























“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago”, Wallace Stevens



























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Elena Governo:
Ho conseguito una laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e un master di specializzazione in arte grafica e stampa atossica a Edimburgo – in entrambi i casi con il massimo dei voti. Ho studiato e lavorato in Norvegia, Svezia, Regno Unito, Svizzera e Francia, accumulando esperienza e collezionando attrezzature desuete e storiche.
Come artista, sono stata artist-in-residence a Edinburgh Printmakers, The Gainsborough House e The London Print Studio, negli anni compresi tra il 2005 e il 2010.
In qualità di stampatrice, ho avuto l’incarico di periziare diverse opere grafiche di Salvador Dali, oggi in esposizione ai musei di Dalì a Parigi e Shanghai, e ho dato assistenza curatoriale alla mostra Dante 750°, sezione grafica, per celebrare il 750esimo anniversario della nascita di Dante Alighieri.
Negli ultimi quindici anni, ho prevalentemente gestito la scuola d’arte, a 360°, mi sono dedicata all’insegnamento e alla divulgazione della storia dell’arte (organizzando conferenze e seminari, pubblicando articoli su riviste del settore). Come pittrice lavoro prevalentemente su commissione.
Vivo sul Lago di Como, in un piccolissimo borgo circondato dai boschi. Nel tempo libero, colleziono torchi per la stampa antichi e ricreo pigmenti naturali storici per la pittura.
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Il Duomo di Como d’arte e di luce, a cura di The Art Company Como www.theartcompanycomo.it di Carlo Pozzoni e Wolfango Testoni, a cura di Luigi Cavadini venerdì 26 gennaio 2024, ore 18.00… Via Borgovico 163, Como (cortile interno). L’esposizione continuerà fino a venerdì 1 marzo con i seguenti orari: |
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Il tema della mostra è unico: il Duomo di Como. Due le letture, due i mezzi espressivi, due gli artisti: Wolfango Testoni da una parte, con i disegni e gli acquerelli realizzati in presa diretta, dentro e fuori l’edificio, e dall’altra Carlo Pozzoni, con le fotografie che indagano soprattutto l’interno della cattedrale approfittando esclusivamente della luce naturale che penetra dalle finestre e che lentamente (ma non troppo) la percorre. Intriganti sono i risultati di quella che definirei la loro originale visione di un monumento che si presta a infinite indagini, ricco com’è di elementi d’architettura, d’arte e di spiritualità, ma anche aperto ad una interpretazione personale e creativa. Le opere esposte sono frutto di due ricerche indipendenti: i due autori si sono solo incrociati in quel loro autonomo dialogo con il Duomo, senza immaginare quel confronto diretto che ora qui va in scena. Così questa situazione si configura come la proposizione di un duplice pensiero che trova da una parte momenti di riflessione comune e dall’altra un’occasione di rinforzo reciproco. dalla presentazione di Luigi Cavadini |