Negli ultimi decenni la crisi del modello di sviluppo economico basato sull’industrializzazione e sul consumo indiscriminato di risorse naturali ha favorito l’elaborazione di ricerche dedicate a indagare l’interdipendenza tra l’uomo e l’ambiente. Grazie anche all’accresciuta consapevolezza dell’opinione pubblica, le tematiche legate al territorio hanno ottenuto una centralità crescente nel dibattito scientifico, inducendo le scienze sociali ad aprirsi a nuove problematiche e ad adottare rinnovati criteri di studio. Questo volume, che si colloca all’interno di un ricco quadro tematico, analizza in chiave comparativa e sotto differenti punti di vista la specifica realtà dei laghi. Viene considerata innanzitutto la dimensione storica, seguendo una cronologia – compresa tra il Medioevo e l’età contemporanea – che illustra i cambiamenti intervenuti dal periodo in cui i laghi erano utilizzati come vie di trasporto fino all’epoca attuale, caratterizzata da una fruizione prevalentemente turistica. Sono inoltre approfondite le problematiche giuridiche e politiche legate alla gestione dei beni comuni, oltre che i principali risvolti tecnici connessi allo studio degli ecosistemi lacuali. Oltre che agli amministratori locali, direttamente impegnati nella programmazione di politiche destinate al territorio, il volume si rivolge a tutti quei lettori che desiderano accostarsi al dibattito più aggiornato sulle diverse forme di democrazia partecipativa.
Manuel Vaquero Piñeiro insegna Storia economica all’Università degli Studi di Perugia. Per il Mulino ha curato, assieme a Maria Luisa Ferrari, «Moia la carestia. La scarsità alimentare in età preindustriale» (2015).
Mi fa piacere il tuo andare navigando sul lago quando sei libero. Hai sempre fatto le vacanze in agosto sul Lario, e non mi sorprendi.
Ti segnalo il mio paese dell’infanzia, Cernobbio, dove ho vissuto sino ai 12 anni ma dove poi ritornavamo d’estate ad abitare *** : ancora nel settembre dei miei 19 anni ricordo di essere partito di lì per il Sant’Anna, dove facevo un po’ di internato volontario a Medicina B col dr *** …
Se scendi alla riva di Cernobbio puo i andare in fondo dopo le barche e l’Harris Bar e girare a destra, sino alla bella chiesa con facciata in cotto che era l’antica parrocchiale.
Da lì sali a sinistra fino ad un bivio : andrai a destra salendo lievemente verso nord sino ad incontrare la vecchia Regina nella zona del semaforo.
Attraversi e di fronte c’è una chiesetta sempre chiusa (Santa Maria delle Grazie) e lì sali in su per una stradina.
Dopo circa 200 metri incroci quella che era la antichissima via Regina , pedonale, che a destra ti fa salire verso il Bisbino per gradini ed una mulattiera, sino a Mezzera.
Allora non c’era la strada automobilistica che passa accanto a Villa d’Este e poi sotto il suo ponte e poi arriva a Villa Pizzo e sale verso Moltrasio.
L’antica Regina saliva in alto e poi scendeva verso Moltrasio nella zona della Villa Lucini Passalacqua, del fine ‘700 , ma che sul lato verso Como ingloba un’antica chiesetta romanica di Sant’Agata che faceva parte dell’antico monastero. Il parroco di Moltrasio conserva ancora il diritto delle chiavi; ma è quasi sempre chiusa.
Ora talora la utilizzano per matrimoni in villa.
Nel 1829 vi arrvò ospite Bellini. Nei nostri anni ’70 fu acquistata da un eccentrico inglese, anche esploratore e un po’ antropologo, che per lavoro come medicolegale ho conosciuto poi, un po’ matterello ; era divenuto ahimè famoso per il rapimento di sua figlia Kiss Maerth , che però si innamorò poi di uno dei suoi rapitori, un pregiudicato valtellinese.. Forse ricordi anche tu la vicenda degli anni ’80.
Ora è diventata un centro residenziale
Se hai camminato sino a qui (e non è poco) puoi visitare anche Moltrasio, e ritornare in battello.
Siamo a Nesso sul Lago di Como negli anni ’30. La fotografia ritrae l’antico ponte della Civera, dal quale è possibile ammirare la cascata all’interno dell’Orrido di Nesso (una profonda gola naturale che divide in due il paese e si tuffa direttamente nel lago di Como). Situato sulla strada che porta a Bellagio, Nesso merita una visita al suo incantevole borgo.
Scansione da originale – Collezione Piero Vasconi – Archivo storico fotografico Vasconi – Cernobbio – Lago di Como