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Bellagio, Balbianello e, laggiù, Argegno e Coatesa (dietro la punta, a sinistra)

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Storia e Economia

Nomi di luoghi e di famiglie e i loro perché, Venerdì 10 febbraio – Como Alle 16.00 presso la Grand’Aula del Liceo Volta (via Cesare Cantù 57, da Newsletter NodoLibri

Nomi di luoghi e di famiglie e i loro perché
Venerdì 10 febbraio – Como

Alle 16.00 presso la Grand’Aula del Liceo Volta (via Cesare Cantù 57, Como) l’Associazione ex alunni del Liceo e la Famiglia Comasca invitano alla presentazione del volume di Ottavio Lurati.
Intervengono Luciana Telluri, Bruno Saladino e Pierangelo Bordoli.
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Ottavio Lurati “Nomi di luoghi e di famiglie e i loro perché?…” | infoinsubria

Sfogliando le pagine del nuovo libro di Ottavio Lurati “Nomi di luoghi e di famiglie e i loro perché?…” ci si rende conto di quanto siano legate le diverse regioni dell’Insubria. Lo indica anche il fatto che l’autore abbiamo scelto di includere nelle sue ricerche la Svizzera italiana, la Lombardia e il Piemonte. I nomi di luogo e cognomi che si ritrovano in diverse località di questa area dimostrano, se ce ne fosse bisogno, quanto forti siano stati nella storia i legami familiari, economici, istituzionali e culturali.

Dalle ipotesi sulle origini celtiche di Como e Varese, a quelle latine del nome Lugano, il volume edito dalla Fondazione Ticino Nostro passa all’analisi di nomi come Ascona (= la zona dagli ampi pascoli, quelli appunto che stavano sul delta della Maggia), Locarno (= lo spazio del piccolo lago: quello formato dalla strozzatura creata dalla Maggia, che taglia il lago con i suoi detriti) o Bellinzona (= lo sperone di roccia che si erge in mezzo alle anse del Ticino e su cui già i Celti si fortificano).

È impressionante a quante informazioni si può risalire a partire da un nome di luogo o di famiglia. I nomi racchiudono indizi sulle etnie che hanno popolato l’Insubria, sui mestieri dell’agricoltura, sulle funzioni amministrative, sulla fede religiosa, sulla storia dell’economia, sulla geografia, e permettono di seguire le trasformazioni istituzionali, di fare ipotesi su movimenti migratori, di meglio capire le contaminazioni culturali.

Le antiche culture longobarde, affiorano in nomi come Lombardia, Germignaga, Arona, Sondrio, Sondalo, mentre la tradizione latina compare in Cantù (il terreno che era stato donato ai cantori del duomo), e in termini come Galliate, Lomellina, Magenta, ecc. La storia dei nomi è storia viva, e anche profondamente umana: basti pensare alle alterazioni dovute ai vezzi o addirittura agli errori di trascrizione di parroci, notai e cancellieri del passato.

Significativi anche nomi e nomignoli più recenti, magari intrisi di umore popolare, come la “macchina da scrivere” termine con cui a Roma si designa l’Altare della Patria, o il termine “san Marco”, con cui gli abitanti di Ascona chiamano la zona di eleganti ville costruite grazie alla forza del marco, la valuta tedesca antecedente all’euro.

La ricerca di Ottavio Lurati si sofferma anche su nomi recenti, come quelli attribuiti ai centri commerciali, “nomi di nonluoghi … inventati a tavolino da pochi manager… calati dall’alto sulla gente senza difese in questi tendenziali circuiti del consumo totale”. Inevitabilmente un giorno anche nomi come Foxtown, o come Serfontana, faranno parte della storia e verranno studiati dai linguisti a venire.

L’universo dei nomi come punto di partenza per studiare la storia e la società, sempre nel rispetto di chi questi nomi li ha dati. “Molti di questi nomi, – osserva l’autore – “aprono” a momenti sull’uomo. Non solo curiosità dunque, ma anche una nuova pista per accostarci agli uomini e alle donne che questi nomi hanno dato e continuano a dare.”

Michele Andreoli

Ottavio Lurati, Nomi di luoghi e di famiglie. E i loro perché? Lombardia – Svizzera italiana- Piemonte. Il volume è distribuito da Macchione, Varese e Armando Dadò, Locarno.

da: http://www.infoinsubria.com/2011/11/nella-storia-dei-nomi-la-nostra-storia/

tramonti

Emily Dickinson, Inosservati s’allungano i monti, le sagome di porpora levate senza sforzo o stanchezza

Inosservati s’allungano i monti –
le sagome di porpora levate
senza sforzo o stanchezza –
senza aiuto né plauso –

Sui loro volti eterni –
nell’oro che dilegua –
in perfetta letizia il sole indugia
cercando compagnia per la sua notte.

Emily Dickinson, scritta nel 1863, tratta da Tutte le poesie, a cura di Marisa Bulgheroni, traduzione di Silvio Raffo

 

Luoni Basilio (1941-2024) · Poesie

Europa in versi. La cura della poesia – sabato 14 aprile 2012 – Villa del Grumello – Como

Europa in versi. La cura della poesia – sabato 14 aprile 2012 – Villa del Grumello – Como


Cari amici, presentiamo la seconda edizione del Festival “Europa in versi”, che quest’anno ospiterà poeti provenienti dal Sud Europa e dal Marocco, oltre a grandi esponenti della poesia italiana. Il tema sarà “La cura della Poesia”.

Europa in versi. La cura della poesia  - sabato 14 aprile 2012 - Villa del Grumello - Como
La poesia, grazie al potere, al valore, alla forza della sua parola, può, attraverso le voci dei poeti contemporanei, aiutare chi soffre a superare la paura, la solitudine, il senso di abbandono che la malattia – fisica e dall’anima – porta con sé. La poesia, arte del linguaggio che meglio di ogni altra forma artistica sa parlare al cuore e alla mente, assolve in tal modo ad un alto dovere etico, aprendo uno spiraglio di luce per chi vede davanti a sé solo il buio.Programma Europa in versi. La cura della poesia
14 aprile 2012 Villa del Grumello, Via per Cernobbio 11 Como  

15.00 – Introduzione dei lavori da parte di Laura Garavaglia, poetessa e presidente de La Casa della Poesia di Como.

Saluto delle Autorità.

15.15 – ” Le medical humanities, per una poetica della Cura”   

Prof. Dott. Graziano Martignoni –  Psichiatra FMH e Psicoanalista , professore ordinario al Dipartimento di Scienze aziendali e sociali della Scuola Universitaria professionale della Svizzera Italiana, responsabile dell’ Osservatorio per le Medical Humanities  e vice direttore della Rivista per le Medical Humanities dell`Ente Ospedaliero cantonale del Canton Ticino.

Fabiano Alborghetti – Poeta e Presidente di Poesia Presente 


“Le medical humanities e la nascita” 

Prof. Gianpaolo Donzelli – Professore Ordinario di Neonatologia e Pediatria Università di Firenze, Presidente Società Italiana Medicina Perinatale Presidente Eletto Società Europea di Medicina Perinatale,Direttore Dipartimento Feto-Neonatale, Presidente Comitato Etico Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.


“Il varco celato”

Dott.ssa Patrizia Trimboli – Sociologa, Counselor ad orientamento clinico e Docente nella Formazione


“La poesia e il cervello. Andata e ritorno” 

Prof. Mario Guidotti – Primario Unità Operativa di Neurologia  Ospedale Valduce di Como Direttore Dipartimento Area Medica Ospedale Valduce Professore a contratto Università degli Studi dell’Insubria Giornalista Pubblicista

16.30 –  Letture di poesie: Introduce  il poeta e critico letterario Maurizio Cucchi

16.40 –  Fatiha Morchid   ( Marocco)

17.00 –  Giampiero Neri

17.15 –  Gastão Cruz  (Portogallo)

17.35 –  Gianpaolo Donzelli

17.50 –  Alain Veinstein (Francia)

18.10 –  Milo De Angelis 

18.30 –  Intrattenimento a cura degli allievi del Conservatorio “G. Verdi” di Como –                       Musiche di Beethoven

19.15 –  Biancamaria Frabotta 

19.30 –  Juan Carlos Reche (Spagna)

19.45 –  Antonio Riccardi

20.00 –  Giorgio Prestinoni 

20.15 –  Rinfresco e Intermezzo musicale

21.15 –  Poesia dialettale e di confine : Basilio Luoni, Fabiano Alborghetti, Pietro Berra,               Wolfango Testoni. 

22.00 –  Giovani poeti italiani: Lucrezia Lerro, Carla Saracino 

Durante il pomeriggio il poeta Mario Santagostini terrà una Bottega di poesia, offrendo un giudizio critico ai poeti che vorranno far leggere i propri versi.

Informazioni:
www.lacasadellapoesiadicomo.it                                                  lacasadellapoesiadicomo@gmail.com
Tel. +39 342 1722962

Ciliegio

tagliare il CILIEGIO malato del piano verde

tagliare il CILIEGIO malato del piano verde

Geografia · Terra e Clima

Sistemi verdi e Paesaggio: Quanti boschi ci sono in Lombardia? Di che tipo?

Quanti boschi ci sono in Lombardia? Di che tipo?

pecceta azonale nel parco dell'Adamello - foto Alessandro Ducoli

Forse non tutti sanno che le foreste occupano circa un quarto della Lombardia: forniamo qui alcuni dati sintetici.

Secondo i rilievi realizzati nell’ambito del DUSAF (Destinazione d’Uso dei Suoli Agricoli e Forestali), realizzati in base alle foto aeree dell’anno 2007, in quell’anno oltre 617 mila ettari di territorio lombardo era coperto di boschi. Nella cifra indicata non sono compresi  gli impianti di arboricoltura da legno (pioppeti, cedui per biomassa, impianti di latifoglie di pregio a ciclo medio lungo), ma sono compresi i castagneti da frutto e le neo-formazioni. In percentuale, nell’anno 2007 oltre il 25% del territorio lombardo era coperto da boschi.

La distribuzione dei boschi sul territorio lombardo è però molto eterogenea: in pianura quasi il 4% del territorio è coperto da boschi, mentre in montagna si supera il 50%. Si noti che la collina ISTAT corrisponde grossomodo all’alta pianura non irrigua e alle colline moreniche, mentre le Prealpi sono perlopiù considerate “montagna”. Le differenze sono molto marcate anche fra provincia e provincia.

Da notare che in sette anni la consistenza dei boschi in pianura è calata del 2%, mentre in montagna è aumentata del medesimo valore.

La carta forestale realizzata nel 2005-2007 da Ersaf su incarico della Regione Lombardia ha stimato quasi 604 mila ettari di boschi (comprese le neo-formazioni, qui chiamate “formazioni pre-forestali, e i castagneti da frutto), suddivisi nelle seguenti categorie forestali (vedi “tipi forestali”).

In questi anni, grazie ai piani forestali (piani di indirizzo forestale e piani di assestamento forestale) sarà possibile dettagliare meglio le stime realizzate nell’ambito della carta forestale. 

Riportiamo inoltre, a titolo di confronto storico, anche i dati del DUSAF realizzati in base alle foto aeree dell’anno 2000, sottolineando però che i dati seguenti fanno riferimento solo ai boschi propriamente detti, senza considerare pertanto i castagneti da frutto e le neo-formazioni che, per legge, sono assimilati a bosco.

Tutti i dati sono riportati nelle tabelle che è possibile scaricare fra gli allegati.

Per prendere visione della distribuzione dei boschi puoi guardare  la “carta dei tipi forestali reali della Lombardia” e la “carta dei tipi forestali ecologicamente coerenti della Lombardia”, che sono accessibili a tutti all’interno del Geoportale della Lombardia.

Allegati

Dati di superficie 2011 Dati di superficie 2011 (92 KB) XLS
Le tabelle coi dati DUSAF 2007 e 2000 Le tabelle coi dati DUSAF 2007 e 2000 (248 KB) PDF
Tipologie forestali Tipologie forestali (103 KB) PDF
Coefficente boscosità (587 KB) JPG
Percentuale boschi (484 KB) JPG
Indice boscosità (587 KB) JPG

da istemi verdi e Paesaggio :: Quanti boschi ci sono in Lombardia? Di che tipo?.

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Lago di Como: Guida del Turista 2011 Scarica PDF | 14.76 MB

Lago di Como: Guida del Turista 2011
Lago di Como: Guida del Turista 2011Scarica PDF | 14.76 MB

da Lago di Como.

Berra Pietro · Cineforum · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Ponte della Civera

LE STELLE DEL LAGO DI COMO – The Stars of Lake Como, guida per conoscere i luoghi in cui sono stati ambientati i grandi film del cinema italiano e internazionale testi a cura di Pietro Berra, 2011

 

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meteo e terra

Maltempo – Italia sottozero

MALTEMPO – Italia sotto zero: scuole chiuse al centro nord. Aria fredda dalla Siberia. Parzialmente fermo l’ospedale Molinette di Torino. Tratto dal Tg1 –http://www.tg1.rai.it/ – Guarda tutte le video notizie su:http://www.rai.tv altro
Musso

Piano regolatore di Musso: «Si tratta d’interventi troppo consistenti rispetto alla dimensione del territorio, distribuiti a pioggia in spazi che dovrebbero essere complemento dell’edificato e non serbatoio per attività immobiliare. Le trasformazioni, nel loro insieme, comportano un’alterazione dell’intero paesaggio altolariano, essendo percepibili fin dal promontorio di Bellagio», di Darko Pandakovic, da LA PROVINCIA

Contro la pianificazione territoriale di Musso si muovono perfino gli archeologi. Figura infatti anche la Società archeologica comense, assieme alle associazioni “Chiave di Volta”, “Pithekos” e “Italia Nostra”, tra i firmatari di osservazioni alla Vas (Valutazione ambietale strategica) del Pgt (Piano di governo del territorio), lo strumento urbanistico erede del Piano regolatore generale. Tutti esprimono viva preoccupazione, soprattutto in relazione al progetto edilizio della cava, ma anche per altri complessi edilizi previsti.

Tra i firmatari dello osservazioni c’è anche l’architetto Darko Pandakovic, presidente di “Chiave di Volta”: «Si tratta d’interventi troppo consistenti rispetto alla dimensione del territorio, distribuiti a pioggia in spazi che dovrebbero essere complemento dell’edificato e non serbatoio per attività immobiliare. Le trasformazioni, nel loro insieme, comportano un’alterazione dell’intero paesaggio altolariano, essendo percepibili fin dal promontorio di Bellagio».

tutto l’articolo qui: Il Piano regolatore di Musso scontenta anche gli archeologi – Cronaca – La Provincia di Como.