Peonia

PEONIE: la loro bellezza di solo un paio di giorni all’anno

Narcisi

NARCISI a Coatesa sul Lario, Marzo 2015

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Iris

IRIS di Maggio accostato a Novecento di Paolo Conte (da un post del 7 maggio 2000)

I   ndaco


R  egala


I   ncantevoli


S  corci

… Indaco era il silenzio e il Grande Spirito,
che rallentava la brina, scacciava
i corvi dalla collina…
come una vecchia cuoca in una cucina
sgrida i fantasmi dei buongustai
in una lenta cantilena…
lasciamo stare, lasciamo perdere, lasciamo andare
non lo sappiamo dov’eravamo
in quel mattino da vedere…

da Novecento di Paolo Conte

Peonia

Peonia: Principesca, Elegante, Opulenta, Nobilita Ignara Ammirazione

P rincipesca,
E legante,
O pulenta,
N obilita
I gnara
A mmirazione
E’ talmente breve il suo ciclo di vita
che non riesce nemmeno a percepire
l’ammirazione che suscita
attorno a sè

Fotografie di Luciana
Calle

Calle: Calice Aperto Liminalmente Languisce Amore

C alice
A perto
L iminalmente
L anguisce
A more

 

cogli l'attimo · Rose

nasce una rosa: l’eternità è l’OGNI attimo

e, segnalata da Maria Giovanna Arnaboldi:

3 Vialetto del FRUTTETO, dell'ORTO e del Ciliegio · Camminare in COMO città · Fiori · Natale, Capodanno, Epifania

Camminando lungo il sentiero dell’orto, verso Il cespuglio di margherite gialle, Domenica 15 dicembre 2013

Alberi · Arbusti · Fiori

Stefano Mancuso, una pianta è molto più sensibile di un animale, cioè capace di sentire il mondo intorno a sè e percepire tutto ciò che proviene dall’ambiente, in maniera molto sofisticata

 spiega Mancuso, «una pianta è molto più sensibile di un animale, cioè capace di sentire il mondo intorno a sè e percepire tutto ciò che proviene dall’ambiente, in maniera molto sofisticata proprio perchè non può scappare quando qualcosa va male o cambia nell’ambiente: quindi l’unica possibilità di sopravvivenza è quella di percepire i cambiamenti ambientali in una maniera più sensibile rispetto agli animali e si sono evolute per questo».

«Solitamente – afferma Mancuso – si pensa che le piante siano organismi semplici, mentre in realtà sono sofisticati, complessi, evoluti ma differenti dagli animali. Spesso non lo capiamo perché siamo portati ad avere sentimenti e comprensione verso tutto ciò che ci assomiglia. Un animale ci può piacere, spaventare ma sicuramente non ci lascia indifferente. Verso le piante invece non abbiamo sentimenti positivi o negativi; le ignoriamo e non ci accorgiamo che hanno un tipo di intelligenza diversa dalla nostra».

….

vai a    Le piante sono più intelligenti dell’uomo – Corriere Fiorentino.

Cardi

CARDI nell’orto e verso Brienno

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Estate · Gerani

Geranio Macranta sotto le Lagerstroemie

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ORTO: lavori, cure, manutenzione · Rose

La potatura delle rose quando sono sfiorite

 

erbe aromatiche · giallo · giugno · Rose · rosso · viola

a dispetto della estate che non arriva recuperiamo: FRAGRANZE| da Tracce e Sentieri.

correvamo a testa bassa senza perdere il controllo col terreno 

aiutandoci con le mani e col naso a trovare la strada,

e tutto quello che dovevamo capire lo capivamo col naso prima che con gli occhi,

il mammuth il porcospino la cipolla la siccità la pioggia

sono per prima cosa odori che si staccano dagli altri odori,

il cibo il non cibo il nostro il nemico la caverna il pericolo,

tutto lo si sente prima col naso, tutto è nel naso,

il mondo è il naso …

 

Il nome, il naso in: Italo Calvino,1986, Sotto il sole giaguaro, Garzanti

 

Lungo il margine del sentiero che conduce all’orto, quello stesso dove la primavera si annuncia col colore giallo , ora che i bulbi nel buio tepore della terra riposano in silenziosa attesa, tutto, ora, è nel naso, quasi prima che negli occhi.

L’umido della terra che evapora sotto i raggi del sole trascina con sé zefiri profumati, distillati di fragranze densi e robusti.

In quello stretto lembo di terra hanno infatti trovato collocazione, senza una precisa intenzionalità, gli unici tipi di arbusto che prediligono lo sviluppo ricadente, piuttosto che l’allargamento a cespuglio.

L’esposizione solare, inoltre, lo ha designato come luogo propizio per la crescita delle rose, quelle ad alberello, scelte affinchè l’ingombro non fosse d’intralcio al passante.

Nella stagione estiva, dunque, lì nei dintorni, le nari si impregnano di intensi aromi e gli occhi si riempiono dei variegati colori.

Salvie, rosmarini, lavande si affacciano al bordo del pietroso muretto, abbandonando i lunghi bracci verso il sentiero sottostante, mentre le rose si slanciano verso il cielo, schiudendo pigramente i carnosi petali.

Di nuovo torna il colore viola, cui si accompagnano il rosso, il giallo, il bianco, l’arancio, il rosa dell’omonimo fiore.

Il profumo è sospeso nell’aria, ma per esso l’etere ancora non ci aiuta …

 

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già pubblicato qui: http://traccesent.com/2013/06/09/fragranze-2/