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ANIMALI

Claudio Negro, DI ORSI, GIUSTIZIA E VENDETTA, aprile 2023

Leggo che i familiari del runner ucciso dall’orso proclamano “ora vogliamo Giustizia”.
Giustizia su un orso..?
Chiamiamola con un nome appropriato: vendetta!
Così come è vendetta quella che esigevano i parenti dei morti di Rigopiano e quella reclamata da parenti ed amici di persone morte per colpa o per violenza altrui.
Il desiderio di vendetta è umanissimo e comprensibile ma ne viene delegata allo Stato l’esecuzione, per ovvie ragioni. E per questo le pene devono avere una componente “afflittiva” proporzionata al male fatto (Dei Delitti e delle Pene), in mancanza della quale forte sarebbe la tentazione a farsi vendetta da soli.
Tutto questo però si applica ad essere umani, capaci di intendere e di volere, capaci di capire che si stanno facendo anni di galera perché hanno commesso un atto del quale sono consapevoli e responsabili, e si suppone che siano in grado di cambiare vita.
Ma un orso?
Con l’orso c’è la vendetta e basta. Almeno non paludatela da “Giustizia”: e grottesco e offensivo. E se proprio vogliamo parlare di Giustizia, cominciamo dalle responsabilità degli esseri umani che hanno creato le condizioni di questa sciagura.
Vi propongo in proposito una riflessione di Barbare Poggio pubblicata oggi:
“In una intervista pubblicata oggi, il veterinario Alessandro De Guelmi, il principale esperto del progetto Life Ursus ha raccontato che al momento in Trentino ci sono 120 esemplari di orso, di cui solo 3 dotati di radiocollare, ma scarico.
Il quadro descritto è quello di una situazione fuggita di mano, di un progetto probabilmente nato senza una accurata valutazione, ma poi consapevolmente abbandonato e ora fuori controllo.
Non è un caso che la gestione degli orsi in Trentino sia stata tolta ai forestali e affidata alla protezione civile, che non sia stata portata avanti alcuna iniziativa educativa e comunicativa, nessun monitoraggio del fenomeno.
E che, anche quando sollecitati in tal senso, i politici si siano mostrati del tutto disinteressati. Pronti però oggi a svegliarsi, loro sì, dal prolungato letargo, per unirsi e fomentare le grida di “all’orso, all’orso”.
Insomma, un caso esemplare di politica basata sulla strategia della paura: fenomeni non governati o gestiti con noncuranza così da renderli critici, in modo tale da esasperare la popolazione e raccoglierne infine il consenso, presentandosi – almeno sul piano comunicativo – come i garanti della sicurezza”

VOLENDO ISPIRARSI A TRUMP E NON AVENDONE I MEZZI FUGATTI SI SFOGA SULL’ORSA.
Nella vicenda dell’orsa trentina, al di là delle questioni di carattere etico e culturale di cui ho già tentato di parlare, mi pare emergere un aspetto particolarmente inquietante e dai connotati piuttosto ripugnanti: quello che spesso abbiamo potuto riscontrare nei Governatori di Stati del Sud degli USA quando decidono , soprattutto in prossimità di scadenze elettorali e comunque allo scopo di sollecitare il consenso di settori specifici di elettorato, di far eseguire le condanne a morte “in attesa”, meglio ancora se di afroamericani. Ho l’impressione che questa fattispecie si adatti perfettamente al ruolo che sta giocando il Presidente della Provincia di Trento, che manifesta una tigna particolare per far eseguire al più presto e senza tante discussioni la sentenza di morte. Perfino la famiglia del runner morto non invoca la pena capitale; come tutti comprende che la pena capitale esercitata su un animale che ha agito per istinto perché probabilmente temeva per i suoi cuccioli è fuori dal mondo. Un puro e semplice spot truce, per titillare la voglia di soluzioni finali che alligna nell’elettorato di riferimento di Fugatti (anzi, sull’orsa la soluzione finale si può esercitare con molti meno problemi che sui migranti…). Problema? Soluzione!
La filosofia del Bar assurge a ideologia e prassi di governo!
Di questo trumpismo de noantri, spietato, strumentale e straccione facciamo volentieri a meno.
Natura

NATURA (dal blog lescritteriate.com)

Avatar di loulescritteriate

Lo sento sotto la pelle,

ti appartengo,

ora lo so.

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LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · LUOGHI D'ITALIA

Che cosa fare ad Albese con Cassano: guida per turisti – in Viaggiare in Brianza

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Che cosa fare ad Albese con Cassano: guida per turisti – Viaggiare in Brianza
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Gerardo Monizza, L’odore sbilenco: Il Cavaliere che volle farsi Re. Favola scatologica, 2023.

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

C’era una volta, in un Paese non tanto lontano, un Cavaliere che si conquistò il potere col denaro e con l’inganno. Tese trappole e lusinghe e restò in sella finché cadde, rovinosamente, nel peggior modo.
Essendo di gomma – o forse di plastica – rimbalzò sulla scena politica e, pur avendo perduto tutti i titoli, sembrò persino rigenerato.
Di smisurata fantasia e anche fortuna e non contento del già avuto cercò di salire al Colle. Non ci arrivò per un caso e non per raggiunti limiti d’età; non per i demeriti acquisiti sul campo, bensì per il risentimento di coloro che gli stavano intorno.
Avendolo spremuto fino all’osso e non potendo ricevere più nulla, si vendicarono nel modo peggiore: liberandosi dei maliumori trattenuti per troppo tempo in corpo e l’odore fu totale e fatale…

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Lezzeno

LEZZENO, sul Lago di Como

NESSO

NESSO, sul Lago di Como

Alberi · MEDITAZIONE nel Tempo · Psiche

Marcombe Carine, Agire e pensare come un albero, Odoya, 2022

vai alla scheda dell’editore:

https://www.odoya.it/scienze/clima-e-ambiente/1174-Agire-e-pensare-come-un-albero.html

Forte come una quercia, flessibile come un bambù, dritto come un pino… Da sempre gli alberi sono usati dall’uomo come metro di paragone di qualità particolari. D’altra parte, abitano il nostro pianeta da circa quattrocento milioni di anni e per sopravvivere hanno dovuto imparare a coesistere con altre specie e sviluppare un modo più saggio del nostro per vivere pacificamente. È giunto il momento di avere un progetto per noi stessi e per questo mondo, di definirlo e rimodellarlo. Dobbiamo solo decidere di farlo e, attraverso le nostre azioni quotidiane, dare un senso al nostro cammino. Cosa vogliamo trasmettere alle generazioni future? Cosa vogliamo fare di questo nostro tempo sulla Terra? Immaginiamo la nostra impronta individuale e moltiplichiamola per otto miliardi. Forse può essere utile ripensare al nostro posto nella natura, prendere spunto dagli alberi, che tanto donano senza chiedere nulla in cambio. Attraverso consigli pratici, questo libro insegna a superare diversi problemi e a coltivare virtù quali la semplicità, la solidarietà e la benevolenza. Le nostre abitudini negative sono dure a morire, ma il cambiamento è dietro l’angolo e conduce a una vita più serena. Con un test per scoprire che albero sei!

Può la natura aiutarti ad affrontare le tue sfide quotidiane?
Prendi ispirazione dagli alberi, allunga le tue radici nel terreno fertile, ergiti fiero e stiracchia i tuoi rami verso il cielo. Gli alberi ci insegnano tanto: pazienza, determinazione, carisma, resilienza… La pace e il silenzio di una foresta sono utili anche nello stress di una giornata lavorativa e un approccio ecologico e meno consumista ci fa riscoprire la ricchezza della vita.

“Saldo e forte è solo l’albero che subisce il frequente assalto del vento, è il continuo scuotimento a dargli più robustezza, più tenaci radici”.
– Seneca

“Fate come l’albero, che cambia le foglie e conserva le radici. Cambiate le vostre idee e conservate i princìpi”.
– Anonimo


Introduzione
La vita di un albero
L’albero ci insegna la pazienza
L’albero ci insegna la resilienza
L’albero ci insegna la benevolenza
L’albero ci insegna l’intelligenza del cuore
L’albero ci insegna la capacità di comunicazione
L’albero ci insegna il silenzio
L’albero ci insegna la semplicità
L’albero ci insegna la solidarietà
L’albero ci insegna il carisma
L’albero ci insegna il potere della guarigione
Un po’ di poesia nella nostra vita
Come un albero
I consigli di un albero
Quale albero sei?
Mappa dei 10 comportamenti
Piano d’azione
Conclusione