Ordine degli Ingegneri, via Volta 62, ore 15.30, ingresso libero Inizia oggi il ciclo La Funicolare di Como Brunate, 120 anni di storia e passioni. Era il 1894 e i trasporti non erano certo quelli di oggi; la realizzazione della funicolare fu un’impresa molto coraggiosa che presupponeva una grande visione da parte degli uomini che vollero realizzarla.
Fabio Cani e Antonio Marino sono i conduttori dell’incontro di questo pomeriggio, La Funicolare al tempo del decoro e dell’orgoglio: personaggi, ingegneri, polemiche e novità
MEMORIA DUOMO (NodoLibri, 1993)
Video suite in dodici parti, scritta da Fabio Cani e Gerardo Monizza (realizzazione e regia Paolo Lipari)
Nella storia della città di Como, il Duomo appare quale centro fisico e simbolico: somma della storia religiosa, della vita civile, delle passioni e dell’arte comacina. Un capolavoro che si può guardare con occhi sempre nuovi.
Questo video, che avvicina immagini e musica, esplora la Cattedrale comasca, presentandone prospettive sconosciute e cogliendone le atmosfere più suggestive.
Fabio Cani | 24 settembre 2014 | Spazio Natta
“Como tra due guerre: la storia e la ragione”
in occasione della mostra di MAARC
“Como 1920-1940: paesaggi della città razionalista””
6 GENNAIO: ”Incantati dalla Stella” all’Hotel Borgo Antico
Il giorno dell’Epifania presentazione di ”Como e il viaggio dei Re Magi”
Martedì 6 gennaio 2015, alle ore 16, presso l’Hotel Borgo Antico di Como (via Borgovico 47),
Associazione Amici dei Musei, Università Popolare e NodoLibri invitano all’incontro
“Incantati dalla Stella. Viaggio immaginario e storico dei Re Magi dall’Oriente all’Europa“,
presentazione del libro Como e il viaggio dei Re Magi (edito da NodoLibri), con gli interventi di Gerardo Monizza (“Re Magi. Andata e ritorno”) e Fabio Cani (“Re Magi. A Milano e Como?”).
In San Fedele a Como vi sono quattro affreschi seicenteschi: Sposalizio della Vergine, Natività, Adorazione dei pastori. Nell’Adorazione dei Magi la scena è occupata dai Magi e dal loro seguito. Maria, Giuseppe e il bambino stanno in una casa in costruzione. Dietro c’è un ragazzo che spinge il braccio verso un buco, nella parete di fondo. Perché il ragazzo sta compiendo quel gesto? Intorno a queste immagini si ricostruisce il lungo viaggio dei Re Magi, dall’Oriente a Betlemme, ma anche (forse) a Milano, Como e Colonia. Un’occasione per indagare antichi racconti e miti.
”Gli affreschi di Sant’Abbondio a Como”
Resoconto filmato
Resoconto video, a cura del professor Paolo Ferrario, del pomeriggio di giovedì 11 dicembre presso l’Università dell’Insubria e la Basilica di Sant’Abbondio (via Regina):
Università dell’Insubria e Basilica di Sant’Abbondio, via Regina, ore 17.30
Gli Amici dei Musei organizzano, in collaborazione con la basilica di Sant’Abbondio, l’Università dell’Insubria e l’Università popolare di Como, un appuntamento dedicato agli affreschi di Sant’Abbondio a Como: Cronaca per immagini. Gli affreschi di Sant’Abbondio a Como. Gerardo Monizza: cronaca illustrata del dramma; Fabio Cani: storia della basilica e degli affreschi.
Gli affreschi del presbiterio, nella Basilica di Sant’Abbondio, costituiscono uno dei cicli pittorici più integri del primo Trecento in Lombardia: furono realizzati da un artista anonimo. Il programma iconografico inizia nell’arco trionfale affrescato con la rappresentazione dell’Annunciazione e figure di santi, nel sottarco. La volta della prima campata (recentemente restaurata) reca tracce di un cielo stellato e di quattro troni con i Dottori della Chiesa. Nell’arco che precede il catino absidale vi è un Cristo benedicente affiancato da due Arcangeli e, racchiusi in otto tondi, figure di Patriarchi, Profeti e altri santi. Il catino absidale presenta una raffigurazione della Deesis (Cristo benedicente tra la Madonna e Giovanni Battista) con ai lati San Pietro e San Paolo. Nell’abside, divisa in cinque parti verticali, sono affrescati venti episodi della vita di Gesù (Natività di Gesù, Predicazione, Passione). Nella fascia inferiore vi sono figure di Apostoli. L’insieme si connota per un linguaggio che unisce il ritmo del racconto con l’attenzione ai dettagli degli abbigliamenti offrendo uno spaccato della vita e dei costumi del tempo. Numerose immagini sulle lesene e sulle semicolonne, che separano gli episodi della vita di Gesù, rendono alquanto complessa l’interpretazione del programma decorativo. Ignoto è l’autore del ciclo di affreschi; è convenzionalmente chiamato “Maestro di Sant’Abbondio”. La critica colloca la realizzazione del ciclo tra il 1330 e il 1340 durante l’episcopato del vescovo francescano Leone Lambertenghi, committente dell’opera.
Nella basilica di San Fedele in Como sono conservati – tra altre bellezze – quattro affreschi seicenteschi raffiguranti lo Sposalizio della Vergine, la Natività, l’Adorazione dei pastori, l’Adorazione dei Magi.
Nel quarto dipinto la scena è occupata dai Magi, personaggi protagonisti, riccamente vestiti, e dal loro seguito. Maria, Giuseppe e il bambino stanno in una casa che sembrerebbe in costruzione. Dietro c’è un ragazzo che spinge il braccio sinistro verso un buco che sta nella parete di fondo. Perché quel ragazzo sta compiendo quel gesto? Chi è?
Intorno a queste domande si ricostruisce il lungo viaggio dei Re Magi, dall’Oriente a Betlemme, ma anche (forse) a Milano, Colonia e… Como, fino in San Fedele. Un’occasione per indagare antichi racconti, ma anche il processo attraverso cui questi diventano opere d’arte e, quindi, il contesto culturale in cui hanno avuto origine
Domenica 19 ottobre abbiamo imparato che i luoghi assumono una intensità diversa se vengono visitati con l’intenzione di “leggerli” dal punto di vista storico oltre che paesaggistico.
A rendere possibile questo obiettivo è l’accompagnamento dello storico Fabio Cani, il cui lavoro di analitico studio documentale gli permette di fornirci informazioni a cavallo di diversi secoli di storia locale ed europea.
Partenza da Piazza Cavour attorno alle 9 in aliscafo all’interno di un gruppo che, pur nella sua eterogeneità, condivide interesse e voglia di conoscere. L’utilizzo dell’aliscafo consente inoltre una vista complessiva delle sponde del lago, poiché i diversi “passaggi acquei” vengono attraversati velocemente.
Arriviamo allo scalo di Tremezzo attorno alle 10 e 30 e, prima dell’inizio della camminata, ci viene sottolineata la riflessione che è solo da pochi decenni che le rive del nostro lago vengono percorse con l’automobile.
Per lungo tempo infatti la vera “autostrada” è stata il lago stesso e gli abitanti lacustri erano ben abituati a percorrenze “ad U”, con partenza da un punto del lago, penetrazione dell’entroterra e ritorno da un diverso punto d’approdo. Questo permetteva di fare esperienza della straordinaria doppiezza dei nostri luoghi, costituita dalla profonda integrazione fra la linea dell’acqua e la ripida pendenza dei monti.
La giornata è bellissima. Sole, caldo e cielo terso costituiscono uno scenario abbastanza insolito per essere a ottobre avanzato. Il percorso inizia con una ripida erta lungo i tipici sentieri acciottolati che talvolta dividono in due giardini e orti delle case. Lungo la salita sono distribuiti qua e là archi di pietra che collegano i vari appezzamenti.
L’arrampicata è impervia, ma il risultato ne vale la pena: al cospetto della torre medievale di Rogaro è possibile rimirare una stupenda visione del lago.
Giunti a mezza costa il cammino è più rilassato e tranquillo e ci porta abbastanza rapidamente alla frazione di Bonzanigo, dove di fronte al palazzo Rosati apprendiamo che questi luoghi sono stati tutt’altro che isolati e chiusi, visto che i loro abitatori intrattenevano intensi collegamenti commerciali e artistici con le regioni del Nord Europa.
Attraversiamo questo straordinario borgo che alterna agglomerati di case addossate l’un l’altra ad archi di pietra affacciati sul panorama delle montagne che contornano il lago. Visita della chiesa di Sant’Abbondio con breve relazione di Fabio Cani sugli aspetti storici e artistici e rapida escursione nel vicino cimitero.
L’incantevole caratteristica di questo luogo è il paesaggio dolcemente digradante in cui spiccano ampi terrazzamenti di centinaia di ulivi e cipressi.
Attorno alle 13 giungiamo all’imbarcadero di Lenno.
Qui è il lungolago ad imporsi grazie alla spaziosa curvatura verso il promontorio di Villa Balbianello.
Nella piazza ascoltiamo la descrizione dell’architettura romanica del Battistero e, con un notevole balzo in avanti del tempo, la storia più recente rappresentata dal monumento di caduti che si erge a pochi metri dalla chiesa di Santo Stefano.
E’ davvero bella la possibilità di camminare in viottoli paralleli al percorso delle automobili. Appare alla nostra vista la villa Balbiano, stupenda anche nella veduta retrostante, il cui giardino nulla ha da invidiare a quello ben più famoso di Versailles.
Breve sosta davanti alla chiesa di Sant’Eufemia e poi imbocchiamo il sentiero che passando davanti a Villa Monastero ci porterà verso Ossuccio, la cui principale attrattiva è la chiesa di Santa Maria Maddalena, dove ci viene ricordata la sua collocazione vicino a un antico “hospitium”. Il luogo è di profonda suggestione dovuta anche alla prospettiva sull’isola Comacina. Da qui l’ultimo tratto di strada previsto dalla gita ci conduce a Spurano dove, a strapiombo sul lago sorge la chiesa di San Giacomo e Filippo.
Termina qui il nostro “cammino nella conoscenza”.
Alcuni torneranno a Como in corriera e altri in aliscafo, con la netta percezione di avere trascorso una giornata indimenticabile.
Salone di Confcooperative, via Anzi 8, ore 21, ingresso libero
Presentazione della ricerca diGiorgio CavalleriCroci vicine terre lontane. In occasione del 4 novembre e del centenario del primo conflitto mondiale, l’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta ha pubblicato, in collaborazione con le Acli di Como, la ricerca di Cavalleri dedicata all’ossario del cimitero di Camerlata, dove sono tumulati i resti mortali di tutte le persone morte negli ospedali militari di Como durante la guerra, compresi – caso piuttosto raro – anche i soldati “nemici”, cioè i prigionieri dell’esercito austro ungarico.
La ricerca ricostruisce questa interessante vicenda mettendo l’accento soprattutto sulle tracce delle storie personali di questi soldati provenienti dalle più diverse regioni dell’impero asburgico.
Il volume viene presentato stasera in un consiglio provinciale delle Acli di Como aperto a tutti. Saranno presenti l’autore della ricerca, Fabio Cani eGiovanni Bianchi, presidente dei Partigiani Cristiani.