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Poi segue Lezzeno, suddiviso in cinque villaggi più piccoli, che si possono scorgere sulla riva dritta, nascosti i folti vigneti. Da questi si ricavano vini poco alcolici, simili al vinello dal gusto pungente, assai ricercati dagli ammalati.
In Paolo Giovio, La descrizione del Lario (1537), a cura di Franco Minonzio, editore Polyhistor, 2021 pag. 39

Poi segue Blevio, anch’esso assurto alla fama grazie ai suoi vigneti: fama legata ad un vino prestigioso per la sua gradevolezza, presso le persone deboli di stomaco, poiché i suoi vigneti non vedono mai il sorgere del sole; e questi vini, per una leggerezza che li rende innocui, grazie ad un tenue vigore naturale, sono preferiti ai vini tagliati e diluiti.
In Paolo Giovio, La descrizione del Lario (1537), a cura di Franco Minonzio, editore Polyhistor, 2021 pag. 42

Subito dopo appaiono i boschi ed i vigneti di Torno, e al di sopra in una posizione elevata, il monte Piatto, degno di nota per un convegno di monache e per il panorama che si gode grazie alla sua altezza. Poi, subito dopo, la costa si incurva, ed ecco il promontorio di Torno, sul quale rifiorisce una cittadina, grazie all’opera di ricostruzione che le conferisce una forma di terrazzamento.
In Paolo Giovio, La descrizione del Lario (1537), a cura di Franco Minonzio, editore Polyhistor, 2021 pag. 41
























