Il cavallo Varenne ha compiuto trent’anni il 19 maggio 2025. Nato a Zenzalino di Copparo nel 1995, è considerato il più grande trottatore di tutti i tempi, con una carriera straordinaria che conta 62 vittorie su 73 corse disputate e un montepremi complessivo di oltre 6,3 milioni di euro, il più alto nella storia del trotto mondiale2345.
Dopo il ritiro dalle corse nel 2002, Varenne ha continuato a lasciare il segno come stallone, generando più di 2.500 puledri. Attualmente vive il suo meritato riposo nell’allevamento LJ di Dario De Angelis ad Eboli, in provincia di Salerno, dove si è trasferito nel marzo 2025 su volontà del suo storico proprietario Enzo Giordano, scomparso pochi giorni prima del compleanno del cavallo12345.
La celebrazione del trentesimo compleanno è stata intima, segnata dal ricordo di Giordano, con una torta speciale a base di frutta e verdure, anche se Varenne ha preferito le carote, sua passione da sempre13. Nonostante l’età e qualche acciacco, il cavallo conserva un carattere fiero e orgoglioso, simbolo di un’icona amata da migliaia di appassionati che ancora oggi si recano a vederlo e a celebrarne la leggenda123.
In sintesi, Varenne è una leggenda vivente dell’ippica italiana e mondiale, un simbolo di eccellenza e passione che continua a emozionare anche a trent’anni dalla sua nascita12345.
“Filosofia del cane. Lezioni di felicità e saggezza dai nostri più fedeli compagni di vita” di Mark Rowlands, pubblicato da Einaudi nella collana Stile libero extra, è un saggio che esplora la vita e la filosofia dei cani mettendola a confronto con quella umana126.
L’autore parte dall’osservazione personale dei suoi due pastori tedeschi e di due incroci di lupo e malamute per riflettere su temi fondamentali come la felicità, la moralità, la libertà e l’intelligenza.
Rowlands sostiene che i cani vivono pienamente il presente, godendo di una felicità semplice e immediata, come nella caccia a uno scoiattolo, mentre gli esseri umani sono spesso intrappolati da ansie, dubbi e angosce. In questo senso, i cani, con la loro lealtà incondizionata e il loro amore genuino per la vita, rappresentano un modello di esistenza diverso e, secondo l’autore, più autentico e soddisfacente126.
Il libro si ispira alle lezioni di grandi filosofi come Socrate, Kant e Sartre, e parte dall’idea di Socrate che i cani siano “filosofi per natura”.
Rowlands si chiede quale tipo di filosofia scriverebbe un cane se ne fosse capace, e attraverso questa prospettiva propone una riflessione profonda e brillante sulla condizione umana e animale12.