a: da classificare · cinema Astra · CINEMA e TEATRO

FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO 2017, al CINAMA ASTRA di Como. Tutti i film a cura di BiBazz

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Sabato 28 gennaio

– ore 17 Il fiume ha sempre ragione (Italia / Svizzera, 2016, 72 minuti) di Silvio Soldini. Sarà presente il regista con Alberto Casiraghy e Josef Weiss
Casiraghy e Weiss non sono due artisti nel senso che comunemente intendiamo. La loro arte è quella della tipografia. Arte che a dispetto dei tempi continuano a intendere e a esercitare come pratica della manualità, come lavoro artigianale. Casiraghy è un uomo di poesia, aneddoti e aforismi (uno dei quali ha dato proprio il titolo al film). La sua casa dice molto di lui: è piena di foto, disegni, memorabilia, statuette, cimeli vari, ma soprattutto tanti tanti libri e lettere manoscritte. Oggetti carichi di significato, ognuno con una propria storia. Molti artisti, disegnatori e poeti si fermano nella sua bottega a Osnago e insieme a lui stampano le loro opere per mezzo del suo gioiellino, la sua reliquia sacra:…

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a: da classificare · GENIUS LOCI

Mappa per un libro (non realizzato) sul GENIUS LOCI

a: da classificare · Politeama

POLITEAMA, il progetto “Como entertainment city” articolo di Andrea Quadroni in La Provincia 24 gennaio 2017

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a: da classificare · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival

incontro pubblico LA RIGENERAZIONE URBANA, organizzato dall’Associazione dei Costruttori Edili della Provincia di Como nell’ambito del ciclo di serate “Conoscere per deliberare. A Como”. L’iniziativa si terrà il 26 gennaio 2017 alle ore 20.30 presso la sala riunione dell’Ance di via Briantea, 6 a C

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a: da classificare · ARTE · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival

Conferenza : SANT’ELIA, PUNTO E A CAPO, 28 gennaio 2017, ore 16, Pinacoteca civica, COMO. Intervengono: LUIGI CAVADINI, MICHELE PIERPAOLI, ENZO GODOLI, LETIZIA CASATI, LUCIANO CARAMEL, ALBERTO LONGATTI

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a: da classificare · Cineforum · cinema Astra

SILVIO SOLDINI, IL FIUME HA SEMPRE RAGIONE. Parolario partner dell’incontro inaugurale della dodicesima edizione de Il cinema italiano – Festival a Como Sabato 28 gennaio 2017, ore 17 Cinema Astra, Como

a: da classificare · Fogliaresi Mauro · Poesie

FOGLIARESI MAURO, fotografie di Gin Angri, Un cuore all’indice. Parole sospese del libraio annuvolato, Oltre il Giardino Libri, Como

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a: da classificare · cinema Astra · CINEMA e TEATRO

IL CINEMA ITALIANO. 12° Festival a Como, 28 gennaio-5 febbraio 2017- Cinema Astra, Viale Giulio Cesare, 3, COMO

fatta la tessera per il

12° Festival del Cinema Italiano

28 gennaio-5 febbraio 2017

Cinema Astra, Viale Giulio Cesare, 3, COMO

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a: da classificare · COATESA: frazione di Nesso · nevicata

COATESA durante la nevicata del gennaio 2017. Fotografie di PAOLO BALDUCCI

clicca sulla prima immagine per vedere tutte le fotografie:

Politica locale - Como

ComeVoglioComo: un percorso di partecipazione che ha lo scopo di coinvolgere la città nella elaborazione di PROGETTI COLLABORATIVI per migliorare la città


mio commento (Paolo Ferrario):

NON CHIACCHIERE DA BAR  MA PROGETTI COLLABORATIVI:


Al via Come Voglio Como

Concluso il periodo di formazione, entra nel vivo ComeVoglioComo, un percorso di partecipazione che ha lo scopo di coinvolgere la cittadinanza e le assemblee di zona nella elaborazione di progetti collaborativi per migliorare la città.

Il progetto è stato promosso dall’assessorato alla Partecipazione del Comune di Como, rappresentato dal vicesindaco Silvia Magni ed è gestito da Sociolab, cooperativa toscana esperta di percorsi di partecipazione.

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A breve prenderà il via la fase di ascolto, attraverso incontri aperti alla cittadinanza nei giorni 3- 4 – 10 e 11 febbraio;

dal 25 gennaio al 3 marzo vi sarà la possibilità a di accedere alla piattaforma on-line dove segnalare temi e bisogni.

Le assemblee di zona e i loro coordinatori – mettendo a frutto gli strumenti e le tecniche acquisite durante la precedente fase di formazione – avranno un ruolo fondamentale nella conduzione degli incontri.

Contemporaneamente sulla piattaforma on-line si cominceranno a raccogliere idee dalla cittadinanza e favorire la loro aggregazione in base ai temi emersi.

A partire da Marzo verrà pubblicato un bando aperto a tutti i cittadini per la raccolta di proposte progettuali più strutturate che rispondano ai bisogni emersi nella fase di ascolto.

Le diverse proposte saranno valutate dal punto di vista della fattibilità tecnica da una commissione composta da membri delle assemblee e degli uffici comunali: quelle che supereranno la valutazione saranno sottoposte, tra aprile e maggio, al giudizio di tutta la cittadinanza, che potrà votarle attraverso la piattaforma on-line.

Potranno votare tutti i cittadini residenti a Como a partire da quanti abbiano compiuto 16 anni nel corso del 2016.

I progetti che risulteranno più votati saranno sottoposti ad un percorso di “accelerazione” di due giorni (collaboration camp), a maggio, a cui parteciperanno i proponenti, i membri delle assemblee e i tecnici comunali, con l’obiettivo di articolare i progetti in ogni dettaglio, inclusa la sostenibilità economica e le diverse responsabilità per la loro effettiva realizzazione. La comunicazione del progetto (date degli incontri, inizio presentazione delle proposte, valutazione, votazione) passerà attraverso

la pagina Facebook “Come Voglio Como”

e il sito comevogliocomo.comune.como.it

che saranno attivati entrambi a partire dal 25 gennaio. I canali social saranno accompagnati anche da locandine, cartoline e manifesti distribuiti su tutto il territorio comunale.

vai alla pagina del sito:

Sorgente: Come voglio Como | Comune di Como

ALLEGATI

 Presentazione del progetto Come voglio Como

 Card informativa progetto Come voglio Como

 Locandina progetto Come voglio Como

 Slides incontro formativo del 12 novembre 2016: esempi di buone pratiche di cittadinanza attiva

 Slides incontro formativo del 26 novembre 2016: la facilitazione

 Materiali incontro formativo del 17 dicembre 2016: i cinque fondamenti giuridici della collaborazione

 Materiali incontro formativo del 17 dicembre 2016: come funziona un World Café

a: da classificare · Teatri

COME FARFALLE, quando la vita diventa un volo, storia teatrale di e con MIRI RONCHETTI, al TEATRO SAN TEODORO di Cantù (Como), 18 febbraio 2017, ore 21. Organizzato dalla cooperativa sociale PROGETTO SOCIALE, www.progettosociale.it

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QUANDO L’ALZHEIMER DIVENTA TEATRO

DI LUCIANA QUAIA

Molto spesso l’attenzione rivolta a una persona malata di demenza è più focalizzata sul comportamento, piuttosto che sulla sua soggettività.

Si parla così di mutazioni che riguardano le funzioni cognitive, la memoria, il sonno e che innescano aggressività, apatia, manifestazioni imprevedibili e insensate, stravaganze di pensiero.

Sono molte le persone che imparano sulla propria pelle cosa significa stare accanto a chi pian piano sbiadisce nel tempo, trascinando nell’oblio l’essenza di sé. Molte di queste persone trovano la forza di raccontarsi attraverso diari, storie, romanzi, poesie, perché succede che le parole scritte restituiscano un significato profondo a qualcosa che pare scivoloso come un piano inclinato.

E’ tutt’altro che semplice ricercare un senso in una malattia che procede per sottrazione: il familiare che se ne prende cura difficilmente resta esente da sgomento, smarrimento, senso di colpa, disorientamento.

Sul palcoscenico, nello spettacolo “Come farfalle” la regista e interprete Miriana Ronchetti tenta, in una rapida e coinvolgente successione di scene, di rappresentare gli altalenanti vissuti che contraddistinguono ogni famiglia che si trovi improvvisamente in contatto con la malattia che causa la progressiva perdita dell’identità.

Le due attrici e la rappresentazione scenica arrivano a noi attraverso la dimensione poetica.

Lo fa apposta, non darle retta, è sempre stata un’eccentrica” sono le parole del padre che, distante, trasmetterà alla figlia dall’altro capo del telefono.

Una figlia (interpretata da Anna Lucati) che tenta, nella più totale solitudine, di dare retta ai suggerimenti paterni e di correggere quella bizzarra madre che strappa in minuscoli pezzi i giornali, indossa la sottoveste sopra la gonna, chiede un catino chissà perché ….

I risultati non sono quelli attesi. Nella rinuncia al progetto matrimoniale per non abbandonare a se stessa l’anziana donna, la figlia si accorge che le parole smarrite non vanno respinte, ma accolte e amate insieme a quei sguardi, baci, carezze che lei per prima dalla madre ha ricevuto e che ora è giunto il tempo di restituire.

Non è contrastando la volontà del malato che se ne può migliorare l’esistenza, ma è esattamente l’opposto che creerà una nuova relazione tra le due donne.

Certo un po’ stramba, come quelle farfalle indicate dalla donna che però non si riescono a vedere.

Ma perché ostinarsi a credere che non esistano?

Il male non ha mai l’ultima parola, se lo sguardo va oltre ciò che appare.

Per la donna malata, sognatrice smemorata ma madre attenta e premurosa, l’orologio si è fermato a quel tempo in cui, per soddisfare i desideri della sua bambina, un catino pieno d’acqua diventa il mare in cui pescare.

E anche adesso, quando il tempo non ha più importanza, quel gioco può ritornare a essere un dono prezioso, perché l’amore non svanisce mai e, nel buio che avanza, madre e figlia lo possono illuminare gettando nell’acqua canne luminose e cullando i loro sogni in un abbraccio senza fine.


 

dal sito: Teatro arte orizzonti inclinati

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LA STORIA, RACCONTATA DA MIRIANA

Una donna, a un certo punto della sua esistenza, inizia a tralasciare tutte le sue abitudini, il lavoro, gli affetti, le giornaliere faccende per occuparsi solo di farfalle. Non riesce a fare altro. Le farfalle non sono impegnative, non richiedono pensiero…le segui e basta. Qui inizia la sua nuova vita fatta di assenze e di “apparenti vuoti”. Il marito e la figlia inizialmente non capiscono e non accettano quel suo “stare” così diverso sebbene i medici abbiano spiegato loro che si tratta di una malattia. Decidono così, di non seguire esempi e consigli, ma di fare a modo loro applicando regole rigide e rimproveri. Il risultato è un grande insuccesso. La figlia decide di affrontare quella strada così difficile che la porterà a creare, dopo anni di incomprensioni, un vero rapporto di intesa con la madre ammalata. Fra errori e tentativi, scatti di rabbia e sconforti, arriva a scoprire un mondo di sensazioni create non dalle parole bensì da sguardi, giochi, affinità, azioni quasi assurde, ritorni all’infanzia, merende consumate alla luce del sole, con le dita nei vasetti di marmellata. Quella è la strada…scopre l’amicizia in colei che da madre, un tempo le dettava solo regole. Ore, giornate intere a guardare le farfalle sulla riva di un fiume che altro non è che un catino colmo d’acqua. Aspettare la luna e veder sorgere il sole. Saltare le regole della vita per vivere fino all’ultimo e intensamente quel rapporto che è fonte di grande gioia e pienezza. Il tempo degli altri non esiste più. Esiste solo il loro tempo. I ruoli si invertono; la mamma diventa la bambina e la bambina, a volte diventa la mamma e altre volte ancora l’amica, la sorella…a secondo del ruolo che serve.Non c’è una fine alla storia.Di proposito non esiste la fine perché in realtà ci sono le trasformazioni. Ogni spettatore avrà il piacere di crearsi la fine che desidera. Non esiste fine all’amore.

“Dedico questa storia a mia madre Vincenzina che ha frequentato il Caffè Alzheimer della Cooperativa Progetto Sociale di Cantù, trovando sollievo e allegria nello stare insieme a tante altre persone un po’ speciali, come lei.

Attori: Miriana Ronchetti, Anna Lucati

Voci :Alessandro Quasimodo – Anna Scialoja

Allestimento scenico di Pietro Introzzi

Testo e regia di Miriana Ronchetti

Musiche dal repertorio di musica classica e moderna  

Tecniche usate: teatro d’attore, danza.   Durata: 60 ‘- Indispensabile luogo oscurabile

a: da classificare · MAPPE

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