Categoria: Fiori
gli autunnali ASTER, fiori “stellari”
Astro (nome scientifico Aster L., 1753) è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, dall’aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza simile alle margherite.


All’inizio della primavera i cespi cominciano a produrre sottili fusti abbastanza ramificati, con piccole foglie glabre. Da questo momento è consigliabile accertarsi che il terreno non si asciughi per periodi prolungati, seppure brevi periodi di siccità siano ben tollerati.
- Pur apprezzando provviste idriche regolari, gli astri temono i ristagni d’acqua, è quindi prudente aspettare che il terreno si asciughi prima della successiva irrigazione. Attenzione a non bagnare le foglie, pratica che favorisce la formazione di muffe foliari.
- Per ottenere piante riccamente fiorite sono necessari regolari apporti di sostanza organica in tardo autunno o in primavera e concimazioni, seppure non eccessive, nel periodo precedente e durante la fase fiorifera.
- Come molte erbacee perenni, dopo due o tre anni l’intensità della fioritura tende a diminuire, indicando la necessità di dividere le piante e, idealmente, trasferirle in una diversa posizione, perché il terreno risulterà impoverito. Se questo non è possibile, riempire la buca d’impianto con nuovo terriccio mescolato a letame ben maturo.
- Le varietà con altezze comprese tra 60-150 cm presentano portamento eretto e richiedono sostegno per opporre maggiore resistenza a venti e piogge. I supporti (ottimi i rami di nocciolo), vanno predisposti fin dalla primavera per sostenere la pianta durante lo sviluppo.
- In tardo autunno, dopo la fioritura, gli steli si tagliano a circa 15 cm dal suolo.
Sorgente: Giardinaggio – Aster, fiori “stellari”
EURYOPS VIRGINEUS


era … era l’inizio del nuovo CRISANTEMO, ottobre 2015
nome botanico di questa pianta:
EURYOPS VIRGINEUS


Cos’era
I
Era impossibile da immaginare, impossibile
da non immaginare; la sua azzurrezza, l’ombra che lasciava,
che cadeva, riempiva l’oscurità del proprio freddo,
il suo freddo che cadeva fuori da se stesso, fuori da qualsiasi idea
di se’ descrivesse nel cadere; un qualcosa, una minuzia,
una macchia, un punto, un punto in un punto, un abisso infinito
di minuzia; una canzone, ma meno di una canzone, qualcosa che
affoga in se’, qualcosa che va, un’alluvione di suono, ma meno
di un suono; la sua fine, il suo vuoto,
il suo tenero, piccolo vuoto che colma la sua eco, e cade,
e si alza, inavvertito, e cade ancora, e cosi’ sempre,
e sempre perche’, e solo perche’, essendo stato, era…
II
Era l’inizio di una sedia;
era il divano grigio; era i muri,
il giardino, la strada di ghiaia; era il modo in cui
i ruderi di luna le crollavano sulla chioma.
Era quello, ed era altro ancora; era il vento che azzannava
gli alberi; era la congerie confusa di nubi, la bava
di stelle sulla riva. Era l’ora che pareva dire
che se sapevi in che punto esatto del tempo si era, non avresti
mai piu’ chiesto nulla. Era quello. Senz’altro era quello.
Era anche l’evento mai avvenuto – un momento tanto pieno
che quando se ne ando’, come doveva, nessun dolore riusciva
a contenerlo. Era la stanza che pareva la stessa
dopo tanti anni. Era quello. Era il cappello
dimenticato da lei, la penna che lei lascio’ sul tavolo.
Era il sole sulla mia mano. Era il caldo del sole. Era come
sedevo, come attendevo per ore, per giorni. Era quello. Solo quello.
(da Mark Strand: “Blizzard of One” – 1998, traduzione di Damiano Abeni, ora in “West of your cities” – a cura di M. Strand e D. Abeni – Minimum fax – Roma 2003)
CERATOSTIGMA in attesa di fioritura

le bianche CALLE, nella via al pollaio
la veloce fioritura dei MUGHETTI, nella primavera del 2016
GERANI, primavera 2016
vasi che STANNO in attesa dei GERANI


il saluto degli IRIS
permalosa come una PEONIA

il corto ciclo della PEONIA: crescita, maturità e declino, primavera 2016
… a proposito di “bello” e “bellezza”: la PEONIA che “dura” solo due-tre giorni all’anno.
La PEONIA che impegna tutta la sua “essentità” per splendere due-tre giorni all’anno.
Fra poco ci saranno solo petali e polline. Ma lei, la PEONIA, sta già lavorando per l’anno prossimo
CRESCITA E SVILUPPO
MATURITA’ DELLA PEONIA
DECLINO DELLA PEONIA
