Lettere

cronache di vita a Coatesa, da una lettera ad una nostra amica, 17 agosto

ciao cara *** , nella pausa delle innaffiature,, stamattina mi sono concessa letture arretrate e così sono venuta a conoscenza della morte di tua nonna. Mi spiace che l’estate sia stata funestata da questo evento. So del tuo attaccamento familiare e forse era lei la nonna di cui parlavi in qualche occasione (materna o paterna?).
Io non ho avuto la fortuna di trascorrere molto empo coi miei nonni. Ho un vago ricordo dei nonni materni (mi riferivano sempre che avevo dato un morso al posteriore del nonno piegato sulla costruzione di una seggiola di vimini, lavoro diffuso nel friuli), non ho conosciuto quello paterno, mentre quella materna è morta quando avevo dieci anni e di lei mi colpivano le grinze sulle mani scarne. Mi divertivo molto a sollevarle fino a vederne la sottile trasparenza della pelle in controluce, fenomeno che oggi sta colpendo anche me, sia pur con minore intensità, ma è solo questione di tempo.
Sei ancora impegnata con i tuoi nipotini?
Da queste parti quest’anno c’è stato parecchio andirivieni di amici comaschi, la visione di molti film durante le ore più calde del pomeriggio, qualche uscita in barca col nostro vicino e, l’altro ieri, il pranzo di ferragosto all’agriturismo.
Incombe la siccità e questo ci obbliga a trascorrere parecchie ore per prestare almeno la sopravvivenza essenziale al nostro giardino.
La lettura del libro di silvia bonino sul potere educativo della coltivazione del giardino nei bambini (arriverà prossimamente su tartarugosa) ci ha dato molti spunti di riflessione consolatoria rispetto alla distruzione della grandine.
 Così abbiamo riprogettato alcuni spazi per l’anno prossimo e fatto acquisti di ulteriori vasconi che probabilmente diventeranno il mezzo più utilizzato per far crescere dignitosamente qualcosa: abbiamo infatti capito dopo 25 anni che la terra di amaltea è calcarea, povera e non trattiene l’umidità, quindi, aggiunto ai mutamenti climatici, se non diamo una mano diversa al nostro giardino, ci sembrerà sempre più di essere in africa.
I gatti sono molto felici della vacanza estiva. Miciù sta diventando sorda, ma se la cava nelle sue uscite diurne con rientri programmati solo per cibi e uso della lettiera (ha paura di fare i suoi bisogni all’esterno per via dei suoi simili  nei pressi).
Luna conserva il suo spirito territoriale, ma sorprendentemente quello più vigile alla difesa è proprio chat noir, che ha perso il suo giallore e, almeno per il momento, gode di buona salute e lo dimostra con innumerevoli corse e rampicate sugli alberi, nonchè con ringhi e ululati quando vede qualche gatto o cane estranei intrufolarsi nel giardino: non si schioda finchè l’altro non se ne va!
***
Ecco qua l’aggiornamento di metà agosto. Spero che per il resto della famiglia vada tutto bene. Ah, a proposito, ho regalato il tuo libro ad altre due persone amanti dei gatti (due psichiatre) che hanno molto gradito e una mi ha anche chiesto come fare a reperirlo per idee regalo ad amici gattari. Ho dato l’info di ibs.
Bene carissima, ti auguro buone giornate tranquille e serene, nei limiti del possibile, e un abbraccio anche a paolo e alle simpatiche bestiole, compresa quella della suocera.
a presto e un bacione
Novecento

I partigiani “Gianna” e “Neri” furono assassinati per ordine del partito comunista e non della Resistenza, da Franco Giannantoni e Giorgio Cavalleri, “Gianna” e “Neri” fra speculazioni e silenzi, Edizoni Arterigere

il secolo breve (1919-1945) sul Lario:

 I partigiani Gianna e Neri furono assassinati per ordine del partito comunista e non della Resistenza. I due volevano che l’oro requisito al Duce, in fuga verso la Svizzera, venisse restituito all’erario

in Franco Giannantoni e Giorgio Cavalleri, “Gianna” e “Neri” fra speculazioni e silenzi, Edizoni Arterigere

vai anche a questa intervista a Renato Romandi (classe 1923, all’epoca dei fatti era un giovane comandante partigiano della Brigata Garibaldi, che operava nel comasco): Varese – I partigiani Gianna e Neri furono assassinati per ordine del partito comunista e non della Resistenza. I due volevano che l’oro requisito al Duce, in fuga verso la Svizzera, venisse restituito all’erario.

vedi anche.

Giorgio Cavalleri Storia del Neri e della Gianna, NodoLibri

Affacci

veduta su COATESA dallo stradone

vista

Agosto · Madonna dei Ceppi

pranzo di ferragosto all’AGRITURISMO MADONNA DEI CEPPI, LEZZENO (CO)

pranzo di ferragosto all’AGRITURISMO MADONNA DEI CEPPI, LEZZENO (CO), con Chicco, Luigina, Zari, Elisabetta, Silvia

VAI AL SITO: http://www.agriturismomadonnadeiceppi.it/struttura.html

Libri su Como e il Lario · Nodo Libri · Novecento

Rosaria Marchesi, Como ultima uscita. Storie di Ebrei nel capoluogo lariano 1943-1944 , NodoLibri

Rosaria Marchesi, Como ultima uscita. Storie di Ebrei nel capoluogo lariano 1943-1944

vai alla scheda del libro: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=121

Il volume, pubblicato in coedizione con l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, ricostruisce un capitolo inedito della tragica vicenda della deportazione degli ebrei italiani. Nel dicembre 1943, decine di famiglie ebree affluirono nella zona di Como, al confine con la Confederazione Elvetica, con la speranza di mettersi in salvo; per molti, fu invece l’inizio della fine.
A partire dalla testimonianza di una giovane crocerossina che allora prestò conforto agli ebrei incarcerati (e aiutò alcuni di loro a fuggire), nel libro vengono ricostruite alcune vicende emblematiche.

Completano il volume documenti d’archivio, un saggio di Adriano Bazzocco sulle contemporanee vicende svizzere, e una serie di toccanti lettere scritte dal campo di concentramento di Fossoli.

Biblioteca comunale di Nesso · COATESA: frazione di Nesso · NESSO · Orrido di Nesso · Ponte della Civera

Fabio Cani, Nesso. I nomi dei luoghi. Atlante della toponomastica storica, NodoLibri

Fabio Cani, Nesso. I nomi dei luoghi. Atlante della toponomastica storica[http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=111]

Promosso dalla Biblioteca Comunale di Nesso, il volume è un’accurata ricerca sulla storia dei nomi dei luoghi di uno dei più importanti centri del lago di Como. Per ognuno dei toponimi documentati (la maggior parte risalenti fino al XVI secolo) è fornita una lista delle attestazioni storiche e note di commento che ne inquadrano la storia e l’importanza.

Completano il volume carte (relative ai nomi documentati per il XVIII, XIX e XX secolo, e a centri abitati, strade, valli, campi), numerose incisioni e fotografie d’epoca (per la maggior parte inedite) e un’introduzione generale metodologica.

NodoLibri, 2003

COMO città

La città di Como, NodoLibri

La città di Como

[http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=58]

Ideale completamento della serie dedicata al territorio comasco, la guida della città presenta una sintesi aggiornata e completa dei principali monumenti di interesse artistico, suddivisi in 6 itinerari tematici: Como antica, medievale, rinascimentale, barocca, neoclassica e contemporanea, ognuno corredato di cartina, immagini fotografiche e bibliografia.

A cura dell’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda

NodoLibri, 2003

La città di Como

[http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=58]

Ideale completamento della serie dedicata al territorio comasco, la guida della città presenta una sintesi aggiornata e completa dei principali monumenti di interesse artistico, suddivisi in 6 itinerari tematici: Como antica, medievale, rinascimentale, barocca, neoclassica e contemporanea, ognuno corredato di cartina, immagini fotografiche e bibliografia.

A cura dell'Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda

NodoLibri, 2003
tradizioni

▶Burqa al supermercato Bennet e la demografia islamica secondo Boumedienne

Sopraffatti, soggiogati e, alla fine,  sconfitti dagli ECCESSI DI CULTURA

Paolo Ferrario

questa notizia va associata a questo dato storico:

Demografia islamica: Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria”, Boumedienne, 1974, in Oriana Fallaci, La forza della regione, Rizzoli 2004, p. 56-57

Lungolago

Lungolago di Como: Tolte le palizzate in legno

Tolte le palizzate in legno il lago ritorna mozzafiato[Continua]
BATTELLI e Corriere

il battello PLINIO: Da fantasma inabissato nel Lago di Mezzola a base d’appoggio per i piroscafi storici: il progetto di “Navi Lariane”

altTesori comaschi – Da fantasma inabissato nel Lago di Mezzola a base d’appoggio per i piroscafi storici: il progetto di “Navi Lariane”
Sono già 5mila i visitatori che hanno ammirato il “Patria”, il piroscafo del 1927 di proprietà di Villa Saporiti ancorato di fronte a Villa Olmo. Un suo parente stretto, il “Plinio”, del 1902, giace invece a 45 metri di profondità a Verceia, sul Lago di Mezzola. Affondò dopo un temporale nel 2010 – era ancorato da tempo di fronte al Ristorante “La Barcaccia”, ridotto a un puro involucro di metallo senza motori né arredi – e ora è un bene culturale paragonabile ai resti di una torre

medievale diroccata. Eppure, nell’anno della crisi più nera dal dopoguerra, c’è ancora chi spera di recuperarlo come bene culturale e pure di valorizzarlo con una funzione pratica.

È l’associazione “Navi Lariane”, che ha collaborato alla tutela storica e al recupero filologico del Patria, e che crede fortemente nel fantasma di Verceia diventato nel frattempo anche protagonista del romanzo storico di Giovanni Galli L’ultima corsa del Plinio (pp. 189, 18 euro) edito da Lariologo, in cui l’epopea della navigazione sul Lario rivive tra personaggi di fantasia e documenti storici. Tra i battelli più belli ed eleganti del Lago di Como, il Plinio è lungo 51 metri. Nel 2009, lo Stato tramite la Soprintendenza di Milano, proprio su sollecitazione di “Navi Lariane”, aveva vincolato il natante come bene storico. Proprio questo vincolo è lo strumento grazie al quale l’associazione, fa sapere il presidente, l’ingegner Massimo Gozzi, «sta cercando con la Soprintendenza di sbloccare la situazione proprietaria». Una sorta di “adozione” finalizzata a una miglior tutela del bene «che – spiega Gozzi – aprirebbe di fatto la possibilità di recuperarlo». Per ora il Plinio a Verceia è preda solo di sub esperti, come documentano vari filmati di immersioni sul relitto diffusi su YouTube

tutto l’articolo qui  «Recuperiamo il Plinio».

Architettura · Cavalleri Giorgio (1940-2026) · Nodo Libri

Giorgio Cavalleri ed Elisabetta Ferrario “Le rotte del Transatlantico”, GIOVEDÌ 5 SETTEMBRE – ORE 17.30 – FONDAZIONE ANTONIO RATTI (via per Cernobbio 19 – Como)

GIOVEDÌ 5 SETTEMBRE – ORE 17.30 – FONDAZIONE ANTONIO RATTI (via per Cernobbio 19 – Como)
Le rotte del Transatlantico (NodoLibri, 2013) a cura di Giorgio Cavalleri ed Elisabetta Ferrario, un libro il cui titolo rimanda all’idea del viaggio e del l’incontro, è un’opera frutto dei contributi di numerose personalità, sia di Como sia forestiere, accomunate dal fatto di aver apprezzato e amato il Novocomum, primo edificio progettato e realizzato dall’architetto Giuseppe Terragni.
Chiamato popolarmente e all’inizio, molto polemicamente, “Transatlantico”, la denominazione ha accompagnato la vita della casa. Una casa che fin dal suo apparire nel paesaggio della città, nel 1929, era stata motivo di dibattiti e di contrasti, così nuova e audace nell’impianto e nelle forme, segnate da geometrie, sottrazioni, scavi.
Nato da un’idea di Marina Cavalleri (fondatrice nel 2006 dell’Associazione “Amici del Novocomum”), e alla sua memoria dedicato, il libro costituisce un’occasione di riscoperta e approfondimento della complessa storia dell’edificio.
Giorgio Cavalleri ed Elisabetta Ferrario dialogano con Angelo Monti.
Giunta Mario Lucini · Politica locale - Como

Giunta Mario Lucini: recupero del Patria e al progetto che ha dato nuova vita all’Arena del Teatro Sociale

Il presidente della Famiglia Comasca Piercesare Bordoli ha fotografato la situazione con una felice battuta: «A Como quest’estate ci sono stati tre miracoli». Si riferiva alla  riapertura provvisoria del lungolago, al recupero del Patria e al progetto che ha dato nuova vita all’Arena del Teatro Sociale. Tre esempi di proficua collaborazione tra enti pubblici e privati, a testimonianza di un clima nuovo in città. Si raccolgono i frutti del gioco di squadra andato in scena nell’ultimo periodo, quell’unità di intenti auspicata decine di volte ma di rado tradotta in fatti concreti nel passato. Como prova a mettere da parte la litigiosità e a fare di necessità virtù, trasformando in un’occasione la carenza di risorse a disposizione degli enti locali e i problemi sul tavolo, a partire proprio dalla grana della passeggiata a lago. «Mario Lucini è un sindaco che ascolta e lavora in maniera molto sensata, lo stesso fanno i suoi collaboratori», sintetizza il presidente

da Estate 2013, tre miracoli a Como – Cronaca – Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.