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LAKE COMO WALKING FESTIVAL 2026 – “Barche e navette”, Domenica 19 aprile la passeggiata “Quel Ponte tra seta e cotone”, con visite a Villa Guaita, sede del nuovo Museo del Cotone, e a Villa Haechler. Organizzata da Sentiero dei Sogni in partnership con Fondazione Alessandro Volta

LAKE COMO WALKING FESTIVAL 2026 – “Barche e navette”, Domenica 19 aprile la passeggiata “Quel Ponte tra seta e cotone”, con visite a Villa Guaita, sede del nuovo Museo del Cotone, e a Villa Haechler

Terzo appuntamento per la kermesse organizzata da Sentiero dei Sogni in partnership con Fondazione Alessandro Volta.

L’iniziativa è organizzata con il sostegno del Comune di Ponte Lambro.

IL PERCORSO

Ritrovo domenica 19 aprile, ore 14, nella Sala Consiliare del Comune di Ponte Lambro, in via Roma 23. In un cammino di circa 3 chilometri in piano tra il nucleo centrale del paese e la frazione di Lezza, si ripercorrerà un pezzo di memoria strettamente legato al fiume Lambro, che ha fatto funzionare non solo il cotonificio, azienda di importanza nazionale che tra il 1840 e il 2012 ha contribuito a plasmare l’identità e l’urbanistica della zona, ma anche una filanda. La storia industriale si intreccerà con quella di pontelambresi e villeggianti illustri, come il cartellonista della Belle Époque Leopoldo Metlicovitz ed Eugenio Torelli Viollier, che 150 anni fa esatti fondava il “Corriere della sera”. Le tappe più significative saranno il Museo del Cotone, da poco allestito all’interno di Villa Guaita, un tempo abitazione dei proprietari del cotonificio, e Villa Haechler, appartenuta a uno storico direttore della stessa azienda. Lungo il percorso testimonianze e letture di poesie scritte da alcuni cittadini di Ponte Lambro, inserite di recente nell’arredo urbano.


GLI INTERVENTI

Saluti di Ettore Pelucchi, sindaco di Ponte Lambro

Conduce il percorso Pietro Berra, presidente di Sentiero dei Sogni

Interventi di: Manuel Guzzon (storico), Patrizia Crespi (su Leopoldo Metlicovitz)
Ospite speciale: Emilio Magni, giornalista e scrittore, racconterà la vita al cotonificio, con particolare attenzione al tempo di guerra e al rifugio antiaereo di cui verranno proiettate alcune fotografie

Letture di Lorena Mantovanelli


MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria attraverso il sito http://sentieordeisogni.it/eventi

PERCORSI

26 aprile – Lecco, “Bione: il fiume e la seta. Passeggiata manzoniana” (Comune di Lecco e associazione Lettelariamente nell’ambito del progetto “Contratto di fiume”)

3 maggio – Merone, “Il lavoro e la vita: le frazioni Maglio e Mojana” (Comune di Merone)

24 maggio – Barzio, “Storie di montagna 1: d’argilla e di carta” (Sistema museale della Provincia di Lecco, nell’ambito del progetto “ConoSCIamo: storie di sci e montagna”)

31 maggio – Como-Brunate, “Merini e Volta uniti da un filo di seta” (Fondazione Alessandro Volta)

7 giugno – Moltrasio, “In battello con i Nobel: sulle tracce di Herman Hesse ed Enrico Fermi” (Fondazione Alessandro Volta, con la collaborazione del Comune di Moltrasio)

14 giugno – Piani dei Resinelli, “Storie di montagna 2: Dante sugli sci” (Sistema museale della Provincia di Lecco, nell’ambito del progetto “ConoSCIamo: storie di sci e montagna”)

21 giugno – Nesso-Faggeto Lario, “Battellata sublime: gli orridi, il cantiere e la filanda” (Comuni di Faggeto Lario e Nesso)

27 giugno – Como, “Il porto sepolto: la Como di William Turner” (Comune di Como)

5 luglio – Abbadia Lariana, “Il setificio e il batèl” (Sistema museale della Provincia di Lecco)

12 luglio – Alserio, “La barca dei poeti” (Parco regionale della Valle del Lambro)

16 agosto – Como-Tremezzina, “Il piroscafo del tempo: 200 anni di Navigazione” (in collaborazione con Associazione Piroscafi Lariani)

30 agosto – Tremezzina “La Velarca e il filandone: tesori nascosti di Ossuccio” (Comune di Tremezzina)

6 settembre – Canzo-Asso, “Quel filo di seta tra Leonardo, Stendhal e Salvatore Fiume” (Lago di Como GAL nell’ambito del progetto “FUTURISMO SOSTENIBILE”)

20 settembre – Pusiano, “Bozzoli e navigli: battellata Segantini” (Comune di Pusiano, con la collaborazione del Parco regionale della Valle del Lambro)

27 settembre – Garlate, “Da Leonardo agli Abegg: la grande storia della seta” (Sistema museale della Provincia di Lecco)

4 ottobre – Como, “I fiumi nascosti della seta” (Comune di Como, nell’ambito della Como Creativity Week)

18 ottobre – Brunate, “Il Monte dei santi” (Comune di Brunate, nell’ambito del “Progetto Volta”)

6 novembre – Como-Menaggio-Pianello, “Barche e navette: crociera per il centenario

del Concordia” (Comune di Menaggio, in collaborazione con Associazione Piroscafi Lariani)

Ufficio stampa Fondazione Volta

Paola Carlotti  3357059871

Brunate · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Brunate: storia urbana del NUVOLE GARDEN HOTEL, nato sul precedente HOTEL MILANO

La storia urbana del Nuvole Garden Hotel di Brunate rappresenta un significativo capitolo di rigenerazione architettonica sul Lago di Como, segnando la rinascita di un’icona della Belle Époque rimasta in abbandono per decenni. [1, 2, 3]

Origini: Il Grand Hotel Milano (1910-1911) [4, 5]

L’edificio nasce nel 1910 su progetto dell’architetto Achille Manfredini, sul sito dove precedentemente sorgeva lo Chalet Spaini. [6, 7]

  • Stile: Un capolavoro in stile Art Nouveau (Liberty), concepito come meta d’élite per il jet-set internazionale dell’epoca.
  • Contesto Urbano: La sua fortuna fu strettamente legata alla funicolare Como-Brunate (inaugurata nel 1894), che rendeva l’hotel una destinazione mondana per casinò, spettacoli musicali e soggiorni di lusso. [6, 8, 9]

Declino e Abbandono

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’attrattiva dell’Hotel Milano iniziò a svanire. [1]

  • Parentesi Spirituale: Nel 1982, la struttura fu acquistata dal guru indiano Maharishi Mahesh Yogi (celebre per il legame con i Beatles), trasformandola temporaneamente in un centro di meditazione e ritiro spirituale.
  • Degrado: Dal 1999 l’edificio rimase completamente abbandonato, subendo gravi danni strutturali, infiltrazioni e un devastante incendio nel 2012 che ne distrusse parte degli interni. [1, 10]

La Rinascita: Nuvole Garden Hotel [11]

Il progetto di recupero è iniziato nel 2017 per volontà dell’ingegner Emilio Polillo (proprietario di Italiana Hotels & Resorts) e si è concluso con l’apertura tra marzo e aprile 2025. [3, 10, 12, 13, 14]

  • Design Contemporaneo: L’interior designer ungherese Zoltán Varró ha curato la trasformazione, mescolando elementi Art Nouveau originali con suggestioni Art Déco e un’atmosfera onirica definita “sopra le nuvole”.
  • Struttura Attuale: L’hotel è oggi un 5 stelle lusso con 80 camere e suite distribuite su 5 piani, caratterizzato da un forte legame visivo con il paesaggio circostante attraverso ampie vetrate panoramiche. [2, 7, 10, 12]

fonti informative

[1] https://www.nuvolegarden.com

[2] https://noel-marquet.it

[3] https://www.nuvolegarden.com

[4] https://www.nuvolegarden.com

[5] https://www.nuvolegarden.com

[6] https://www.nuvolegarden.com

[7] https://comolake.today

[8] https://www.hoteldomani.it

[9] https://www.nuvolegarden.com

[10] https://noel-marquet.uk

[11] https://www.nuvolegarden.com

[12] https://www.nuvolegarden.com

[13] https://luxuryfb.com

[14] https://www.crowdlender.it

Brunate · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Brunate: Storia del FARO VOLTIANO, inaugurato il 27 settembre 1927

Il Faro Voltiano di Brunate, situato nella frazione di San Maurizio sul Monte Tre Croci, è una torre ottagonale alta 29 metri inaugurata ufficialmente il 27 settembre 1927. [1, 2]

Storia e Origini

  • Celebrazioni Voltiane: Il monumento fu eretto per commemorare il primo centenario della morte di Alessandro Volta (1745-1827), celebre fisico comasco e inventore della pila.
  • Promotori e Progetto: L’iniziativa partì dall’Istituto Gare Nazionali e Internazionali fra i Postelegrafonici e passò poi all’Istituto Ricevitori Postali per motivi finanziari. Fu progettato dall’ingegnere Gabriele Giussani.
  • Significato Simbolico: La struttura non serve alla navigazione lacustre, ma è un monumento alla “luce” e alla scienza. Al suo interno è ospitato un busto di Volta, donato proprio dai postelegrafonici. [1, 3, 4, 5]

Caratteristiche del Monumento

  • Architettura: Una torre in stile eclettico con una scala a chiocciola interna di 143 gradini che porta a due balconate circolari.
  • Illuminazione: Tradizionalmente, il faro emetteva fasci di luce tricolore (verde, bianco e rosso) visibili a grande distanza. Negli ultimi anni sono stati segnalati problemi tecnici che hanno limitato l’illuminazione alla sola luce bianca.
  • Panorama: Dalla cima si gode di una vista a 360 gradi sul Lago di Como, la Pianura Padana e, nelle giornate limpide, l’arco alpino fino al Monte Rosa. [2, 6, 7, 8, 9, 10]

Informazioni Pratiche (Aprile 2026)

  • Accesso: Si raggiunge con una camminata in salita di circa 30 minuti partendo dall’arrivo della Funicolare Como-Brunate.
  • Stato attuale: Sono in corso discussioni istituzionali per garantire la piena riapertura e il restauro in vista del bicentenario della morte di Volta nel 2027. [11, 12, 13, 14]

fonti informative

[1] https://it.wikipedia.org

[2] https://passeggiatecreative.it

[3] https://www.memorieinfoto.it

[4] https://www.facebook.com

[5] https://wevillas.ch

[6] https://martinaway.com

[7] https://www.laprovinciadicomo.it

[8] https://www.laprovinciadicomo.it

[9] https://martinaway.com

[10] https://martinaway.com

[11] https://www.tripadvisor.it

[12] https://www.espansionetv.it

[13] https://www.espansionetv.it

[14] https://www.espansionetv.it

Berra Pietro · BIOGRAFIA, biografie · Brunate · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Liti sul faro di Volta, simbolo di dialogo, articolo di Pietro Berra, in la Provincia 13 marzo 2026

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Clemente Tajana e la Grande Como: “Primo studio nell’80 e al centro la viabilità”, articolo in La Provincia 31 dicembre 2025

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Guzzon Manuel, l’ultima ridotta. Antonio Gramsci alla Capanna Mara e i comunisti comaschi dal 1921 al 1925, Manzoni editore, Merone (CO), 2025. Indice del libro

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Sguardo dall’alto: da Nesso a Brunate

Brunate · Paesaggio · Sguardi

Sguardo dal Faro di San Maurizio (Brunate) verso l’alto lago di Como

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Sguardo su Como, Brunate e il ramo del lago fino a Torno e Faggeto

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Sguardo da Brunate sulla diga Foranea di Como

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Appunti su: l’Eremo di San Donato, a Como

L’eremo di San Donato, situato a Como, è un ex convento francescano con una storia che risale al XV secolo.

La sua posizione strategica, su uno sperone di roccia a 453 metri sul livello del mare, lo rende un luogo di grande importanza storica e spirituale.

Origini e Sviluppo

L’area dove sorge l’eremo era inizialmente utilizzata da eremiti, probabilmente monaci benedettini, che vi si stabilirono in una grotta naturale conosciuta come la grotta del beato Geremia. Nel VII secolo, fu costruita una torre fortificata che serviva come segnalazione e che divenne in seguito il campanile della chiesa[1].

Nel 1435, l’eremo passò in uso ai francescani del terz’ordine e nel 1458 ricevette una bolla papale che ne confermava la gestione. Fino al 1654, i francescani si dedicarono alla cura spirituale degli abitanti delle vicine località di Brunate, Camnago e Lora. Durante questo periodo, la chiesa subì un ampliamento significativo e fu riconsacrata nel 1565[1][5].

Declino e Trasformazione

Il convento subì un drastico cambiamento nel 1772 con la sua soppressione.

Nel 1780, il complesso fu venduto a privati e trasformato in abitazione civile. Negli anni ’80 del XX secolo, l’eremo fu frazionato in dodici appartamenti indipendenti, mentre la chiesa mantenne la sua funzione originaria[1][3][7].

Curiosità

Un personaggio storico legato all’eremo è don Giuseppe Bernasconi, un prete garibaldino che vi si ritirò in esilio volontario dopo aver partecipato attivamente alle guerre d’indipendenza italiane. Morì nel 1923 all’eremo, che oggi è raggiungibile attraverso una strada a lui dedicata[1].

L’eremo di San Donato rappresenta quindi non solo un importante sito religioso ma anche un simbolo della storia locale di Como, rimanendo un luogo di interesse per turisti e studiosi.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_San_Donato
[
[3] https://fondoambiente.it/luoghi/eremo-di-san-donato

[5] https://www.quicomo.it/social/eremo-san-donato-vista-lago-como.html
[6] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/ordine/leremo-san-donato-oscuro-simbolo-como-o_1557731_11/
[7] https://ostellobello.com/it/eremo-san-donato/

L’eremo di San Donato a Como presenta diverse caratteristiche architettoniche significative, riflettendo la sua storia e la sua funzione religiosa.

Posizione e Struttura

  • Sperone di Roccia: L’eremo è situato a 453 metri sul livello del mare, su uno sperone di roccia chiamato Garzola, che offre una vista panoramica sulla città di Como e sul lago[3][4].
  • Accesso: Si trova lungo un sentiero che era un’importante via di comunicazione tra Brunate e Como, evidenziando la sua accessibilità storica[3][4].

Architettura Religiosa

  • Stile Costruttivo: L’eremo è stato costruito nel XV secolo, con elementi architettonici che rispecchiano l’influenza dell’architettura francescana. La struttura è caratterizzata da linee semplici e funzionali, tipiche dei conventi dell’epoca[4][6].
  • Campanile: Una torre fortificata, originariamente costruita nel VII secolo come torre di segnalazione, funge ora da campanile della chiesa. Questa torre rappresenta un elemento storico significativo della struttura[3][4].

Interni e Decorazioni

  • Chiesa: All’interno dell’eremo si trova una chiesa dedicata a San Donato, con affreschi che raccontano momenti significativi della vita del santo. La chiesa è stata ampliata e riconsacrata nel 1565, con ulteriori lavori di restauro nei secoli successivi[3][4].
  • Grotta del Beato Geremia: Un’importante caratteristica interna è la grotta naturale utilizzata dai primi eremiti, ora nota come grotta del beato Geremia. Questa grotta ospita statue di santi e rappresenta un luogo di penitenza storica[3][4].

Funzione Storica

  • Monastero Francescano: Originariamente parte di un monastero benedettino, l’eremo passò ai francescani nel XV secolo. La sua funzione religiosa ha influenzato profondamente la comunità locale fino alla soppressione del convento nel 1772[4][6].

L’eremo di San Donato non è solo un importante sito religioso ma anche un simbolo della storia culturale e architettonica della regione comasca.




[3] https://www.madeinbrianza.it/turismo-brianza/eremo-di-san-donato/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_San_Donato
[
[6] https://www.quicomo.it/social/eremo-san-donato-vista-lago-como.html
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00786/

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Tajana Clemente, Passeggiate comasche 2: i borghi del Lario e i laghi briantei, New Press edizioni, 2014. Indice del libro e intervista di Pietro Berra all’autore