Andrea C. (1945-2023) e i suoi disegni · DIARIO di Amaltea · Lagerstroemie

Andrea e le LAGERSTROEMIE, 1989. Dal diario cartaceo di quegli anni

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Andrea C. (1945-2023) e i suoi disegni · DIARIO di Amaltea

la manutenzione del giardino/orto nel 1989. Disegno di Andrea. Dal diario cartaceo di quegli anni

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7 Terrazza della PERGOLA · DIARIO di Amaltea

la casa e quella che SARA’ la Terrazza della Pergola, nel febbraio 1989. Nella fotografia: Giobatta e Dolores

BIOGRAFIA, biografie · DIARIO di Amaltea · Luciana nel corso del tempo · Luciana Quaia · Paolo Ferrario

fine febbraio 1989: Amaltea è nostra

COATESA: frazione di Nesso

La frazione Coatesa di Nesso, febbraio 1989

La frazione Coatesa di Nesso è un piccolo borgo situato sulla riva del lago di Como, in Lombardia, Italia.

Il borgo è famoso per il suo ponte medievale, noto anche come Ponte della Civera, che collega la frazione Coatesa di Riva del Castello alla frazione di Nesso 1. Il ponte è stato costruito in epoca romana e rappresenta una delle principali attrazioni turistiche della zona.

Il borgo di Coatesa è anche famoso per l’Orrido di Nesso, una cascata formata dalla confluenza dei torrenti Tuf e Nosè 1.

L’Orrido di Nesso è visibile dal Ponte della Civera e offre un percorso tra gole strette e profonde, modellate dallo scorrere incessante delle acque. Durante i secoli, la forza delle acque dell’Orrido è stata sfruttata da fabbriche e opifici per produrre forza motrice; per il paese di Nesso, l’Orrido è stato di importanza vitale per lo sviluppo dell’industria manifatturiera, mulini, cartiere, filatoi, oleifici, tutti alimentati dall’energia idraulica della cascata 1.

L’Orrido di Nesso aveva attirato anche l’attenzione di Leonardo da Vinci, che lo descrisse come “terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte” 1. Nel XVIII e XIX secolo, quando il Lago di Como richiamava personalità culturali da tutto il mondo, l’Orrido è stato citato e rappresentato da molti artisti, tra cui Federico e Carolina Lose in una delle celebri acquetinte 1. Lo scrittore Giambattista Bazzoni ambienta il suo romanzo Falco della Rupe o la Guerra di Musso del 1829 proprio in queste zone.

Se vuoi saperne di più sulla storia e le attrazioni turistiche della frazione Coatesa di Nesso, ti consiglio di visitare il sito web del FAI (Fondo Ambiente Italiano) 1.

DIARIO di Amaltea

arrivavamo alla casa/orto/giardino di Coatesa. Era il febbraio 1989. Il terrazzamento della Vite e la casa erano così:

GENIUS LOCI

GENIUS LOCI – definition of genius loci by the Free Online Dictionary, Thesaurus and Encyclopedia

1. genius loci – the special atmosphere of a place 

ambiance, ambience, atmosphere – a particular environment or surrounding influence; “there was an atmosphere of excitement”
2. genius loci – the guardian spirit of a place 

guardian angel, guardian spirit – an angel believed to have special affection for a particular individual

Based on WordNet 3.0, Farlex clipart collection. © 2003-2008 Princeton University, Farlex Inc.

 

Da: genius loci – definition of genius loci by the Free Online Dictionary, Thesaurus and Encyclopedia..

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Orrido di Nesso · Ponte della Civera

Nesso, frazione Coatesa, e ponte della Civera dallo stradone

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI

Nesso, frazione Coatesa. Il luogo, nel 1989


Qualunque sia il luogo nel quale ci proponiamo di trascorrere l’esistenza, due sono le condizioni imprescindibili: la solitudine e la presenza vivificante dell’acqua.
Sulla faccia della terra ci sono molti posti che offrono la necessaria combinazione di una certa selvatichezza e di un’aggraziata varietà. Sarebbe desiderabile una vista imponente, ma si può supplire ad essa in altro modo; e dal momento che gli occhi e la mente hanno un sistema di misurazione diverso, si può trovare la grandezza anche in scala ridotta.

in Tullio Pericoli, La casa ideale di Roberti Stevenson, Adelphi edizioni, 2004

MAPPE

Nesso Coatesa e dintorni nella Carta turistica Lago di Como, lago di Lugano, Kompass

dalla Carta turistica Lago di Como, lago di Lugano, Kompass, 1987

ex ospedale psichiatrico San Martino · Franco Gerosa · Mi ricordo · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

mi ricordo degli anni in cui facevamo l’ASSOCIAZIONE DINO CAMPANA, per il superamento dell’ospedale psichiatrico di Como, eravano alla fine degli anni ’80

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Centro Storico di Como · COMO città · Conosco Como?

notizie biografiche sull’architetto Gianfranco Caniggia (1933-1987)

Gianfranco Caniggia è stato un influente architetto e docente italiano, nato a Roma il 7 maggio 1933 e deceduto nella stessa città il 10 novembre 1987. La sua formazione accademica avvenne presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Roma, dove fu allievo di Saverio Muratori, un’importante figura nel campo della progettazione urbana e della conservazione architettonica[1][2].

Contributi Professionali

Caniggia si distinse per il suo approccio innovativo alla riqualificazione dei centri storici, un tema centrale nella sua opera. Tra i suoi progetti più significativi si annoverano:

  • Restauro di Como (1963): una delle sue prime sperimentazioni, che ha segnato l’inizio della sua carriera nel recupero urbano.
  • Ospedale Civico di Isola del Liri (1960-1963).
  • Palazzo di Giustizia a Teramo (1968-1981).
  • Restauri a Como: tra cui il Borgo Sant’Agostino (1971) e Palazzo Volpi (1970) [1][2][5].

Oltre alla pratica architettonica, Caniggia ha avuto un ruolo attivo nel mondo accademico, ricoprendo posizioni di docente in diverse università italiane, tra cui quelle di Reggio Calabria, Firenze, Genova e Roma. È stato anche commissario alla Biennale di Architettura di Venezia[1][5].

Pubblicazioni

Gianfranco Caniggia ha scritto diverse opere che riflettono il suo pensiero architettonico e urbano, tra cui:

  • Lettura di una città: Como (1963)
  • Strutture dello spazio antropico (1976)
  • Lettura dell’edilizia di base, co-autore con Gian Luigi Maffei [1][5].

Riconoscimenti e Eredità

La sua opera continua a influenzare gli studi sulla storia urbana e l’architettura moderna in Italia. La sua capacità di integrare la modernità con la tradizione ha lasciato un’impronta duratura nel panorama architettonico italiano[3][4][6].

In sintesi, Gianfranco Caniggia è ricordato non solo per i suoi progetti architettonici ma anche per il suo impegno nell’insegnamento e nella scrittura, contribuendo a formare una nuova generazione di architetti sensibili alle dinamiche storiche e culturali delle città.

fonti informativa
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Caniggia
[2] https://patrimonioacs.cultura.gov.it/patrimonio/888ca49d-92ac-4358-b68c-524dc27f76f7/fondo-caniggia-gianfranco
[3] https://archiwatch.it/2007/11/10/gianfranco-caniggia-elogio-della-modestia-e-intelligenza-della-modernita/

[5] https://www.treccani.it/enciclopedia/gianfranco-caniggia_(Enciclopedia-Italiana)/
[6] http://www.giuseppestrappa.it/?p=1952
[7] https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=29797&RicProgetto=architetti
[8] https://www.francoangeli.it/Libro/9788835123705/Morfologia%20urbana%20e%20linguaggio%20nell’opera%20di%20Gianfranco%20Caniggia