L’articolo di Emanuele Trevi, apparso su la Lettura del 22 febbraio 2026, non è solo una commemorazione a dieci anni dalla scomparsa di Pia Pera, ma un’analisi profonda di come la sua parabola biografica e letteraria rappresenti una delle testimonianze più nitide di “ecologia dell’anima” del nostro tempo.
Trevi, legato a lei da una profonda affinità intellettuale, ripercorre la metamorfosi di una donna che è stata, in successione e contemporaneamente, raffinata slavista, traduttrice di Puskin e Nabokov, scandalosa autrice di Diario di Lo e, infine, “giardiniera” filosofica.
La Parola come Seme: Il Giardino della Letteratura
Per Pia Pera, la scrittura non è mai stata un esercizio autoreferenziale. Trevi sottolinea come la sua formazione da slavista abbia influenzato la sua percezione del mondo: la lingua russa, con la sua densità spirituale, è stata il primo “terreno” che ha coltivato.
L’atto del tradurre: Per Pera, tradurre era simile al trapianto. Significava prendere un organismo vivente (il testo) e trovargli una nuova dimora in un’altra lingua, curandone l’attecchimento.
La svolta esistenziale: La decisione di abbandonare i salotti letterari per ritirarsi nel suo podere di Lucca non fu un gesto di isolamento, ma una ricerca di verità. In questo senso, la “parola” smette di essere solo segno grafico e diventa seme: qualcosa che richiede pazienza, cura e l’accettazione del fallimento.
Il Giardino come Metafora e Realtà
L’articolo si sofferma sul capolavoro della maturità, L’orto di un perdigiorno, dove il giardinaggio diventa una pratica ascetica. Trevi evidenzia tre punti cardine della visione di Pera:
La Sconfitta dell’Ego: Nel giardino non si è padroni, ma custodi. La natura segue ritmi che ignorano i desideri umani.
L’Estetica dell’Incolto: Pia Pera fu tra le prime a sdoganare l’idea che un giardino “bello” non deve essere necessariamente ordinato o geometrico. Il disordine è vita, è biodiversità, è l’accettazione del selvatico che è in noi.
La Malattia come Stagione: Negli ultimi anni, segnati dalla SLA, il giardino è diventato il suo specchio. Trevi descrive con delicatezza come Pia abbia affrontato il decadimento fisico osservando il ciclo delle stagioni: non c’è tragedia nella foglia che cade, perché diventerà humus per la primavera successiva.
L’eredità di Pia Pera nel 2026
A dieci anni dalla morte, Trevi sostiene che il messaggio di Pia Pera sia più attuale che mai. In un’epoca dominata dall’accelerazione digitale e dalla crisi climatica, la sua “resistenza vegetale” offre una via d’uscita:
Elogio della Lentezza: La cura delle piante insegna ad aspettare, un antidoto alla frenesia del consumo immediato.
Connessione profonda: Non siamo separati dalla natura; siamo natura che osserva se stessa.
“Pia non cercava la bellezza per esibirla, ma la verità per abitarla. Il suo giardino non era un hobby, era la sua ultima, definitiva opera letteraria.” — Emanuele Trevi
Approfondimenti suggeriti
Opera Chiave
Tema Principale
L’orto di un perdigiorno
La gioia della lentezza e della cura.
Al giardino ancora non l’ho detto
Il diario degli ultimi mesi e il congedo dalla vita.
Contro il giardino
Una riflessione critica sul possesso e sul controllo della natura.
In occasione del secondo anniversario della scomparsa di Alberto Longatti (1931-2023), il quotidiano La Provincia e il suo inserto culturale L’Ordine hanno dedicato un ampio spazio alla memoria di quello che è stato non solo un giornalista, ma la vera “anima culturale” di Como.
Alberto Longatti è venuto a mancare il 24 gennaio 2023 all’età di 91 anni. L’intervista e gli approfondimenti pubblicati il 25 gennaio (2025 e 2026) sottolineano l’eredità intellettuale che ha lasciato alla città.
Il profilo di Alberto Longatti
Longatti è stato una figura poliedrica, capace di unire il rigore del cronista alla sensibilità del critico d’arte:
Giornalista storico: Per decenni colonna portante de La Provincia, ha raccontato la città con uno sguardo acuto e mai banale.
Critico d’arte e saggista: È stato tra i massimi esperti mondiali dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia e del Razionalismo comasco (Terragni in primis).
Anima della città: Attraverso le pagine di L’Ordine, ha stimolato per anni il dibattito culturale, occupandosi di letteratura, teatro e storia locale.
I temi dell’anniversario su L’Ordine
Nelle celebrazioni e nelle interviste a lui dedicate, emergono alcuni tratti fondamentali della sua figura:
L’impegno civile: Longatti vedeva la cultura non come un esercizio accademico, ma come uno strumento per migliorare la società e l’urbanistica di Como.
Il legame con il territorio: Ha saputo elevare le vicende lariane a temi di respiro europeo, dialogando con i grandi movimenti artistici del Novecento.
Il magistero: Molti colleghi e intellettuali oggi lo ricordano come un maestro di stile e di indipendenza intellettuale.
Curiosità: Longatti è stato il curatore del sito ufficiale dedicato ai disegni di Antonio Sant’Elia, un lavoro monumentale che ha permesso la digitalizzazione e la fruizione di oltre 160 opere del genio architettonico comasco.
L’articolo di Sergio Baccilieri pubblicato su La Provincia il 27 gennaio 2025 (in occasione dell’80° anniversario del loro sacrificio) ripercorre la toccante e tragica storia di Enrico Cantaluppi e Luigi Ballerini, due giovani partigiani diventati simbolo della Resistenza nel territorio comasco.
Ecco una sintesi dei punti chiave della loro storia e del contesto narrato nell’articolo:
Chi erano Enrico e Luigi?
Luigi Ballerini (19 anni): Originario di Albate, operaio. Cresciuto in un ambiente fortemente antifascista, si era formato politicamente tra gli scioperi delle fabbriche locali (come l’Omita).
Enrico Cantaluppi (21 anni): Nato a Lipomo, era un carabiniere. Dopo l’8 settembre 1943, rifiutò di servire sotto il comando tedesco e sfuggì alla deportazione, unendosi ai gruppi di azione partigiana (GAP/SAP) della piana comasca.
L’azione del 22 gennaio 1945
La vicenda che portò alla loro cattura ebbe luogo nel centro di Como. L’obiettivo dei partigiani era un’azione audace: catturare il maggiore della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) Mario Petrovich. Lo scopo del rapimento era ambizioso: utilizzarlo come merce di scambio per ottenere la liberazione di Dante Gorrieri, allora segretario del PCI di Como, prigioniero dei fascisti.
Tuttavia, l’operazione non andò come previsto. In via Muralto, i due giovani si imbatterono in una pattuglia fascista. Petrovich riuscì a dare l’allarme e, approfittando di un momento di esitazione dei due ragazzi, i miliziani ebbero la meglio.
Il sacrificio e la memoria
Dopo l’arresto, Enrico e Luigi furono portati nella caserma di via Lambertenghi, dove subirono interrogatori e torture. All’alba del 24 gennaio 1945, furono condotti lungo il torrente Cosia (nell’attuale viale Innocenzo XI) e fucilati contro il muro dell’allora Officina del Gas.
Il Monumento: Oggi, nel luogo dell’esecuzione (angolo via Benzi), una lapide ricorda il loro coraggio.
L’80° Anniversario: L’articolo di Baccilieri si inserisce nelle celebrazioni del 2025, che includono anche la pubblicazione del libro di Fabio Cani, “Luigi Ballerini, Enrico Cantaluppi: giovani partigiani”, presentato proprio in questi giorni per onorare il loro contributo alla Libertà.
“Viaggio in Italia” di Gianrico Carofiglio è un libro edito dal Touring Club Italiano nella collana Andante, pubblicato il 20 gennaio 2026. L’opera raccoglie undici esplorazioni urbane in città italiane come Bari, Venezia, Palermo e Torino, ispirate al celebre “Viaggio in Italia” di Guido Piovene del 1957, con uno sguardo da flâneur attento a dettagli nascosti e storie marginali. .inviaggio.touringclub+2
Contenuti principali
Carofiglio adotta un approccio frammentario e curioso, enfatizzando lo “sguardo” sul viaggio più dei luoghi stessi, per rivelare una dimensione inquieta e invisibile dell’Italia contemporanea. Il testo invita a deviazioni e scoperte casuali, evitando banalità e spettacolarizzazioni, in continuità con la tradizione del reportage letterario del Touring Club.ibs+2
Contesto editoriale
Il volume riprende il filo di narrazioni culturali del Touring, da Piovene a scrittori come Sciascia e Buzzati, per un’indagine sui cambiamenti sociali e urbani. È disponibile su piattaforme come IBS, Hoepli e Libreria Universitaria, con video promozionali sul canale YouTube del Touring.[youtube]inviaggio.touringclub+1
“Cronache dall’Italia nascosta” di Ivan Carozzi (Blackie, 2025) è un libro di viaggio narrativo-saggistico che raccoglie una serie di storie “minori” ambientate nella provincia italiana, una per ogni regione, con l’intento di far emergere un’Italia laterale, marginale e spesso dimenticata.illibraio+1
Che libro è
Si tratta di una raccolta di circa ottanta cronache brevi, quattro–cinque per ciascuna delle venti regioni, che intrecciano episodi poco noti, microstorie locali e biografie eccentriche con la storia nazionale più ampia.editorialedomani+1
Il tono è quello del reportage letterario: Carozzi, definito “speleologo dell’anima profonda dell’Italia”, lavora su materiale d’archivio, aneddoti, memorie orali e osservazione dei luoghi, costruendo un atlante sentimentale dell’Italia non turistica.artribune+1
Temi e luoghi
Il libro insiste sull’Italia provinciale e periferica: santuari, piazze, alberghi di seconda fila, campi sportivi, piccoli musei o edifici apparentemente anonimi, che diventano nodi narrativi di storie sorprendenti.artribune+1
Tra gli esempi citati in presentazioni e recensioni compaiono, tra gli altri:
il campetto dove Diego Maradona giocò nel fango per beneficenza;
il santuario di San Romedio in Val di Non, legato a un matrimonio di due futuri fondatori delle Brigate Rosse;
l’hotel torinese dove Cesare Pavese si tolse la vita;
la piazza di Jesi dove Costanza d’Altavilla partorì Federico II in pubblico.editorialedomani+1
Sguardo e metodo
Carozzi lavora su “storie incredibili, celebrità inaspettate, luoghi curiosi e altri miracoli della provincia italiana”, con una forte attenzione per ciò che è rimasto ai margini del canone memoriale e turistico.blackie-edizioni+1
Le cronache producono una sorta di Wunderkammer della provincia: una camera delle meraviglie di fatti minimi, eccentrici, talvolta leggendari, che “incrociano l’autostrada della Storia” e invitano a ripensare cosa intendiamo per Italia e per patrimonio culturale.carmillaonline+1
Dati editoriali essenziali
Autore: Ivan Carozzi (scrittore e autore televisivo, già co-autore con Enrico Deaglio della serie “C’era una volta in Italia”).illibraio+1
Titolo completo: “Cronache dall’Italia nascosta. Storie incredibili, celebrità inaspettate, luoghi curiosi e altri miracoli della provincia italiana”.lafeltrinelli+1
Editore: Blackie Edizioni (collana di saggistica/narrativa non-fiction).blackie-edizioni+1
Anno di pubblicazione: 2025; disponibile in volume cartaceo e in ebook.lafeltrinelli+1
Roberto Festorazzi è uno storico e giornalista italiano nato a Como nel 1965, laureato in scienze politiche e specializzato in storia contemporanea, con particolare attenzione al periodo fascista e al Ventennio mussoliniano.
Giornalista professionista dal 1992, ha collaborato con testate come Il Giornale, La Repubblica, La Stampa e Panorama, concentrando la sua attività su inchieste storiche e divulgazione.
Vive e lavora in Italia, con un profilo LinkedIn che ne evidenzia l’esperienza trentennale in temi del Novecento.lafeltrinelli+2
Opere principali
Festorazzi ha pubblicato numerosi libri su figure e eventi del fascismo, tra cui bestseller come I veleni di Dongo (1996, nuova ed. 2004) e Sterline, dollari e cannoni (2010), che analizza dinamiche finanziarie e monetarie del periodo. Tra le altre opere figurano Mussolini e le sue donne (2013), Dino Buzzati. Il male oscuro (2024), Claretta Petacci. La donna che morì per amore di Mussolini (2012) e biografie come quelle di Farinacci, Starace e Margherita Sarfatti.
I suoi testi sono disponibili su piattaforme come IBS, La Feltrinelli e Minerva Edizioni, editore con cui ha un rapporto consolidato.librerie.unicatt+3
Interviste e contributi
In un’intervista del 2010 su Archivio Storico, Festorazzi discute temi come la difesa della lira da parte di Mussolini, il ruolo della Banca d’Italia e le rivalità monetarie internazionali, difendendo un approccio misto tra Stato e mercato nel fascismo. Egli sottolinea differenze tra fascismo italiano e nazismo tedesco, evidenziando contrappesi come monarchia e Chiesa in Italia.
Le sue analisi toccano anche attualità, come imperialismi monetari e geopolitica petrolifera.archiviostorico+1