Ossuccio · Sacromonte di Ossuccio

Il restauro della prima cappella del Sacro monte di Ossuccio – – NodoLibri

Il restauro della prima cappella del Sacro monte di Ossuccio
titolo Il restauro della prima cappella del Sacro monte di Ossuccio
editore NodoLibri
categoria  Libri
pagine 48
pubblicazione 2007

Il restauro della prima cappella del Sacro monte di Ossuccio – – NodoLibri – libro NodoLibri Editore.

Menaggio

«Menaggio, il suo degrado edilizio rende bene l’idea di quali danni può provocare al paesaggio una cementificazione non regolamentata all’interno di un piano di valorizzazione e conservazione del territorio» – da Cronaca Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia

«Menaggio è l’esempio di come non si dovrebbe fare uno sviluppo territoriale e culturale; il suo degrado edilizio rende bene l’idea di quali danni può provocare al paesaggio una cementificazione non regolamentata all’interno di un piano di valorizzazione e conservazione del territorio».

da La denuncia di Pandakovic «Menaggio, l’esempio del degrado» – Cronaca Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

Criminalità e microcriminalità

albanesi “Compravano” ragazze per farle prostituire in Brianza: 14 arresti – da Il Giorno – Como

Como, 24 gennaio 2013 – E’ di quattordici arresti il bilancio dell’operazione dei carabinieri che ha smantellato un’organizzazione accusata di aver messo controllato e gestito la prostituzione tra la provincia di Como e quella di Monza. Tra gli arrestati sono emerse anche responsabilità nell’omicidio di un albanese a Seveso e un agguato fallito in provincia di Como ai danni di un altro albanese.

Gli sfruttatori “compravano” le ragazze in Albania, le portavano in Italia e poi le costringevano a prostituirsi. I malviventi sono albanesi fra i 22 e i 40 anni, residenti fra Como, Monza e Milano, con precedenti penali alle spalle.

da Compravano” ragazze per farle prostituire in Brianza: 14 arresti – Il Giorno – Como.

la confortevole tana

Ascoltando Nat King Cole assieme ad Haruki Murakami nella stanza sul centro storico di Como, 8 dicembre 2013

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

South Of The Border (Down Mexico Way)

La canzone preferita nei pomeriggi da Shimamoto, che i due ragazzi ascoltano senza comprendere le parole, immaginandole più interessanti di quanto non siano. Si tratta del classico brano country reso celebre da Frank Sinatra e interpretato da moltissimi altri cantanti, e del quale esiste anche una nota versione italiana (Stella d’argento). Non risulta però una versione interpretata da Nat King Cole, si tratta infatti di un errato ricordo di Murakami, da lui stesso ammesso nel libro “Portrait of Jazz”

Murakami dice nel libro Portraits of Jazz:

“Someone pointed out to me that Nat Cole had never sung(at least recorded) the song. I couldn’t believe him and looked into Cole’s discography. To my surprise he never ever sang it. He made several albums of Latin songs, but it is not included in them. Then it follows that I wrote a book based on a recording…

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la confortevole tana

Casa: la confortevole tana che dà sul centro storico di Como

Ognuno di noi abita una «casa» , chiamiamola così. Attorno, a perdita d’occhio, la brughiera. Il fuoco è acceso, la tavola imbandita. Ma capita, guardando verso la finestra, che il vento ci faccia credere di trovarci là fuori — e ci si dimentichi di dove siamo davvero.

Si è «a casa»

Emanuele Severino

cinema Astra · CINEMA e TEATRO

FRANCESCO GELATI, il Proiezionista del Cinema Astra, a TV Espansione, Angoli 23/01/2014

 

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Dagli Usa: il lago di Como tra i 20 più belli del mondo

 

Dagli Usa: il lago di Como tra i 20 più belli del mondo

La Provincia di Como – La somma delle due cose spinge il lago di Como in cima alla classifica dei 20 laghi più belli del mondo, fatta dalla giornalista Donna Heiderstad …
Nodo Libri

Luca Grassi, L’ULTIMA ESTATE Comunità, attività umane, vita quotidiana dei paesi tra Lario e monte San Primo sul filo dei ricordi, Newsletter NodoLibri 20/01

News NodoLuca Grassi, L’ULTIMA ESTATE
Comunità, attività umane, vita quotidiana dei paesi tra Lario e monte San Primo sul filo dei ricordi

Sul filo dei ricordi di famiglia e della comunità, il racconto dellacultura tradizionale, delle attività economiche e della vita quotidiana del territorio al centro del Lago di Como, sulle sponde del Triangolo lariano e lungo le pendici della Valassina e del monte San Primo. I centri abitati e la toponomastica, il lavoro sui campi, in collina e in montagna, sui [CONTINUA QUI]
75 illustrazioni – 242 pagine
€ 22,00
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Immagine
Centro Storico di Como · Via Vittorio Emanuele

viste sul Duomo e sui tetti da Via Vittorio Emanuele, nel centro storico di Como

casa · GENIUS LOCI

Piero Calamandrei, INVENTARIO DELLA CAMPAGNA (1941), Edizioni di storia e letteratura, 2013

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la confortevole tana · via Cinque Giornate · via Vitani · Vie: Cesare Cantù, A. del Pero, P. Tatti, Vitani

il centro storico di Como, Via Cinque Giornate, Via Vitani, Via Primo Tatti

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Cerchio dell'Apparire · GENIUS LOCI · Lago

Paolo Ferrario, riflessione notturna dopo: IL LAGO MAESTRO, monologo di Giuseppe Guin, orchestra ensemble Marco Fusi, al Teatro Sociale, giovedì 16 gennaio 2014 fra le 20 e 30 e le 22 e 30

Sono di ritorno da:
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E’ bello vedere e trovare qualcuno che ha ben compreso la “potenza” di luogo del Lago di Como.

Le due torrette della ex cava di Faggeto assomigliano tanto al meditabondo ponte della Civera:

In questi angoli di mondo, dove si arriva solo a piedi o in barca, si può essere presi dallo “spleen”, quella specie di malinconia che assomiglia ad un tango. Occorre lasciarsi andare però. Occorre provare a perdere il controllo sulla situazione di vita.

In  questi anfratti, dove conta lo sciabordio delle onde, o le notti di stelle, o gli occhi degli uccelli notturni, si trova, se lo si vuole trovare,  quello che gli antichi chiamavano Genius Loci.

Lo spazio ed il tempo sono le categorie essenziali per la stessa nozione di esistenza: ogni percezione di sé e del mondo si realizza nello spazio ed anche le rappresentazione mentali e culturali si realizzano in uno spazio. Il tempo è la curva inesorabile che struttura ogni gesto della nostra vita, ma noi lo viviamo in uno spazio. E’ il nostro linguaggio a rivelarci che sempre  pensiamo noi stessi collocandoci in un luogo. Infatti diciamo “sentirsi a casa” o “sentirsi spaesati” o ancora “sentirsi in trincea” o “stare a casa di Dio”. Dunque la spazialità permea il pensiero e il linguaggio.

Per cominciare a costellare il tema del luogo ricorro alla  energia del pensiero di James Hillman (2001), quando ci avvisa che: “se è vero che l’anima ha a che fare con l’approfondirsi degli eventi, questi eventi non sono solo dentro di noi ma possono essere dentro il mondo. Questa è l’anima mundi, l’anima nel mondo, o del mondo”. E’ davvero forte questa suggestione che orienta a cercare l’anima nei luoghi. Non è la Psiche ad essere in noi, noi siamo nella Psiche. Mettere in relazione il proprio sé con il  mondo esterno è come un “fare anima” anche con il gesto semplice di stare in un posto, alla ricerca lieve, curiosa ed interessata di quel qualcosa di difficilmente afferrabile (se non vi si presta amorosa attenzione) che va a costituire il nucleo essenziale di in luogo. Lo si cattura con una intuizione o con una percezione sintetica.

Lo si è chiamato “Genius Loci”, per rappresentare l’essenza, l’anima, la forza di un luogo. Qualche architetto, in evidente riflessione autocritica, dice: “Il luogo rappresenta quella parte di verità che appartiene all’architettura: esso è la manifestazione concreta dell’abitare dell’uomo, la cui identità dipende dall’appartenenza ai luoghi” (Christian Norberg-Schultz, citato da Francesco Bevilacqua, 2010).

Uno spazio diventa luogo se si manifestano relazioni affettive, economiche e simboliche. Ci deve essere un investimento psicologico e culturale affinché ci sia questa trasformazione.

Giuseppe Guin ha ben capito  (e ce lo ha detto con intensità, accompagnato dai musicisti)  che “luogo” e “persone ” assieme producono emozione.

In questa relazione fra la persona ed il luogo c’è un sapore di eterno. E così coloro che lui ha incontrato sulle rive sono ancorà lì. Perchè è impossibile che le cose vengano dal nulla e finiscano nel nulla,  quando “sentiamo”  il senso che da lì viene fuori. Ma se viene fuori, vul dire che c’era già da prima.

Ma, certo, occorre essere disponibli a questo ascolto.

Cesare Guin lo ha provato nella sua esperienza diretta e ce lo ha raccontato con la sua voce e con i suoi compagni di scena

Ci si sente bene, poi, quando dal teatro sociale, si passa per piazza del Duomo e ci si saddentra nella città murata, percorrendo i passi di via Cinque Giornate.

Abbiamo il privilegio di vivere in un pezzo della terra davvero straordinario.