresa tra il Medioevo e l’età contemporanea – che illustra i cambiamenti intervenuti dal periodo in cui i laghi erano utilizzati come vie di trasporto fino all’epoca attuale, caratterizzata da una fruizione prevalentemente turistica. Sono inoltre approfondite le problematiche giuridiche e politiche legate alla gestione dei beni comuni, oltre che i principali risvolti tecnici connessi allo studio degli ecosistemi lacuali. Oltre che agli amministratori locali, direttamente impegnati nella programmazione di politiche destinate al territorio, il volume si rivolge a tutti quei lettori che desiderano accostarsi al dibattito più aggiornato sulle diverse forme di democrazia partecipativa.

Manuel Vaquero Piñeiro insegna Storia economica all’Università degli Studi di Perugia. Per il Mulino ha curato, assieme a Maria Luisa Ferrari, «Moia la carestia. La scarsità alimentare in età preindustriale» (2015).

via il Mulino – Volumi – MANUEL VAQUERO PIñEIRO (a cura di),

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GENIUS LOCI · Lombardia

Varese, memoria di Gioacchino Garofoli, in La rivista il Mulino

Già «città giardino» tra fine Ottocento e inizio Novecento, quando, luogo privilegiato di villeggiatura della borghesia milanese, si costruiscono le grandi ville e i due Grand Hotel liberty, Varese si è progressivamente trasformata in città industriale, accanto a due aree di relativamente antica e intensa industrializzazione (la Valle Olona e l’area di Busto Arsizio-Gallarate) divenendo uno di centri della finanza lombarda, favorita dalla vicina frontiera.

Varese diventa città capoluogo della nuova provincia del Nord Ovest della Lombardia nel 1927

segue

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Sorgente: La rivista il Mulino: Varese

Orticolario

A Orticolario 2017 un ampio programma di eventi: incontri, sperimentazioni, attività, presentazioni di libri, … 29 settembre – 1 ottobre, Lago di Como – a Cernobbio, Villa Erba

A Orticolario 2017 un ampio programma di eventi: incontri, sperimentazioni, attività, presentazioni di libri, … 29 settembre – 1 ottobre, Lago di Como

Sorgente: Programma eventi 2017 » Orticolario – Per un giardinaggio evoluto – Villa Erba, Lago di Como

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a: da classificare · Giardini (in genius loci)

Una foglia

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…in una foglia è contenuto l’intero Universo…presente, passato e futuro…nella sua eternità…

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a: da classificare · Giardini (in genius loci)

anche Turtles Garden

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Ponte della Civera · ponti

I PONTI, di Ivo Andric, in Racconti di Bosnia, Newton Compton, 1955

Di tutto ciò che l’uomo, spinto dal suo istinto vitale, costruisce ed erige, nulla è più bello e più prezioso per me dei ponti. I ponti sono più importanti delle case, più sacri perché più utili dei templi. Appartengono a tutti e sono uguali per tutti, sempre costruiti sensatamente nel punto in cui si incrocia la maggior parte delle necessità umane, più duraturi di tutte le altre costruzioni, mai asserviti al segreto o al malvagio.

I grandi ponti di pietra, grigi ed erosi dal vento e dalle piogge, spesso sgretolati nei loro angoli acuminati, testimoni delle epoche passate, in cui si viveva, si pensava e si costruiva in modo differente: nelle loro giunture e nelle loro invisibili fessure cresce l’erba sottile e gli uccelli fanno il nido.

I sottili ponti di ferro, tesi come filo da una sponda all’altra, che vibrano ed echeggiano con ogni treno che li percorre, come se aspettassero ancora la loro forma e perfezione finale. La bellezza delle loro linee si svelerà del tutto solo agli occhi dei nostri nipoti.

I ponti di legno all’entrata delle cittadine bosniache le cui travi traballano e risuonano sotto gli zoccoli dei cavalli, come le lamine di uno xilofono.

E infine, quei minuscoli ponti sulle montagne, spesso solo un unico grande tronco ovale, massimo due, inchiodati uno accanto all’altro, gettati sopra qualche ruscello montano che senza di loro sarebbe invalicabile. Due volte all’anno il torrente impetuoso ingrossandosi li trascina via e i contadini, con l’ostinazione cieca delle formiche, tagliano e segano e ne rimettono nuovi. Per questo, vicino ai ruscelli di montagna, nelle anse fra le pietre dilavate, spesso si vedono questi “ponti” precedenti: stanno lì abbandonati a marcire insieme all’altra legna arrivata per caso. Ma questi tronchi di alberi lavorati, condannati a bruciare o a marcire, si differenziano comunque dal resto e ricordano sempre l’obiettivo per il quale sono serviti.

Diventano tutti uno solo e tutti degni della nostra attenzione, perché indicano il posto in cui l’uomo ha incontrato l’ostacolo e non si è arrestato, lo ha superato e scavalcato come meglio ha potuto, secondo le sue concezioni, il suo gusto e le condizioni circostanti.

Quando penso ai ponti, mi vengono in mente non quelli che ho traversato più spesso, ma quelli su cui mi sono soffermato più a lungo, che hanno attirato la mia attenzione e fatto spiccare il volo alla mia fantasia.

I ponti di Sarajevo, prima di tutto. Sul fiume Milijacka, il cui letto è una sorta di sua spina dorsale,. rappresentano vertebre di pietra. Li vedo e li posso contare uno a uno. Conosco le loro arcate, ricordo i loro parapetti. Fra di loro ce n’è anche uno che porta il nome fatale di un ragazzo*, un ponte minuscolo ma eterno che sembra ritiratosi in se stesso, una piccola e accogliente fortezza che non conosce né resa né tradimento.

Poi i ponti visti nei viaggi, di notte, dai finestrini dei treni, sottili e bianchi come fantasmi. I ponti di pietra in Spagna, ricoperti dall’edera e come impensieriti della propria immagine riflessa nell’acqua scura. I ponti di legno in Svizzera, ricoperti da un tetto che li difende dalle abbondanti nevicate, assomigliano a lunghi silos e sono ornati all’interno da immagini di santi o di avvenimenti miracolosi come fossero cappelle. I ponti fantastici della Turchia, poggiati lì per caso, custoditi e protetti dal destino. I ponti di Roma, dell’Italia meridionale, fatti di pietra candida, da cui Il tempo ha preso tutto quello che ha potuto e accanto ai quali da cent’anni ne vengono costruiti di nuovi, ma che restano come sentinelle ossificate.

Così, ovunque nel mondo, in qualsiasi posto il mio pensiero vada e si arresti, trova fedeli e operosi ponti, come eterno e mai soddisfatto desiderio dell’uomo di collegare, pacificare e unire insieme tutto ciò che appare davanti al nostro spirito, ai nostri occhi, ai nostri piedi, perché non ci siano divisioni, contrasti, distacchi…

Così anche nei sogni e nel libero gioco della fantasia, ascoltando la musica più bella e più amara che abbia mai sentito, mi appare all’improvviso davanti il ponte di pietra tagliato a metà, mentre le parti spezzate dell’arco interrotto dolorosamente si protendono l’una verso l’altra e con un ultimo sforzo fanno vedere l’unica linea possibile dell’arcata scomparsa. È la fedeltà e l’estrema ostinazione della bellezza, che permette accanto a sé un unica possibilità: la non esistenza.

E infine, tutto ciò che questa nostra vita esprime – pensieri, sforzi, sguardi, sorrisi, parole, sospiri – tutto tende verso l’altra sponda, come verso una meta, e solo con questa acquista il suo vero senso. Tutto ci porta a superare qualcosa, a oltrepassare: il disordine, la morte o l’assurdo. Poiché tutto è passaggio, è un ponte le cui estremità si perdono nell’infinito e al cui confronto tutti i ponti di questa terra sono solo giocattoli da bambini, pallidi simboli. Mentre la nostra speranza è su quell’altra sponda. 

Sorgente: www.segnalo.it – POLITICHE DEI SERVIZI SOCIALI – ricerche bilbiografiche, www.segnalo.it

Berra Pietro · Camminare in COMO città · GENIUS LOCI

Passeggiate creative è anche una rubrica, curata da Pietro Berra, nuovo inserto Stendhal dei quotidiani La Provincia di Como

Da oggi Passeggiate creative è anche una rubrica, curata da Pietro Berra, che vi accompagnerà ogni domenica alla scoperta di itinerari culturali dalle pagine del nuovo inserto Stendhal dei quotidiani La Provincia di Como, La Provincia di Lecco e La Provincia di Sondrio

Sorgente: (2) Coatesa sul Lario … e dintorni

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la statua ANIMA alle ore 17 del 31 maggio 2017

GENIUS LOCI · Milano · Navigli lombardi

Il sindaco di Milano Beppe Sala porta a Chicago il sogno della riapertura dei Navigli, 13 marzo 2017

 

Beppe Sala parteciperà domani al forum internazionale «Urban Waterways», dedicato al rapporto tra acqua e città. Il funzionamento del sistema idrico, la prevenzione dei rischi idrogeologici e le vie d’acqua cittadine come elemento di attrazione turistica, i temi sul tavolo. Sala illustrerà ai colleghi sindaco di grandi città del mondo il progetto di fattibilità di parziale riapertura dei Navigli: «Perché l’acqua è al centro della storia e del futuro di Milano». Ma il sindaco cercherà soprattutto di capire, dal confronto con gli altri amministratori, quale possa essere il ritorno, in termini turistici e quindi anche economici, di un investimento sulla riqualificazione ambientale e sulle vie d’acqua cittadine (nella foto Lapresse, turisti nella zona dei Navigli). Per Milano lo studio è stato affidato a un comitato scientifico che si dovrà esprimere sulla fattibilità tecnica e sull’impegno economico del progetto. Poi spetterà al Comune attivarsi per trovare le risorse, ma solo se ci saranno in partenza condizioni positive. Sala ha comunque intenzione di sottoporre il progetto, con relativi costi, al referendum tra i cittadini.